L'ERA OSCURA DI GAEA

La Strada dei Morti
La Crusade, dopo un lungo viaggio, arrivò inosservata a Freid, ancora distante dal Tempio di Fortona. Tarnum, Van e tutti gli altri erano riuniti nella stanza principale per rifinire il piano d'azione. Una cartina di Freid era stata predisposta al centro del tavolo. Tarnum inizio a parlare: "Ecco, in questa zona vi è l'ingresso alla Strada dei Morti, vi è anche una serie di rientranze dove nascondere la Crusade. Una volta entrati, dovremo superare le innumerevoli trappole, però se saremo fortunati, non avremo grosse difficoltà. Vi sono, in alcuni punti nascosti, delle indicazioni in Atlantideo antico su come sorpassare i passaggi più pericolosi. Allen chi hai scelto per questa missione." "Verranno, oltre a me, Van, Mirtae, Kragen, Hitomi, Merle, Chid ed altri cinque uomini che ho scelto tra i migliori. Dryden rimarrà qui tenendo pronta la Crusade, se riusciremo nell'impresa avremo il grosso dell'esercito addosso." "Forse non il grosso dell'esercito, poiché Roland e Sandro non potranno usare i loro eserciti controllati mentalmente. Ma sicuramente avremo addosso Roland, Sandro e Gelu con il suo esercito che saranno un grosso ostacolo. Se avremo successo il loro obiettivo sarà di recuperare il prima possibile la Spada Sigillo e forse potremmo batterli. Quando arriveremo al punto prestabilito?" "Domani mattina.": disse Allen. "Bene, allora a domani": disse Tarnum, allontanandosi dalla stanza.

Van e Hitomi uscirono anche loro. "Hitomi, sei sicura di voler venire? Se non te la senti cercherò di convincere Tarnum a non farti venire." "No, Van. Se posso dare il mio contributo alla sconfitta di Roland, ne sarò ben lieta." Si diressero verso le loro stanze, ma passando per il boccaporto dei guymelef, che era anche il luogo dove si svolgevano la maggior parte degli addestramenti, notarono Tarnum che si stava esercitando con le spade, con una determinazione mai vista. "Per lui, domani sarà difficile, potrebbe dover sfidare l'antico maestro, Roland, e quello che un tempo è stato il migliore amico e fratello della sua ragazza, Gem. Pensi che potremo fare qualcosa per aiutarlo, Van?" "Forse.": replicò Van, che iniziò a dirigersi verso Tarnum, seguito a breve da Hitomi. Tarnum vedendoli arrivare si fermò. "Il tuo stile è sempre perfetto, Tarnum. Ma questa sera ti vedo particolarmente teso. Che ne dici di passare la serata da noi, servirà a distenderti un po'. Se domani non sarai al massimo, non potrai sconfiggerli." "Già, hai ragione.": disse Tarnum che rinfoderò le spade nei foderi. Hitomi organizzò una bella cenetta, alla quale parteciparono anche Merle, Maya e Manji. La sera fu allietata, anche da una canzone cantata da Hitomi, che aveva appreso a Fanelia, alla quale s'unirono in successione le voci di Merle, di Maya e Manji. Dopo cena rimasero a chiacchierare di quello che avrebbero fatto quando tutto fosse finito. Ad una certa ora, quando Maya e Manji già dormivano, Tarnum si accomiatò, affermando che l'indomani avrebbero avuto una giornata difficile e che era importante che fossero riposati. "Vi ringrazio di tutto, è stata una bella serata. ": disse Tarnum prima di uscire. Appena fu uscito Hitomi affermò: "L'ho visto più disteso alla fine della serata, vero Van." "Già, anch'io": disse Van, sorridendo e prendendo in braccio Hitomi, la portò a letto.

La mattina successiva tutti erano pronti. La Crusade era atterrata in una zona riparata vicino al monte, dove vi era il Tempio di Fortona. Tarnum si mise alla testa del gruppo seguito da Allen e Van. Percorsero un sentiero che scendeva dalla montagna e che si dirigeva in direzione opposta, fino a giungere ad una parete completamente piatta di un'altro monte. "Dove siamo?": chiese Van. "La Strada dei Morti parte da qua, per dirigersi sotto terra al Tempio di Fortona." "Ma l'entrata dov'è?" "Dove tutti possano vederla." Detto ciò, Tarnum si diresse verso la parete completamente piatta, ed invece di fermarsi, continuò a camminare, fino a scomparire dentro la montagna. Subito dopo ne riuscì. "Vedete l'entrata è occultata tramite un congegno d'Atlantide che la nasconde. Statemi tutti dietro, l'ingresso reale non è poi così grande. Appena dentro, troveremo delle torce. Per non perderci, in alcuni punti, sarà meglio utilizzare questa corda." Tarnum si diresse nuovamente verso la parete seguito da Van, Allen, Hitomi, Merle e poi tutti gli altri. Superata l'illusione, tutti poterono notare la grandezza del varco. L'entrata era larga quanto una persona e mezzo. Tarnum passò le torce agli altri che iniziarono ad accenderle.

