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Maya, Manji e Icarus stavano liberando la coda del Drago,
tramite dei piccoli coltelli che Van gli aveva dato per
proteggersi nella foresta, con i quali recidevano i vari
rami del rovereto. Il Drago li osservava tranquillamente,
soffermandosi in particolare su Manji. Van e Tarnum erano
arrivati vicino alla radura. Quando Van fece per entrare
nello spiazzo Tarnum lo bloccò. "Fermati":
disse Tarnum sottovoce. "Perché?": gli
rispose Van. "Prova a guardare col tuo 'terzo occhio'
dietro la radura". Van si concentrò e vide che
dietro lo spazio aperto, vi era nascosto tra gli alberi
un altro Drago dei Cieli più grande. "Van, penso
che quel secondo Drago sia la madre di quello che è
lì. Se arriviamo di corsa, immaginerà che
vogliamo fare del male al suo piccolo. E ci attaccherà
tutti." "Che possiamo fare?" "Nulla.
Ti ricordi la terza profezia, quella che riguardava Icarus."
"Sì, sosteneva che se fossimo intervenuti, nel
giorno in cui il suo destino sarebbe cambiato, sarebbe morto."
"Già, vedi Van, in questo periodo sono stato
nuovamente dagli Spiriti dei Profeti, i quali mi hanno ricordato
che le due profezie rimaste si sarebbero iniziate a sviluppare
lo stesso giorno, e in pratica oggi. E quando oggi Merle
a tirato fuori l'idea della gita, ne ho avuto la conferma.
Per cui ora, noi rimaniamo qui fino a che non hanno finito.
Chiaro." "Va bene, anche se non sai quanto vorrei
correre da loro."
Manji, Maya e Icarus finirono di liberare il Drago. Una
volta che questo fu libero si girò verso di loro
e gli disse. "Vi ringrazio di tutto. Sarò gentile,
per questa volta, non vi mangerò, ma solo per oggi.
Mi sento generosa." "Ciao, spero di poterti rivedere.
Sei bellissima": disse Manji. "Grazie, è
la prima volta che un umano mi fa i complimenti. Il mio
nome tra i draghi è Sky" "Il mio è
Manji. Loro sono Maya e Icarus." "Manji, bel nome.
Addio.": detto questo il Drago s'innalzò in
volo e scomparve all'orizzonte. Come s'alzò in volo,
Manji la seguì rapito con lo sguardo. Icarus, come
la vide andarsene, crollò a terra e guardando Maya
le disse: "Siamo ancora vivi. Hai visto tutto merito
del tuo prode cavaliere." Maya lo guardò sorridente,
gli si avvicinò e lo baciò sulla guancia:
"Questo è per il mio 'prode' cavaliere."
Van e Tarnum si diressero con calma verso di loro. "Allora
siete qui? Che cosa avete fatto tutto questo tempo":
disse Van. Icarus corse da loro e gli disse allegramente:
"Re Van, lo sa. Abbiamo appena aiutato un Drago."
Icarus s'accorse, purtroppo in ritardo, che forse era meglio
non dirlo. Maya teneva una mano sul viso disperata. Manji
le si avvicinò: "Penso che dovrai migliorare
questo lato del carattere del tuo cavaliere." Poi s'avvicinò
al padre: "Papà, e colpa mia se li ho messi
in pericolo. Se devi punire qualcuno, dai una punizione
a me, ne sarò ben lieto." Van li guardò:
"Per ora lascerò passare, ma se qualcuno di
voi," disse guardando Icarus "lo dirà alla
mamma, allora ve ne pentirete amaramente, soprattutto i
vostri fondoschiena. Ci siamo capiti!" Tutti e tre
assentirono, quando il loro papà usava quel tono,
era meglio non farlo arrabbiare.
Mentre stavano ritornando, Van si avvicinò a Tarnum
e gli disse: "Secondo te, in che modo le profezie si
sarebbero messe in moto." "Non li hai visti allora.
