IL RITORNO DI MU

Il Ritorno di Sandro

Maya, Manji e Icarus stavano liberando la coda del Drago, tramite dei piccoli coltelli che Van gli aveva dato per proteggersi nella foresta, con i quali recidevano i vari rami del rovereto. Il Drago li osservava tranquillamente, soffermandosi in particolare su Manji. Van e Tarnum erano arrivati vicino alla radura. Quando Van fece per entrare nello spiazzo Tarnum lo bloccò. "Fermati": disse Tarnum sottovoce. "Perché?": gli rispose Van. "Prova a guardare col tuo 'terzo occhio' dietro la radura". Van si concentrò e vide che dietro lo spazio aperto, vi era nascosto tra gli alberi un altro Drago dei Cieli più grande. "Van, penso che quel secondo Drago sia la madre di quello che è lì. Se arriviamo di corsa, immaginerà che vogliamo fare del male al suo piccolo. E ci attaccherà tutti." "Che possiamo fare?" "Nulla. Ti ricordi la terza profezia, quella che riguardava Icarus." "Sì, sosteneva che se fossimo intervenuti, nel giorno in cui il suo destino sarebbe cambiato, sarebbe morto." "Già, vedi Van, in questo periodo sono stato nuovamente dagli Spiriti dei Profeti, i quali mi hanno ricordato che le due profezie rimaste si sarebbero iniziate a sviluppare lo stesso giorno, e in pratica oggi. E quando oggi Merle a tirato fuori l'idea della gita, ne ho avuto la conferma. Per cui ora, noi rimaniamo qui fino a che non hanno finito. Chiaro." "Va bene, anche se non sai quanto vorrei correre da loro."

Manji, Maya e Icarus finirono di liberare il Drago. Una volta che questo fu libero si girò verso di loro e gli disse. "Vi ringrazio di tutto. Sarò gentile, per questa volta, non vi mangerò, ma solo per oggi. Mi sento generosa." "Ciao, spero di poterti rivedere. Sei bellissima": disse Manji. "Grazie, è la prima volta che un umano mi fa i complimenti. Il mio nome tra i draghi è Sky" "Il mio è Manji. Loro sono Maya e Icarus." "Manji, bel nome. Addio.": detto questo il Drago s'innalzò in volo e scomparve all'orizzonte. Come s'alzò in volo, Manji la seguì rapito con lo sguardo. Icarus, come la vide andarsene, crollò a terra e guardando Maya le disse: "Siamo ancora vivi. Hai visto tutto merito del tuo prode cavaliere." Maya lo guardò sorridente, gli si avvicinò e lo baciò sulla guancia: "Questo è per il mio 'prode' cavaliere." Van e Tarnum si diressero con calma verso di loro. "Allora siete qui? Che cosa avete fatto tutto questo tempo": disse Van. Icarus corse da loro e gli disse allegramente: "Re Van, lo sa. Abbiamo appena aiutato un Drago." Icarus s'accorse, purtroppo in ritardo, che forse era meglio non dirlo. Maya teneva una mano sul viso disperata. Manji le si avvicinò: "Penso che dovrai migliorare questo lato del carattere del tuo cavaliere." Poi s'avvicinò al padre: "Papà, e colpa mia se li ho messi in pericolo. Se devi punire qualcuno, dai una punizione a me, ne sarò ben lieto." Van li guardò: "Per ora lascerò passare, ma se qualcuno di voi," disse guardando Icarus "lo dirà alla mamma, allora ve ne pentirete amaramente, soprattutto i vostri fondoschiena. Ci siamo capiti!" Tutti e tre assentirono, quando il loro papà usava quel tono, era meglio non farlo arrabbiare.