La strada scendeva sempre più in profondità, fino a che ad un certo punto svoltò in quella che Allen e Van presupponessero fosse la direzione del Tempio di Fortona, un'iscrizione in Atlantideo antico s'illuminò al loro passaggio. Tarnum la lesse agli altri: "Benvenuti viaggiatori, questa è la Strada dei Morti. L'unica cosa che potrete trovare di benevolo, qui sarà la Morte." "Io odio i posti bui.": disse Merle. Il gruppo proseguì, fino ad un certo punto, dove la strada proseguiva dritta, ma vi erano una serie incredibile d'altri passaggi laterali. Tarnum si fermò. "E adesso che facciamo, Tarnum?" chiese Van: "Ci sono una serie innumerevole di biforcazioni dalla strada principale." "Fermiamoci, non facciamo un altro passo. Mi è stato detto da Gem, che ha studiato i pochi testi che esistono su questa strada, che quelli che la costruirono nascosero all'entrata d'ogni passaggio pericoloso una scritta in Atlantideo antico per permettere anche ad altri Atlantidei di poterla percorrere. Cerchiamola, probabilmente è sulle pareti qui intorno a noi, penso che basti sfiorarla perché s'illumini." "Probabilmente?! Pensi?! Che ottima guida che abbiamo!": disse ironicamente Van. Tarnum lo guardò per un attimo. "Se ne conosci una migliore, presentamela." "No, mi fido di te.": disse sorridendo Van.

Tutti cominciarono a tastare le pareti intorno, ma niente. A Hitomi, ad un certo punto, venne in mente di usare il suo ciondolo per trovarla e la vide. Non era nelle pareti laterali, ma per terra vicino al suo piede destro. Hitomi vi poggiò una mano sopra, e subito, la parete destra s'illuminò. La cosa strana era che anche Hitomi riusciva a leggere e disse: "Questa è la Via degli Inganni. Seguite SEMPRE la diritta via, se volete passare, e alla fine giungere al Labirinto dei Pazzi." "Come fa a leggerla, secondo te Tarnum?" chiese Van. "Sicuramente è il potere del ciondolo unito alle sue capacità interiori che le danno la facoltà di capirla. Bene il messaggio mi pare chiaro. Sempre dritti." Tutti continuarono a camminare dritti. Tarnum, per provare, lanciò un sasso in un passaggio laterale, come questo toccò terra, il soffitto crollò. Ad un certo punto dovettero fermarsi, la via si biforcava, una strada andava a destra in salita e l'altra a sinistra in discesa, davanti a loro c'era solo la roccia. "E adesso?" chiese Allen. "Van, Hitomi usate insieme con me i vostri poteri, voglio essere sicuro della strada da prendere." Van e Tarnum si concentrarono con il loro terzo occhio ed Hitomi con il ciondolo, tutti e tre ebbero la stessa sconcertante visione. "Avete visto anche voi, la stessa cosa?" "Sì, adesso ho capito perché si chiama la Via degli Inganni.": disse Van. "Già" sostenne Hitomi. "Va bene, ci conviene usare la corda." Tarnum tirò fuori la corda che aveva portato, cominciò a legarsela alla vita. Poi Tarnum la passò agli altri, ordinando di fare la stessa cosa. Una volta che il gruppo ebbe fatto ciò, Tarnum parlò: "Ora dovete totalmente fidarvi di me, seguitemi in fila indiana e mi raccomandò non spostatevi di un passo a destra o sinistra." Tarnum aspettò che tutti fossero in perfetto allineamento e cominciò a camminare, una volta arrivato alla biforcazione non si fermò e continuò dritto, attraversando la parete, seguito dagli altri. Solo quando passarono la finta diramazione, gli altri si accorsero che in realtà erano su un sottile ponte di pietra. Merle fu terrorizzata dal ritrovarsi su un ponte di pietra così alto e stretto, ma si fece forza e proseguì. Se avessero scelto una delle biforcazioni, sarebbero caduti in un precipizio.

Dopo aver passato il ponte di pietra, si ritrovarono su un pianoro che si restringeva fino all'ingresso di un'immensa caverna, la cui entrata era formata da un grande arco. "Che cos'è quell'arco secondo te, Tarnum?" chiese Allen. "Sicuramente è l'entrata al Labirinto dei Pazzi. Hitomi saresti in grado di trovare le indicazioni, con il 'terzo occhio' è più difficile perché bisogna scandagliare ogni centimetro di roccia. Vedi, Van che Hitomi era utile?" "Sì, anche se preferivo che non rischiasse anche lei." Hitomi si concentrò nuovamente, usando il ciondolo, e vide che per attivare la scritta bisognava poggiare la mano sulla seconda pietra di sinistra dell'arco. Una volta che Hitomi poggiò la mano sulla pietra giusta, l'intero arco s'illuminò e lesse il messaggio: "La strada rossa è quella sicura ma è anche quella che vi condurrà alla pazzia, solo con l'aiuto dei Quattro Venti potrete uscire." "Quattro Venti?! Sai di che si tratta Tarnum." "Se mi ricordo le leggende d'Atlantide, Van, i Quattro Venti furono dei combattenti mitici d'Atlantide all'epoca delle battaglie contro Mu. La loro forza e velocità erano tali che furono paragonati ai Venti. Ma sono morti da secoli." "Come facciamo allora?" "Per ora seguiamo la strada rossa, poi vedremo." "Poi vedremo? Sempre meglio la nostra guida.": disse Van. Appena passato l'arco, Tarnum notò per terra una striscia rossa, che iniziò a seguire, ordinando a tutti gli altri di non allontanarsi su strade secondarie. Dopo circa due ore di peregrinazioni all'interno del Labirinto, il gruppo oramai procedeva spedito, seguendo la strada rossa. Alla fine raggiunsero uno spiazzo circolare rialzato da dove si poteva vedere tutta l'immensità del Labirinto. Il centro dello spiazzo, aveva una diversa pavimentazione marmorea. Allen girandosi indietro, vide l'entrata, quindi si girò nuovamente e avvistò quella che doveva essere l'uscita "Eccola finalmente, basterà seguire la strada rossa per uscire." "Dici Allen, se è così facile perché pensi che lo chiamino il Labirinto dei Pazzi. Van mi potresti fare un favore?" "Sì, Tarnum" "Potresti prendere una delle strade che si diramano da questo spiazzo, quella che credi va verso l'uscita, se vi arrivi facci un segnale. Noi ti aspetteremo qui" "Certo."

