L'ERA OSCURA DI GAEA

Scontro Decisivo
La Crusade era arrivata a destinazione. Van e Allen sostavano sul ponte. "Pensi davvero che Roland ci stia inseguendo?": chiese Allen. "Sì, riesco a percepire il suo spirito chiaramente, non è a molta distanza da noi. Penso che per la fretta di recuperare la Spada Sigillo, siano partiti subito al nostro inseguimento con solo alcuni uomini fedeli a Gelu." "Come state? Vi siete ripresi." "Sì, le ferite che c'eravamo inferti erano solo superficiali. E poi ora mai il mio corpo è ricoperto talmente di ferite e cicatrici che non ci faccio più caso. Hitomi cerca di far tutto per farmele sparire, ma ora penso che si sia arresa pure lei. Nemmeno il suo ciondolo ha avuto effetto per farle scomparire." "Mi dispiace, Van. Pensi che riusciremo a salvare Merle?" "Tarnum mi ha assicurato che forse un sistema c'è, ma prima vuole esserne sicuro. Secondo me, si diverte a non rivelarci tutto." "E' un ottimo spadaccino e stratega. Fino ora le sue tattiche ed i piani sono stati sempre vincenti. È una fortuna non averlo come avversario." "Già una vera fortuna.": disse Tarnum arrivando alle spalle. "Come state voi due?" "Bene, grazie" risposero Van e Allen. "Oggi sarà una lunga giornata. Siamo quasi vicini al Cancello d'Atlantide. Quando vi saremo giunti sarà facile per me aprirlo. Non vedo l'ora di rivedere Gem e di recuperare la mia spada." "La tua?! La nostra dovresti dire!": disse sorridendo Van. "La 'nostra' hai ragione. Se gli allievi che sto addestrando, per entrare nella Guardia d'Onore, sapessero che qualcuno mi ha ferito, sarebbero molto sorpresi. Lo sai Van sei il primo che vi è riuscito." "E' un complimento o mi sbaglio. Allora non è poi male, questo testone." "Già è migliorato abbastanza.": disse sarcasticamente Tarnum. "Ehi, voi. È ora della colazione, i bambini vi stanno aspettando. Allen vuoi venire anche tu?": disse sopraggiungendo Hitomi. "No, starò vicino a Mirtae, si è appena ripresa dallo shock. Ci teneva parecchio a Kragen." "Va bene." Van, Hitomi e Tarnum si diressero nella stanza, dove con Maya e Manji, fecero colazione. Tarnum finita la colazione, si mise a sistemare le sue spade. Van fece lo stesso con la sua. "Tarnum, ti posso chiedere un favore?" "Certamente, Van." "Hai affermato che oggi, tu rimarrai a difendere le persone d'Atlantide, che sono nelle ' camere di stasi '?" "Sì, è il mio compito di Guardia d'Onore." "Potresti tenere lì con te, Hitomi ed i miei figli. Dovrebbero essere più al sicuro." "Sarà per me un onore. Ma ti fidi a lasciare Hitomi con un uomo bello come me." "Bello? L'unico stupendo qui sono io, anche con tutte le cicatrici." I due risero. Hitomi li osservava, sapeva che la quarta profezia ancora non si era realizzata e che altri due dovevano affrontare la morte e temeva tanto che fossero loro due.

Passarono un paio d'ore, Allen li venne a chiamare. Erano giunti al luogo indicato da Tarnum. Tarnum, Hitomi e Van, si diressero in cabina di comando. Una volta giunti, Tarnum tirò fuori il suo medaglione, un raggio di luce n'uscì, si diresse verso il cielo, aprendo il Cancello d'Atlantide. Allen fece dirigere la Crusade verso il Cancello, quando in lontananza videro la nave di Roland. Allen ordinò che la Crusade, raggiungesse la velocità massima. La Crusade entrò nel Cancello d'Atlantide e si ritrovò in quella che era la città d'Atlantide, racchiusa nello Spazio Interdimensionale. Una volta atterrata Van, Allen, Tarnum, e tutti gli altri n'uscirono. Hitomi e Van, con i loro figli si avvicinarono a Tarnum. "Dove andiamo?" "L'Alleanza Angelica è al sicuro nello stesso luogo dove si trovano gli abitanti d'Atlantide. In altre parole lì!": disse Tarnum indicando un grandissimo albero su uno spiazzo libero. "Ma quell'albero, non te lo ricordi Van. È quello dove la tua anima si rifugiò dopo che ti scontrasti con i Dragon Slayers." "Hai ragione, Hitomi." Tutti si diressero di corsa verso l'albero. Una volta giunti Tarnum puntò il medaglione verso l'albero, che s'illuminò e rivelò sul prato antistante una scalinata. Allen ordinò ai suoi uomini di rimanere lì fuori a difesa del luogo. Proprio in quel momento la nave di Roland entrò dal Cancello d'Atlantide. "No, lì saranno allo scoperto. Venite con me.": disse Tarnum. Tarnum scese la scalinata, seguito da tutti gli altri. Entrarono in una grossa sala. "Qui Allen li dovreste affrontare, meglio. Qui dentro non potranno usare i guymelef. Questa sala è a prova di qualsiasi attacco esterno. Van, Hitomi, Maya, Manji seguitemi." Allen si rivolse a Dryden: "Sarà meglio che li segui anche tu? Purtroppo ho perso la scommessa non sono riuscito a farti diventare un bravo spadaccino." "No, la scommessa è finita pari. Neanche io sono riuscito a farti diventare un buon commerciante." "Adesso, vai li tratteniamo io, Chid, Mirtae e gli altri fino al ritorno di Van." "Va bene, Allen. Buona fortuna." Dryden raggiunse Tarnum e Van.