Mentre stavano ritornando, Van si avvicinò a Tarnum e gli disse: "Secondo te, in che modo le profezie si sarebbero messe in moto." "Non li hai visti allora. Manji è la prima persona che è riuscita a parlare con un Drago d'Argento dei Cieli e n'è rimasto affascinato. Lo hai visto com'era incantato a guardarlo quando il Drago se n'è andato. Forse il suo destino è legato in qualche modo a quel Drago." "Dici." "Sì, se è il suo destino. E poi è la sua vita e noi non possiamo intrometterci se è quello che veramente desidera. Mentre per Maya è ancora più facile. Hai visto con che occhi guardava Icarus. Probabilmente quei due sono fatti per stare insieme." "Maya e Icarus?! Stai scherzando!" "No, io non sono cieco. Quei due sono fatti per stare insieme, quindi rassegnati sin da ora. Anche se ti devo mettere in guardia. Chi ha il sangue d'Atlantide nelle vene non potrà avere figli da un felide. Maya, anche se non proviene da genitori Atlantidei, potrebbe aver difficoltà ad avere figli con Icarus." "Icarus, reggente di Fanelia. Pensa che divertimento." "No. Non potrà avvenire, Maya non sarà la Regina di Fanelia, ti ricordi la seconda profezia. Per cui non ti preoccupare di ciò. Per qualche motivo il loro destino è lontano da Fanelia. Spero che abbiano una vita felice. Non tutti apprezzano le coppie miste soprattutto con gli uomini bestia." "Già, lo spero pure io."

Intanto sopra il cielo della foresta di Raven due Draghi d'Argento volavano insieme. Il Drago più grande disse: "Allora, che ne pensi può essere lui?" "Sì, anche s'è ancora piccolo. In base alla visione che noi Draghi d'Argento abbiamo avuto, lui sarà il nostro nuovo signore e ci guiderà nella lotta contro la malvagia Mutare. Anche il nome è quello indicatoci. Il Signore dei Draghi Manji." "Sarà chi ci potrà liberare dal dominio dei Draghi Malvagi di Mutare, la Signora Drago di Nighon." "Sì, madre. Grazie ai miei poteri ho potuto vedere come sarà da adulto. Anche se è un essere umano, sarà un uomo valoroso e veramente carino." "Lascia stare figlia mia, gli uomini possono vivere solamente per un tempo brevissimo se paragonato a quello della nostra vita. Non ti ci affezionare, perché lo perderai subito." "Va bene."

Van, Tarnum, Maya, Manji e Icarus tornarono al campo proprio mentre Gelu e Merle ritornavano a braccetto dal loro allenamento. "Allora dove si erano cacciati!": chiese Hitomi. "Si erano allontanati parecchio, ma li abbiamo ritrovati quasi subito. Non ti preoccupare Hitomi, ho pensato io a riprenderli": rispose Van, mentendo notevolmente. Hitomi affermo: "Va bene, fra un po' partiamo. Merle com'è andato il tuo allenamento?" "Bene. Benissimo direi." "Strano, Merle, non sapevo che per allenarsi con l'arco si scompigliassero così i capelli." "Impicciona. In ogni caso volevamo annunciarvi che io e Gelu abbiamo deciso di metterci insieme. Lui inizialmente tentennava con sciocchezze come il fatto che era sempre a capo di un esercito. Ma io gli ho affermato che l'avrei seguito anche dentro il suo esercito come aiutante. Icarus sei contento di avere un nuovo papà." "Certo. Era ora." "Che cosa avete fatto te ed i tuoi amici, Icarus." Icarus stava per parlare, quando vide lo sguardo minaccioso di Van e disse: "Abbiamo giocato a rincorrerci tutto il tempo." Il gruppo ripartì da lì a poche ore.

Erano passati altri tre mesi. Van stava dormendo tranquillamente insieme a sua moglie, quando Hitomi lo svegliò. "Van penso, sia meglio che tu vada a chiamare Gem." "Ne sei sicura?" "Sì, ci sono già passata per ben due volte. A proposito, prima di uscire ricordati di metterti i pantaloni. Non mi piace vederti andare in giro per tutto il palazzo nudo." "Pensi che me né possa dimenticare?" "Sì." Van si vestì in fretta e furia ed uscì dalla stanza, ma si trovò subito davanti Gem, Merle e Tarnum. "Hitomi sta per partorire. Ma voi già lo sapevate?" "Sì, " rispose Gem "nel mio campo, m'insegnano a capire quando lo spirito del nascituro vuole uscire. Secondo te, perché oggi a cena ho suggerito a Merle di far dormire Maya e Manji con Icarus." "Hai preso anche tu da Tarnum, questo brutto vizio?!" "Già. Ed ora Tarnum potresti portare Sua Maestà, Van Fanel a riscaldare l'acqua calda." "Va bene, ogni tuo desiderio sarà esaudito. Van, forza ti portò nelle cucine per riscaldare l'acqua." Detto ciò Gem e Merle entrarono nella stanza e chiusero a chiave la porta. Mentre Van e Tarnum si stavano dirigendo verso le cucine, incontrarono Gelu. "Dove state andando?" Tarnum gli rispose: "Hitomi sta per partorire e Gem ha mandato Van a riscaldare l'acqua calda." "Non ho mai capito a cosa serve l'acqua calda in questi momenti. Tu lo sai Tarnum?": chiese Gelu. "Sì. A tener lontano i padri dalle partorienti. Gem mi ha raccontato, che ha commesso quest'errore durante il suo primo parto, da allora ha fatto sempre in modo che i mariti stiano lontani ed impegnati in qualche attività fisica non troppo complicata." Van lo stava guardando minaccioso. "Non te la prendere Van, ci passano tutti i mariti!" "Quando toccherà a te. Sarò io che mi divertirò."