Tutto il gruppo guardò in maniera perplessa Tarnum, mentre Van si dirigeva di corsa per la strada in direzione dell'uscita, seguendo la striscia rossa che da essa si dipanava. Dopo circa un'ora, Van ritornò allo spiazzo da un'altra via. "Ma è assurdo, io sono sempre andato verso l'uscita, com'è possibile che io sia qui.": disse Van rivoltò verso Tarnum, che se ne stava tranquillamente seduto su uno dei blocchi rialzati al centro dello spiazzo. "Regola numero uno, Van: quando un gioco non ti piace, non giocarlo. Per voi cavalieri è un dovere religioso risolvere per forza questo labirinto? Ma io penso di averlo capito." "Dici davvero": gli replicò Van. "Certo. La strada rossa ha in sé un potere ipnotico che ti condurrà sempre qua, ma è anche l'unica sicura. Altrimenti non ci avremmo messo due ore per arrivare, la distanza che vedo dall'entrata è di circa 40-50 minuti di cammino. Inoltre ti ricordi che cosa diceva l'iscrizione, Van." "Sì. Per trovare l'uscita dobbiamo chiederlo ai Quattro Venti." "Già. Non dirigerci verso l'uscita, ma chiederlo ai Quattro Venti. Vedi in questa zona centrale ho notato una cosa interessante, vi sono quattro pietre rialzate, ed ad esempio, su quella su cui sono seduto ho letto il nome di uno dei Quattro Venti. Penso che se proviamo a pronunciare i quattro nomi incisi sulle pietre troveremo la vera uscita, vi prego di stare tutti all'interno delle pietre marmoree. Dopo che tutti furono nella zona centrale, Tarnum pronunciò i quattro nomi che aveva letto sulle pietre, improvvisamente i massi rialzati rientrarono nel terreno e, poi, tutti i blocchi marmorei presero a sollevarsi verso il soffitto del Labirinto. Quando stavano quasi per raggiungere la volta, essa si aprì. Una volta che ebbero superato il soffitto, le pietre si fermarono rivelando una nuova strada che da lì partiva. "Visto, la soluzione non era nel Labirinto, era sopra.": disse Tarnum a Van "Allora che ne pensi, adesso della tua guida?!" "Migliora!"

Proseguirono per la strada, fino ad arrivare a due grandi porte su cui era inciso un grosso occhio. Hitomi trovò subito dov'era l'iscrizione, che si trovava sullo stipite destro. La scritta diceva: "Questa è la sala degli Atlantidei. La Sala del Terzo Occhio. Usate solo quello per passare e per uscirne, servirsi di qualsiasi altro occhio significa morte certa." "Bene, " disse Tarnum "questo è lavoro nostro Van. Vi dico cosa faremo. Per prima cosa ci legheremo, come in precedenza e poi ci benderemo tutti, per evitare che qualcuno usi gli occhi. Poi utilizzando il 'terzo occhio', io e Van vi guideremo. Van mi dovrai dare una mano per confermare che la direzione che sto prendendo sia quella giusta. Se vedi che sto sbagliando tira pure la corda. Due ' terzi occhi ' vedono meglio di uno." "Va bene." Dopo che tutti furono legati, con Tarnum e Van in testa al gruppo, iniziarono a bendarsi in modo da non poter assolutamente vedere nulla. Tarnum e Van, grazie al 'terzo occhio', riuscirono a trovare la porta ed a premere gli interruttori giusti per farla aprire. Più che aprirsi la porta si tirò su in verticale. Una volta apertasi, rimasero sorpresi, con il 'terzo occhio' videro che la stanza non era grande, anzi tutt'altro, ma che bisognava attraversarla in maniera strana. Dovevano seguire la prima fila di rocce fino alla parete destra, poi passare alla seconda fino al muro di sinistra e così per tutta la lunghezza del percorso. Inoltre sulle pareti riuscirono a percepire tanti occhi. Van sentì borbottare Tarnum: "Non c'è mai nulla di facile." "E' un percorso assurdo per una stanza così piccola, Tarnum." "Già, ma io non mi avventurerei a farne un altro." Van spiegò al resto del gruppo il tragitto che avrebbero seguito. Con molta cautela riuscirono alla fine ad uscire dalla Stanza del Terzo Occhio. Quando furono tutti usciti e sbendati a debita distanza dalla porta d'uscita, Tarnum insieme a Van vollero fare una prova, ritornarono all'uscita bendati con in mano una roccia. Tarnum la fece rotolare tra una fila e l'altra del pavimento. Come questa superò la prima fila per andare sulla seconda, il pavimento tra le due file di pietre si allargò improvvisamente, inghiottendo la roccia e dopo si richiuse subito ad una velocità sorprendente. "Torniamo indietro, Van." Una volta che raggiunsero gli altri, spiegarono la trappola nascosta nella stanza. "Ve n'è anche un'altra, gli occhi sulle pareti. Se tu li avessi visti con gli occhi normali, essi si sarebbero attivati e ci avrebbero incenerito tutti. Fortunatamente li conosco, in una zona d'Atlantide abbiamo un congegno simile": spiegò Tarnum agli altri.

