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Prologo
Millerna si sedette su un piccolo e comodo divano della stanza
che un tempo era stata di sua sorella. Ricordava bene Marlene, la
sua dolcezza e la sua bellezza; da quando era morta la loro madre,
quando lei ancora era troppo piccola per ricordarsene o anche soltanto
per provare dolore, la giovane principessa aveva sempre considerato
Marlene con lo stesso affetto e la stessa devozione che avrebbe
riservato alla regina Therese Aston se fosse vissuta.
Millerna aprì lentamente le prime pagine del diario di sua
sorella maggiore, sentendo tra le dita la loro superficie lucida
e piacevole
forse nemmeno il principe Freid aveva mai letto
ciò che lei stava per leggere ora, ciò che l'anima
di Marlene aveva tenuto nascosto in sé, nascosto fino alla
morte. Millerna respirò a fondo nella calura della notte
di Godarsin e iniziò a leggere.
Io, Lanka Ahalya Freid, sorella minore di Sua Altezza il principe
Mahad Dhar Freid, in qualità di attendente personale di Sua
Altezza la pricipessa Marlene Erisha Aston Freid, ho ricevuto l'incarico
da Sua Altezza il pricipe di ordinare e conservare in luogo sicuro
gli scritti di Sua Altezza la principessa, venuta a mancare con
nostro supremo cordoglio dopo quattro soli anni di regno.
Sua Altezza il pricipe Mahad ha ordinato di raccogliere le pagine
che la sua sposa scrisse durante i suoi ultimi anni, precisando
di non volere mai venire a conoscenza del loro contenuto e ordinandomi
di non divulgarne alcuna parte, sotto minaccia di una pena assai
severa nonostante il mio rango di principessa del sangue.
Io stessa e nessun altro, come ordinatomi, mi sono incaricata di
raccogliere e conservare personalmente le memorie della pricipessa,
come attiene al mio ruolo di prima dama della sovrana di Freid,
di istitutrice dell'erede al trono Sua Altezza il principe Cid Zhar
Freid e soprattutto come amica e sorella della defunta Marlene Erisha.
Anno in cui il Cristallo del sole volge a est
Rosso, 8a luna
Oggi pomeriggio sono andata a passeggiare da sola nel piccolo giardino
di mia madre.
Ho congedato le mie damigelle e le mie domestiche; non volevo avere
attorno nessuno mentre camminavo tra l'erba tagliata di fresco e
il profumo dei fiori che mi avvolgeva come un addio.
Tra alcune settimane si celebrerà il mio matrimonio con il
principe Mahad Dhar Freid e a questo pensiero mi pare che nemmeno
la frescura delle siepi che mia madre coltivava con tanto calore
e abilità possa placare l'incendio che sento nel mio cuore.
In ogni passo, in ogni respiro, in ogni frullare di ali attorno
a me sentivo mormorare il suo nome
Allen
Allen.
Vorrei che tutto ciò che mi sta accadendo scivolasse via
dalla mia pelle come un sogno, come un incubo ingannevole pieno
di orrore che la rugiada del mattino lava via.
Fin da bambina sono stata preparata al momento in cui, come primogenita
del re di Asturia, sarei andata in sposa all'erede al trono di Freid.
Da piccola immaginavo me stessa nel mio splendido abito candido,
adorna dei gioielli di mia madre, la mia mano stretta in quella
del principe di Freid avanzare sorridendo con la timida alterigia
di tutte le spose, tra le migliaia di mani levate a salutarmi dei
cittadini di Palas, tra i loro volti cui si sarebbe letta l'ammirazione
e l'augurio di prosperità che non si nega a nessuna giovane
moglie, dalla piccola contadina alla grande sovrana.
Credevo che nulla avrebbe guastato il giorno della mia piccola,
perfetta felicità.
E invece
nessuna delle mie istitutrici mi aveva mai insegnato
a chiudere il mio cuore e la mia anima.
Mentre pensavo a tutto questo ho sentito da lontano le voci delle
mie sorelle
e la sua.
Non desideravo essere disturbata in quel momento
a cosa sarebbe
servito vederlo? Lui stesso sa che nessuno di noi coltiva in sè
la speranza che un giorno ciò che sentiamo possa essere confessato.
Lui stesso mi ha detto più volte che non esiste altro destino
per un cavaliere ed una principessa.
Avrei voluto poter fuggire
ma il cancello sul retro del giardino
era già distante e le loro voci si avvicinavano.
Sarei apparsa sgarbata e ridicola se mi fossi messa a correre per
non incontrarli.
Ho visto per prima mia sorella Millerna, sbucare da dietro il fusto
di un grosso albero.
Appena mi ha scorta, mi è corsa incontro, con i suoi riccioli
biondi che le facevano da aureola attorno al viso; sebbene abbia
compiuto quindici anni non ha ancora perso nulla delle sua freschezza
di bambina
e io la invidio per questo.
Dietro di lei Allen e poco scostata da loro Eries
Allen
naturalmente
mi ero aspettata di vederlo ma l'apparire della sua uniforme azzurra
e del suo volto sorridente mi ha ridestata dalle mie fantasticherie
tristi e mi ha fatta precipitare di nuovo in un lungo sogno in cui
non siamo un cavaliere celeste ed una principessa
ma soltanto
un uomo e una donna.