I tre arrivarono nelle cucine e chiesero a tutti i cuochi di andarsene. Tarnum spiegò loro il motivo. I cuochi porsero gli auguri al Re e alla Regina prima di uscire. Passò un po' di tempo, durante il quale Van s'impegnò moltissimo nella sua attività. Tarnum lo guardava divertito. Ad un certo punto Van tornò da Tarnum e Gelu: "Pensi che possa bastare quell'acqua calda?" "Per chi? Per il bambino! Io penso che l'acqua calda che hai preparato possa bastare per tutto il palazzo!": disse compiaciuto Tarnum. Van si sedette: "Sono un po' agitato." "Un po', sei ottimista. E meno male che è il tuo quarto figlio, non sai quanto pagherei per essere stato presente durante la nascita del primo. Che hanno fatto, ti hanno legato da qualche parte." "Sempre simpatico. No durante il parto del primo figlio mi hanno portato fuori ad abbattere la legna." "Capisco." Tarnum si fece improvvisamente silenzioso. "Che c'è? C'è qualcosa che non va?!" Van cominciò ad usare il tuo 'terzo occhio' quando Tarnum lo bloccò: "Non sta bene guardare una donna con il ' terzo occhio ' Van, soprattutto in questi momenti." "Hai ragione e tu che stai facendo!" "Io sono in collegamento telepatico con Gem, mi ha annunciato che è andato tutto bene." "Possiamo andare allora." "No, aspetta. In questo momento Hitomi ed il bambino stanno insieme. Devono prepararlo per il momento in cui lo vedrai."

Passarono una trentina di minuti, quando arrivò Merle: "E' nato. È andato tutto bene Van, è stato un parto notevolmente facile. Vuoi venire a vedere tuo figlio." Van, seguito da Tarnum, Gelu e Merle, che stavano abbracciati si diresse in camera sua. Lì trovarono Gem, che stava seduta di fronte a Hitomi, che teneva in braccio il bambino. Gem lo guardò "E' un bel maschietto. Sua Maestà vuole vederlo." "Certamente." Gem lo prese delicatamente a Hitomi e lo mostrò a Van. Van lo prese in braccio e lo guardò, era veramente carino, aveva preso la capigliatura di Hitomi. "Allora, come sta il piccolo Siddin. Spero che ti troverai bene insieme ai tuoi fratelli ed ai tuoi genitori." "Siddin?!" disse Tarnum "Ma è il nome di mio padre. Ti ringrazio, Van." Tarnum aveva tante volte sorpreso Van, che ora lui, d'accordo con Hitomi, gli aveva voluto rendere il favore. E poi quello era il nome del fratello di Varie, sua madre. Van mostrò suo figlio a tutti quanti, poi si avvicinò a Hitomi e la baciò ridandogli il figlio. Gem consigliò a tutti di uscire e lasciare i tre da soli. Gem, Tarnum, Merle e Gelu uscirono dalla stanza. "Gem, sei stanca?": chiese, quasi distrattamente, Tarnum. Gem lo guardò maliziosamente: "Dipende quello che ha in mente il mio cavaliere invincibile." Gem e Tarnum salutarono Merle e Gelu e si diressero verso la camera di Gem.