Tarnum, dopo essersi fatto consegnare la Spada Sigillo da Chid, percorse, seguito dagli altri, un lungo corridoio fino ad arrivare un'immensa porta con il simbolo d'Atlantide. Tarnum appoggiò il palmo della propria mano sulla porta, ed essa s'aprì. Una volta dentro rimasero tutti stupiti. Vi erano un'immensità di ' camere di stasi ' in quella sala ma vi erano altre porte che conducevano, ad altre sale come quella. "Queste sono le ' camere di stasi ' del gruppo di sorveglianza". Proprio al centro della sala. Vi erano tre ' camere di stasi ' vuote. Dentro di una vi era una bellissima spada lunga. "Questa è la tua, Tarnum": chiese Hitomi. "Sì, qui ho dormito per lungo tempo." Come Tarnum s'avvicinò la ' camera di stasi ' s'aprì automaticamente riconoscendo la vicinanza del suo possessore. Tarnum senza pensarci prese la spada. Van notò che era bellissima ed identica a quella del tatuaggio. La spada era lunghissima e forse non facile da maneggiare. La cosa che l'affascinava di più era la lama, brillava di tutti i colori dell'arcobaleno. "Tieni, Van. Da possessore a possessore io ti affido l'Alleanza Angelica, usala bene e ricordati le parole sacre: ' Chi ha l'odio nel cuore, tremi di fronte all'Ira della Giustizia. Chi ha l'amore nel cuore, gioisca di fronte alla Mano del Cielo '." "Non ho ancora capito che cosa vogliano dire, ma spero di non deluderti nell'utilizzarla." "Sono sicuro che non lo farai." Van si avvicinò a Hitomi, Maya e Manji. Li abbracciò e li baciò: "Qualsiasi cosa accada, rimanete qui. Non fatemi preoccupare. Se tutto andrà bene, fra poco, quest'incubo sarà finito." "Van, forza gli altri ti stanno aspettando." Van guardò con affetto Hitomi ed uscì di corsa dalla stanza. Proprio in quel momento da una porta laterale, entrò una bellissima ragazza dai capelli verdi smeraldo. "Tarnum, amore, sei finalmente ritornato.": disse Gem, avvicinandosi a Tarnum con un grosso libro in mano. "Cara, lascia che ti presenti la Regina di Fanelia ed i suoi figli." Gem eseguì un incantevole inchino di fronte a Hitomi. "Spero dopo tutto questo diverremo amiche, Regina di Fanelia." "Certo, però se vuoi essere mia amica, mi devi chiamare Hitomi.": le disse. "Sapevo che sareste arrivati oggi. Ti dispiace se ti prenderò per un po' questo cavaliere, dobbiamo parlare un attimo in privato." Gem e Tarnum s'allontanarono.

Van era giunto da Allen e compagni proprio quando dalle scalinate, scendevano con tutta tranquillità Roland, Sandro, Gelu ed alcuni dei suoi uomini. Van guardò in faccia l'uomo che aveva causato tutta quella distruzione sul suo amato mondo di Gaea. Roland lo fronteggiò con lo sguardo. "Vedo che quel traditore di Tarnum ti ha dato la sua spada. O forse per averla lo hai ucciso, mezzosangue. In ogni caso non ti servirà a nulla contro la mia tecnica e l'Armatura delle Ossa." "Ti ucciderò per tutto il male che hai causato. Mia madre fece bene a non scegliere un uomo abbietto come te.": disse sorridendo con scherno, Van. "Ti farò rimangiare le tue parole cavandoti personalmente la lingua dalla bocca." Gelu si preparò sguainando la sua spada. Chid si avvicinò ad Allen. "Gelu è mio. Ha distrutto il Principato, quindi lui è mio. Non interferire." "Stai attento, le sue ferite sono mortali." "Non ti preoccupare io darò una mano a Mirtae nella sua battaglia contro Sandro." Roland sguainò la sua spada ed aprì le ali per prepararsi al combattimento. Van teneva già l'Alleanza Angelica. "Alleanza Angelica, mi affidò a te per eliminare il male da Gaea.": pensò Van. Van e Roland si lanciarono all'attacco. Lo scontro finale aveva avuto inizio.

