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Il Signore del Portale della Morte guardava Van, che era
rimasto impietrito, dal momento in cui gli era stata rivelata
l'ultima prova. Van sapeva che doveva affrontarla per salvare
Hitomi e Siddin, ma ciò avrebbe segnato anche la
fine del suo matrimonio. Il Signore del Portale della Morte
si rivolse a Van: "Il tempo per decidere è scaduto.
Dimmi affronterai l'ultima prova o tornerai da dove sei
venuta. Scegli!" Van guardò il Signore del Portale
dei Morti e gli disse: "Se questa è l'ultima
prova per raggiungere Hitomi e Siddin, l'affronterò.
Gli spiriti sono stati crudeli con noi. Ma in ogni caso
è mio dovere di marito, fare di tutto per salvare
Hitomi e Siddin, anche se questo significasse la fine del
mio matrimonio." Il Signore del Portale della Morte
s'alzò, s'avvicinò a Van e poggiandogli una
mano sulla spalla gli annunciò: "Mi dispiace,
per te, ma questa è la prova che gli spiriti vogliono
che tu superi per concederti l'accesso all'Impero di Mu.
Ti ricordo che dovrai darle tu il massimo del piacere e
lo potrai fare solo raggiungendo il massimo della lussuria.
Devi fare tutto tu! Dovrete essere del tutto appagati sessualmente
Un fallimento significherà per te l'oblio per sempre
in questo luogo. Adesso vai, apri quella porta rossa, sali
le scale ed entra nella stanza che abbiamo preparato per
voi. Si chiama la Stanza dei Traditori. Quando avrai finito,
in ogni caso, apri la porta, in modo da permettermi di entrare.
Adesso vai, hai solo poche ore per superarla." Detto
ciò il Signore del Portale uscì per una porta
secondaria.
Van si apprestava ad aprire la porta. Era ancora sconsolato,
per il destino che gli si era rivoltato contro, quando gli
venne in mente che sebbene semplice la prova, lui non sapeva
come superarla. Certo fare l'amore con la ragazza poteva
essere facile, ma come raggiungere il massimo della lussuria,
con una persona che non si ama. A quel punto gli vennero
in mente le parole di Tarnum ' Pensa alla soluzione non
al problema. ' Ma certo era fin troppo semplice. Quando
finalmente comprese come doveva fare, Van s'accorse che
aveva già salito le scale. Si trovò di fronte
una gran porta. Van entrò senza bussare, tanto sapeva
che lei lo aspettava. Quando entrò rimase, nuovamente
sorpreso. La stanza era identica, in ogni particolare, alla
camera matrimoniale nel Palazzo di Fanelia. "Certo,
" pensò Van "se deve essere un tradimento
deve essere fatto bene." Van vide che la ragazza era
completamente nuda e distesa sul letto, lo stava aspettando.
Van incominciò a spogliarsi.
In quel momento nel Palazzo Imperiale, Hitomi era stata
condotta alla presenza di Sua Maestà da Lady Septennia.
Sandro sedeva sul trono ed affiancò a lui vi era
Lord Byr. Hitomi notò al centro della sala, una grossa
vasca piena d'acqua, che in precedenza non c'era. "Come
mai mi avete convocato qui?" "In realtà,
volevo mostrarle i miei sinceri intenti verso lei e Van
ed avevo preparato la Pozza delle Visioni, in modo tale
da permetterle di vedere suo marito. So che qui il suo potere
non le permette di rimanere in contatto con lui. Ma quando
era tutto pronto mi sono accorto di una cosa che le farà
dispiacere, ma penso sia giusto che lo veda lei stesso.
La prego s'avvicini alla Pozza delle Visioni e guardi al
suo interno. Potrà vedere cosa suo marito sta facendo
in questo momento." Hitomi, anche se un po' intimorita
dalle parole di Sandro s'avvicinò alla Pozza. Quando
provò a guardare dentro, rimase sconcertata. Non
poteva credere a quello che vedeva. Van stava facendo l'amore
con una sconosciuta nel loro letto matrimoniale. "Non
può essere vero, questa è solo una menzogna,
una falsa visione!" "Lo crede davvero. Quella
Pozza mostra solo la verità. In ogni caso, provi
a guardare e mi dica se è falso quello che vede.
E poi che vantaggio ne trarrei da tutto ciò. Come
le ho detto, io devo solo chiedervi un favore e non ne trarrei
giovamento se voi foste in dissidio."