Poi Tarnum continuò: "Adesso avete capito perché solo gli Atlantidei possono percorrere questa strada. Ci manca un'ultima prova e siamo fuori di qua. Non sarà difficile come le altre, ma neanche piacevole." "Sai qual è?": chiese Van. "Sì, Gem, mi ha assicurato che l'ultima Stanza, è la Stanza degli Spiriti dei Profeti. Gli Spiriti dei Profeti valuteranno le intenzioni per cui ci rechiamo a prendere la Spada Sigillo. Se le riterranno valide ed onorevoli ci faranno passare con sicurezza, prima però ci riveleranno alcune profezie che ci riguardano. Non tutte le profezie che svelano sono piacevoli da ascoltare." "E se non riterranno le nostre intenzioni valide ed onorevoli?": chiese Van. "Moriremo. Sono in grado di uccidere una persona con il solo tocco. Non c'è possibilità di salvarsi da quella Stanza in quel caso. Ma penso che le nostre intenzioni sia onorevoli, tu che dici, Van, Allen?" "Penso di sì, se non le sono le nostre.": rispose Van guardando Allen che assentì. "Anche questa volta, non ci hai detto tutto, Tarnum?": disse Allen. "Perché se lo aveste saputo, non sareste passati di qui o avreste tentato lo stesso? Questa è l'unica possibilità per recuperare la Spada Sigillo. Affrontare l'intero esercito di Roland che ci starà aspettando all'ingresso del Tempio è puro suicidio." "Già hai ragione. Ma qualche volta, vorremmo sapere 'prima' le difficoltà che ci sì prospettano": disse Van, "Anche se le tue motivazioni Tarnum, sono valide." Tarnum s'avvicinò a Van e sussurrando gli disse: "Non ti volevo far preoccupare maggiormente, per il fatto di aver voluto, che venisse Hitomi ed anche Merle. So quanto ci tieni a loro. Capito, testone." Detto ciò Tarnum si diresse per la strada che li portava verso la Stanza degli Spiriti dei Profeti. Tutti gli altri lo seguirono.

Trovarono quasi subito due immense porte dorate. Hitomi provò a vedere se c'era qualche scritta nascosta, ma non né trovò. Tarnum poi le fece notare che l'iscrizione in realtà c'era, in cima alla porta. "Solo chi è di nobile animo può entrare ad affrontare il suo destino." Tarnum aprì le porte, la stanza era immensa, sul soffitto appariva un dipinto che rappresentava un portale d'Atlantide. Tutta la stanza era illuminata da moltissime luci. Quando tutti furono entrati, le porte alle loro spalle si chiusero da sole. Una volta che si furono chiuse, due spiriti apparvero. Sembravano due giovani, un ragazzo ed una ragazza. Gli fecero cenno di avvicinarsi parlandogli mentalmente "Sappiamo che oggi sareste giunti. Vi concediamo il permesso di passare, ma prima alcuni di voi dovranno ascoltare alcune profezie. Chiamiamo a noi, il Cavalier Invincibile d'Atlantide, il Drago di Fanelia, la Regina di Fanelia e l'Adorabile Gatta." Tarnum, Van, Hitomi e Merle guardarono gli altri e poi si diressero verso gli spiriti. Da vicino si vedeva ancora più chiaramente che i due spettri si somigliavano moltissimo, sembravano fratello e sorella. "Siete pronti ad ascoltare le profezie che vi riguardarono. Noi non sappiamo quando queste avverranno, né se vi saranno tutte utili per la vostra nobile impresa. L'unica cosa certa è che accadranno. Siete pronti ad ascoltarle?" "Lo siamo.": ripeterono tutti e quattro.

"Bene come quattro siete voi, quattro sono le profezie. Ecco la prima: ' Il Cavaliere ed il Drago si dovranno affrontare in un duello mortale, prima dello scontro decisivo, volto all'Alleanza, e solo il Tocco della Morte metterà fine alla loro battaglia, nient'altro li potrà fermare, altrimenti combatteranno in eterno '." Van fu molto scosso e triste dopo aver sentito questa profezia, per qualche ragione, avrebbe dovuto sfidare in un combattimento mortale Tarnum e solo la morte di almeno uno dei due avrebbe messo fine allo scontro. Van si girò versò Tarnum, vedendolo scuro in volto, capii che sicuramente lui ne sapeva qualcosa in più. "Ecco la seconda: ' La prole di Fanelia è adesso costituita da due membri. Ma nessuno dei due sarà il nuovo Re di Fanelia. '" Hitomi gridò agli spiriti, scoppiando in lacrime: "Che cosa accadrà a Maya e Manji? Moriranno? Ditemelo vi prego." Van l'abbracciò teneramente. "Noi non sappiamo se vivranno oltre la vita dei genitori o meno, o avranno un'esistenza felice o moriranno tra qui e un minuto, l'unica cosa certa è che non saranno i nuovi Re di Fanelia. Questo è tutto." Van infuse coraggio a Hitomi, sussurrandogli parole dolci e dicendogli: "Forse è loro destino compiere qualche impresa nobile che li porterà lontano da Fanelia." "Ecco la terza: ' Il figlio dell'Adorabile Gatta sarà l'unico suo discendente, egli ad un certo punto della sua vita dovrà prendere una decisione che la cambierà per sempre. Nessuno di voi quattro dovrà intervenire, perché un'eventuale intromissione lo condurrà alla morte. '" "Mio figlio Icarus?! Non so se questa profezia sia di buono o cattivo auspicio. Io spero che sia di buono e per questo vi ringrazio": disse Merle.