Van stava combattendo contro Roland, l'Alleanza Angelica non subiva l'influsso dell'Armatura delle Ossa ma l'abilità di Roland era in ogni caso immensa. Van era in notevole difficoltà. Intanto Chid stava fronteggiando Gelu. Gelu si divertiva a fargli fare tutti gli affondi che voleva, per poi pararli con semplicità. Allen e Mirtae si trovano in difficoltà contro Sandro. Sandro usando il suo medaglione, lanciava da esso un raggio mortale. Allen e Mirtae potevano a malapena pararlo ed evitarlo. Sandro era così veloce che non riuscivano ad avvicinarsi o a prendere una balestra per colpirlo da lontano. Van aveva capito che i loro nemici si stavano divertendo con loro come il gatto con il topo, li stavano facendo stancare per poi finirli.

Intanto nella Sala dove si trovava Hitomi, Dryden aveva preso con sé Maya e Manji e li stava portando in giro, cercando di intuire qualcosa dell'abilità degli abitanti d'Atlantide. Tarnum e Gem stavano discutendo animatamente su qualcosa. Hitomi ebbe una spaventosa visione. In questa visione, Van cadeva a terra dopo un attacco di Roland. Roland con un calcio lo girava di schiena e poi lo trafiggeva al cuore uccidendolo. "No! Non può accadere. Devo salvarlo." Prese la balestra che aveva con sé e corse verso Van. Gem intanto stava mostrando un importante passaggio del libro che aveva con sé. Il libro era un antico manoscritto dei tempi anteriori alla guerra tra Mu e Atlantide. Tarnum lo lesse: "L'Armatura delle Ossa, la Spada dei Morti, il Pendaglio del Negromante, la Cappa Oscura e l'Anello delle Anime sono le Armi Sacre di Mu. Esse riunite formano l'Armatura dei Dannati che può appartenere solamente a… Ma se è così, allora sono in grave pericolo, perché non sanno qual è il loro vero nemico. Devo correre ad avvertirli." "Va bene, Tarnum. Ma dov'è Hitomi?!" "Oh, no! E' corsa da Van. Devo sbrigarmi, non deve capitarle niente. Tu intanto Gem, puoi predisporre per me quel meccanismo, te ne sarei grato." "Va bene, amore. Spero che dopo tutto potremo stare di nuovo un po' insieme." "Non sai quanto lo desideri io." Tarnum corse anche lui al seguito di Hitomi.

Van era in notevole difficoltà. Roland si era stancato di farlo giocare ed era passato al contrattacco. Lo incalzava sempre di più. La sua tecnica e l'abilità nell'utilizzo delle ali erano immense. Roland eseguì una serie combinata, che fece cadere per terra Van, facendogli scivolare di mano l'Alleanza Angelica. Roland si mise sopra di lui, rendendogli irraggiungibile la spada. Roland diede un forte calcio a Van, facendolo rotolare sulla schiena, mettendogli poi un piede sopra. "Non sei degno nemmeno di morire guardandomi in faccia." "Fermati, non l'ucciderai": gridò Hitomi puntandogli contro la balestra. "Forza provaci, sarà l'ultima cosa che farai prima di morire. Non ti preoccupare tuo marito ti raggiungerà subito." "No, Hitomi non farlo. Scappa. Vattene": gridò Van. Hitomi imbracciò la balestra e tirò. La freccia si bloccò vicino all'Armatura e cadde per terra innocua. Roland puntò la spada contro Hitomi e grazie al residuale Potere dei Desideri, la fece allungare a dismisura verso di lei ad una velocità incredibile. Van chiuse un attimo gli occhi, quando li riaprì vide che Tarnum si era frapposto tra Roland e Hitomi. La spada di Roland, grazie al potere dei Desideri aveva frantumato quelle di Tarnum ed era penetrata nel suo petto. "No!" gridò Van. "Che cosa pensi di aver risolto, stupido." Roland invocò nuovamente il potere dei Desideri, la spada continuò ad allungarsi uscendo dalla schiena di Tarnum ed andando a colpire anche Hitomi in pieno petto. "Hitomi! Tarnum! No!": urlò Van con le lacrime agli occhi. Gli altri erano troppo impegnati in battaglia per osservare la scena.