Manji è la prima persona che è riuscita a
parlare con un Drago d'Argento dei Cieli e n'è rimasto
affascinato. Lo hai visto com'era incantato a guardarlo
quando il Drago se n'è andato. Forse il suo destino
è legato in qualche modo a quel Drago." "Dici."
"Sì, se è il suo destino. E poi è
la sua vita e noi non possiamo intrometterci se è
quello che veramente desidera. Mentre per Maya è
ancora più facile. Hai visto con che occhi guardava
Icarus. Probabilmente quei due sono fatti per stare insieme."
"Maya e Icarus?! Stai scherzando!" "No, io
non sono cieco. Quei due sono fatti per stare insieme, quindi
rassegnati sin da ora. Anche se ti devo mettere in guardia.
Chi ha il sangue d'Atlantide nelle vene non potrà
avere figli da un felide. Maya, anche se non proviene da
genitori Atlantidei, potrebbe aver difficoltà ad
avere figli con Icarus." "Icarus, reggente di
Fanelia. Pensa che divertimento." "No. Non potrà
avvenire, Maya non sarà la Regina di Fanelia, ti
ricordi la seconda profezia. Per cui non ti preoccupare
di ciò. Per qualche motivo il loro destino è
lontano da Fanelia. Spero che abbiano una vita felice. Non
tutti apprezzano le coppie miste soprattutto con gli uomini
bestia." "Già, lo spero pure io."
Intanto sopra il cielo della foresta di Raven due Draghi
d'Argento volavano insieme. Il Drago più grande disse:
"Allora, che ne pensi può essere lui?"
"Sì, anche s'è ancora piccolo. In base
alla visione che noi Draghi d'Argento abbiamo avuto, lui
sarà il nostro nuovo signore e ci guiderà
nella lotta contro la malvagia Mutare. Anche il nome è
quello indicatoci. Il Signore dei Draghi Manji." "Sarà
chi ci potrà liberare dal dominio dei Draghi Malvagi
di Mutare, la Signora Drago di Nighon." "Sì,
madre. Grazie ai miei poteri ho potuto vedere come sarà
da adulto. Anche se è un essere umano, sarà
un uomo valoroso e veramente carino." "Lascia
stare figlia mia, gli uomini possono vivere solamente per
un tempo brevissimo se paragonato a quello della nostra
vita. Non ti ci affezionare, perché lo perderai subito."
"Va bene."
Van, Tarnum, Maya, Manji e Icarus tornarono al campo proprio
mentre Gelu e Merle ritornavano a braccetto dal loro allenamento.
"Allora dove si erano cacciati!": chiese Hitomi.
"Si erano allontanati parecchio, ma li abbiamo ritrovati
quasi subito. Non ti preoccupare Hitomi, ho pensato io a
riprenderli": rispose Van, mentendo notevolmente. Hitomi
affermo: "Va bene, fra un po' partiamo. Merle com'è
andato il tuo allenamento?" "Bene. Benissimo direi."
"Strano, Merle, non sapevo che per allenarsi con l'arco
si scompigliassero così i capelli." "Impicciona.
In ogni caso volevamo annunciarvi che io e Gelu abbiamo
deciso di metterci insieme. Lui inizialmente tentennava
con sciocchezze come il fatto che era sempre a capo di un
esercito. Ma io gli ho affermato che l'avrei seguito anche
dentro il suo esercito come aiutante. Icarus sei contento
di avere un nuovo papà." "Certo. Era ora."
"Che cosa avete fatto te ed i tuoi amici, Icarus."
Icarus stava per parlare, quando vide lo sguardo minaccioso
di Van e disse: "Abbiamo giocato a rincorrerci tutto
il tempo." Il gruppo ripartì da lì a
poche ore.