_ hai già provato il tuo vestito, sorella?_ mi ha chiesto
Millerna, con la voce affannata per la corsa, gli occhi scintillanti.
Mi sono domandata se anche mia sorella facesse i miei stessi sogni
e immaginasse se stessa vestita di seta candida andare incontro
ad un destino sconosciuto
_ no
non l'ho ancora provato
è arrivato soltanto
ieri, Millerna
ci sono ancora molti preparativi da fare prima
della prova del mio abito_
_ me lo farai vedere , vero?_
Le ho accarezzato piano le guance
_ certo
anzi, mi aiuterai ad indossarlo!_
Millerna ha sorriso
davvero un sorriso di bambina
_ si! E poi metterò il mio abito da damigella d'onore! Madame
D'Anvers ce l'ha già portato, vero Eries? Non credete che
sarò carina con l'abito da damigella d'onore, Allen?_
Allen l'ha osservata sorridendo e io ho scorto negli occhi di Millerna
una luce provocante, di una malizia ancora acerba
forse, dopotutto,
mia sorella non è così infantile come io credo.
Allen si è rivolto a lei con la sua abituale voce pacata,
calda e cortese
_ penso che sarete deliziosa, principessa Millerna_
_ e io penso che questo lo direste a tutte le damigelle che incontrate
nei corridoi, Allen_ ha detto Millerna.
Io stessa mi sono stupita della sua sfacciataggine ma prima che
potessi intervenire ho udito la voce dura di Eries
_ Millerna!_ ha detto soltanto, ma il suo tono ha avuto il potere
di mortificare mia sorella minore.
Ha abbassato gli occhi sull'erba, la sua allegria soffocata da una
improvvisa timidezza
_ stavo soltanto scherzando
scusate Allen_
_ non vi date pensiero, principessa
e poi un simile complimento
lo farei soltanto a voi, vi do la mia parola_
Io ho sorriso
Allen, garbato, gentile come sempre, puro come
la lama della sua spada.
Millerna ha rialzato gli occhi su di lui e ha sorriso di nuovo
la
luce maliziosa che avevo visto prima nelle sue iridi di ametista
era svanita; o forse è stata soltanto un'altra delle mie
fantasie.
Inaspettatamente Allen si è rivolto a me
sentirmi guardare
dai suoi occhi limpidi mi ha scossa e ho sentito il mio cuore stringersi
dolorosamente
_ ho un messaggio per voi da parte di vostro padre, principessa
Marlene_
Mi sono seduta su una piccola panca di pietra; non volevo che le
mie sorelle si accorgessero del mio turbamento sotto lo sguardo
di Allen.
Eries mi ha guardata; ha pochi anni più di Millerna ma sembra
assai più matura.
Ha i capelli scuri e gli occhi severi di nostra madre
e come
nostra madre il suo cuore è costantemente preoccupato per
la sicurezza e la felicità mia e di mia sorella minore.
Per un momento non ho saputo come interpretare il suo sguardo, ma
lei ha distolto gli occhi e si è rivolta a Millerna
_ non vorrai stare qui a sentire i messaggi personali di nostra
sorella, vero? Avanti Millerna, c'è quell'abito da provare,
ricordi?_
Millerna l'ha osservata dubbiosa ma evidentemente la prospettiva
della prova l'aveva entusiasmata
_ va bene! Allora a più tardi Marlene, e ricordati che mi
ha promesso di farmi vedere il tuo abito da sposa!_
Io ho annuito
il mio abito da sposa
una volta che lo avessi
indossato davanti ad uno specchio e mi fossi veduta non avrei più
potuto tornare indietro.
Eries e Millerna si sono allontanate in fretta e Allen ed io siamo
rimasti soli.
Si è seduto accanto a me
in silenzio mi ha preso la
mano.
Io non ho avuto il coraggio di guardarlo negli occhi, di vedere
il suo volto con quell'espressione calma e grave che ha sempre quando
ci troviamo insieme nella reggia.
Se avessi guardato i suoi occhi pieni di un affetto che non avrebbe
mai potuto sfogarsi non avrei trattenuto le lacrime, non avrei trattenuto
la mia amarezza e il mio orrore
e la fine di quella strada
portava alla rovina per entrambi.
Allen è rimasto in silenzio a lungo, poi ha detto soltanto
_ oggi è il suo compleanno_
_ di chi?_ gli ho chiesto
_ di lei, di Serena. Rosso, ottava luna
oggi avrebbe compiuto
quindici anni. Mi domando se se ne ricorda, se lo sta festeggiando
lì dov'è ora. Mi domando se è ancora viva e
se qualche volta pensa ai nostri genitori. Mi domando se qualche
volta pensa a me_
Gli ho sfiorato il braccio sotto la camicia di seta candida
sapevo
che in quel momento dentro di lui la tristezza per l'inevitabilità
della nostra sorte e per quella di sua sorella si confondevano in
un'unica emozione.
Rosso, 29a luna
Domani è il giorno del mio matrimonio.
Credevo sarebbe stato più semplice, credevo sarei stata abbastanza
forte da saper fingere fino in fondo.
Credevo che in tutti i giorni precedenti mi fossi ormai rassegnata
alla consapevolezza di dovergli dire addio; credevo di avere imparato
ad accettare il destino, perché il mio spirito non è
abbastanza indomito da piegarlo.