"Siete pronti per l'ultima profezia. È la più crudele di tutte. Volete ascoltarla?" Tutti e quattro dopo essersi guardati negli occhi assentirono "Bene, vedo che siete molto coraggiosi. Ecco l'ultima profezia, la più oscura, ' Tre di voi prima della fine della battaglia dovranno affrontare la morte, chi non l'abbraccerà, potrebbe salvare gli altri, solamente se chiederà l'aiuto del Cielo '. Tenetele tutte nei vostri cuori e non rivelatele prima del loro dipanarsi, altrimenti il Cielo non risponderà e tre di voi periranno sicuramente." Tutti furono scossi il messaggio era chiaro ma non capivano cos'era il Cielo. "Adesso vi daremo un unico aiuto contro il vostro avversario. Il vostro peggiore nemico vi aspetta nel luogo dove vi state dirigendo, se riuscirete a tornare qua e ci farete la domanda giusta noi vi aiuteremo. Oggi è l'unico giorno in cui avete una speranza di prendere ciò che bramate e che darà una svolta agli eventi su Gaea. Questo è tutto." "Grandissimo aiuto, grazie.": disse Tarnum con un rispettoso inchino verso gli spiriti. Subito dopo si voltò verso il resto del gruppo che li stava aspettando. Anche Van che teneva ancora abbracciata Hitomi, e Merle, tutti visibilmente scossi, tornarono dagli altri.

"Allora, cosa vi hanno detto?": chiese Allen. "Mi dispiace, Allen ma non possiamo rivelartelo. Anche se lo chiederai a Van, non te lo dirà. Ti consiglio vivamente di non domandarlo a nessuno. È stata una dura prova." "Va bene, voglio fidarmi di te. Anche perché vedo nei tuoi occhi che se proverò a domandarlo a qualcuno di loro, mi uccideresti all'istante." "Esatto." "Vedo che gli spiriti se sono andati. Possiamo passare secondo te." "Sì, ci hanno assicurato che ad attenderci nella sala dove si trova la Spada ci sarà Roland." "Ne sei sicuro." "Sì, ci hanno dato un aiuto, ci hanno dichiarato che nel luogo dove ci stiamo dirigendo troveremo il nostro peggiore nemico e che oggi sarà l'unico giorno in cui avremo una possibilità per riuscire nell'impresa. Non può essere che Roland, chi ci aspetta. Probabilmente ha pensato che sarebbe stato questo il nostro obiettivo e ci starà attendendo con alcuni dei suoi uomini per farci una bella sorpresa, ma noi gliela rovineremo." "Già. Van ce la farà a combattere." "Sì, anche se lo dovessi prendere a calci nel sedere. Eviterei invece di far lottare Hitomi e Merle, sono troppo scosse da quello che hanno sentito." "Va bene, io faccio preparare i miei uomini." Allen, si girò verso Chid, Mirtae, Kragen e gli altri dicendo di prepararsi per la lotta.

Intanto Van, dopo aver affidato Hitomi a Merle, si era avvicinato a Tarnum. "Ti posso parlare in privato?" "Sì, mettiamoci lì": disse indicando alcune colonne. Una volta giunti vicino ad una colonna, Van lo guardò direttamente negli occhi: "Tu sai il significato della prima profezia. Ne sono sicuro. Quindi lo vorrei sapere anch'io, soprattutto il motivo per cui mi dovrei battere alla morte con te." "Certo che la so, veramente è l'unica che ho compreso chiaramente almeno in parte. Mi è stata anche molto utile, insieme all'informazione che ci hanno dato. Te la spiegherò una volta che saremo usciti da qui, se saremo vivi s'intende." "No. Tu me la spieghi ora!" "Ti dirò solo una cosa, oggi non sarà il giorno dello scontro decisivo né quello del nostro duello mortale. Tu oggi non affronterai Roland, lo fronteggerò io. Tu combatterai, se lo troveremo, Gelu. Fino ad oggi, non sei mai riuscito a scalfirmi, come pensi di sfidare Roland, che forse è più bravo di me, senza contare che ha l'Armatura delle Ossa. Non so, se lo riuscirò nemmeno io a battere in queste condizioni. Tu dovresti essere in grado di battere Gelu, se non ti fai prendere dai nervi come al tuo solito, testone. Se durante la battaglia, sconfiggerai Gelu, ti lascerò sfidare Roland." Tarnum fece per andarsene, ma Van lo bloccò contro la colonna. "Io mi stavo cominciando a fidarmi completamente di te. Ma il fatto che ti dovrò sfidare in un duello mortale, può accadere solamente nel caso in cui tu ci tradisti. Ecco perché sono molto arrabbiato." "Sei sicuro che sia l'unica eventualità. E se fossi tu a tradirci, per qualche motivo, allora potrei essere io a doverti sfidare in un duello mortale." "Che cosa?" "Non ci hai pensato. Per esempio, Roland potrebbe trovare il modo di controllare la tua mente. In quel caso penso che per battere Roland, io dovrò prima affrontarti. E puoi star certo che se per sconfiggere Roland dovessi prima batterti, lo farei senza esitare. In ogni caso come ti ho già detto, so cosa vuole dire quella profezia e il nostro duello non deriverà da nessuna di queste possibilità. Altrimenti perché ti avrei allenato…": disse Tarnum e si allontanò da Van. Van dopo averci riflettuto pensò: "Sono sicuro che non mi tradirà. Ed il testone sarei io?"