La settimana successiva si svolsero i festeggiamenti per il principe Siddin. Tutti erano felici. Maya e Manji si dimostrarono subito molto protettivi verso il nuovo fratellino. Van e Hitomi passavano molto tempo ad accudirlo. Tarnum si era dovuto allontanare perché era stato richiamato ad Atlantide dal suo secondo Christian. A Fanelia era rimasta per ogni evenienza Gem. Merle e Gelu passavano molto tempo insieme. Merle stava sempre diventando più abile con l'arco e Gelu cominciava a legare sempre di più con il piccolo Icarus. I festeggiamenti durarono più di una settimana. Durante una delle prove d'abilità che furono organizzate in quei giorni, Gelu mostrò la sua destrezza con l'Arco Dorato. Chiese a Merle di porre dove gli pareva dei bersagli che gli aveva dato. Quando Merle ritornò, Gelu incoccò l'Arco e tirò le frecce come se nulla fosse. Tutte le frecce erano andate a segno, rimasero sorpresi, perché Merle aveva messo uno dei bersagli vicino all'Escaflowne che era nel Tempio ed un altro sul trono del Re. Anche quei due bersagli erano stati colpiti alla perfezione. Adesso tutti capirono perché Gelu era considerato il miglior arciere in assoluto, il cecchino infallibile.

Era passato un mese dalla nascita di Siddin. Hitomi aveva deciso di andare a trovare la madre per fargli vedere il suo nuovo nipotino. Gliel'aveva già comunicato grazie al ciondolo. Van l'avrebbe raggiunta di lì a poco poiché doveva prendere parte con Tarnum e Gelu ad una riunione con Allen per decidere i futuri sviluppi delle loro attività, soprattutto contro Sandro, qualora si fosse rifatto vivo. Hitomi teneva in braccio il figlio, mentre Van era di fronte a lei. "Fai un buon viaggio, ci rivedremo tra pochi giorni da tua madre, Hitomi." "Sì, tu vedi di far presto e non ti far fuorviare da quei due.": disse Hitomi guardando Tarnum e Gelu. Hitomi baciò Van, dopodiché salutò Tarnum, Gem, Merle, Gelu e i figli più grandi. Van utilizzò il potere dell'energist per attivare la colonna di luce. Hitomi fu sollevata con la colonna di luce dal terreno e cominciò a dirigersi verso la Luna dell'Illusione. Quando fu a mezz'aria, una colonna di luce oscura s'affiancò alla sua e da essa uscì con tutta la sua Armatura dei Dannati, Sandro, Imperatore di Mu. "Sua Maestà Hitomi, Regina di Fanelia, sarebbe così gentile da seguirmi, per il bene di suo figlio.": disse Sandro tenendo una mano sul Pendaglio del Negromante. Hitomi, per evitare che Sandro potesse uccidere suo figlio, lo seguì nella colonna oscura. Prima di scomparire inviò un messaggio telepatico: "Aiutami, Van. Sandro ci ha rapito." Intanto a Fanelia, Van e gli altri avevano assistito alla scena delle due colonne di luce. Quando Van ricevette il messaggio telepatico, capii cosa era successo e gridò: "No! Hitomi! Siddin!"

Van era disperato, ora che tutto sembrava tranquillo, Sandro aveva rovinato quel momento di felicità. Sandro aveva rapito Hitomi e Siddin. Van era furioso, voleva fargliela pagare. Maya e Manji erano lì vicini chiedendogli quando avrebbero rivisto la mamma ed il fratellino. Tarnum s'avvicinò a Van. "Mi dispiace, Van. Non avevo previsto quest'eventualità." "Gliela farò pagare, cara. C'è un modo per arrivare a Sandro? Se torcerà un solo capello a Hitomi o a Siddin, rimpiangerà di essere nato." "Un modo ci sarebbe, ma sarà difficile attuarlo. Vedi Van, l'Impero di Mu si trova nel mondo dei morti." "Cosa?!" "Già, noi d'Atlantide non siamo orgogliosi di ciò. Ma durante la battaglia contro l'Impero di Mu, il nostro Consiglio degli Anziani, provò un utilizzo estremo della Macchina dei Desideri. Decise di utilizzarla per spedire l'intero Impero di Mu, nel mondo dei morti e lasciarlo lì. Fu quello che facemmo, creando tra il mondo dei morti e l'Impero di Mu, una barriera protettiva per evitare che tutti morissero. Fu quell'utilizzo estremo della Macchina dei Desideri che portò alla fine del primo Regno d'Atlantide sulla Terra." "Quindi Hitomi e Siddin?!" "Sì, Sandro li avrà portati nel suo Impero, l'unico posto dove non possiamo raggiungerlo facilmente." "Ma c'è una possibilità." "Sì, per controllare quello che l'Impero di Mu faceva e per farli ritornare quando si fossero redenti, creammo una strada tra il mondo dei vivi e dei morti. Il Portale per quella strada si trova al centro della Sala dove si riunisce il Consiglio degli Anziani. Sappi però che chi passa per quella strada, per arrivare al Regno di Mu, è sottoposto dagli spiriti a tre prove. L'ultima delle quali si svolge sotto lo sguardo del Signore del Portale della Morte. Pochi riescono a passarla quell'ultima con facilità." "Quindi ci basterà prendere quella strada per arrivare da Hitomi e Siddin?" "Non sarà così facile. Solo il Consiglio degli Anziani può aprire l'Ultimo Portale e solo se vi è l'accordo unanime. E non so se saranno d'accordo ad aprirlo per te."

