IL RITORNO DI MU

Tradimento

Il Signore del Portale della Morte guardava Van, che era rimasto impietrito, dal momento in cui gli era stata rivelata l'ultima prova. Van sapeva che doveva affrontarla per salvare Hitomi e Siddin, ma ciò avrebbe segnato anche la fine del suo matrimonio. Il Signore del Portale della Morte si rivolse a Van: "Il tempo per decidere è scaduto. Dimmi affronterai l'ultima prova o tornerai da dove sei venuta. Scegli!" Van guardò il Signore del Portale dei Morti e gli disse: "Se questa è l'ultima prova per raggiungere Hitomi e Siddin, l'affronterò. Gli spiriti sono stati crudeli con noi. Ma in ogni caso è mio dovere di marito, fare di tutto per salvare Hitomi e Siddin, anche se questo significasse la fine del mio matrimonio." Il Signore del Portale della Morte s'alzò, s'avvicinò a Van e poggiandogli una mano sulla spalla gli annunciò: "Mi dispiace, per te, ma questa è la prova che gli spiriti vogliono che tu superi per concederti l'accesso all'Impero di Mu. Ti ricordo che dovrai darle tu il massimo del piacere e lo potrai fare solo raggiungendo il massimo della lussuria. Devi fare tutto tu! Dovrete essere del tutto appagati sessualmente Un fallimento significherà per te l'oblio per sempre in questo luogo. Adesso vai, apri quella porta rossa, sali le scale ed entra nella stanza che abbiamo preparato per voi. Si chiama la Stanza dei Traditori. Quando avrai finito, in ogni caso, apri la porta, in modo da permettermi di entrare. Adesso vai, hai solo poche ore per superarla." Detto ciò il Signore del Portale uscì per una porta secondaria.

Van si apprestava ad aprire la porta. Era ancora sconsolato, per il destino che gli si era rivoltato contro, quando gli venne in mente che sebbene semplice la prova, lui non sapeva come superarla. Certo fare l'amore con la ragazza poteva essere facile, ma come raggiungere il massimo della lussuria, con una persona che non si ama. A quel punto gli vennero in mente le parole di Tarnum ' Pensa alla soluzione non al problema. ' Ma certo era fin troppo semplice. Quando finalmente comprese come doveva fare, Van s'accorse che aveva già salito le scale. Si trovò di fronte una gran porta. Van entrò senza bussare, tanto sapeva che lei lo aspettava. Quando entrò rimase, nuovamente sorpreso. La stanza era identica, in ogni particolare, alla camera matrimoniale nel Palazzo di Fanelia. "Certo, " pensò Van "se deve essere un tradimento deve essere fatto bene." Van vide che la ragazza era completamente nuda e distesa sul letto, lo stava aspettando. Van incominciò a spogliarsi.

In quel momento nel Palazzo Imperiale, Hitomi era stata condotta alla presenza di Sua Maestà da Lady Septennia. Sandro sedeva sul trono ed affiancò a lui vi era Lord Byr. Hitomi notò al centro della sala, una grossa vasca piena d'acqua, che in precedenza non c'era. "Come mai mi avete convocato qui?" "In realtà, volevo mostrarle i miei sinceri intenti verso lei e Van ed avevo preparato la Pozza delle Visioni, in modo tale da permetterle di vedere suo marito. So che qui il suo potere non le permette di rimanere in contatto con lui. Ma quando era tutto pronto mi sono accorto di una cosa che le farà dispiacere, ma penso sia giusto che lo veda lei stesso. La prego s'avvicini alla Pozza delle Visioni e guardi al suo interno. Potrà vedere cosa suo marito sta facendo in questo momento." Hitomi, anche se un po' intimorita dalle parole di Sandro s'avvicinò alla Pozza. Quando provò a guardare dentro, rimase sconcertata. Non poteva credere a quello che vedeva. Van stava facendo l'amore con una sconosciuta nel loro letto matrimoniale. "Non può essere vero, questa è solo una menzogna, una falsa visione!" "Lo crede davvero. Quella Pozza mostra solo la verità. In ogni caso, provi a guardare e mi dica se è falso quello che vede. E poi che vantaggio ne trarrei da tutto ciò. Come le ho detto, io devo solo chiedervi un favore e non ne trarrei giovamento se voi foste in dissidio."

