| La Crusade atterrò, all'alba, in un
bosco vicino alla capitale. Hitomi era rimasta sconvolta dalla
visione della capitale d'Asturia ridotta ad un cumulo di macerie,
anche il castello del Re era parzialmente distrutto. Proprio
in quel momento arrivarono alle sue spalle Allen, Van e Tarnum.
"Adesso puoi capire cosa ho provato quando me n'andai
da Palais e decisi di vendicarmi": disse Allen. "Deve
essere stato tremendo": replicò Van. "Non
hanno risparmiato nessuno, gli attacchi con massi e fiamme
colpirono indiscriminatamente ogni edificio. Furono sempre
più incalzanti e non sapevamo come difenderci. I morti
oramai penso non si contavano nemmeno più." "Mi
dispiace per te, Allen": disse Hitomi. "Io, Dryden,
Mirtae e Kragen andremo nella periferia della città,
presso un edificio dove risiedono altri nostri membri della
resistenza e poi proveremo ad andare al castello. Van e Tarnum
mi hanno assicurato che andranno ad allenarsi in questa foresta.
Tu che intendi fare, Hitomi?" "Penso che rimarrò
con loro, altrimenti quei due, quando si allenano, non si
fermano più. Certe volte li devo richiamare per mangiare,
come faccio con i miei bambini quando stanno giocando. Forse
sono anche peggio." "Bambini?!" disse Van.
"Van, Hitomi, Tarnum siete qui, Merle vi ha cercato dappertutto."
Allora che intenzione avete?" "Io e Tarnum ci alleneremo
nella foresta. Hitomi ha deciso di venire con noi. Tu che
intendi fare, vuoi venire con noi o andare con Allen per vedere
come sta Millerna?" "Van, lo dovresti sapere. Ho
promesso che mi sarei sdebitata verso di te e non lo posso
fare, se ti sono lontana". Dopo aver fatto colazione,
tutti insieme Allen, Dryden, Mirtae e Kragen si diressero
alla volta di Palais, mentre Van, Hitomi, Merle e Tarnum s'avviarono
nel cuore della foresta per gli allenamenti, Chid era rimasto
a difendere la Crusade e su richiesta di Hitomi a prendersi
cura di Maya e Manji. Merle e Hitomi si erano portate con
loro le balestre, per farsi dare qualche lezione.
Allen e gli altri arrivarono alla sede del loro movimento
di resistenza, che altri non era che la casa estiva d'Allen.
Lì Allen parlò con alcuni uomini che gli raccontarono
la resa d'Asturia. Asturia era ora assoggettata alla legge
marziale impartita dallo stesso Gelu ed era diventata una
provincia del nuovo Regno di Roland. La situazione a palazzo
era ancora incerta, giacché la Regina Millerna si
stava finalmente riprendendo dalla sua malattia. Allen e
Dryden furono entrambi contenti di sapere ciò. Dopo
aver pranzato si diressero al castello, travestiti da semplici
cittadini. Pensavano di trovarlo in pessime condizioni,
ma la realtà era ancora peggio. Videro solo poche
guardie dell'esercito di Gelu, ciò significava che
non avevano paura di un regno sottomesso.
Intanto nella foresta, Van e Tarnum si stavano allenando
nei combattimenti sfruttando la potenzialità delle
ali. Hitomi e Merle guardavano meravigliate le loro esercitazioni.
Durante l'addestramento, vi fu un momento in cui Van riuscì
a sorprendere Tarnum e l'attaccò, ma lui se n'accorse
in tempo e contrattaccò. Tarnum subì una leggera
lacerazione della sua maglia, mentre Van ricevette due ferite
lungo il petto, non gravi ma che in ogni caso lo fecero
sanguinare. Tarnum disse di interrompere subito, avrebbero
ripreso in seguito. Hitomi arrivò subito con la borsa
medica e si prese cura di Van. "Lo devi allenare, non
uccidere." "Non morirà per quei due graffietti.
Dovrebbe essere un guerriero non una dama di compagnia."
"Stai calma, Hitomi. Non è grave e poi quando
l'ho attaccato mi sono scoperto troppo. Se avesse voluto
mi avrebbe potuto fare di peggio." "Ho agito istintivamente.