Invece oggi ho avuto la prova che non so dominarmi, che non sono
in grado di affrontare tutto questo, che il dolore cresce, cresce
sempre di più ed io non ho i mezzi per fermarlo.
Come vorrei che lui fosse qui ora
ma se fosse qui non potrei
guardarlo, non potrei ascoltare la sua voce, non potrei sfiorare
la sua pelle senza sentirmi ancora più disperata.
Perché domani dovrò dirgli addio
addio Allen,
per sempre.
So che mio padre l'ha assegnato alla scorta d'onore che mi accompagnerà
fino alla nave da cerimonia venuta a prendermi da Freid.
Ed io sarò lì, con il mio abito, con i gioielli di
mia madre, esattamente come nei miei sogni di bambina, e lui sarà
accanto a me, con la spada sguainata, in alta uniforme
mi vedrà
passare ed io vedrò lui.
E saremo distanti come nessun essere vivente di Gaia lo è
mai stato, divisi da un abisso che il nostro cuore non ha la forza
di colmare.
Oggi ho pianto.
Quando le mie domestiche mi hanno portato l'abito da sposa, finalmente
da provare, ho sentito la mia pelle farsi più fredda
_ vi sentite bene, principessa Marlene?_ mi ha chiesto la mia dama
d'onore
_ si, si_ ho risposto, con una voce che non mi pareva la mia
Lei mi ha posato con grazia una mano sulla spalla e ha sorriso
_ è normale che siate nervosa, altezza
vedrete che domani
andrà tutto meravigliosamente bene
non avete nulla di
cui preoccuparvi_
_ si _ ho detto io_ sono soltanto un po' nervosa_
Ho ringraziato gli dei di Asturia di poter usare quella scusa quando
le lacrime mi sono scese dalle guance lungo la seta morbida dell'abito.
Le mie domestiche mi stavano attorno, lisciando il tessuto, sistemandomelo
sui fianchi, appuntandomi i capelli.
Ed io rimanevo immobile, soltanto con quelle lacrime silenziose
che fluivano piano dai miei occhi.
_ ora potete guardarvi, vostra altezza_ mi ha detto una delle cameriere.
Io mi sono voltata lentamente verso il grande specchio accanto alla
mia pettiniera.
Ho visto l'immagine di me stessa, con l'abito da sposa che avvolgeva
il mio corpo come un manto fatto apposta per nascondere, come un
costume di una delle sagre popolari di Palas.
La mia dama d'onore, accanto a me, batteva le mani eccitata e felice
_ splendido
oh, splendido davvero
siete bellissima, principessa
Marlene_
Sei bellissima, Marlene
Mi sono tornate alla mente le parole di Allen, proprio in quel momento,
quel momento in cui avrei dovuto mostrare il mio volto emozionato,
si, ma adombrato della trepidazione di attesa di una giovane sposa.
Il ricordo delle sue parole, della sua voce, mi ha attraversato
il cuore come un colpo di spada.
_ toglietemelo! Toglietemelo!_ ho urlato alle mie cameriere
_ altezza! Forse c'è qualcosa che non va?_ la mia dama d'onore
mi ha fissata sconcertata, impallidita_ l'abito non è di
vostro gusto?_
Io armeggiavo con i ganci dell'abito, tirandoli con rabbia, rischiando
di strappare la seta fragile.
Le mie cameriere sono subito accorse attorno a me, levandomi quasi
di mano i fermagli del vestito, per sciogliere il busto e le sottogonne.
Sono rimasta in camicia, tremando, piangendo, con le braccia strette
al petto e i capelli che mi cadevano in disordine sugli occhi, incapace
di frenarmi, come l'ultima delle domestiche.
_ andatevene
lasciatemi sola
lasciatemi sola!_ ho ordinato
Le giovani donne e la dama d'onore mi hanno lanciato un'ultimo sguardo
prima di andarsene, pieno di apprensione e di curiosità.
I loro occhi mi dicevano che comprendevano chiaramente che il mio
stato d'animo non era dovuto soltanto alla tensione della vigilia
delle mie nozze
ma cosa mi importa in fondo?
Ora sono qui nelle mie stanze, e nemmeno mi sono rivestita
il
freddo di questa camera non è nemmeno paragonabile a quello
che sento dentro di me.
Rosso, 30a luna
Le prime luci dell'alba tingono di un delicato colore purpureo
le pareti bianche della mia stanza; la mia stanza che ora non mi
sembra più fredda.
Allen è venuto da me ieri notte.
Ho sentito bussare alla porta e benchè fosse molto tardi
ho pensato che fosse una delle domestiche o la mia dama d'onore,
che veniva a chiedermi notizie sul mio umore o a domandarmi spiegazioni.
Così non mi sono nemmeno alzata dal letto in cui mi ero coricata
da poco e ho semplicemente gridato
_ sto bene, non ho bisogno di nulla, andatevene _
Il mio cuore ha sussultato quando attraverso la porta ho udito la
voce di Allen
_ Marlene
fammi entrare, ti prego_
Ero scossa, stupita e confusa
Allen, nei miei appartamenti,
in piena notte; come aveva superato le guardie alle porte, quale
scusa aveva usato per arrivare fino a me?
Se lo avessero trovato qui
non volevo nemmeno pensare ad una
simile possibilità.