Tarnum e Van si riunirono al gruppo d'Allen, dopo un po' anche Merle e Hitomi si raccolsero. Tarnum, una volta che tutti furono lì, iniziò a parlare: "Bene da qui la strada fino alla Stanza Sacra dove si trova la Spada Sigillo non prevede altri pericoli. Io ho un piano. Purtroppo dopo aver afferrato la Spada Sigillo dovremo ripassare per di qua. E non possiamo farlo, se abbiamo Roland che ci alita sul collo. C'è un congegno quasi all'entrata della Stanza Sacra, che fa crollare il soffitto del passaggio, che va dalla Stanza Sacra fino ad un ponte che si trova oltre quella porta là. La mia idea è che dopo che abbiamo recuperato la spada, Hitomi faccia scattare il congegno e poi corriamo fino a questa stanza, dopodiché ripercorremmo a ritroso la strada fino a metterci in salvo sulla Crusade." "Non può essere che ci ritroviamo Roland all'uscita della Strada dei Morti": disse Allen. "Quel meccanismo fa crollare anche il Tempio di Fortona. Prima penso che dovrà cercare di mettersi in salvo. Senza contare, che in quel momento il suo potere sarà notevolmente diminuito e non potrà contare, su quella parte dell'esercito, che tiene sotto il controllo mentale. Dovrà prima ristabilire le fila del suo esercito per inseguirci. E questo gli chiederà un po' di tempo." "Come agiremo una volta dentro." "Ipotizzando la situazione peggiore: io affronterò Roland. Van si scontrerà con Gelu. Allen, tu ed i tuoi uomini combatterete Sandro e gli altri soldati che troveremo lì dentro. Il primo che riesce a recuperare la Spada Sigillo chiama gli altri ed allora ci ritiriamo. A quel punto io o Van avvertiamo Hitomi dicendogli di mettere in moto il meccanismo.": spiegò Tarnum. "Ed io che dovrò fare?": chiese Merle che aveva in mano una balestra carica. "Tu difenderai Hitomi, se qualcuno dovesse sorprenderla mentre è al meccanismo e la uccidesse ci taglierebbe la nostra via di fuga e saremmo spacciati. Il tuo Merle è un compito vitale."

Tutti uscirono con le loro armi in pugno, mentre all'interno della stanza i due spiriti li osservarono andare via "Buona fortuna, ragazzi. Il destino di due mondi dipende dalle vostre azioni d'oggi." Il gruppo superò un ponte di legno e continuò nel suo cammino in linea retta. Ad un certo punto, Tarnum ordinò di fermarsi vicino ad uno spuntone di roccia che usciva dalla parete di sinistra. "Hitomi questo è il meccanismo, basta tirarlo giù e tutto il soffitto comincia a crollare, abbiamo circa un paio di minuti per superare il ponte da quando tu l'hai attivato, come ti avvisiamo tu tiri il congegno e scappi verso il ponte. Contiamo su di te." "Non vi deluderò." "Merle, tu dovrai difenderla a costo della vita, se qualche soldato dovesse passare di qua." "Va bene, Tarnum." "Allora ragazzi, il passaggio finisce fra breve con un'illusione simile a quella dell'entrata. Sappiamo bene chi ci aspetta, sicuramente se hanno intuito il nostro arrivo avranno occultato il loro spirito ed, infatti, il mio terzo occhio non rivela nessuno dei tre, ma svela altri dieci uomini. Ricordatevi, quando decidete di attaccare, fatelo senza pietà ed esitazioni."

Tutti sfoderarono le loro armi e s'avviarono verso la porta illusoria. Sicuramente i nemici s'aspettavano di sorprenderli una volta usciti. Non si attendevano di vedere il gruppo entrare lanciati verso di loro. Tarnum si lanciò contro Roland, che era fermo vicino alla Spada Sigillo. Van si diresse verso Gelu, che lo aspettava con la sua Spada dei Morti. Allen e gli altri fronteggiarono gli altri avversari, tra questi stranamente non c'era Sandro. "Sicuramente il negromante non è abile nei combattimenti per questo non c'è" pensò Allen. Roland rise quando si trovò di fronte a Tarnum, dicendogli: "Il mio allievo pensa di potermi battere." Tarnum in tutta tranquillità gli rispose: "Non lo penso, ne sono sicuro." Roland cominciò ad attaccarlo con la sua formidabile tecnica. Tarnum per evitare di subire rallentamenti nei suoi attacchi dall'Armatura delle Ossa si limitò a difendersi dai ripetuti assalti. Gelu e Van intanto, si fronteggiavano in quello che s'annunciava uno scontro difficile per entrambi. Van sapeva che non doveva farsi ferire, se non voleva morire. "Allora, mezzosangue sei venuto a morire. Dov'è tua moglie, l'hai lasciata nel letto di qualche altro uomo più bravo di te." Van guardando negli occhi Gelu gli rispose: "Mi dispiace, ma io sono l'uomo migliore. Con gli altri, mia moglie non saprebbe che farci." Gelu per tutta risposta rise e gli disse: "Il bambino è cresciuto, vediamo anche se i suoi denti sono forti." Ed i due iniziarono a fronteggiarsi.