Fortunatamente mi sono fermato in tempo e gli ho provocato
solamente quelle due leggere ferite. L'importante è
che sei ancora in vita.": disse Tarnum. "La colpa
è mia. Tu stai bene?": chiese Van, guardando
la lacerazione della maglia provocata dal suo attacco a
livello del petto, soffermandosi soprattutto sul medaglione
che s'intravedeva sotto di essa. "No, mi hai solamente
un po' rovinato la maglia. Ne ho altre non preoccuparti."
"Se vuoi te la cucio io.": disse 'molto' insistentemente
Merle. "Se non ti disturba.": disse Tarnum che
si tolse la maglia, prendendo con lo stesso gesto il medaglione
che aveva al collo e mettendolo in una tasca dei pantaloni.
Merle fu la prima a notare un bellissimo tatuaggio sul braccio
destro di Tarnum: "Che bello! Guardate sembra una spada
vera!" Anche Hitomi e Van s'avvicinarono e furono dello
stesso parere. "Questa è la tua spada lunga?
È meravigliosa." "Questo tatuaggio rappresenta
la mia spada ed il mio titolo" "Adesso sarà
ora che mangiate, poi quando la ferita di Van si sarà
stabilizzata potrete riprendere.": disse Hitomi: "E
non ammetto storie! Capito bambini!"
Allen, Dryden, Mirtae e Kragen giunsero a palazzo, tranquillamente
inosservati. Giunti al suo interno, incontrarono uno dei
ministri di Millerna, Hack, al quale chiesero se potevano
vederla. Lui riconobbe subito Allen e Dryden ed affermò
che avrebbe fatto in modo che potessero vederla. Si allontanò
un attimo per informarsi, poi tornò affermando che
avrebbero potuto incontrarla. Li condusse per una serie
di stanze, alcune in stato di restauro, fino a quella che
era una volta la sala delle premiazioni, che fortunatamente
si era salvata dalla distruzione. In quel periodo era utilizzata
come sala del trono. Una volta entrati, Allen chiese al
ministro "Come sta, Millerna?" "E' molto
stanca, la malattia gli è venuta a causa dello shock
causatogli nel vedere la distruzione della città.
Mi sono occupato io della resa con Zaibach. Non potevano
fare diversamente, se volevamo che qualcuno riuscisse a
sopravvivere." "Quando potremo vederla?"
"Penso mai." disse Hack e facendo schioccare le
dita, le guardie del castello li circondarono da ogni lato.
"Tra i termini di resa c'erano anche la consegna di
tutti i traditori come te, Allen Schezar. Abbiamo saputo
che con te viaggiano il Re di Fanelia, il Principe di Freid
ed un misterioso individuo. Penso che tu ci dirai dove sono
per il bene dei tuoi amici qui vicino." "Non te
lo dirò mai, verme." "Vedremo. Soldati
per ora portateli nelle celle."
Proprio in quel momento, Hitomi, che stava pranzando con
gli altri, ebbe una visione, nella quale osservò
l'arresto d'Allen e dei compagni. Immediatamente avvertì
Van e Tarnum della situazione. "Che possiamo fare per
salvarli?": disse Hitomi. Van si fece pensieroso: "Dovremo
trovare un metodo per riuscire a salvarli?" "Prima
dovremo trovare un metodo per entrare in città, se
sanno che tu e Chid state con Allen, allora avranno fatto
in modo di sorvegliare ogni tipo sospetto che entra in città.
Un metodo per entrare ci sarebbe, ma penso che ci potremmo
passare solo Van e io." "Verrò anch'io":
disse Merle. Hitomi assentì anche lei. Tarnum si
girò verso Merle: "Entreresti in città
nuotando per i canali e passando per le fogne. Sapevo che
i felidi come te odiavano l'acqua." "Acqua?!"
replicò agitata Merle. "Tu e Hitomi dovreste
invece andare ad avvertire gli uomini d'Allen, in modo che
ci fornissero un diversivo per la fuga. Quando scatterà
il diversivo, correte alla Crusade. Ci aspetterete lì,
quando fuggiremo saremo di corsa. Contiamo su voi due."