Roland, grazie al suo potere, fece ritornare la sua spada alla lunghezza normale. Tarnum e Hitomi caddero a terra, entrambi respiravano a malapena, ma la loro fine era vicina. Roland diede un forte calcio a Van, facendolo di nuovo voltare verso di se. "Allora mezzosangue, sei contento che ho giustiziato due membri della tua famiglia. Come non mi dire, che non lo sapevi. Tarnum era tuo cugino. Lui era l'unico figlio del fratello maggiore di Varie. Non ti preoccupare lo rivedrai presto in cielo." Van in quel momento pensò a tutte le ingiustizie commesse da Roland. Era molto arrabbiato, quello che voleva era soprattutto giustizia per tutto il male commesso da quell'essere. Proprio in quel momento un bagliore rosso accecò entrambi. Van notò che proveniva dall'Alleanza Angelica, anche il suo braccio destro, all'altezza del tatuaggio emanava una luce rossa. La Spada si diresse improvvisamente nella mano di Van ed il bagliore divenne maggiormente intenso. Era questa l'Ira della Giustizia. Van si rialzò grazie alle poche forze che gli rimanevano e si lanciò verso Roland. Roland lo vide arrivare, si predispose per parare il colpo. La lama di Van, non si fermò davanti a nulla, tagliò ogni cosa sul suo percorso come se fosse burro. Roland cadde a terra esanime. Prima di morire guardando Van disse: "Assomigli molto a lei."

Van si girò verso gli altri avversari. Sandro vedendo Van avanzare s'impaurì e disse: "Maledetto stupido, gli avevo detto più volte di non provocarlo troppo e di ucciderlo subito. Che stupido, non mi ha dato retta." Sandro invocò un incantesimo ed improvvisamente l'Armatura delle Ossa gli comparve addosso, mentre in mano stringeva la Spada dei Morti. "Ci rivedremo, Re di Fanelia." Immediatamente una colonna oscura lo avvolse e scomparve. Intanto Gelu che era stato privato della Spada cadde a terra svenuto, gli altri uomini fedeli a Gelu s'arresero chiedendo ai loro avversari di risparmiare la vita al loro comandante. La minaccia era scomparsa. Van si diresse di corsa verso i corpi di Hitomi e Tarnum. Il colpo che gli aveva inferto Roland era purtroppo mortale. Tarnum stava molto peggio di Hitomi, sarebbe stato il primo a morire. Van non sapeva che fare, ma quando guardò l'elsa dell'Alleanza Angelica, gli rinvennero in mente le parole di Tarnum, della quarta profezia e del motivo della prova sull'isola contro Tarnum. Su un lato dell'elsa vi era impresso un fulmine, girando dall'altra parte notò un cuore. Adesso sapeva cos'era la Mano del Cielo. Intuendo cosa fare, Van collocò la spada tra Tarnum e Hitomi e pregò con tutto il cuore, l'Alleanza Angelica di curarli. Non voleva assolutamente perderli. L'Alleanza Angelica s'illuminò di un colore bianco tenue e caldo. Van, Hitomi e Tarnum ne furono avvolti. Van si sentì in pace, avvolto da quella luce.

Appena la luce fu scomparsa, Van guardò Hitomi e Tarnum. Le loro ferite erano scomparse ed i cuori battevano forte. Hitomi riaprì gli occhi: "Van, sei vivo!" "Sì, amore mio ed anche tu!" Si avvicinò per abbracciarla, quando Hitomi lo guardò sbalordito. "Van, le tue cicatrici sono scomparse. Non ci sono più." Van si toccò in volto, e poi guardò il corpo, ogni cicatrice era scomparsa. "Divertente, non trovi, Van": disse Tarnum che si era appena ripreso e si era messo seduto. "Tarnum come stai? O forse dovrei dire cugino?!" "Cugino?! Chi te l'ha detto. Roland in battaglia forse." "No, lui ha semplicemente confermato i miei sospetti." "Sospetti?" "Già. Quando eravamo sulla Crusade e ci hai spiegato tutte le vicende d'Atlantide e Mu, io ti chiesi come avevi fatto ad aiutarci. Tu mi hai risposto, ma non mi hai detto, perché mi hai voluto aiutare a scappare. Per te sarebbe stato più facile sconfiggere Roland da solo, che con un Re che era stato sconfitto. Non valeva la pena aiutarmi ed allora perché lo hai fatto, mi sono chiesto. Inoltre una volta ho parlato a Hitomi di te e le ho chiesto che ne pensasse di te. Lei è stata molto evasiva, troppo. Ma la prova che in qualche modo eri legato a me l'ho avuta quando ho visto il simbolo sul retro del tuo medaglione. È uguale al simbolo che mi fece vedere mia madre da piccolo. Lei mi assicurò che quello era lo stemma della nostra famiglia d'Atlantide. E che tutti i membri della nostra famiglia lo indossavano. Io purtroppo l'ho lasciato a Fanelia." Tarnum si tolse il medaglione e lo lanciò a Van. Van lo prese, guardò il simbolo sul retro e poi lo aprì. Al suo interno vi era una foto: "Ma questi…" "Sì, Van quello sono io da piccolo con i miei genitori. È una foto molto importante per me. Hai riconosciuto chi è la persona vicino a mio padre, Siddin." "Sì.": disse Van guardandola, "Mamma." Anche Hitomi lo guardò.