Intanto Hitomi e Merle erano nell'attesa del loro ritorno. Hitomi, come Merle, aveva con sé una balestra. Merle disse a Hitomi: "Devo andare, sento che in qualche modo oggi potrò sdebitarmi con Van. Tu, Hitomi rimani qui." "Merle non fare pazzie." "Non le faccio mai. E poi se tre di noi devono affrontare la morte, è meglio farlo combattendo per qualcosa di giusto." Detto ciò Merle si diresse all'ingresso. Lì vide che Tarnum era in lotta con Roland, ma non riusciva ad attaccarlo a causa dell'Armatura delle Ossa, poteva solo difendersi. Van stava battagliando contro Gelu, se la stava cavando bene. Gelu era in netta difficoltà. Allen ed i suoi stavano sconfiggendo gli altri. Proprio in quel momento, vide che la Spada Sigillo era al centro della sala nel congegno che attivava la Macchia di Forza e che tutti erano impegnati nella lotta. Forse nessuno l'avrebbe notata e avrebbe potuto agguantare la Spada Sigillo indisturbata. Merle corse verso la Spada Sigillo e la prese. La Macchia di Forza cominciò a spegnersi.

Proprio in quel momento Merle sentì una voce dall'angolo opposto a dove era entrata "Non la prenderai, mia cara Merlx": disse Sandro uscendo allo scoperto, dall'angolo opposto alla Sala, e puntandole il medaglione che aveva al collo. Merle sapeva qual era l'unica cosa che poteva fare, cominciò a correre verso l'uscita gridando: "Ho la Spada Sigillo, usciamo!" Dal medaglione di Sandro partì un raggio oscuro che colpì Merle alla schiena, attraversandola. "Merle, no!", urlò Van che con un'abile mossa, che gli aveva insegnato Tarnum, riuscì a far cadere dalle mani di Gelu, la sua Spada dei Morti. Gelu stranamente una volta che fu senza Spada crollò a terra svenuto. Intanto anche gli uomini che stavano lottando contro Allen e gli altri si bloccarono rimanendo immobili. Merle rallentò la sua fuga, ma continuava a muoversi verso l'uscita tenendo una mano stretta al petto. Sandro lanciò un altro raggio verso Merle, ma Van si frappose respingendolo con la sua spada. In quel momento Tarnum fece un affondo verso Roland, che oramai non se l'aspettava più, e con una spallata lo fece cadere a terra. Subito dopo Tarnum ordinò a Hitomi di far crollare tutto. Hitomi immediatamente attivò il meccanismo e poi corse verso il ponte. Allen ed i suoi uomini si riunirono intorno a Van e a Tarnum, il quale ordinò di uscire. Ma, mentre Tarnum si stava girando per uscire dalla Sala, Roland prese la balestra che portava, la puntò verso le spalle di Tarnum e colpì. Kragen che aveva visto il movimento sospetto di Roland, si frappose e prese in pieno petto il dardo di Roland, morendo sul colpo. Tarnum, visto quello che era successo, prima che Roland potesse ricaricare la balestra, prese con una mossa rapidissima l'arco, che aveva sulla schiena, ed una freccia dalla faretra e lo colpì al petto. Dopodiché tutti uscirono di corsa. Van prese tra le sue braccia Merle, che sanguinava notevolmente dalla bocca e dal petto, il raggio l'aveva attraversata completamente. Van sentiva che a Merle non restavano che pochi minuti di vita.

Sandro intanto si era recato da Gelu, rimettendogli la Spada dei Morti in mano. Subito Gelu si riprese. Sandro intanto grazie al proprio medaglione curò Roland e poi disse a Gelu e Roland, che si era rialzato, che se ne dovevano andare perché stava crollando tutto. Dovevano pensare a salvarsi e a rimettere in sesto il loro esercito, altrimenti tutto il loro piano sarebbe andato in fumo, prima ancora di potersi vendicare. "Va bene, ma quando l'avrò tra le mani li ucciderò entrambi.": disse Roland prima di andarsene.

Tutto il gruppo riuscì a mettersi in salvo oltre il ponte, all'entrata della Stanza degli Spiriti dei Profeti. L'unica perdita era stata Kragen. Van teneva abbracciata a sé Merle, che sanguinava notevolmente dalla bocca e dal petto. Hitomi gli stava vicino, ma non poteva fare nulla per salvarla. "Van, sono felice di poter morire tra le tue braccia." "Merle, tu non morirai. Se solo sapessi che cos'è il Cielo.": gridò Van. Tarnum, appoggiato allo stipite d'entrata della Stanza, stava riflettendo sulle profezie, per capire come aiutare Merle. "Un modo ci deve essere?! Se solo avessi… ma certo ecco cosa significa il Cielo. Però non c'è tempo per prenderla, mi servirebbe… come sono stato stupito, ora so cos'è la Stanza degli Spiriti dei Profeti." Tarnum corse da Van, Hitomi e Merle. "La puoi salvare?" chiese un Van quasi disperato. "Sì, " disse prendendo Merle dalle braccia di Van "mi dispiace Merle, ma oggi non morirai abbracciata a Van."