Mi sono alzata in fretta e gli ho aperto la porta.
Quando l'ho visto, pallido e stanco quanto me, non gli ho dato nemmeno
il tempo di entrare; mi sono stretta a lui, cercando il conforto
del suo calore.
L'ho abbracciato con una energia che fino a quel giorno non avrei
avuto.
Anche Allen mi ha stretta, e con la stessa forza.
_ Marlene
perdonami
non potevo non vederti prima
prima
_
_ taci, Allen
_ gli ho detto. Non volevo sentire la sua voce
parlare del giorno dopo, di quello che sarebbe accaduto e di ciò
che avrebbe implicato
l'avevo già veduto e vissuto migliaia
di volte nella mia mente.
Mi sono sciolta dal suo abbraccio e gli ho accarezzato piano una
guancia.
Non so come fosse il mio sguardo, ma ne ho visto l'effetto sul volto
di Allen; le sue labbra tese, il suo volto adombrato di una tristezza
di cui ero incapace di vedere la fine.
_ perdonami, Marlene_ mi ha detto
Io sono rimasta in silenzio
ogni parola in quel momento sarebbe
sembrata una macchia inutile nel nulla attorno a noi.
_ se fossi più importante a corte
se avessi una qualche
possibilità di scelta
con tutto il mio cuore, con tutta
la mia anima cercherei di risparmiarti questi momenti_
Avere una possibilità di scelta
ma è appunto
questa che ci è sempre mancata.
Alcune volte mi sono soffermata a pensare se davvero non avessi
altra opportunità che accettare questo matrimonio, se non
avessi la forza e il coraggio di dire di no a mio padre ed ai ministri
del Consiglio di Corte e fuggire, fuggire lontano da Freid e da
Asturia, fuggire con Allen.
Ma un istante dopo ho guardato dentro di me e ho capito che no,
questa scelta mi era preclusa.
Non sarei stata abbastanza coraggiosa da superare le innumerevoli
difficoltà di una simile soluzione, di una simile vita lontana
dalla mia patria, dalle mie sorelle, da mio padre e
si, anche
dai miei previlegi di principessa.
Ho guardato ancora gli occhi di Allen, i suoi occhi azzurro chiaro,
che mi hanno tanto colpita la prima volta che l'ho veduto combattere
nell'arena di Palas, i suoi occhi che nonostante il dolore del suo
passato sono rimasti franchi e luminosi, e mi sono vergognata profondamente
mi sono vergognata di non riuscire io risparmiare a lui tutto questo.
_ mi sento così vile, Allen
_
_ ti prego Marlene
ti prego. Non voglio sentire da te altre
parole come queste. Voglio soltanto guardarti
voglio guardarti
come domani non potrò più fare_
Ho lasciato le sue braccia e mi sono seduta sul letto, piangendo
in silenzio; Allen si è seduto accanto a me, scostandomi
i capelli dal volto che sentivo bruciare.
_ ti amo, Marlene
ora
e per sempre_
Domani lo perderò, ho pensato, domani lo perderò
e
non c'è altra scelta.
Gli ho afferrato con forza la mano che mi accarezzava il viso
_ Se vuoi guardarmi come domani non potrai più fare, resta
con me stanotte, Allen
non andartene
resta con me. E'
il mio ultimo capriccio come principessa di Asturia_
L'ho baciato, affondando le mani tra i suoi capelli dorati.
Volevo che sentisse nel mio bacio il mio amore e la mia solitudine.
Ho passato la notte con lui, come amante; finalmente ho potuto sentire
il calore e il profumo del suo corpo, il sapore della sua pelle,
la carezza leggera dei suoi capelli posati sulla mia spalla.
Finalmente, per una notte, siamo riusciti ad essere felici.
Grigio, 3a luna
Ho poco tempo prima che le mie nuove dame di compagnia vengano
ancora nel mio piccolo palazzo a riordinare i miei effetti personali
portati da Asturia.
Il mio matrimonio è stato celebrato a Freid due giorni fa;
l'alba della trentesima luna rossa mi sembra lontana come appare
lontano un sogno che si cerca disperatamente di ricordare.
Quella mattina, sono riuscita a salutare Allen con un sorriso; sapevo
di avergli offerto come donna tutto ciò che non avevo potuto
dargli come principessa di Asturia.
La realtà di quella notte, che mi aveva profondamente segnata,
era che da quando il nostro legame era nato riuscivo per la prima
volta, soltanto in quelle brevi, intense ore ad essere non la principessa
Marlene Aston, ma soltanto Marlene Erisha, soltanto la donna che
Allen avrebbe potuto amare per sé stessa se la nostra sorte
avesse seguito un diverso corso.
Quella notte, mi sono addormentata appoggiando il viso sul petto
di Allen, ascoltando i battiti calmi del suo cuore, che mi hanno
cullata come una ninna nanna, come quando da bambina mia madre mi
teneva appoggiata sul suo petto canterellando "dormi, mia piccola
Lena, dormi
".
Quella mattina, mentre le mie dame mi vestivano e mi acconciavano
i capelli, le mie sorelle sono entrate nella mia camera.
Con mia grande sorpresa, Millerna aveva gli occhi pieni di lacrime.
Non curandosi affatto delle dame che mi stavano intorno si è
lanciata contro di me gettandomi le braccia al collo.