Van ridiede a Tarnum il suo medaglione. Poi i tre s'alzarono in piedi. "Te ne farò una copia va bene?" "Sì, posso sapere per quale motivo non mi hai rivelato chi sei?" "La motivazione è semplice, Van. Alcuni profeti mi avevano anticipato quello che poteva accadere oggi. Senza contare, che la prima e la quarta profezia rivelavano chiaramente chi di noi quattro non avrebbe abbracciato la morte. In pratica chi doveva invocare il Cielo tramite l'Alleanza Angelica. Se tu non avessi avuto assoluta fiducia in me, oggi non avresti potuto usare in quella maniera l'Alleanza Angelica. Non saresti riuscito a salvare me e soprattutto Hitomi. Non potevo rischiare, che te vedessi in me un nuovo fratello Folken." "Non potevi dirgli come funzionava l'Alleanza Angelica semplicemente od utilizzarla tu?": chiese Hitomi "Non sarebbe funzionato. Avrebbe potuto aver un qualsiasi dubbio ed allora non sarebbe riuscito a salvarti. Van riesce da solo a capire come funzionano le cose. E poi io non l'ho mai usata in quella maniera." "No." "Certo ed ora se mi restituisci la mia spada te lo dimostro." Van ridiede la spada a Tarnum. Una volta che l'ebbe in mano Tarnum, la fece brillare in maniera accecante di tutti i colori. "Io la uso così, Van. Poi mi dovrai spiegare come l'hai usata tu." "Va bene, se tu mi chiarisci come la utilizzi tu." "Va bene, te lo dico subito". Tarnum usando il terzo occhio, mandò a livello telepatico tutti i segreti che conosceva sull'Alleanza Angelica. Van capì Tarnum usava il potere dell'Ira della Giustizia e della Mano del Cielo, combinati insieme e non singolarmente alla massima potenza come aveva fatto lui. Poi, Van usando il suo terzo occhio, fece la stessa cosa con Tarnum, spiegandogli come aveva fatto. "Notevole, Van."

Proprio in quel momento arrivò Gem che abbracciò Tarnum e lo baciò appassionatamente. Subito appresso vi erano Maya e Manji che corsero ad abbracciare i loro genitori. Van e Hitomi insieme ai figli s'avvicinarono a Tarnum e Gem "Ti ringrazio, per aver difeso prima Hitomi." Tarnum si girò verso Gem "Posso dirglielo?" "Certo, gli farà piacere." Tarnum si girò verso Van e Hitomi sorridente. Un sorriso che a Van non piaceva per niente. "Ti avevo promesso che l'avrei difesa ad ogni costo. E poi non potevo premettere che Roland, uccidesse Hitomi, spezzando in un colpo solo due vite." "Cosa?": balbetto Van "Van, Hitomi vi faccio in anticipo gli auguri per il prossimo vostro figlio." "Ne sei sicuro?": disse Hitomi. "Sì," rispose Gem "io sono un'esperta nelle arti curative. Quando eri nella sala volevo vedere, con il terzo occhio, come stavi, se serviva darti qualcosa per farti forza ed allora ho notato che in te vi erano due spiriti. Poteva significare una sola cosa. Prima che Tarnum venisse a salvarti glielo ho detto. Se vuoi verrò ad assisterti al momento del parto. È uno dei campi preferiti della mia qualifica." "Sì, grazie.": disse Hitomi. Intanto Maya e Manji erano contenti nell'aver sentito che presto avrebbero avuto un nuovo fratellino o sorellina. "Allora come ci sente a diventare nuovamente padre, Van. Gem mi ha assicurato che il concepimento dovrebbe risalire al tempo in cui eravate al castello di Hyperion. Vi siete divertiti molto lì, immagino.": disse sorridendo Tarnum. Van, che era diventato rosso, pensò a come si sarebbe compiaciuta Merle a sapere quella notizia. Poi gli venne in mente che si era completamente dimenticato di lei.