Erano passati altri tre mesi. Van stava dormendo tranquillamente
insieme a sua moglie, quando Hitomi lo svegliò. "Van
penso, sia meglio che tu vada a chiamare Gem." "Ne
sei sicura?" "Sì, ci sono già passata
per ben due volte. A proposito, prima di uscire ricordati
di metterti i pantaloni. Non mi piace vederti andare in
giro per tutto il palazzo nudo." "Pensi che me
né possa dimenticare?" "Sì."
Van si vestì in fretta e furia ed uscì dalla
stanza, ma si trovò subito davanti Gem, Merle e Tarnum.
"Hitomi sta per partorire. Ma voi già lo sapevate?"
"Sì, " rispose Gem "nel mio campo,
m'insegnano a capire quando lo spirito del nascituro vuole
uscire. Secondo te, perché oggi a cena ho suggerito
a Merle di far dormire Maya e Manji con Icarus." "Hai
preso anche tu da Tarnum, questo brutto vizio?!" "Già.
Ed ora Tarnum potresti portare Sua Maestà, Van Fanel
a riscaldare l'acqua calda." "Va bene, ogni tuo
desiderio sarà esaudito. Van, forza ti portò
nelle cucine per riscaldare l'acqua." Detto ciò
Gem e Merle entrarono nella stanza e chiusero a chiave la
porta. Mentre Van e Tarnum si stavano dirigendo verso le
cucine, incontrarono Gelu. "Dove state andando?"
Tarnum gli rispose: "Hitomi sta per partorire e Gem
ha mandato Van a riscaldare l'acqua calda." "Non
ho mai capito a cosa serve l'acqua calda in questi momenti.
Tu lo sai Tarnum?": chiese Gelu. "Sì. A
tener lontano i padri dalle partorienti. Gem mi ha raccontato,
che ha commesso quest'errore durante il suo primo parto,
da allora ha fatto sempre in modo che i mariti stiano lontani
ed impegnati in qualche attività fisica non troppo
complicata." Van lo stava guardando minaccioso. "Non
te la prendere Van, ci passano tutti i mariti!" "Quando
toccherà a te. Sarò io che mi divertirò."
I tre arrivarono nelle cucine e chiesero a tutti i cuochi
di andarsene. Tarnum spiegò loro il motivo. I cuochi
porsero gli auguri al Re e alla Regina prima di uscire.
Passò un po' di tempo, durante il quale Van s'impegnò
moltissimo nella sua attività. Tarnum lo guardava
divertito. Ad un certo punto Van tornò da Tarnum
e Gelu: "Pensi che possa bastare quell'acqua calda?"
"Per chi? Per il bambino! Io penso che l'acqua calda
che hai preparato possa bastare per tutto il palazzo!":
disse compiaciuto Tarnum. Van si sedette: "Sono un
po' agitato." "Un po', sei ottimista. E meno male
che è il tuo quarto figlio, non sai quanto pagherei
per essere stato presente durante la nascita del primo.
Che hanno fatto, ti hanno legato da qualche parte."
"Sempre simpatico. No durante il parto del primo figlio
mi hanno portato fuori ad abbattere la legna." "Capisco."
Tarnum si fece improvvisamente silenzioso. "Che c'è?
C'è qualcosa che non va?!" Van cominciò
ad usare il tuo 'terzo occhio' quando Tarnum lo bloccò:
"Non sta bene guardare una donna con il ' terzo occhio
' Van, soprattutto in questi momenti." "Hai ragione
e tu che stai facendo!" "Io sono in collegamento
telepatico con Gem, mi ha annunciato che è andato
tutto bene." "Possiamo andare allora." "No,
aspetta. In questo momento Hitomi ed il bambino stanno insieme.
Devono prepararlo per il momento in cui lo vedrai."