Merle e Hitomi si guardarono e poi acconsentirono. "Hitomi
dovresti fare una bella fasciatura a Van. Non vogliamo che
la sua ferita odierna si riapra quando starà nuotando
sott'acqua. Van stai attento se dovessimo combattere a non
farla riaprire. È una ferita lieve, non per questo
la devi sottovalutare." "Va bene e noi che faremo.":
chiese Van. "Palais è formata di vari canali,
uno di questi arriva fino al castello e se mi ricordo quanto
mi ha detto Allen, sulla Crusade, esso giunge ad un condotto
delle fogne ormai in disuso, ma che dovrebbe essere ancora
intatto dopo l'attacco di Zaibach. Risaliremo a nuoto il
canale e poi passeremo per il condotto, ma dovremo farlo
di notte, per non farci scoprire. Speriamo d'avere tutto
questo tempo." "Bene, intanto io e Merle andremo
all'accampamento degli uomini d'Allen. Come ci terremo in
contatto?" "Useremo il potere del terzo occhio
ed il tuo Hitomi. Se volessi parlare con noi, basta che
ti concentri con il ciondolo e pronunci i nostri nomi, dovrebbe
funzionare. Se ti dobbiamo comunicare qualcosa per noi,
è più facile con il nostro terzo occhio. State
attente, non sappiamo quali pericoli ci aspettano."
Hitomi e Merle, dopo aver salutato Van e Tarnum, presero
le loro balestre e si diressero alla volta del quartiere
generale d'Allen che si trovava appena fuori di Palais.
"E' noi che facciamo, intanto?": chiese Van. "Ci
riposiamo, la tua ferita non è ancora a posto e poi
dovremo nuotare di notte, per questo ti voglio in piena
forma."
Quella notte, Van e Tarnum entrarono in azione. Tarnum
si portò appresso oltre alle spade, il suo arco e
le frecce, anche se prima dovette inserire tutto in uno
speciale contenitore a tenuta stagna preso dalla Crusade,
che le avrebbe isolate dall'acqua, per non rovinarle. Nello
stesso contenitore, Van e Tarnum inserirono i loro vestiti.
La notte, tutte le abitazioni erano al buio, a causa della
legge marziale imposta da Gelu, per cui fu facile passare
a nuoto inosservati. Una volta giunti al condotto, vi entrarono,
ripresero le loro armi ed i vestiti, e cominciarono a seguire
il percorso fino a quando non sentirono dei rumori. Van
e Tarnum sfoderarono le loro spade, ma rimasero sorpresi
nel trovarsi di fronte Allen, Mirtae, Kragen e Dryden. "E
voi che ci fate qui?": chiese Allen. "Eravamo
venuti a salvarvi, voi piuttosto come vi siete liberati?":
domandò Van. "Questa sera è giunta Millerna,
che era venuta a sapere del nostro arresto e ci ha liberato.
Ha detto, al suo ministro che Asturia non sarebbe caduta
così in basso, da scodinzolare agli ordini di Zaibach
e di Roland." "E' un bel guaio per Asturia, se
Roland lo viene a sapere. Non sarebbe certo tenero":
intervenne Tarnum. Proprio in quell'istante Van e Tarnum
sentirono la voce di Hitomi che li chiamava. "Come
state?" "Bene, " disse Van: "è
stato ancora più facile del previsto. Millerna li
ha liberati." "Vi ho chiamato, per avvertirvi
che la nave di Gelu arriverà domani mattina, ha saputo
dal ministro Hack che Allen ed alcuni compagni erano stati
catturati." "Non c'è nulla di facile.":
esclamò irritato Tarnum. Van rimase agghiacciato
alla notizia della venuta di Gelu, certamente non gliel'avrebbe
fatta passare liscia ad Asturia la loro fuga. Van riferì
il messaggio ad Allen.
"Che cosa facciamo, se fuggiamo da Palais, tutta Asturia
ne pagherà le conseguenze.": disse Allen. "Già,
ma se rimaniamo ci faremmo solo uccidere e non servirebbe
a salvare Gaea.": gli rispose di contro Mirtae. "Un
piano c'è l'avrei ma vi dovete totalmente fidare
di me. Non posso rivelarvelo per intero prima, per non rovinarlo.