"Riusciremo a salvare Merle?" "Sì ho predisposto già tutto. Però ora penso che ci dovremo occupare di un altro problema. Sandro per ora è fuggito e non possiamo fare nulla per raggiungerlo. Vedi Van, ho letto in un testo antico che chi possedeva quelle armi di Mu, poteva essere solo il suo Imperatore. Sandro è l'Imperatore di Mu. In ogni caso di lui ci preoccuperemo quando si rifarà vivo. Ora dobbiamo pensare a cosa fare di Gelu." "Se era sotto l'influsso malefico della Spada dei Morti, non è stata colpa sua se è diventato cattivo." "Se lo era?" Van e Tarnum si avvicinarono ad Allen e Chid che stavano sorvegliando il corpo svenuto di Gelu. "Che ne facciamo di lui?" "Ci penso io, lui dovrà rispondere di quello che ha commesso a me! Il comandante dell'esercito e più alto membro della Guardia d'Onore": disse Tarnum. Tarnum risvegliò bruscamente Gelu che aprì i suoi bellissimi occhi rossi, che avevano la stessa tonalità dei lunghi capelli. "Ho la vaga impressione che tu mi devi raccontare qualcosa. Non pensi Gelu?" Gelu si mise in ginocchio di fronte a Tarnum e guardandolo negli occhi: "Sì, lo so. Partì per la ricerca di Roland, lo trovai a Zaibach. N'era diventato il suo signore insieme con uno strano tipo di nome Sandro. Cercai di convincerlo che la sua idea di creare un mondo nuovo, sotto il suo dominio, era sbagliata. Lui mi sostenne che, se avevo solo quello da dirgli, potevo anche andarmene. Poi arrivò, quello strano tipo, Sandro che mi mostrò una spada e mi chiese che ne pensavo. La presi in mano. Da quel momento non riuscì più a comandare il mio corpo, era come se fossi il burattino nelle mani di un altro. Cercai di combattere chi teneva i fili, ma fu tutto inutile. Alla fine capì che se non lo potevo battere almeno potevo fuorviarlo, facendogli prendere alcune decisioni non particolarmente cattive. Così come quando vidi la Regina di Fanelia morta nel mio campo. Chi mi controllava pensò che, per sicurezza, era meglio trapassarla con la spada, io gli suggerì che non valeva la pena perdere tempo per una donna, lui assentì. So di aver commesso molte atrocità anche se non volevo e se dovrò pagare ne sarò felice Tarnum. Soprattutto perché sarai tu, il mio migliore amico a giudicarmi." Tarnum lo guardò: "No, non sarò io. Sarà la mia spada ad emettere il giudizio. Sai che ha questo potere." "Sì." "Bene, allora guardami. Stai per ricevere la sentenza dell'Alleanza Angelica." Gelu guardò negli occhi Roland. Gem guardava Gelu e Tarnum senza fiatare. Ognuno era nell'attesa. La spada s'illuminò di una luce di tutti i colori. Tarnum brandì la spada, la fece roteare sopra di sé e poi la indirizzò con tutta forza verso la testa di Gelu.

L'Alleanza Angelica si fermò ad un centimetro dalla testa di Gelu. "Questa è la sentenza dell'Alleanza Angelica. Dovrai rimediare a quello che hai fatto da vivo." Tarnum tese una mano a Gelu che si alzò. "Penso che la prima cosa che dovrai fare sarà provvedere al tuo esercito su Gaea. Poi mi servirai ancora qui su Atlantide. Inoltre tra breve si sveglierà il Consiglio degli Anziani. Come sai neanche loro possono riformare una decisione dell'Alleanza Angelica." "Va bene, ma prima devo fare una cosa, se non ti dispiace." Gelu si avvicinò a Van e Hitomi e s'inginocchiò di fronte ad entrambi: "Spero che vogliate perdonarmi, del mio agire insensato. Non era nel mio voler far soffrire nessuno di voi due. Se avessi potuto far qualcosa per evitarlo l'avrei fatto, ma non ho potuto operare diversamente. Mi dispiace spero che in qualche modo possa sdebitarmi con voi." "Vedremo. Per ora non posso concederti il mio perdono. Forse in futuro.": replicò Van. "Il mio arco è al vostro servizio, Vostra Maestà.": detto ciò si alzò. Tarnum lo aspettava dietro di lui: "Tieni questo è tuo." E gli diede il suo arco. Nel momento in cui Gelu prese l'Arco Dorato del Cecchino, rispondendo al suo nome s'illuminò di un bagliore dorato. Gelu ricevette subito l'abbraccio di sua sorella Gem. "Fratello, mio." "Sorella, quanto tempo." Entrambi s'abbracciarono teneramente. Van si avvicinò a Tarnum. "Prima, quando hai usato la tua spada, non facevi sul serio." "Van, perché il giudizio dell'Alleanza Angelica fosse valido dovevo utilizzare tutta la mia forza. Ma l'Alleanza Angelica ha valutato il comportamento di Gelu non dipendente dalla sua volontà e l'ha perdonato. Ora pensiamo a Merle." "Va bene." "Vieni con me. Porta anche Maya e Manji."