Hitomi guardò nuovamente la scena all'interno della
Pozza, doveva capire se quello che aveva visto era vero.
La scena non era cambiata, Van stava continuando a fare
l'amore con la sconosciuta. Quando guardò Van, capii
in cuor suo che quell'immagine era vera, vi erano troppi
elementi che le facevano supporre ciò. Van anche
se completamente nudo, aveva al braccio, il braccialetto
che lei gli aveva regalato presso il castello di Hyperion,
Sandro non poteva sapere di ciò. Inoltre Van teneva
al collo il medaglione che gli aveva regalato Tarnum, in
cui vi aveva inserito oltre alla foto della madre, un'altra
di tutta la sua famiglia. Senza contare il tatuaggio al
braccio, era unico. Ma più di tutto vi era il modo
con cui faceva l'amore, la passione che ci metteva, Hitomi
li riconobbe subito. Quante volte Van aveva fatto le stesse
cose con lei. Hitomi cominciò a piangere. La prova
decisiva fu il modo con cui Van baciò la ragazza
dopo aver raggiunto l'amplesso, era inconfondibile. Hitomi
stava piangendo notevolmente e urlò verso l'immagine:
"Van, sei un bastardo!". Hitomi corse via, verso
le sue stanze. Lady Septennia sorrise a Sandro. "Le
cose non potevano andare al meglio Vostra Maestà."
"Già adesso è sicuro che il Drago non
farà in tempo a ritornare nel suo mondo con la Regina."
"Ma è tutto vero quello che ha visto."
"Sì, non vi era niente di falso. Doveva esserlo
altrimenti se vi fosse stata la minima falsità se
ne sarebbe accorta. Tanto è vero che ho operato un
incantesimo, che la costringesse a guardare tutta la scena."
"I miei complimenti, Vostra Maestà." "Le
posso rivolgere anche i miei.": disse Lord Byr. "Grazie
a tutte e due. Lord Byr, potresti andare a ricevere Van,
ti prego portalo a Palazzo usando la strada lunga, in modo
tale che perda uno dei giorni che gli sarà concesso.
Lady Septennia, occupati di Hitomi, fa che non si uccida
o il nostro piano andrà in fumo."
Van era seduto ai piedi del letto, aveva fatto del suo
meglio. Aveva raggiunto il massimo del piacere, ma adesso
si sentiva tremendamente triste. Aveva sentito nella sua
mente la voce di Hitomi che lo definiva un bastardo. Ed
infondo era vero. La ragazza si era messa completamente
nuda a guardare dalla finestra. Si vedeva che era molto
contenta. Adesso gli mancava l'ultimo compito come marito
di Hitomi. Doveva salvarla dalle grinfie di Sandro. Van
si rivestì e si recò verso la porta, ma prima
che potesse aprirla, essa si spalancò ed entrò
il Signore del Portale della Morte. "Ti faccio i miei
complimenti, hai superato l'ultima prova, adesso puoi accedere
all'Impero di Mu. Se non l'avessi superata, questa stanza
sarebbe stata il tuo eterno oblio. Spero che te e colei
che ami possiate fare la pace. In ogni caso, sei pronto
per passarla. Non ti preoccupare l'Escaflowne è stato
già portato di là del Portale." "Dov'è
il Portale?" "Come dov'è? Ci sei stato
a letto insieme per tutto questo tempo!" "Che
cosa?" Van si girò immediatamente verso la ragazza.
La ragazza si era girata verso di loro. "Grazie, Van.
Questa è la prima volta che una prova mi ha reso
felice. Ti auguro tanta felicità con colei che ami."
La ragazza cominciò a mutare velocemente e con lei
la parete alle sue spalle. Ben presto si trasformò
in un immenso Portale, che immediatamente s'aprì.
"Vai, Van. Il Portale per te rimarrà aperto
per tre giorni. Passati i quali si chiuderà in eterno
e rimarrai bloccato nell'Impero di Mu." Van salutò
il Signore del Portale della Morte e varcò di corsa
il Portale.