Hitomi guardò nuovamente la scena all'interno della Pozza, doveva capire se quello che aveva visto era vero. La scena non era cambiata, Van stava continuando a fare l'amore con la sconosciuta. Quando guardò Van, capii in cuor suo che quell'immagine era vera, vi erano troppi elementi che le facevano supporre ciò. Van anche se completamente nudo, aveva al braccio, il braccialetto che lei gli aveva regalato presso il castello di Hyperion, Sandro non poteva sapere di ciò. Inoltre Van teneva al collo il medaglione che gli aveva regalato Tarnum, in cui vi aveva inserito oltre alla foto della madre, un'altra di tutta la sua famiglia. Senza contare il tatuaggio al braccio, era unico. Ma più di tutto vi era il modo con cui faceva l'amore, la passione che ci metteva, Hitomi li riconobbe subito. Quante volte Van aveva fatto le stesse cose con lei. Hitomi cominciò a piangere. La prova decisiva fu il modo con cui Van baciò la ragazza dopo aver raggiunto l'amplesso, era inconfondibile. Hitomi stava piangendo notevolmente e urlò verso l'immagine: "Van, sei un bastardo!". Hitomi corse via, verso le sue stanze. Lady Septennia sorrise a Sandro. "Le cose non potevano andare al meglio Vostra Maestà." "Già adesso è sicuro che il Drago non farà in tempo a ritornare nel suo mondo con la Regina." "Ma è tutto vero quello che ha visto." "Sì, non vi era niente di falso. Doveva esserlo altrimenti se vi fosse stata la minima falsità se ne sarebbe accorta. Tanto è vero che ho operato un incantesimo, che la costringesse a guardare tutta la scena." "I miei complimenti, Vostra Maestà." "Le posso rivolgere anche i miei.": disse Lord Byr. "Grazie a tutte e due. Lord Byr, potresti andare a ricevere Van, ti prego portalo a Palazzo usando la strada lunga, in modo tale che perda uno dei giorni che gli sarà concesso. Lady Septennia, occupati di Hitomi, fa che non si uccida o il nostro piano andrà in fumo."

Van era seduto ai piedi del letto, aveva fatto del suo meglio. Aveva raggiunto il massimo del piacere, ma adesso si sentiva tremendamente triste. Aveva sentito nella sua mente la voce di Hitomi che lo definiva un bastardo. Ed infondo era vero. La ragazza si era messa completamente nuda a guardare dalla finestra. Si vedeva che era molto contenta. Adesso gli mancava l'ultimo compito come marito di Hitomi. Doveva salvarla dalle grinfie di Sandro. Van si rivestì e si recò verso la porta, ma prima che potesse aprirla, essa si spalancò ed entrò il Signore del Portale della Morte. "Ti faccio i miei complimenti, hai superato l'ultima prova, adesso puoi accedere all'Impero di Mu. Se non l'avessi superata, questa stanza sarebbe stata il tuo eterno oblio. Spero che te e colei che ami possiate fare la pace. In ogni caso, sei pronto per passarla. Non ti preoccupare l'Escaflowne è stato già portato di là del Portale." "Dov'è il Portale?" "Come dov'è? Ci sei stato a letto insieme per tutto questo tempo!" "Che cosa?" Van si girò immediatamente verso la ragazza. La ragazza si era girata verso di loro. "Grazie, Van. Questa è la prima volta che una prova mi ha reso felice. Ti auguro tanta felicità con colei che ami." La ragazza cominciò a mutare velocemente e con lei la parete alle sue spalle. Ben presto si trasformò in un immenso Portale, che immediatamente s'aprì. "Vai, Van. Il Portale per te rimarrà aperto per tre giorni. Passati i quali si chiuderà in eterno e rimarrai bloccato nell'Impero di Mu." Van salutò il Signore del Portale della Morte e varcò di corsa il Portale.