Passarono una trentina di minuti, quando arrivò
Merle: "E' nato. È andato tutto bene Van, è
stato un parto notevolmente facile. Vuoi venire a vedere
tuo figlio." Van, seguito da Tarnum, Gelu e Merle,
che stavano abbracciati si diresse in camera sua. Lì
trovarono Gem, che stava seduta di fronte a Hitomi, che
teneva in braccio il bambino. Gem lo guardò "E'
un bel maschietto. Sua Maestà vuole vederlo."
"Certamente." Gem lo prese delicatamente a Hitomi
e lo mostrò a Van. Van lo prese in braccio e lo guardò,
era veramente carino, aveva preso la capigliatura di Hitomi.
"Allora, come sta il piccolo Siddin. Spero che ti troverai
bene insieme ai tuoi fratelli ed ai tuoi genitori."
"Siddin?!" disse Tarnum "Ma è il nome
di mio padre. Ti ringrazio, Van." Tarnum aveva tante
volte sorpreso Van, che ora lui, d'accordo con Hitomi, gli
aveva voluto rendere il favore. E poi quello era il nome
del fratello di Varie, sua madre. Van mostrò suo
figlio a tutti quanti, poi si avvicinò a Hitomi e
la baciò ridandogli il figlio. Gem consigliò
a tutti di uscire e lasciare i tre da soli. Gem, Tarnum,
Merle e Gelu uscirono dalla stanza. "Gem, sei stanca?":
chiese, quasi distrattamente, Tarnum. Gem lo guardò
maliziosamente: "Dipende quello che ha in mente il
mio cavaliere invincibile." Gem e Tarnum salutarono
Merle e Gelu e si diressero verso la camera di Gem.
La settimana successiva si svolsero i festeggiamenti per
il principe Siddin. Tutti erano felici. Maya e Manji si
dimostrarono subito molto protettivi verso il nuovo fratellino.
Van e Hitomi passavano molto tempo ad accudirlo. Tarnum
si era dovuto allontanare perché era stato richiamato
ad Atlantide dal suo secondo Christian. A Fanelia era rimasta
per ogni evenienza Gem. Merle e Gelu passavano molto tempo
insieme. Merle stava sempre diventando più abile
con l'arco e Gelu cominciava a legare sempre di più
con il piccolo Icarus. I festeggiamenti durarono più
di una settimana. Durante una delle prove d'abilità
che furono organizzate in quei giorni, Gelu mostrò
la sua destrezza con l'Arco Dorato. Chiese a Merle di porre
dove gli pareva dei bersagli che gli aveva dato. Quando
Merle ritornò, Gelu incoccò l'Arco e tirò
le frecce come se nulla fosse. Tutte le frecce erano andate
a segno, rimasero sorpresi, perché Merle aveva messo
uno dei bersagli vicino all'Escaflowne che era nel Tempio
ed un altro sul trono del Re. Anche quei due bersagli erano
stati colpiti alla perfezione. Adesso tutti capirono perché
Gelu era considerato il miglior arciere in assoluto, il
cecchino infallibile.
Era passato un mese dalla nascita di Siddin. Hitomi aveva
deciso di andare a trovare la madre per fargli vedere il
suo nuovo nipotino. Gliel'aveva già comunicato grazie
al ciondolo. Van l'avrebbe raggiunta di lì a poco
poiché doveva prendere parte con Tarnum e Gelu ad
una riunione con Allen per decidere i futuri sviluppi delle
loro attività, soprattutto contro Sandro, qualora
si fosse rifatto vivo. Hitomi teneva in braccio il figlio,
mentre Van era di fronte a lei. "Fai un buon viaggio,
ci rivedremo tra pochi giorni da tua madre, Hitomi."
"Sì, tu vedi di far presto e non ti far fuorviare
da quei due.": disse Hitomi guardando Tarnum e Gelu.