Tarnum si diresse verso la sala dove si trovavano le ' camere di stasi ' seguito dappresso da Van, Hitomi, Maya, Manji, Gelu e Gem. Si diressero verso un particolare congegno. "Vedi Van, il Cancello d'Atlantide non è l'unico modo per giungere qua su Atlantide. Vi sono altri portali in vari luoghi importanti di Gaea. Questo congegno permette di aprire gli altri portali. Uno di questi si trova nella Sala degli Spiriti dei Profeti. Ti ricordi il dipinto che era sulla volta. Quello stava ad indicare che lì si trovava uno dei portali minori. Purtroppo si poteva aprire solo da qui." Tarnum parlò in Atlantideo antico ed un Cancello d'Atlantide s'aprì. Tutti vi entrarono e si ritrovarono nella Sala degli Spiriti dei Profeti. La ' camera di stasi ' di Merle era ancora lì dove l'avevano lasciata. Tarnum si avvicinò ai comandi d'apertura, poi diede a Van l'Alleanza Angelica. "Van tu sai usare meglio quel potere dell'Alleanza Angelica, quindi toccherà a te salvarla. Dovrai essere velocissimo. Nel momento in cui disattiverò la macchina avrai pochi secondi, o forse battiti di cuore, per richiamarlo. Tutti voi altri dovrete sostenere Van, utilizzando l'amore che provate per Merle e trasmetterlo a Van. Siete pronti." Tutti assentirono. "Ora, Van!": disse Tarnum mentre spegneva il congegno. Van richiamò il potere della Mano del Cielo come aveva fatto in precedenza. La spada nuovamente brillò di un caldo bagliore bianco. Come la luce intensa sparì, tutti guardarono all'interno. Il corpo di Merle era intatto e si vedeva che stava respirando.

Merle si risvegliò. "Dove, mi trovo? In paradiso." "Mi dispiace per te, Merle. Ma sei ancora su Gaea": disse Van. Merle si controllò addosso, quando vide che era tutta intera, uscì dalla ' camera di stasi ' si diresse verso Van e lo abbracciò. Poi fece lo stesso con Hitomi, Maya e Manji. Quando si girò e vide che c'era anche Gelu, si mise paura, ma Tarnum le spiegò in breve come si erano svolti i fatti e che Gelu era stato sotto l'influsso della Spada dei Morti di Sandro. "Lascia che ti presenti, Gelu, il miglior arciere d'Atlantide." Gelu s'avvicinò a Merle, inginocchiandosi le prese, una mano e le disse: "So che anche te, come me sei stata influenzata dalla mente perversa di Sandro, mi auguro che tu adesso stia meglio e possa vivere una vita felice": detto ciò le bacio la mano e si rialzò. Hitomi sentendo e vedendo il comportamento di Gelu con Merle, diede una gomitata a Van e gli disse: "Stai prendendo appunti, alcune volte qualche maniera raffinata e gentile non ti farebbe male." Van presentò a Merle, Gem e Tarnum rivelandogli che lui era in realtà suo cugino. "Peccato che è fidanzato con te, Gem! Mi piaceva molto. Adesso che so è imparentato con Van, mi piace ancora di più. Non è che pensi di lasciarlo, Gem." "Non penso proprio.": rispose Gem. Gli spiriti apparvero per complimentarsi con loro, per la riuscita della loro impresa, ricordando che tra breve le altre due profezie si sarebbero realizzate.