Il Signore del Portale della Morte guardò andare via il giovane Re di Fanelia. Una volta che se ne fu andato, ridiscese le scale e si recò nella Sala principale dove vi era un altro ospite della sua dimora. A differenza del Re di Fanelia, questo aveva deciso spontaneamente di soggiornare lì, per un po' di tempo. Il Signore del Portale della Morte guardò il suo ospite che stava sistemando, seduto vicino al tavolo, la sua lunga spada: "Forse sarai interessato a sapere che il Re di Fanelia, ha superato l'ultima prova ed è alla volta dell'Impero di Mu." "N'ero sicuro. Sapevo che quel testone non mi avrebbe deluso. Che prova era?" Il Signore del Portale della Morte rivelò all'ospite l'ultima prova che Van dovette superare, il quale rimase scosso dal sapere di che cosa si trattasse. Proprio in quel momento entrò la ragazza, il Portale della Morte, com'era conosciuta da tutti. "Sì è vero, ha fatto l'amore con me. Ma il suo cuore e la mente gridavano disperatamente un nome: Hitomi. Per lui in quel momento è come se avesse avuto di fronte la sua amata. Però è stato l'unico che mi ha reso felice. Non sai in quante prove ho dovuto fare cose orribili alle persone che si sono presentate a me." "Sono felice, per te, ": rispose l'ospite "e poi sono sicuro che alla fine faranno la pace. Al massimo lì rinchiuderò tutte e due da qualche parte nel mio castello fino a che non si saranno rappacificati." Il Signore del Portale della Morte si sedette di fronte al suo ospite e guardandolo negli occhi gli disse: "Allora Tarnum, mi vuoi dire la vera ragione per cui hai scelto il desiderio dell'esiliato e sei venuto qua? Non credo che tu lo abbia fatto solo per far passare tuo cugino, Van." Tarnum guardò il Signore del Portale della Morte e gli rispose: "Lo vuoi sapere, come Signore del Portale della Morte, come capo del Consiglio degli Anziani oppure come… Comunque te lo dirò. Perché non dirtelo." Tarnum rivelò al Signore del Portale della Morte, tutto il suo piano. "Sei geniale. Ma che farai se Van riuscirà nella sua impresa e ripasserà di qua entro i tre giorni?" "Le profezie non prevedono ciò, ma se dovesse accadere, me n'andrei via con lui. In fondo se il Consiglio degli Anziani e l'Oppositore hanno scelto un luogo in cui una persona che mi conosce riesce a trovarmi, non è colpa mia. E il luogo dell'esilio può essere uno solo. Non me ne possono imporre altri. Se fossi trovato da una persona che mi conosce e questa m'invitasse ad andare con lui, la seguirei." "Strano, che il Consiglio degli Anziani e l'Oppositore abbiano scelto questo luogo?! Chi era l'Oppositore?" "Archibald!": disse con fare ingenuo Tarnum "Archibald! Ma non è uno dei tuoi due generali!" "Già, ma si è presentato come fratello di Roland. E quindi la sua carica d'Oppositore era valida. Se Archibald ed il Consiglio hanno scelto questo luogo, lamentati con loro." Il Signore del Portale della Morte si mise una mano sulla maschera: "Il giorno che ti hanno scelto per entrare nella Guardia d'Onore ci dovevano essere pochi candidati, ne sono sicuro." Tarnum s'alzò e si cominciò a dirigere verso la porta blu, quando il Signore del Portale della Morte gli disse: "Hai veramente intenzione di rinchiuderli da qualche parte nel tuo castello per fargli fare la pace." "Certo." "Ti consiglio allora di usare la Torre a nord. E' abbastanza isolata e poi bastano due guardie per controllare la porta." "Sì, è una buon'idea. Che ne pensi di Van? Sei stato contento di vedere il figlio di Varie?" "E' un bravo ragazzo, molto meglio di un mio nipote che mi fa sempre disperare con le sue trovate geniali." Tarnum rise e prima di chiudere disse: "Certo, nonno."