_ non mi dimenticherai, vero, sorella?_ mi ha detto. Sentivo i suoi
piccoli singhiozzi accanto all'orecchio.
_ no, Millerna_ le ho detto baciandole una guancia, mentre anche
i miei occhi si facevano più gonfi _ non ti dimenticherò,
lo sai
verrai da me alla corte di Freid quando vorrete, tu
ed Eries_
Eries stava immobile accanto alla porta d'ingresso, osservando me
e Millerna
anche i suoi occhi sembravano arrossati, ma il suo
viso non aveva mutato la sua consueta espressione timida e severa.
Le ho sorriso, allargando le braccia e anche lei si è stretta
a me, abbracciandomi con forza
_ ti auguro di essere molto felice, Marlene_ mi ha detto.
Quando si è allontanata da me ho colto nei suoi occhi grigi
uno sguardo particolare; mi sono chiesta per la prima volta se mia
sorella minore sapesse ciò che provavo, se riuscisse a leggere,
nonostante i miei sforzi, l'amore che celavo in fondo al mio cuore
e se sapesse che l'oggetto di questo amore era Allen Schezar.
Grigio, 10a luna
Per la prima volta il principe Mahad è venuto in visita
nel mio palazzo.
Mi sono stupita di come sembrasse diverso dal giorno in cui era
stato celebrato il nostro matrimonio; allora mi era apparso, nel
suo lungo abito da cerimonia, come uno dei sovrani leggendari che
popolavano le fiabe che le mie dame mi leggevano da bambina.
Un sovrano dei tempi antichi, un guerriero dallo sguardo fiero e
feroce.
Per tutta la cerimonia delle nostre nozze, egli mi ha guardata soltanto
quando mi ha accolta al momento dello sbarco dalla nave; quando
i nostri sguardi si sono incrociati per la prima volta non ho potuto
fare a meno di pensare a come quest'uomo assai più adulto
di me sembrasse serio, freddo e altero, a come i lineamenti del
suo viso fossero duri e marcati, accentuati dai lunghi baffi che
portava, com'è uso per gli uomini di Freid
a come fosse,
in tutta la sua persona, diverso da Allen.
Egli mi ha accolta con cortesia, porgendomi doni e parole di benvenuto;
ma poi non ha avuto più parole per me, né gli sguardi
che un giovane sposo ha per la sua consorte.
Mi ha fatto assegnare questo palazzo, vicino alla reggia di Godarsin
dove egli abita, e dal mio arrivo a Freid sono rimasta qui, a sistemare
le mie stanze, con la compagnia delle dame designate al seguito
della nuova sovrana.
Tra loro vi è come prima dama Lanka, la sorella minore del
principe
è una giovane donna dai lunghi capelli corvini,
molto bella e aggraziata; mi sta insegnando molte cose sulla vita
alla corte di Freid.
Il principe non mi ha avvertita della sua visita
le mie dame
lo hanno accolto con deferenza e profondi inchini; anche sua sorella
Lanka si è inchinata davanti a lui.
Com'è uso a Palas, io ho chinato il capo in una riverenza
_ vostra maestà mi fa molto onore a venire a farmi visita
prego
vostra maestà di perdonarmi se non lo accolgo con la dovuta
ospitalità ma non mi è giunta prima notizia delle
sue intenzioni_
Il principe mi ha osservata in silenzio ed io mi sono sentita molto
a disagio sotto il suo sguardo acuto; mi chiedo come sarà
vivere con quest'uomo che sembra così freddo nei miei confronti
e che tratta una principessa di Asturia con una tale alterigia.
_ spero che le sistemazioni che ho ordinato abbiano reso queste
stanze sufficientemente accoglienti, principessa Marlene_
_ vostra maestà mi ha fatto un grande dono; questo palazzo
è perfetto per le mie esigenze_ ho risposto, e in parte è
vero; la costruzione è piccola confrontata alla reggia di
Palas ed anche a quella di Godarsin
ma le stanze sono calde
e sopra tutto aleggia un lieve odore strano ma gradevole; la principessa
Lanka mi ha spiegato che deriva dalle essenze profumate che le mie
dame bruciano ogni mattina e che portano fortuna e prosperità
alla sovrana.
Il relativo isolamento dei miei appartamenti mi permette di godere
dell'intimità di cui sono sempre stata gelosa, anche a Palas
tuttavia
in alcune circostanze non fa che accentuare la mia solitudine e
il mio senso di estraneità in questa terra che per me continua
a rimanere lontana e straniera.
Il principe Mahad indossava una semplice veste bianca, e aveva il
capo scoperto; la sua figura imponente sembrava meno minacciosa
in questi abiti informali, tuttavia la sua presenza ha fatto crescere
dento di me un nervosismo che non ha tardato a divenire malessere
fisico: sentivo le forze abbandonarmi lentamente e soffrivo di una
leggera e insistente nausea.
Ho sperato che il principe non se ne accorgesse mentre lo accompagnavo
a visitare i miei appartamenti, seguita dalle mie dame; ma ho sentito
presto il suo sguardo freddo soffermarsi sul mio viso
_ siete assai pallida, principessa
siete sicura di stare bene?_
_ non è nulla, vostra maestà
soltanto un lieve
strascico di stanchezza, nulla di più_ ho risposto, rivolgendogli
un sorriso che sentivo dentro di me vergognosamente falso.