Hitomi baciò Van, dopodiché salutò
Tarnum, Gem, Merle, Gelu e i figli più grandi. Van
utilizzò il potere dell'energist per attivare la
colonna di luce. Hitomi fu sollevata con la colonna di luce
dal terreno e cominciò a dirigersi verso la Luna
dell'Illusione. Quando fu a mezz'aria, una colonna di luce
oscura s'affiancò alla sua e da essa uscì
con tutta la sua Armatura dei Dannati, Sandro, Imperatore
di Mu. "Sua Maestà Hitomi, Regina di Fanelia,
sarebbe così gentile da seguirmi, per il bene di
suo figlio.": disse Sandro tenendo una mano sul Pendaglio
del Negromante. Hitomi, per evitare che Sandro potesse uccidere
suo figlio, lo seguì nella colonna oscura. Prima
di scomparire inviò un messaggio telepatico: "Aiutami,
Van. Sandro ci ha rapito." Intanto a Fanelia, Van e
gli altri avevano assistito alla scena delle due colonne
di luce. Quando Van ricevette il messaggio telepatico, capii
cosa era successo e gridò: "No! Hitomi! Siddin!"
Van era disperato, ora che tutto sembrava tranquillo, Sandro
aveva rovinato quel momento di felicità. Sandro aveva
rapito Hitomi e Siddin. Van era furioso, voleva fargliela
pagare. Maya e Manji erano lì vicini chiedendogli
quando avrebbero rivisto la mamma ed il fratellino. Tarnum
s'avvicinò a Van. "Mi dispiace, Van. Non avevo
previsto quest'eventualità." "Gliela farò
pagare, cara. C'è un modo per arrivare a Sandro?
Se torcerà un solo capello a Hitomi o a Siddin, rimpiangerà
di essere nato." "Un modo ci sarebbe, ma sarà
difficile attuarlo. Vedi Van, l'Impero di Mu si trova nel
mondo dei morti." "Cosa?!" "Già,
noi d'Atlantide non siamo orgogliosi di ciò. Ma durante
la battaglia contro l'Impero di Mu, il nostro Consiglio
degli Anziani, provò un utilizzo estremo della Macchina
dei Desideri. Decise di utilizzarla per spedire l'intero
Impero di Mu, nel mondo dei morti e lasciarlo lì.
Fu quello che facemmo, creando tra il mondo dei morti e
l'Impero di Mu, una barriera protettiva per evitare che
tutti morissero. Fu quell'utilizzo estremo della Macchina
dei Desideri che portò alla fine del primo Regno
d'Atlantide sulla Terra." "Quindi Hitomi e Siddin?!"
"Sì, Sandro li avrà portati nel suo Impero,
l'unico posto dove non possiamo raggiungerlo facilmente."
"Ma c'è una possibilità." "Sì,
per controllare quello che l'Impero di Mu faceva e per farli
ritornare quando si fossero redenti, creammo una strada
tra il mondo dei vivi e dei morti. Il Portale per quella
strada si trova al centro della Sala dove si riunisce il
Consiglio degli Anziani. Sappi però che chi passa
per quella strada, per arrivare al Regno di Mu, è
sottoposto dagli spiriti a tre prove. L'ultima delle quali
si svolge sotto lo sguardo del Signore del Portale della
Morte. Pochi riescono a passarla quell'ultima con facilità."
"Quindi ci basterà prendere quella strada per
arrivare da Hitomi e Siddin?" "Non sarà
così facile. Solo il Consiglio degli Anziani può
aprire l'Ultimo Portale e solo se vi è l'accordo
unanime. E non so se saranno d'accordo ad aprirlo per te."
Gem che si era avvicinata, aveva sentito tutta la storia.
"Tarnum, sarà difficile che il Consiglio degli
Anziani accetti all'unanimità di aprire l'Ultimo
Portale, per quello che loro riterranno un motivo non riguardante
Atlantide. Senza contare che Van non può parlare
al Consiglio." "Per questo non c'è problema,
giacché sono a capo della Guardia d'Onore, parlerò
io in sua vece. Van vai a prendere l'Escaflowne, ci dirigiamo
subito ad Atlantide." Mentre Van corse verso l'Escaflowne,
Tarnum si girò verso Merle e Gelu. "Voi mi dovete
fare un paio di favori. Innanzi tutto dovreste prendervi
cura di Maya e Manji, mentre siamo via. E poi
".