Il Signore del Portale della Morte guardò andare
via il giovane Re di Fanelia. Una volta che se ne fu andato,
ridiscese le scale e si recò nella Sala principale
dove vi era un altro ospite della sua dimora. A differenza
del Re di Fanelia, questo aveva deciso spontaneamente di
soggiornare lì, per un po' di tempo. Il Signore del
Portale della Morte guardò il suo ospite che stava
sistemando, seduto vicino al tavolo, la sua lunga spada:
"Forse sarai interessato a sapere che il Re di Fanelia,
ha superato l'ultima prova ed è alla volta dell'Impero
di Mu." "N'ero sicuro. Sapevo che quel testone
non mi avrebbe deluso. Che prova era?" Il Signore del
Portale della Morte rivelò all'ospite l'ultima prova
che Van dovette superare, il quale rimase scosso dal sapere
di che cosa si trattasse. Proprio in quel momento entrò
la ragazza, il Portale della Morte, com'era conosciuta da
tutti. "Sì è vero, ha fatto l'amore con
me. Ma il suo cuore e la mente gridavano disperatamente
un nome: Hitomi. Per lui in quel momento è come se
avesse avuto di fronte la sua amata. Però è
stato l'unico che mi ha reso felice. Non sai in quante prove
ho dovuto fare cose orribili alle persone che si sono presentate
a me." "Sono felice, per te, ": rispose l'ospite
"e poi sono sicuro che alla fine faranno la pace. Al
massimo lì rinchiuderò tutte e due da qualche
parte nel mio castello fino a che non si saranno rappacificati."
Il Signore del Portale della Morte si sedette di fronte
al suo ospite e guardandolo negli occhi gli disse: "Allora
Tarnum, mi vuoi dire la vera ragione per cui hai scelto
il desiderio dell'esiliato e sei venuto qua? Non credo che
tu lo abbia fatto solo per far passare tuo cugino, Van."
Tarnum guardò il Signore del Portale della Morte
e gli rispose: "Lo vuoi sapere, come Signore del Portale
della Morte, come capo del Consiglio degli Anziani oppure
come
Comunque te lo dirò. Perché non
dirtelo." Tarnum rivelò al Signore del Portale
della Morte, tutto il suo piano. "Sei geniale. Ma che
farai se Van riuscirà nella sua impresa e ripasserà
di qua entro i tre giorni?" "Le profezie non prevedono
ciò, ma se dovesse accadere, me n'andrei via con
lui. In fondo se il Consiglio degli Anziani e l'Oppositore
hanno scelto un luogo in cui una persona che mi conosce
riesce a trovarmi, non è colpa mia. E il luogo dell'esilio
può essere uno solo. Non me ne possono imporre altri.
Se fossi trovato da una persona che mi conosce e questa
m'invitasse ad andare con lui, la seguirei." "Strano,
che il Consiglio degli Anziani e l'Oppositore abbiano scelto
questo luogo?! Chi era l'Oppositore?" "Archibald!":
disse con fare ingenuo Tarnum "Archibald! Ma non è
uno dei tuoi due generali!" "Già, ma si
è presentato come fratello di Roland. E quindi la
sua carica d'Oppositore era valida. Se Archibald ed il Consiglio
hanno scelto questo luogo, lamentati con loro." Il
Signore del Portale della Morte si mise una mano sulla maschera:
"Il giorno che ti hanno scelto per entrare nella Guardia
d'Onore ci dovevano essere pochi candidati, ne sono sicuro."
Tarnum s'alzò e si cominciò a dirigere verso
la porta blu, quando il Signore del Portale della Morte
gli disse: "Hai veramente intenzione di rinchiuderli
da qualche parte nel tuo castello per fargli fare la pace."
"Certo." "Ti consiglio allora di usare la
Torre a nord. E' abbastanza isolata e poi bastano due guardie
per controllare la porta." "Sì, è
una buon'idea. Che ne pensi di Van? Sei stato contento di
vedere il figlio di Varie?" "E' un bravo ragazzo,
molto meglio di un mio nipote che mi fa sempre disperare
con le sue trovate geniali." Tarnum rise e prima di
chiudere disse: "Certo, nonno."
Van appena uscito dal Portale, trovò subito l'Escaflowne.
Vi entrò e seguì la strada di corsa. Dopo
un po' di tempo incontrò un soldato che aveva le
dimensioni dell'Escaflowne. Inoltre, aveva due grosse ali
da pipistrello che gli uscivano dalla schiena, Tarnum gli
aveva spiegato che quel tipo d'ali contraddistingueva gli
abitanti di Mu. La sua armatura era completamente nera,
con un teschio inciso sul fronte del pettorale. La spada
che portava al fianco era tremenda. Era una specie di grossa
sega. Con quella si poteva uccidere l'avversario solo lentamente.