Una volta che ebbe preso Merle, Tarnum si diresse al centro della Stanza. "Spiriti, chiedo il vostro aiuto. So che qui ci deve essere almeno una ' camera di stasi '. Mostratemela ve né prego. Dov'è la ' camera di stasi '?" Gli spiriti apparvero: "Questa è la domanda che attendevamo." Gli spiriti indicarono il pavimento e quattro sarcofaghi di cristallo uscirono da esso. In due di questi s'intravedevano dei corpi umani. Tarnum si diresse ad uno dei due vuoti ed ordinò in Atlantideo la sua apertura. Esso si dissigillò, Tarnum v'infilò subito Merle al suo interno e si avvicinò a quelli che dovevano essere i comandi. Van s'accostò a Hitomi: "Capisci quello che sta dicendo o facendo." "Sta predisponendo tramite comandi verbali la ' camera di stasi ' all'attivazione. Ma sembra che abbia dei problemi ad avviarla. Ecco, si è messa in azione." Tarnum dopo aver indossato uno strano orologio, preso dai comandi della ' camera di stasi ' s'avvicinò a Van e Hitomi. "Abbiamo guadagnato del tempo per Merle."

"Che significa?": chiese Van. "Vedi, Van. Le ' camere di stasi ' rallentano all'inverosimile il tempo al loro interno. Tu puoi dormire per due minuti là dentro ed in realtà sono passati due secoli. Il fatto è che il tuo corpo in quel periodo è invecchiato di soli due minuti. Ho dovuto attivarla io dall'esterno, perché i comandi vocali sono in Atlantideo antico. Di solito si attiva dall'interno." "So, che hai avuto dei problemi?" "Sì, sarò sincero con voi. Per funzionare al massimo potenziale, la persona che risiede al suo interno deve essere in perfetta forma. Se la persona è ferita o malata, la macchina non può funzionare al massimo, altrimenti chi è all'interno, muore. Purtroppo visto le condizioni di Merle, ho dovuto metterla al minimo. Merle ha ancora tre mesi di vita." "Tre mesi?! E cosa possiamo fare in così breve tempo per salvarla." "Meglio tre mesi che tre secondi. C'è una possibilità di salvarla, ma si trova ad Atlantide. Pensavo già di andarci per riprendere la mia spada. Ma adesso abbiamo una motivazione in più." "M'assicuri che c'è una speranza!" "Forse, ma dobbiamo fare in fretta. Ci vorrà un mese per andare ed uno per tornare, salvo imprevisti. Questo speciale orologio che ho adesso al polso, è in contatto diretto con la ' camera di stasi '. Mi dirà il tempo esatto che ci resta prima che Merle muoia. Inoltre, Van dobbiamo assolutamente riprendere la mia spada, forse con quella abbiano qualche possibilità in più di sconfiggere Roland." Van era contento per quello che Tarnum gli aveva detto, anche se intuiva che, come al solito, non gli aveva rivelato tutto.

Tarnum si diresse ai due sarcofaghi già occupati. Van e Hitomi lo raggiunsero. Guardando al loro interno rimasero sorpresi. Hitomi disse a Tarnum: "Ma questi sono i corpi dei due spiriti." "Sì, purtroppo alcune volte capita, che il settaggio del tempo impazzisca e corra fino all'infinito. In quel caso le persone rimarranno bloccate in eterno al loro interno, se le tirassimo fuori morirebbero all'istante. Si sta ancora studiando un modo per salvarle, ma finora non vi è stato nessun risultato. Nel loro caso in particolare, gli spiriti, forse a causa di un guasto della macchina, sono usciti dal corpo ed hanno cominciato a sorvegliare questa stanza. Per loro è un modo di sorvegliare i corpi fino a che non si troverà una soluzione." "Mi dispiace per loro": disse Hitomi "Ti ringraziamo, ma non dovete preoccuparvi per noi, ora. La vostra amica è in serio pericolo, sbrigatevi.": dissero all'unisono gli spiriti che erano apparsi dietro di loro.

Tarnum, riunì i membri del loro gruppo. Mirtae era molto triste per la morte di Kragen, ma la sua determinazione la sosteneva e le dava la forza di andare avanti. "Dobbiamo andare subito via di qui," disse Tarnum "abbiamo fatto tutto il possibile per Merle. Ora per salvarla e per sconfiggere Roland dobbiamo dirigerci ad Atlantide. Da oggi il suo potere diminuirà sempre di più." Tutti si prepararono ad andarsene, quando Tarnum fermò Van. "Ti posso parlare in privato." "Sì." Entrambi si diressero vicino ad una colonna. "Adesso ti posso svelare la prima profezia. Ti posso annunciare che nel nostro tragitto tra qui e Atlantide, noi ci dovremo sfidare." "Ne sei sicuro? Perché?" "Se ti affermo che la mia spada si chiama ' Alleanza Angelica ', ti viene in mente nulla." Van rimase interdetto, infatti, nella prima profezia, si sosteneva che loro si sarebbero battuti per l'Allenza.