Van raggiunse l'Escaflowne, l'aprì e vi entrò.
Van si diresse poi da Tarnum e Gem, che intanto, avevano
assunto le dimensioni dell'Escaflowne. "Sei pronto,
Van! Ho affidato Maya e Manji a Merle e Gelu, se n'occuperanno
loro. Il portale che ho fatto attivare per Atlantide è
proprio qui vicino." "Grazie di tutto, Tarnum!
In questo momento l'unico obiettivo che ho in mente è
salvare Hitomi e Siddin e fargliela pagare cara a Sandro."
"Va bene, Van, ma lasciami qualcosa da fare pure a
me. Se no m'annoio solamente ad accompagnarti." "Sì,
qualcosa ti lascio. Ma Sandro è mio!"
Hitomi e Siddin furono condotti da Sandro nel suo Impero.
Gli avevano assegnato una stanza grandiosa, con una grossa
sala per ricevere gli ospiti, una bellissima camera ed un
bagno, che era almeno il doppio di quella di Fanelia. Inoltre
dopo un po' arrivò una ragazza, che era sotto il
controllo mentale di Sandro, cui era stato affidato il compito
di prendersi cura di Siddin, qualora Hitomi fosse stata
convocata. Sandro aveva ricordato a Hitomi che di qualsiasi
cosa avesse avuto bisogno, lei o suo figlio, sarebbe stata
accontentata. Hitomi sentì bussare alla porta. Erano
due guardie, anch'esse sotto controllo mentale. "La
Signoria Vostra è attesa alla presenza dell'Imperatore
Sandro. Se vuole lasciare qui suo figlio, se ne prenderà
cura la balia a lei affidata." "Devo venire."
"Sì è desiderata con ansia." Hitomi
lasciò alla balia suo figlio, che dormiva tranquillamente.
Decise di fidarsi di quella ragazza e poi se Sandro avesse
voluto farle del male, già gliel'avrebbe potuto fare.
Hitomi percorse le sale e vide che tutte le persone erano
sotto controllo mentale. "Che Impero triste!":
pensò. Arrivati alla sala del trono, Hitomi fu presentata
con tutti gli onori.
Hitomi si avvicinò al trono dove sedeva Sandro,
con indosso la sua Armatura dei Dannati. Vicino a lui c'erano
due persone che non conosceva, ma che non sembravano sotto
controllo mentale. Uno di loro si vedeva che era un militare
sia dall'aspetto fiero sia dall'armatura, inoltre aveva
una spada orrenda, non aveva una vera e propria lama, ma
sembrava un grosso seghetto. L'altra era, una donna molto
bella, anche se vestiva in maniera che Hitomi trovò
indecente. Indossava solo un corto perizoma ed un vestito
di seta, che in sostanza non copriva assolutamente nulla.
Hitomi si provò ad immaginare abbigliata così
e divenne rossa dall'imbarazzo. "Come sta, Regina Hitomi?
La sistemazione che le ho assegnato è di suo gradimento?"
"Sì, ma non capisco perché prima mi rapisce
e poi mi tratta così." "Vede, io e suo
marito abbiamo avuto dei leggeri dissidi in precedenza,
e non sapevo, se invitandolo, avrebbe accettato il mio invito.
Gli devo chiedere un favore. Se accetterà potrete
andare via indisturbati." "Leggeri dissidi? Ma
sta scherzando! Dopo tutto quello che ha fatto su Gaea!
Van non accetterà nessuna sua proposta e la ucciderà
per quello che ci ha fatto." "Vedremo! Ha sete?