Era un tipo cui piaceva ammazzare gli altri a modo lento,
gustando le sofferenze altrui. I due si fronteggiarono per
un attimo poi lo straniero si rivolse a Van: "Lei è
Re Van Fanel di Fanelia. Io sono Lord Byr, capo dell'esercito
di Sandro e Signore Supremo della Guerra. Le do il benvenuto
nel regno dei morti e nell'Impero di Mu. La prego di seguirmi."
"Dov'è mia moglie e mio figlio? Come stanno?"
"Loro si trovano al Palazzo Imperiale, gli è
stata fornita la sistemazione migliore e stanno in ottima
forma. La prego di seguirmi." Lord Byr, si voltò
e cominciò ad incamminarsi. Van, con l'Escaflowne
lo seguì, non si fidava di quel tipo.
Passò un giorno, prima che potessero arrivare a
Palazzo, durante quel periodo, Lord Byr non aveva rivolto
la parola a Van. Van lasciò l'Escaflowne all'entrata
del Palazzo Imperiale e vi entrò. Van si faceva sempre
più pensieroso, non sapeva come comportarsi con Hitomi,
come l'avrebbe accolto. Sapeva in ogni caso che non sarebbe
stata una riunione piacevole. Appena varcata la soglia del
Palazzo, Van notò che le persone al suo interno erano
tutte sotto controllo mentale altrui. "Avete il controllo
di tutti, è questo sarebbe la vostra idea di pace."
Lord Byr, si voltò verso Van, con aria furente: "L'abbiamo
dovuto fare per salvarli da quello che voi d'Atlantide avete
fatto. Lo sa che alcune volte gli spiriti dei morti entravano
e portavano via con loro quelli che riescono a sedurre con
le parole. Se non avessimo fatto così ora questo
sarebbe un Regno senza vita. Ed è tutto merito vostro,
Atlantideo." Van fu scosso dalla risposta di Lord Byr.
Lord Byr continuò a camminare, lungo le varie diramazioni
del castello fino a giungere a due immense porte dorate.
"Questa è la stanza che è stata affidata
a sua moglie e a suo figlio. Le è stata fornita anche
una balia. Se la vuole vedere basta che bussi alla porta."
Van si recò alla porta e bussò. Una ragazza
aprì: "Chi desidera la signora Hitomi?"
"Sono il marito, lasciami entrare." "Sua
moglie l'aspettava.": disse la ragazza, spostandosi
e permettendo a Van di entrare.
La ragazza fece accomodare Van nella sala di ricevimento
e poi se n'andò. Dopo un po' entrò Hitomi.
Van capii immediatamente, guardandola negli occhi, che aveva
pianto molto. Van fece per recarsi ad abbracciarla, quando
Hitomi con una mano gli disse di allontanarsi. "Van,
voglio sapere una cosa. Ieri notte, hai fatto l'amore con
un'altra ragazza? Voglio la verità!" Van poté
solo rispondere: "Sì!" "E' così
ti sei stancato di lei e sei venuto a riprendermi."
"Ma, Hitomi lascia che ti spieghi." "Che
cosa vuoi spiegare, già mi hai detto tutto."
Hitomi si avvicinò a Van, gli aprì una mano
e gli ridiede il suo anello nuziale. "E adesso vattene,
non voglio più vederti." "Hitomi!"
"Ho detto vattene, non mi hai sentito!": gli urlò
contro Hitomi che si rinchiuse in camera, dove il piccolo
Siddin, dormiva tranquillamente nella sua culla. "No,
non me n'andrò fino a che non ti avrò parlato.
Aspetterò fuori della tua camera, fino a quando non
vorrai parlare con me.": gli rispose Van da fuori.
Van tremendamente affranto uscì dalla stanza. Si
mise seduto di fronte alla stanza di Hitomi. Voleva almeno
parlargli, prima di dirle addio. Lord Byr gli s'avvicinò,
ma Van non lo notò nemmeno, tanto era disperato.
Lord Byr ordinò a due guardie di controllarlo che
non facesse pazzie, soprattutto che nessuno dei due morisse.
Passarono altri due giorni senza che nulla cambiasse. Hitomi
quando usciva dalla stanza sola o con Siddin, ignorava volutamente
Van, che era rimasto per tutto il tempo seduto a terra.