Van appena uscito dal Portale, trovò subito l'Escaflowne. Vi entrò e seguì la strada di corsa. Dopo un po' di tempo incontrò un soldato che aveva le dimensioni dell'Escaflowne. Inoltre, aveva due grosse ali da pipistrello che gli uscivano dalla schiena, Tarnum gli aveva spiegato che quel tipo d'ali contraddistingueva gli abitanti di Mu. La sua armatura era completamente nera, con un teschio inciso sul fronte del pettorale. La spada che portava al fianco era tremenda. Era una specie di grossa sega. Con quella si poteva uccidere l'avversario solo lentamente. Era un tipo cui piaceva ammazzare gli altri a modo lento, gustando le sofferenze altrui. I due si fronteggiarono per un attimo poi lo straniero si rivolse a Van: "Lei è Re Van Fanel di Fanelia. Io sono Lord Byr, capo dell'esercito di Sandro e Signore Supremo della Guerra. Le do il benvenuto nel regno dei morti e nell'Impero di Mu. La prego di seguirmi." "Dov'è mia moglie e mio figlio? Come stanno?" "Loro si trovano al Palazzo Imperiale, gli è stata fornita la sistemazione migliore e stanno in ottima forma. La prego di seguirmi." Lord Byr, si voltò e cominciò ad incamminarsi. Van, con l'Escaflowne lo seguì, non si fidava di quel tipo.

Passò un giorno, prima che potessero arrivare a Palazzo, durante quel periodo, Lord Byr non aveva rivolto la parola a Van. Van lasciò l'Escaflowne all'entrata del Palazzo Imperiale e vi entrò. Van si faceva sempre più pensieroso, non sapeva come comportarsi con Hitomi, come l'avrebbe accolto. Sapeva in ogni caso che non sarebbe stata una riunione piacevole. Appena varcata la soglia del Palazzo, Van notò che le persone al suo interno erano tutte sotto controllo mentale altrui. "Avete il controllo di tutti, è questo sarebbe la vostra idea di pace." Lord Byr, si voltò verso Van, con aria furente: "L'abbiamo dovuto fare per salvarli da quello che voi d'Atlantide avete fatto. Lo sa che alcune volte gli spiriti dei morti entravano e portavano via con loro quelli che riescono a sedurre con le parole. Se non avessimo fatto così ora questo sarebbe un Regno senza vita. Ed è tutto merito vostro, Atlantideo." Van fu scosso dalla risposta di Lord Byr. Lord Byr continuò a camminare, lungo le varie diramazioni del castello fino a giungere a due immense porte dorate. "Questa è la stanza che è stata affidata a sua moglie e a suo figlio. Le è stata fornita anche una balia. Se la vuole vedere basta che bussi alla porta." Van si recò alla porta e bussò. Una ragazza aprì: "Chi desidera la signora Hitomi?" "Sono il marito, lasciami entrare." "Sua moglie l'aspettava.": disse la ragazza, spostandosi e permettendo a Van di entrare.

La ragazza fece accomodare Van nella sala di ricevimento e poi se n'andò. Dopo un po' entrò Hitomi. Van capii immediatamente, guardandola negli occhi, che aveva pianto molto. Van fece per recarsi ad abbracciarla, quando Hitomi con una mano gli disse di allontanarsi. "Van, voglio sapere una cosa. Ieri notte, hai fatto l'amore con un'altra ragazza? Voglio la verità!" Van poté solo rispondere: "Sì!" "E' così ti sei stancato di lei e sei venuto a riprendermi." "Ma, Hitomi lascia che ti spieghi." "Che cosa vuoi spiegare, già mi hai detto tutto." Hitomi si avvicinò a Van, gli aprì una mano e gli ridiede il suo anello nuziale. "E adesso vattene, non voglio più vederti." "Hitomi!" "Ho detto vattene, non mi hai sentito!": gli urlò contro Hitomi che si rinchiuse in camera, dove il piccolo Siddin, dormiva tranquillamente nella sua culla. "No, non me n'andrò fino a che non ti avrò parlato. Aspetterò fuori della tua camera, fino a quando non vorrai parlare con me.": gli rispose Van da fuori. Van tremendamente affranto uscì dalla stanza. Si mise seduto di fronte alla stanza di Hitomi. Voleva almeno parlargli, prima di dirle addio. Lord Byr gli s'avvicinò, ma Van non lo notò nemmeno, tanto era disperato. Lord Byr ordinò a due guardie di controllarlo che non facesse pazzie, soprattutto che nessuno dei due morisse.