_ è meglio per voi riposare ancora
lasciate alle vostre
dame l'incombenza di sistemare i vostri effetti personali_
_farò senz'altro così, vostra maestà_
Il principe se n'è andato senza più parlarmi ed io
mi sono ritirata nella mia camera da letto, sentendomi sempre più
prostrata.
La nausea non mi ha dato tregua per tutta la giornata.
Grigio, 25a luna
I miei sospetti sono confermati; non ci sono dubbi, il bambino
è di quella notte.
Di quella notte che ho passato con Allen, con l'uomo che amo e che
ora è lontano e non sa più nulla di me.
Mi domando come reagirebbe il principe Mahad se glielo confessassi
mi
domando se il suo sguardo resterebbe comunque fiero e severo, o
se muterebbe in uno sguardo di disprezzo o addirittura di odio.
E perché non dovrebbe odiarmi in fondo? Non l'ho forse ingannato
e non lo sto ingannando tutt'ora?
Il nostro matrimonio ancora non è stato consumato, ancora
non sono stata per lui una vera sposa
egli forse pensa alla
mia salute, a come devo sentirmi stanca e scossa lontana dalla mia
patria
ed io ora so di portare nel mio grembo il figlio di
un altro uomo.
Sento la disperazione crescere dentro di me a questo pensiero, mi
sento ancora più imbrigliata senza scampo nelle trame di
un destino che si beffa continuamente di me e della mia vita.
Per quanto il principe di Freid possa mostrarsi comprensivo è
comunque certo che mi ripudierebbe, che mi rimandarebbe a Palas
a
Palas, con una simile vergogna atroce sul mio capo.
Non posso confessarglielo, non posso
non sono così vile
da pensare soltanto alla mia sicurezza; sto pensando in questo momento
anche a mio padre, ma soprattutto alle mie sorelle, a Millerna ed
Eries.
Tornerei a Palas non come una principessa, ma come l'ultima sgualdrina
dell'ultimo postribolo della capitale
e questo marchio peserebbe
per tutta la vita anche sulle mie ignare sorelle.
E Allen? Allen mi starebbe vicino, di questo sono certa come dell'aria
che respiro
ma quale futuro ci aspetterebbe? E quale aspetterebbe
nostro figlio?
Grigio 30a luna
Ho pensato per molte notti insonni a quale potesse essere la via
d'uscita di una situazione che si sta facendo sempre più
intollerabile.
Non ho più visto il principe Mahad e negli ultimi giorni
la mia salute ha molto risentito di tutto ciò che è
avvenuto; non sono più uscita dalle mie stanze e ho permesso
soltanto a Lanka di venire da me.
Nonostante io creda di celarle in maniera efficace il mio turbamento,
ella ha il volto preoccupato, e vedo l'ombra che vaga nei suoi occhi
neri quando mi osserva, quando osserva questa principessa sovrana
pallida e prostrata sdraiata sulle lenzuola del suo letto regale.
Spesso il suo sguardo mi ha ricordato quello di mia sorella minore,
Eries: noto in lei la medesima volontà ostinata di penetrare
oltre la barriera di silenzio e leggiadria forzata che pongo tra
me e lei.
Intanto mi giungono notizie dalla corte di Godarsin: i dignitari
del principe si allarmano e si insospettiscono per il mio forzato
isolamento.
Essi parlano della superbia della figlia del re di Asturia, del
suo disprezzo nei confronti di un regno dal territorio meno ricco
e rigoglioso di quello di Asturia, un regno da cui non si vede il
dolce profilo delle colline e dove non si sente il profumo del mare;
parlano della mia indifferenza per la loro capitale dagli edifici
bassi e austeri dove il sole del deserto non da mai tregua.
Non ho altra scelta ormai per salvare me stessa, il mio onore e
quello della mia patria; devo coprire il mio errore con un altro
errore, la mia debolezza con una debolezza ancora maggiore, la mia
meschinità nel tenere celata la verità al principe
con una meschinità di cui io stessa avrei orrore se non toccasse
a me provare il giogo di un destino che si stringe inesorabilmente
attorno alla mia gola ogni giorno che passa.
Da molto il principe Mahad non viene nelle mie stanze
stavolta
sarò io ad invitarlo, sarò io a preparare per lui
i miei appartamenti, profumati delle essenze che donano prosperità
alla sovrana; il principe di Freid mi ha conosciuta come principessa
di Asturia
è tempo ormai che mi conosca anche come sua
sposa.
Marrone, 15a luna
Non ho più avuto molto tempo per affidare i miei pensieri
al mio diario
la notizia della mia gravidanza ha scosso la
corte di Godarsin e portato subbuglio anche nel mio piccolo e tranquillo
palazzo.
Il principe Mahad viene a visitarmi molto spesso e il suo sguardo
ora non è più freddo e altero, ma dolce e sollecito;
spesso si rivolge a me con parole affettuose, parlandomi del futuro
che attende nostro figlio, il principe ereditario, che si compiace
io gli abbia dato tanto presto.