Van quando la vedeva, alzava gli occhi ma Hitomi lo respingeva
solamente con lo sguardo. Sandro intanto nelle sue stanze
era felice, il piano era andato alla perfezione, Van non
poteva più tornare nel mondo dei vivi tramite il
Portale della Morte. Nel castello del Signore del Portale
della Morte, Tarnum si stava esercitando con la spada. Quando
il Signore del Portale della Morte s'avvicinò riferendogli:
"I tre giorni sono passati. Il Portale oramai si è
chiuso per lui. Mi dispiace." "Lo immaginavo.
Le Profezie emesse dalla Stanza dei Profeti sono sempre
veritiere. Quando arriverà il momento sarò
pronto. Mi puoi togliere una curiosità. Qual è
stato lo spirito che a richiesto la terza prova?" "Non
l'immagini. È stato lo spirito di Dornkirk."
"Se Van non l'avesse ucciso, ci penserei io a fargliela
pagare.": affermò un Tarnum notevolmente infuriato.
Tarnum guardò il Signore del Portale della Morte
e poi gli affermò: "Sono stanco, vado in camera."
"Quando sei in camera, possibilmente non distruggere
tutto. Ti conosco e so cosa combini quando ti arrabbi."
"Sì, da chissà chi avrò preso.
A proposito nella Sala principale sono scomparse delle sedie
negli ultimi giorni. Sai che fine hanno fatto?" "Sì,
Tarnum. Si sono rotte." "Che strano?!" Nel
castello di Sandro, Lady Septennia guardava sorridente Van,
l'oggetto che gli avrebbe fatto acquistare maggiore potere.
Passarono altri due giorni, era notte fonda, Van oramai
era a pezzi non c'è la faceva più a stare
lì, ma voleva assolutamente parlare con Hitomi. Intanto
Hitomi dormiva all'interno della stanza insieme al figlio
Siddin. Ad un certo punto Hitomi capii che all'interno della
camera vi erano delle presenze. Si svegliò di colpo.
Vide di vicino alla porta due spiriti. Doveva fronteggiarli
per impedire che portassero lei e Siddin nel mondo dei morti.
Nel frattempo, di fuori della porta Lady Septennia si era
avvicinata a Van: "Lei è Sua Maestà,
Van Fanel." Van non rispose subito, ma alzò
la testa. Come l'alzò fu attratto dagli occhi della
misteriosa sconosciuta. Intanto all'interno della stanza,
Hitomi aveva riconosciuto i due spiriti. Stava quasi piangendo
dalla felicità nel vederli. Ma poi si bloccò
pensando che questo era il modo di attrarre i vivi nel loro
mondo. Quando il più grande dei due s'avvicinò,
questo le disse mentalmente: "Non devi preoccuparti
Hitomi, non siamo venuti per portarti nel nostro regno.
Non è nostra intenzione." "Nonna, come
mai sei qui?" "Per parlarti. Dimmi perché
vi state ferendo a vicenda te e Van. So che v'amate ancora."
"Lui mi ha tradito con un'altra. È stato spregevole."
"Ne sei sicura." "Sì, l'ho visto.
Non posso perdonarlo." "Siete cresciuti, ma ancora
non siete maturati?! In ogni caso, non voglio intrometterti.
Il motivo principale per cui siamo venuti e che lui, "
disse indicando l'altro spirito "ha saputo che tu eri
qui e ti ha portato un regalo." L'altro spirito s'avvicinò.
Hitomi aveva le lacrime agli occhi nel vedere lo spirito
del figlio Folken avvicinarsi al letto. Il piccolo Folken
s'avvicinò e gli disse: "Mamma, questo è
per te e per papà." Subito allungò la
sua mano e gli pose una rosa. Hitomi prese la rosa, era
bellissima. Si guardò intorno, i due spiriti erano
spariti.
Intanto fuori della stanza di Hitomi, Lady Septennia era
riuscito a penetrare nella mente indebolita di Van ed ora
lui era sotto il suo controllo mentale. "Gli uomini
sono tutti dei deboli.": pensò Lady Septennia.
Lady Septennia lo condusse verso le proprie stanze. Hitomi
guardava la rosa di Folken, era stato un bellissimo atto
da parte di suo figlio, un gesto fatto con amore. Ma certo,
pensò Hitomi ecco cosa mi volevano comunicare. Guardando
la rosa ebbe una terrificante visione. Vide l'immagine di
Van sdraiato su un tavolo. Poi una mano si avvicinava a
lui tagliandogli la gola. Era una scena orrenda, non doveva
verificarsi, prima doveva assolutamente vederlo. Hitomi
con la sola camicia da notte uscì dalla sua stanza.