Gem che si era avvicinata, aveva sentito tutta la storia. "Tarnum, sarà difficile che il Consiglio degli Anziani accetti all'unanimità di aprire l'Ultimo Portale, per quello che loro riterranno un motivo non riguardante Atlantide. Senza contare che Van non può parlare al Consiglio." "Per questo non c'è problema, giacché sono a capo della Guardia d'Onore, parlerò io in sua vece. Van vai a prendere l'Escaflowne, ci dirigiamo subito ad Atlantide." Mentre Van corse verso l'Escaflowne, Tarnum si girò verso Merle e Gelu. "Voi mi dovete fare un paio di favori. Innanzi tutto dovreste prendervi cura di Maya e Manji, mentre siamo via. E poi…". Van raggiunse l'Escaflowne, l'aprì e vi entrò. Van si diresse poi da Tarnum e Gem, che intanto, avevano assunto le dimensioni dell'Escaflowne. "Sei pronto, Van! Ho affidato Maya e Manji a Merle e Gelu, se n'occuperanno loro. Il portale che ho fatto attivare per Atlantide è proprio qui vicino." "Grazie di tutto, Tarnum! In questo momento l'unico obiettivo che ho in mente è salvare Hitomi e Siddin e fargliela pagare cara a Sandro." "Va bene, Van, ma lasciami qualcosa da fare pure a me. Se no m'annoio solamente ad accompagnarti." "Sì, qualcosa ti lascio. Ma Sandro è mio!"

Hitomi e Siddin furono condotti da Sandro nel suo Impero. Gli avevano assegnato una stanza grandiosa, con una grossa sala per ricevere gli ospiti, una bellissima camera ed un bagno, che era almeno il doppio di quella di Fanelia. Inoltre dopo un po' arrivò una ragazza, che era sotto il controllo mentale di Sandro, cui era stato affidato il compito di prendersi cura di Siddin, qualora Hitomi fosse stata convocata. Sandro aveva ricordato a Hitomi che di qualsiasi cosa avesse avuto bisogno, lei o suo figlio, sarebbe stata accontentata. Hitomi sentì bussare alla porta. Erano due guardie, anch'esse sotto controllo mentale. "La Signoria Vostra è attesa alla presenza dell'Imperatore Sandro. Se vuole lasciare qui suo figlio, se ne prenderà cura la balia a lei affidata." "Devo venire." "Sì è desiderata con ansia." Hitomi lasciò alla balia suo figlio, che dormiva tranquillamente. Decise di fidarsi di quella ragazza e poi se Sandro avesse voluto farle del male, già gliel'avrebbe potuto fare. Hitomi percorse le sale e vide che tutte le persone erano sotto controllo mentale. "Che Impero triste!": pensò. Arrivati alla sala del trono, Hitomi fu presentata con tutti gli onori.