Vuole qualcosa da bere? Paggetto Savidlin, dove sei! Porta
subito da bere!" Hitomi vide entrare un ragazzino che
portava dei bicchieri e delle bevande su un vassoio d'argento.
Anche lui era sotto controllo mentale. Quando si avvicinò
al tappeto centrale, inciampò e rovescio tutto per
terra. "Paggetto Savidlin! Cosa ti dovrei fare? Pulisci
per terra e sparisci!": disse Sandro spazientito.
Dopo che il ragazzino ebbe tolto tutto il disastro che
aveva combinato, si sistemò in un angolo nell'attesa
di un nuovo ordine del suo Imperatore. Sandro si rivolse
a Hitomi: "Che ne pensi del mio Impero?" "E'
orrendo! Guardi come ha reso i suoi sudditi. Sono ridotti
a delle bambole inanimate." "Questo è tutto
merito degli Atlantidei. Vede, quando ci spedirono qui,
non si resero conto di un particolare. Nel mondo dei morti
non esiste il tempo. Qui nessuno nasce, nessuno cresce,
nessuno invecchia, non abbiamo bisogno di mangiare e dormire.
Però si può morire. Molti abitanti, visto
il luogo dove ci rinchiusero, quei bastardi degli Atlantidei,
si tolsero la vita. Inoltre qualche volta gli spiriti riescono
ad entrare ed a portare nel mondo dei morti alcuni abitanti.
È successo anche a mia moglie. Alcuni spiriti riuscirono
ad introdursi ed a sedurre con le loro parole mia moglie
e mio figlio. L'ho persa per sempre, è andata nel
mondo dei morti, riuscii solamente a salvare mio figlio.
L'unico modo per sottrarre alla morte il mio popolo fu di
sottoporli al controllo mentale. Allora chi è la
causa della sciagura del mio Impero?" Hitomi non sapeva
cosa rispondergli. "Lasci che le presenti i miei fidi
consiglieri, gli unici due che hanno abbastanza potere da
resistere agli spiriti. Questo è Lord Byr, Signore
della Guerra e capo del mio esercito. Mentre lei è
Lady Septennia, mia fedele consigliera." Entrambi s'inchinarono
"Ora penso che vorrà ritornare da suo figlio.
Stia attenta agli spiriti." "Mio signore, posso
accompagnarla?": disse Lady Septennia. "Va pure."
Lady Septennia e Hitomi uscirono. Una volta che furono soli
Lord Byr, si rivolse a Sandro: "Pensa che riusciremo
a convincere il Drago e lei ad aiutarci a riportare il nostro
Impero nel mondo dei vivi?" "Se avremmo un po'
di fortuna, sì." "Ma poi li lascerà
davvero andare via?" "Pensi davvero che possa
commettere una sciocchezza del genere.": disse ridendo
Sandro.
Hitomi e Lady Septennia erano uscite dalla sala del trono
e si stavano dirigendo verso gli appartamenti di Hitomi.
"So che hai un bambino, ": disse Lady Septennia
"da quale uomo l'hai avuto?" "Da mio marito
è ovvio!" "Hai un marito, quale assurdità.
Gli uomini servono solamente per farci divertire e darci
piacere." "Ti sbagli. E poi noi ci amiamo tantissimo."
"Amore? Forse tu! Nessun uomo ama per tutta la vita,
una donna, ed appena ne hanno l'occasione la tradiscono.
Ricordatelo quando accadrà. È molto meglio
utilizzarli per il nostro piacere senza innamorarsene."
Hitomi guardò Lady Septennia con ira "Non ti
credo assolutamente.": disse Hitomi correndo verso
la sua stanza. Lady Septennia comunicò mentalmente
a Sandro: "Ho fatto come Sua Signoria mi aveva detto."
"Bene, ti ringrazio." Lady Septennia pensò
tra sé e sé "Sandro, questa è
la volta buona che riuscirò ad eliminarti ed a governare
l'Impero." |