Lanka mi porta notizie dalla corte e mi riferisce che i dignitari
del principe sono soddisfatti che l'alleanza con Asturia evolva
in maniera tanto repentina e vantaggiosa; il principe erditario
di Freid avrà sangue asturiano nelle vene e questo sancisce
definitivamente l'amicizia tra il casato di mio padre e quello del
principe Mahad.
Viste le recenti pretese dell'impero di Zaibach nei confronti delle
province di confine del principato, a Freid è necessario
più che mai il totale appoggio delle truppe di Asturia e
la loro tempestività in caso di ostilità aperta.
Tra alcuni giorni dovrò partecipare ad una cerimonia propiziatoria
nel tempio di Fortona, uno dei più antichi del principato,
che si dice risalga all'antica Atlantide.
Lì il principe Mahad riconoscerà nostro figlio come
erede del principato, alla presenza delle autorità di corte
e degli Alti Sacerdoti Plakhtou, i monaci eremiti e guerrieri che
seguono l'ortodossia della religione freidiana.
Nel frattempo io attendo tutto questo e seguo gli avvenimenti che
si svolgono attorno a me con una sorta di rassegnazione nel cuore;
non mi toccano le questioni politiche del principato né ormai
mi rallegra il fatto che il principe abbia immediatamente creduto
alla sua paternità su mio figlio.
Mi sono consumata molti giorni e molte notti tormentata dal dolore
per la mia lontananza da Asturia, per la colpa che pesa sul mio
cuore all'inganno che ho intessuto per il principe di Freid
e
per la nostalgia struggente che ho provato quando per la prima volta
le sue labbra mi hanno sfiorata, le sue mani accarezzata.
Non ho potuto fare a meno di pensare ad Allen, ai suoi baci e alle
sue carezze, che tanto avevo desiderato e che ho potuto avere soltanto
per un breve, brevissimo attimo stemperato di piacere e tristezza
insieme.
Il principe Mahad è stato gentile con me
tuttavia non
ho potuto trattenere le lacrime pensando a come avrei desiderato
poter essere una sposa felice e appagata tra le braccia di Allen.
Marrone, 19a luna
Oggi ho ricevuto la visita ufficiale di mia sorella minore, Eries.
Mi ha molto rallegrata rivederla dopo tanto tempo, parlare nuovamente
con lei e poter finalmente discorrere delle piccole cose quotidiane
che ci tenevano tanto occupate a Palas.
Dopo gli omaggi ricevuti alla reggia di Godarsin io e mia sorella
siamo finalmente potute restare sole, nel giardino che le mie dame
avevano adornato appositamente per l'arrivo della giovane principessa
di Asturia con molti rami intrecciati di rose, un fiore che a Freid
si trova assai difficilmente.
_ ti trovo stanca, Marlene_ ha detto quando ho congedato le mie
dame.
La sincerità delle parole di mia sorella mi ha scossa
agli
occhi grigi ed acuti di Eries pare che non riesca a nascondere nulla.
_ si
lo sono
la cerimonia di nozze, il mio trasferimento
qui
e ora
è successo tutto molto in fretta_
Mia sorella è rimasta in silenzio a lungo, osservando gli
intrecci dei rami di rose sopra di noi.
Mi sono sentita in dovere di rendere più leggera la nostra
conversazione, dopo tanti giorni passati da sola con pensieri tristi
e tormentosi.
_ che notizie mi porti da Palas, Eries? Come sta nostro padre? E
Millerna?_
_ nostro padre sta bene
è molto impegnato in nuove trattative
diplomatiche con l'impero di Zaibach, per una sorta di semi-trattato.
L'impero sta diventando molto potente e nostro padre pensa che sia
un bene tutelarci da una possibile aggressione
pochi giorni
fa è stato a Palas il nuovo consigliere militare dell'impero
un
uomo decisamente freddo. Il suo nome è Folken de Fanel_
_ Folken de Fanel? Il principe ereditario di Fanelia? Com'è
possibile?_
Lo sguardo di mia sorella si è incupito
_ non lo so
ma so che forse è un bene per te essere
qui lontana da tutto questo. Nostro padre ha deciso di rafforzare
le postazioni di confine e di affidare la loro guardia ai Cavalieri
Celesti_
Ho sentito il mio cuore fermarsi per un istante
non avevo osato
chiedere a mia sorella notizie di Allen
Eries legge fin troppo
facilmente dentro di me.
Ma ora
Allen mandato ad un forte di confine
a migliaia
di kosta da Palas
e per quanto? Quanto?
_ nostro padre ha affidato ad Allen e all'equipaggio della Crusade
la sorveglianza del confine a sud, tra Fanelia e le province esterne
di Zaibach, nel forte di Castelo. Millerna non l'ha presa bene_
_ come
? Millerna
?_
_ Si è molto affezionata ad Allen
ha sofferto moltissimo
quando sei partita
e a quanto ho potuto vedere ha sofferto
anche Allen
forse nostra sorella cerca soltanto di consolarsi
come può_
Ancora quell'ombra negli occhi di Eries, l'ombra che le attraversa
il volto teso ogni volta che nomina Allen e me
e Millerna.
Sono rimasta turbata dalle sue parole
Millerna, affezionata
ad Allen
? O innamorata di lui? Mia sorella minore è
abbastanza adulta per provare cosa significhi l'amore per un uomo.