Van non c'era, strano era rimasto lì tutti quei giorni.
Forse era andato da qualche parte a dormire. Grazie al ciondolo
Hitomi riuscii ad individuare dov'era Van. Corse verso di
lui. Lo trovò poco prima che entrasse con Lady Septennia
nelle sue stanze. Prima di entrare, Lady Septennia baciò
appassionatamente Van. "Quel bastardo, adesso mi tradisce
pure con un'altra.": pensò Hitomi che fece per
andarsene. Ma proprio quando se ne stava andando si ricordò
di un particolare della sua visione. La mano che tagliava
il collo di Van era femminile. Doveva in qualche modo salvarlo.
Quando stava per avvicinarsi, vide la porta di Lady Septennia
aprirsi, Hitomi si nascose, in modo tale da non farsi vedere.
Una volta che Lady Septennia se ne fu andata, Hitomi entrò
nelle sue stanze. Una volta entrata, Hitomi seguì
un corridoio lasciato aperto da Lady Septennia, fino ad
arrivare ad una grande stanza a volta. Van era sdraiato,
a dorso nudo, su un altare. Vicino all'altare vi erano dei
grossi coltelli. Hitomi s'avvicinò a Van e provò
a chiamarlo, ma lui non rispondeva. Hitomi fece per avvicinarsi
ancora, quando dalla porta di fronte entrò Lady Septennia.
"Ben arrivata, ti stavo aspettando, Hitomi."
"Che cosa vuoi fargli?" "Ma è ovvio,
voglio acquisire il suo potere e grazie a questo sconfiggere
Sandro, ma poiché sei qui, prenderò anche
il tuo. Lo sai come si prende il potere altrui." "No.":
disse una Hitomi terrorizzata, che non riusciva a staccare
gli occhi da quelli di Lady Septennia. "Bevendo il
sangue ancora caldo di chi ha il potere. Adesso lui è
sotto il mio controllo mentale e farà ogni cosa che
gli dico. Prima mi divertirò un po' con lui e quando
arriverà al culmine del piacere gli taglierò
la gola. Sarà contento di morire per me. Berrò
il suo sangue e n'acquisirò il potere. Poi per maggiore
sicurezza, gli strapperò il cuore ed il cervello
e li mangerò ancora caldi." "Ma è
orrendo! Sei disgustosa." "Orrendo. E' una cosa
piacevolissima." Hitomi non riusciva a muoversi, gli
occhi di Lady Septennia la tenevano inchiodata. "Ma
prima pensiamo a te.": disse Lady Septennia avvicinandosi
a Hitomi con un grosso coltello in mano. Hitomi non riusciva
a divincolarsi dalla sua presa. "Van aiutami!"
gridò Hitomi. Lady Septennia rise "Che pensi
di fare è sotto il mio controllo mentale." "Van
aiutami!": pensò intensamente Hitomi. Lady Septennia
continuò ad avvicinarsi, ma ad un certo punto si
bloccò. Una spada le usciva dal petto. Van da dietro
le disse: "E' la prima volta che uccido una donna.
Ma tu non sei una donna. Sei un essere infernale."
Lady Septennia crollò a terra: "Come hai fatto?
Eri sotto il mio controllo mentale." "Ho sentito
il grido di Hitomi e mi sono sbloccato dalla presa. Adesso
penso che puoi morire anche senza che stiamo qui ad assisterti."
Van si avvicinò a Hitomi, l'abbracciò e la
baciò: "Hitomi, ti ho sempre amata." Hitomi
lo zittì: "Andiamo nella mia stanza lì
mi dirai tutto, ok!" Van e Hitomi uscirono dalla stanza
di Lady Septennia. Erano passati alcuni minuti Lady Septennia
era agonizzante per terra, quando da un'altra porta entrarono
Sandro e Lord Byr. "Che stupida che sei stata?! Non
lo sai che il loro potere diventa irrefrenabile una volta
che è unito. Hai provato a giocarmi, ma nessuno ci
prova due volte e adesso ti mostro il perché."
"La prego mi perdoni sua eccellenza." "Ma
certo, io ti ho già perdonato.": disse Sandro.
Sandro prese un coltello che aveva in mano Lord Byr e le
taglio la gola. "Questo è il trattamento che
serbo a tutti coloro che osano sfidarmi." |