Hitomi si avvicinò al trono dove sedeva Sandro, con indosso la sua Armatura dei Dannati. Vicino a lui c'erano due persone che non conosceva, ma che non sembravano sotto controllo mentale. Uno di loro si vedeva che era un militare sia dall'aspetto fiero sia dall'armatura, inoltre aveva una spada orrenda, non aveva una vera e propria lama, ma sembrava un grosso seghetto. L'altra era, una donna molto bella, anche se vestiva in maniera che Hitomi trovò indecente. Indossava solo un corto perizoma ed un vestito di seta, che in sostanza non copriva assolutamente nulla. Hitomi si provò ad immaginare abbigliata così e divenne rossa dall'imbarazzo. "Come sta, Regina Hitomi? La sistemazione che le ho assegnato è di suo gradimento?" "Sì, ma non capisco perché prima mi rapisce e poi mi tratta così." "Vede, io e suo marito abbiamo avuto dei leggeri dissidi in precedenza, e non sapevo, se invitandolo, avrebbe accettato il mio invito. Gli devo chiedere un favore. Se accetterà potrete andare via indisturbati." "Leggeri dissidi? Ma sta scherzando! Dopo tutto quello che ha fatto su Gaea! Van non accetterà nessuna sua proposta e la ucciderà per quello che ci ha fatto." "Vedremo! Ha sete? Vuole qualcosa da bere? Paggetto Savidlin, dove sei! Porta subito da bere!" Hitomi vide entrare un ragazzino che portava dei bicchieri e delle bevande su un vassoio d'argento. Anche lui era sotto controllo mentale. Quando si avvicinò al tappeto centrale, inciampò e rovescio tutto per terra. "Paggetto Savidlin! Cosa ti dovrei fare? Pulisci per terra e sparisci!": disse Sandro spazientito.

Dopo che il ragazzino ebbe tolto tutto il disastro che aveva combinato, si sistemò in un angolo nell'attesa di un nuovo ordine del suo Imperatore. Sandro si rivolse a Hitomi: "Che ne pensi del mio Impero?" "E' orrendo! Guardi come ha reso i suoi sudditi. Sono ridotti a delle bambole inanimate." "Questo è tutto merito degli Atlantidei. Vede, quando ci spedirono qui, non si resero conto di un particolare. Nel mondo dei morti non esiste il tempo. Qui nessuno nasce, nessuno cresce, nessuno invecchia, non abbiamo bisogno di mangiare e dormire. Però si può morire. Molti abitanti, visto il luogo dove ci rinchiusero, quei bastardi degli Atlantidei, si tolsero la vita. Inoltre qualche volta gli spiriti riescono ad entrare ed a portare nel mondo dei morti alcuni abitanti. È successo anche a mia moglie. Alcuni spiriti riuscirono ad introdursi ed a sedurre con le loro parole mia moglie e mio figlio. L'ho persa per sempre, è andata nel mondo dei morti, riuscii solamente a salvare mio figlio. L'unico modo per sottrarre alla morte il mio popolo fu di sottoporli al controllo mentale. Allora chi è la causa della sciagura del mio Impero?" Hitomi non sapeva cosa rispondergli. "Lasci che le presenti i miei fidi consiglieri, gli unici due che hanno abbastanza potere da resistere agli spiriti. Questo è Lord Byr, Signore della Guerra e capo del mio esercito. Mentre lei è Lady Septennia, mia fedele consigliera." Entrambi s'inchinarono "Ora penso che vorrà ritornare da suo figlio. Stia attenta agli spiriti." "Mio signore, posso accompagnarla?": disse Lady Septennia. "Va pure." Lady Septennia e Hitomi uscirono. Una volta che furono soli Lord Byr, si rivolse a Sandro: "Pensa che riusciremo a convincere il Drago e lei ad aiutarci a riportare il nostro Impero nel mondo dei vivi?" "Se avremmo un po' di fortuna, sì." "Ma poi li lascerà davvero andare via?" "Pensi davvero che possa commettere una sciocchezza del genere.": disse ridendo Sandro.

Hitomi e Lady Septennia erano uscite dalla sala del trono e si stavano dirigendo verso gli appartamenti di Hitomi. "So che hai un bambino, ": disse Lady Septennia "da quale uomo l'hai avuto?" "Da mio marito è ovvio!" "Hai un marito, quale assurdità. Gli uomini servono solamente per farci divertire e darci piacere." "Ti sbagli. E poi noi ci amiamo tantissimo." "Amore? Forse tu! Nessun uomo ama per tutta la vita, una donna, ed appena ne hanno l'occasione la tradiscono. Ricordatelo quando accadrà. È molto meglio utilizzarli per il nostro piacere senza innamorarsene." Hitomi guardò Lady Septennia con ira "Non ti credo assolutamente.": disse Hitomi correndo verso la sua stanza. Lady Septennia comunicò mentalmente a Sandro: "Ho fatto come Sua Signoria mi aveva detto." "Bene, ti ringrazio." Lady Septennia pensò tra sé e sé "Sandro, questa è la volta buona che riuscirò ad eliminarti ed a governare l'Impero."