Mi sono sentita frastornata, travolta da tutto ciò che Eries
mi diceva
l'allontanamento di Allen dalla corte, l'affetto
di mia sorella per lui, le difficoltà politiche di Asturia
per
un solo istante ho desiderato non avere mai chiesto nulla ad Eries,
non avere mai sentito la sua voce ferma parlarmi di tutto questo.
Le iridi grigie di Eries sembravano perdute in qualcosa di lontano
uno
sguardo strano, che non avevo mai visto sul viso di mia sorella.
_Marlene
forse non dovrei dirtelo perché
vedo che
sei già molto provata e del resto è normale nel tuo
stato
ma
ho sentito nostro padre parlare con Allen prima
che decidesse il suo trasferimento
in realtà l'ho sentito
discutere con lui. Non so di cosa parlassero ma
ho udito nostro
padre dirgli: "spesso la troppa bellezza può essere
una maledizione, non trovate"?_
Prima che potessi rispondere mia sorella mi ha stretto le mani tra
le sue, un gesto affettuoso che deve esserle costato molto.
La sua pelle era gelida a contatto con la mia che invece bruciava.
_ Marlene
io credo
che nostro padre abbia trasferito Allen
perché
in qualche modo ha paura di lui
ha paura
della sua influenza
della sua
_
Mi sono alzata dalla panca su cui ero seduta
i rami di rose
mi hanno sfiorato i capelli con le loro spine.
_ non dire più nulla
non dire più nulla, Eries!
Cosa pretendeva da me nostro padre? Non ho forse fatto ciò
che voleva? Non ho forse sposato il principe di Freid? E allora
perché?_
_ Marlene
.calmati
ti prego_
Per la prima volta nella mia vita mi sono seriamente arrabbiata
con mia sorella, con il suo contegno freddo, con la sua posizione
di innocenza, innocenza davanti a me che in pochi mesi ero divenuta
così sconvolta, così colpevole verso tutti.
_ cosa puoi sapere tu di me, Eries?Cosa puoi sapere di ciò
che ho passato?_
Mia sorella ha pianto. Più di tutto ciò che finora
mi aveva detto, le sue lacrime mi hanno sconcertata. Un pianto silenzioso,
lento, come quello che mi aveva colta il giorno in cui avevo provato
il mio abito da sposa.
_ hai ragione Marlene _ mi ha detto_ non lo posso sapere
e
sai perché? Perché tu hai vissuto un amore corrisposto,
anche se ti ha fatta soffrire, anche se è stato per poco.
Per me invece non c'è mai stato nulla di tutto questo, non
ho mai potuto dire all'uomo che amavo queli erano i miei sentimenti
perché sapevo che comunque li avrebbe disprezzati e rifiutati.
Non ho mai avuto nemmeno la consolazione di scherzare o giocare
con lui come sa fare Millerna, con la scusa della sua grazia ancora
infantile
ecco, Marlene
ecco perché hai ragione
non
so nulla di come sia stato condividere l'amore con qualcuno_
Mi sono seduta nuovamente
le mia ginocchia, le mie gambe, il
mio intero corpo era troppo debole per sorreggermi ancora.
Ho guardato mia sorella
e lei ha ricambiato il mio sguardo,
arrossendo, nascondendo il suo turbamento dietro il gesto brusco
che ha compiuto asciugandosi le lacrime.
_ ora lui sarà lontano sia da me, che da te, che da Millerna
e
forse è un bene sorella, chi può saperlo? Ma almeno
tu in qualche modo lo avrai sempre vicino
avrai la nuova vita
che avete creato insieme
non temere sorella, nessuno lo sa
ed io
l'avevo soltanto intuito anche se ora vedo dal pallore
del tuo viso che avevo ragione. Sta tranquilla Marlene, non lo saprà
nessuno
io
amo te tanto quanto amo lui
e non sopporterei
mai di vederti soffrire ancora_
La principessa Lanka è arrivata pochi istanti dopo ad annunciarci
l'arrivo della nave fluttuante che avrebbe riporato Eries a Palas.
Non ho più detto nulla a mia sorella se non un breve saluto
prima che partisse.
Tuttora mi sto chiedendo quali sentimenti abbia in realtà
suscitato in me la condivisione del mio segreto con Eries, la consapevolezza
che lei portasse su di sé anche parte di ciò che io
avevo relegato soltanto a me stessa.
Ma so che dopo il suo sfogo, dopo che mi ha detto ciò che
sapeva senza alcuna parola di giudizio o di disprezzo nei miei confronti
ho sentito la mia anima divenire più leggera, il mio cuore
accellerare i suoi battiti
e stasera, per la prima volta, ho
voglia di scivolare in un lungo sonno senza sogni.
La principessa Millerna chiuse di scatto il piccolo diario e
si alzò velocemente dal divano scarlatto. I suoi occhi, del
bizzarro colore delle ametiste, erano bagnati di lacrime. Lacrime
come quelle di Eries, come quelle di Marlene. Non aveva più
motivo di leggere ancora e non ne aveva più la forza. Chiamò
il nome di Allen, lì nell'oscurità in cui si trovava
e che era calata nel frattempo. Lo chiamò come se lui potesse
davvero arrivare a salvarla e a cancellare ciò che aveva
letto e che le aveva bruciato il cuore. Rimase in piedi a lungo,
piangendo silenziosamente, finchè una delle dame del principe
non venne a chiamarla.
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