Passarono altri due giorni senza che nulla cambiasse. Hitomi quando usciva dalla stanza sola o con Siddin, ignorava volutamente Van, che era rimasto per tutto il tempo seduto a terra. Van quando la vedeva, alzava gli occhi ma Hitomi lo respingeva solamente con lo sguardo. Sandro intanto nelle sue stanze era felice, il piano era andato alla perfezione, Van non poteva più tornare nel mondo dei vivi tramite il Portale della Morte. Nel castello del Signore del Portale della Morte, Tarnum si stava esercitando con la spada. Quando il Signore del Portale della Morte s'avvicinò riferendogli: "I tre giorni sono passati. Il Portale oramai si è chiuso per lui. Mi dispiace." "Lo immaginavo. Le Profezie emesse dalla Stanza dei Profeti sono sempre veritiere. Quando arriverà il momento sarò pronto. Mi puoi togliere una curiosità. Qual è stato lo spirito che a richiesto la terza prova?" "Non l'immagini. È stato lo spirito di Dornkirk." "Se Van non l'avesse ucciso, ci penserei io a fargliela pagare.": affermò un Tarnum notevolmente infuriato. Tarnum guardò il Signore del Portale della Morte e poi gli affermò: "Sono stanco, vado in camera." "Quando sei in camera, possibilmente non distruggere tutto. Ti conosco e so cosa combini quando ti arrabbi." "Sì, da chissà chi avrò preso. A proposito nella Sala principale sono scomparse delle sedie negli ultimi giorni. Sai che fine hanno fatto?" "Sì, Tarnum. Si sono rotte." "Che strano?!" Nel castello di Sandro, Lady Septennia guardava sorridente Van, l'oggetto che gli avrebbe fatto acquistare maggiore potere.

Passarono altri due giorni, era notte fonda, Van oramai era a pezzi non c'è la faceva più a stare lì, ma voleva assolutamente parlare con Hitomi. Intanto Hitomi dormiva all'interno della stanza insieme al figlio Siddin. Ad un certo punto Hitomi capii che all'interno della camera vi erano delle presenze. Si svegliò di colpo. Vide di vicino alla porta due spiriti. Doveva fronteggiarli per impedire che portassero lei e Siddin nel mondo dei morti. Nel frattempo, di fuori della porta Lady Septennia si era avvicinata a Van: "Lei è Sua Maestà, Van Fanel." Van non rispose subito, ma alzò la testa. Come l'alzò fu attratto dagli occhi della misteriosa sconosciuta. Intanto all'interno della stanza, Hitomi aveva riconosciuto i due spiriti. Stava quasi piangendo dalla felicità nel vederli. Ma poi si bloccò pensando che questo era il modo di attrarre i vivi nel loro mondo. Quando il più grande dei due s'avvicinò, questo le disse mentalmente: "Non devi preoccuparti Hitomi, non siamo venuti per portarti nel nostro regno. Non è nostra intenzione." "Nonna, come mai sei qui?" "Per parlarti. Dimmi perché vi state ferendo a vicenda te e Van. So che v'amate ancora." "Lui mi ha tradito con un'altra. È stato spregevole." "Ne sei sicura." "Sì, l'ho visto. Non posso perdonarlo." "Siete cresciuti, ma ancora non siete maturati?! In ogni caso, non voglio intrometterti. Il motivo principale per cui siamo venuti e che lui, " disse indicando l'altro spirito "ha saputo che tu eri qui e ti ha portato un regalo." L'altro spirito s'avvicinò. Hitomi aveva le lacrime agli occhi nel vedere lo spirito del figlio Folken avvicinarsi al letto. Il piccolo Folken s'avvicinò e gli disse: "Mamma, questo è per te e per papà." Subito allungò la sua mano e gli pose una rosa. Hitomi prese la rosa, era bellissima. Si guardò intorno, i due spiriti erano spariti.