Tutti quanti ritornarono tramite il portale ad Atlantide. Le perdite d'Allen erano state minime. Tutti insieme iniziarono a festeggiare la vittoria. Quella sera, Tarnum invitò tutti al suo palazzo. Molti di loro rimasero stupiti, era immenso. Entrati nella sala da pranzo un grosso quadro attrasse l'attenzione di Van. "Sì, Van. Quei due sono: mio padre e tua madre da giovani. Anche se fra loro c'erano dieci anni di differenza, si volevano molto bene. Mi dispiace se la cena non sarà granché ma la maggior parte del personale che lavora qui è nella ' camera di stasi ' e poi sapevano che ero partito." Quella sera fu un momento bellissimo per tutti. Van e Tarnum parlarono per la maggior parte del tempo delle loro rispettive vite. Stavano recuperando il tempo perduto. Gem, Hitomi e Merle chiacchierarono, per la maggior parte del tempo, della gravidanza di Hitomi. Merle fu 'molto' contenta di sapere a che periodo risaliva il concepimento del nascituro e passò del tempo a notare che in fondo anche Gelu non era male. Gelu si ritrovò a parlare con Allen e Dryden. Allen diede a Gelu vari consigli su come trattare il proprio esercito adesso che lui non era più sotto l'influsso malefico Sandro, mentre Dryden gli offrì il suo sostegno commerciale, a prezzi d'amico. Grazie al potere di Tarnum, vennero a sapere che l'esercito di Roland era oramai allo sbando, a causa della perdita del controllo mentale esercitato dalla loro guida. Quello di Sandro era scomparso, tutti pensarono che i morti viventi una volta che il loro padrone se n'era andato erano ritornati nelle tombe. Ma l'esercito di Gelu era ancora intatto nell'attesa del ritorno del loro comandante.

La mattina successiva era il momento della partenza, Allen, Dryden, Mirtae e Chid stavano facendo i preparativi per il viaggio di ritorno. Tarnum aveva riferito che il Consiglio degli Anziani d'Atlantide si sarebbe svegliato tra breve e che lui doveva partecipare per riferire gli sviluppi, sul ritorno di Mu e su Sandro. Van, Hitomi e Merle stavano all'entrata della Crusade davanti a loro vi erano Tarnum, Gem e Gelu. "Che farete adesso Van, Hitomi?" "Dopo aver accompagnato Chid in patria, andremo prima ad Asturia, dove incontreremo Millerna. Poi dopo aver salutato Allen, Dryden e Mirtae torneremo a Fanelia, li cominceremo la ricostruzione. Voi?": disse Van "Gelu ha deciso di tornare dal suo esercito, ha affermato che vuole trasformarlo in un'armata volta al bene e non al servizio di nessun regno." "Spero che ci riesca." "Sicuramente. Io devo rimettere in sesto la Guardia d'Onore ed allenare alcune nuove reclute. Ma dopo aver addestrato un ' certo testone ' penso che preparare loro sarà una passeggiata. Qualche mese prima del parto verremo, Gem ha deciso che si prenderà cura di Hitomi quando verrà il momento. Ti ricordo che mi devi ancora una sfida?" "Sfida?" "Per decidere chi è il migliore di noi. Ma penso che non ci sia bisogno, io sono nettamente più forte di te.": disse sorridendo Tarnum. "Vedremo, io se fossi in te non ci conterei. Io sono sicuramente più in gamba.": gli rispose Van, abbozzando un sorriso anche lui. Gem che li stava ascoltando guardò Hitomi e sospirando disse: "Uomini!". Intanto Gelu stava salutando Merle. "Senti, Gelu, quando passi per Fanelia, mi vorresti dare delle lezioni di tiro con l'arco." "Sì, perché no?" Merle sorrise compiaciuta. Prima di salutarsi Tarnum regalò un medaglione simile al suo a Van, con il simbolo della loro famiglia. Van guardò la fotografia al suo interno e lo indossò. La Crusade partì da lì ad un'ora. Un incubo stava finendo.

Nel frattempo, in un castello di un Regno dove non batteva mai il sole, un uomo guardava il cielo oscuro. Quando alle sue spalle un soldato ed una dama gli si avvicinarono. Il soldato parlò: "Il Drago si è risvegliato ed ha acquisito i suoi poteri. Il Cavaliere è anch'esso vigile e forte. Il Drago e il Cavaliere sono avversari temibili." "Sì, Lord Byr sono due nemici temibilissimi, dubito di poterli sconfiggere se saranno uniti. Ma il Drago ha un punto debole in più rispetto al Cavaliere. Se riusciremo a trarne, vantaggio potremo anche batterli tutte e due." "Come pensa di farcela mio signore": disse la dama. "Lady Septennia, il tempo è a mio favore. Posso colpirli quando e come voglio e so quando farlo." Lady Septennia affermò: "Se Sua Maestà sconfiggerà il Drago, potrei averne il suo corpo ancora caldo." "Lo so, ti piacerebbe bere il suo sangue per acquisirne il suo potere. Va bene te lo prometto, e come sai la mia parola qui è legge perché io sono Sandro, Imperatore di Mu."