Van, Allen, Dryden spetta a voi decidere." "Va
bene, " disse Van "ma è sicuro!" "Non
c'è mai niente di facile e di certo Van. Allen, Dryden?"
"Va bene, se servirà a salvare Asturia e Millerna."
Anche Dryden fu d'accordo. "Allora, Dryden tu andrai
di corsa alla Crusade, domani si dovrà tenere pronta
alla fuga, dovremo scappare subito, ma non ci dirigeremmo
subito verso Freid, non vogliamo che loro sappiano qual
è il nostro obiettivo ultimo. Mirtae e Kragen andranno
all'accampamento degli uomini d'Allen, domani ci servirà
il loro diversivo. Noi possiamo comunicare telepaticamente
con Hitomi, per dirgli il momento in cui attuarlo. Quando
lo realizzeranno, voi due dovrete portare in salvo Hitomi
e Merle. Van e Allen verranno con me. Allen sai dove si
potrebbe tenere l'incontro con Gelu." "Penso sicuramente
nel salone delle premiazioni, ora lo usano come sala del
trono, fino a che quell'ufficiale non sarà ricostruita."
"C'è un punto dove possiamo stare in quella
sala, senza farci notare e da dove possiamo fuggire di corsa."
"C'è sopra la porta d'entrata, il loggione rialzato
dei musicisti. Da lì c'è un'uscita, che conduce
ad una stanza e da lì, tramite un passaggio segreto
a questo cunicolo. Penso che non useranno i musicisti per
annunciare a Gelu che siamo fuggiti." "Ottimo.
Andiamo a vedere questo passaggio." Detto ciò
Dryden, Mirtae e Kragen partirono per i rispettivi compiti,
Tarnum e Allen si diressero verso il passaggio segreto,
mentre Van comunicò brevemente a Hitomi il loro piano
e gli chiese come stava. Hitomi gli assicurò che
stava bene e che non vedeva l'ora di riabbracciarlo. Finito
di comunicare Van fece per raggiungere Tarnum e Allen. Ma
Tarnum lo stava aspettando: "Allora i piccioncini hanno
finito di amoreggiare." "Non pensavo andassimo
di fretta. E poi non immaginavo che mi stessi leggendo nella
mente." "Infatti, non lo stavo facendo, ho semplicemente
tirato ad indovinare.": disse sorridendo Tarnum.
Van, Allen e Tarnum si diressero, tramite il passaggio
segreto alla stanza e poi al loggione. Il loggione era proprio
sopra l'entrata della sala delle premiazioni ed inoltre,
vi era un parapetto che li avrebbe coperti, salvo se non
si fossero messi in piedi. I tre si sedettero, nell'attesa.
Tarnum cominciò a sistemare l'Arco Dorato del Cecchino
ed a pulirlo. Poi chiese a Van di portargli la faretra che
aveva messo per terra. Van gliela consegnò, e vide
che Tarnum tirò fuori due frecce differenti, la seconda
di queste era in un piccolo scomparto separato della faretra.
Tarnum cominciò a sistemare le due frecce. Intinse
la punta della seconda delicatamente in una particolare
bottiglietta, che tirò fuori da una delle tasche
laterali della faretra. Finito di sistemare le frecce, Tarnum
disse a Van che si sarebbe concentrato un po' e di avvertirlo
quando era il momento.
Ad un certo punto Van chiamò Tarnum. "Che c'è?!
Ero sveglio che credevi." "Ah sì, con gli
occhi chiusi." "Pensavo." "Certo, e
nel frattempo russavi con la bocca." "Spiritoso."
I tre si sporsero leggermente oltre il parapetto e videro
che stavano cominciando i preparativi. Passarono un paio
d'ore, quando apparvero i membri della corte d'Asturia,
ovviamente preoccupati dall'arrivo di Gelu. Poi giunse la
Regina Millerna che si sedette sul trono. Tarnum la guardò
intensamente, Van vedendo Tarnum fare ciò, sospettò
che stava parlando direttamente con lei. Allen contemplava
Millerna, era diventata ai suoi occhi una vera Regina. Van
ricevette un messaggio da parte di Hitomi, che quando volevano
il diversivo era pronto. Tarnum ricordò a Van, che
gli avrebbe dato il via per l'artificio per la loro fuga.