Intanto fuori della stanza di Hitomi, Lady Septennia era riuscito a penetrare nella mente indebolita di Van ed ora lui era sotto il suo controllo mentale. "Gli uomini sono tutti dei deboli.": pensò Lady Septennia. Lady Septennia lo condusse verso le proprie stanze. Hitomi guardava la rosa di Folken, era stato un bellissimo atto da parte di suo figlio, un gesto fatto con amore. Ma certo, pensò Hitomi ecco cosa mi volevano comunicare. Guardando la rosa ebbe una terrificante visione. Vide l'immagine di Van sdraiato su un tavolo. Poi una mano si avvicinava a lui tagliandogli la gola. Era una scena orrenda, non doveva verificarsi, prima doveva assolutamente vederlo. Hitomi con la sola camicia da notte uscì dalla sua stanza. Van non c'era, strano era rimasto lì tutti quei giorni. Forse era andato da qualche parte a dormire. Grazie al ciondolo Hitomi riuscii ad individuare dov'era Van. Corse verso di lui. Lo trovò poco prima che entrasse con Lady Septennia nelle sue stanze. Prima di entrare, Lady Septennia baciò appassionatamente Van. "Quel bastardo, adesso mi tradisce pure con un'altra.": pensò Hitomi che fece per andarsene. Ma proprio quando se ne stava andando si ricordò di un particolare della sua visione. La mano che tagliava il collo di Van era femminile. Doveva in qualche modo salvarlo. Quando stava per avvicinarsi, vide la porta di Lady Septennia aprirsi, Hitomi si nascose, in modo tale da non farsi vedere. Una volta che Lady Septennia se ne fu andata, Hitomi entrò nelle sue stanze. Una volta entrata, Hitomi seguì un corridoio lasciato aperto da Lady Septennia, fino ad arrivare ad una grande stanza a volta. Van era sdraiato, a dorso nudo, su un altare. Vicino all'altare vi erano dei grossi coltelli. Hitomi s'avvicinò a Van e provò a chiamarlo, ma lui non rispondeva. Hitomi fece per avvicinarsi ancora, quando dalla porta di fronte entrò Lady Septennia.

"Ben arrivata, ti stavo aspettando, Hitomi." "Che cosa vuoi fargli?" "Ma è ovvio, voglio acquisire il suo potere e grazie a questo sconfiggere Sandro, ma poiché sei qui, prenderò anche il tuo. Lo sai come si prende il potere altrui." "No.": disse una Hitomi terrorizzata, che non riusciva a staccare gli occhi da quelli di Lady Septennia. "Bevendo il sangue ancora caldo di chi ha il potere. Adesso lui è sotto il mio controllo mentale e farà ogni cosa che gli dico. Prima mi divertirò un po' con lui e quando arriverà al culmine del piacere gli taglierò la gola. Sarà contento di morire per me. Berrò il suo sangue e n'acquisirò il potere. Poi per maggiore sicurezza, gli strapperò il cuore ed il cervello e li mangerò ancora caldi." "Ma è orrendo! Sei disgustosa." "Orrendo. E' una cosa piacevolissima." Hitomi non riusciva a muoversi, gli occhi di Lady Septennia la tenevano inchiodata. "Ma prima pensiamo a te.": disse Lady Septennia avvicinandosi a Hitomi con un grosso coltello in mano. Hitomi non riusciva a divincolarsi dalla sua presa. "Van aiutami!" gridò Hitomi. Lady Septennia rise "Che pensi di fare è sotto il mio controllo mentale." "Van aiutami!": pensò intensamente Hitomi. Lady Septennia continuò ad avvicinarsi, ma ad un certo punto si bloccò. Una spada le usciva dal petto. Van da dietro le disse: "E' la prima volta che uccido una donna. Ma tu non sei una donna. Sei un essere infernale." Lady Septennia crollò a terra: "Come hai fatto? Eri sotto il mio controllo mentale." "Ho sentito il grido di Hitomi e mi sono sbloccato dalla presa. Adesso penso che puoi morire anche senza che stiamo qui ad assisterti." Van si avvicinò a Hitomi, l'abbracciò e la baciò: "Hitomi, ti ho sempre amata." Hitomi lo zittì: "Andiamo nella mia stanza lì mi dirai tutto, ok!" Van e Hitomi uscirono dalla stanza di Lady Septennia. Erano passati alcuni minuti Lady Septennia era agonizzante per terra, quando da un'altra porta entrarono Sandro e Lord Byr. "Che stupida che sei stata?! Non lo sai che il loro potere diventa irrefrenabile una volta che è unito. Hai provato a giocarmi, ma nessuno ci prova due volte e adesso ti mostro il perché." "La prego mi perdoni sua eccellenza." "Ma certo, io ti ho già perdonato.": disse Sandro. Sandro prese un coltello che aveva in mano Lord Byr e le taglio la gola. "Questo è il trattamento che serbo a tutti coloro che osano sfidarmi."