Passò mezz'ora, i soldati oscuri entrarono, e poi
irruppe lui, il terribile comandante, il freddo e spietato
Gelu. Gelu s'avvicinò al trono e non salutò
la Regina alla quale chiese: "Dove sono i prigionieri?"
"Sono fuggiti, stiamo facendo tutto quello è
in nostro possesso per trovare quei traditori." "Fuggiti?
Non è che li avete lasciati scappare voi. Bene, se
entro due ore non saranno ritrovati, dirò ai miei
uomini di distruggere Palais e sterminare ogni persona al
suo interno, donne e bambini compresi. Tu, Regina, sarai
l'ultima che morirà. Vedrai tutta la popolazione
della città morire sotto i tuoi occhi." Tutti,
all'interno della sala, furono spaventati dalle parole di
Gelu. Tarnum guardò Van, il quale comunicò
mentalmente a Hitomi di iniziare il diversivo. "Alzatevi,
mi serve che Gelu ci veda tutti." Tarnum, Allen e Van
s'alzarono. Tarnum prese l'arco e la prima freccia, con
una velocità sorprendente, tirò e colpì
il ministro Hack in pieno petto. Il ministro Hack cadde
a terra morto, tutti si voltarono. Gli uomini di Gelu, si
disposero immediatamente a difesa del loro comandante. "Questo
è quello che succede a tutti i nemici della libertà,
a chi osa fermare il nostro movimento." Urlò
a squarciagola Tarnum. Prese la seconda freccia, mirò
in direzione del trono e scoccò. Il dardo colpì
in pieno petto Millerna, che si accasciò agonizzante
per terra di fronte al trono. Hitomi, che si stava dirigendo
verso la Crusade, ebbe una visione della morte di Millerna
per mano di Tarnum. Allen guardò terrorizzato la
scena, poi si lanciò contro Tarnum "Assassino!
L'hai uccisa, come hai potuto?!" "Era un nemico
della libertà e del popolo!" gli rispose ad
alta voce Tarnum. "Ti ucciderò per questo."
"Se vuoi vendetta l'avrai, ma adesso fuggiamo, razza
di stupido." Allen fece per sguainare la spada, ma
Van si frappose fra i due: "Hai sentito quello che
ha detto, per ora fuggiamo, poi ti vendicherai." Senza
aspettare oltre, Tarnum si lanciò per il passaggio
seguito a breve distanza da Van e da Allen.
Intanto tutta la corte era in preda al panico, Gelu s'avvicinò
al corpo agonizzante di Millerna. "Vi avevo dichiarato
che erano fuggiti. Vi prego credetemi, non li abbiamo fatti
scappare. Chiedo pietà per il mio popolo." Dopodiché
esalò l'ultimo respiro. "Sei una Regina fedele
alla tua gente dopo tutto, rispetterò le tue ultime
volontà. Uomini, trovate i ribelli non abbiate pietà."
Un soldato s'avvicinò di corsa a Gelu: "Mio
Signore, vi è un attacco dei ribelli alla nostra
nave, sono in parecchi, dobbiamo rientrare immediatamente."
"Maledetto Tarnum! Non pensavo ti spingessi a tanto.":
detto questo, Gelu s'inchino di fronte al corpo della Regina
Millerna, salutandola per il suo ultimo viaggio e poi uscì
dalla sala.
Tarnum, Van e Allen riuscirono a fuggire indisturbati per
le fogne, poi passando per un canale d'Asturia, riuscirono
ad uscire dalla città ed a raggiungere la Crusade.
Quello che spinse a proseguire, in quel momento, nella sua
fuga Allen era il desiderio di vendetta e l'oggetto di questa
era lì davanti. Una volta raggiunta la Crusade, videro
che Hitomi, Merle e Dryden li stavano aspettando. Hitomi
s'avvicinò a Tarnum e lo schiaffeggiò: "Perché
l'hai uccisa, con tanta spietatezza? Non sei diverso da
Roland e Gelu." Tarnum, arrabbiato, fece cadere a terra
l'arco con la faretra e poi rivolgendosi verso Hitomi e
Allen "Era preferibile salvare lei e permettere a Gelu
di uccidere tutti gli abitanti di Palais oppure sacrificare
una persona sola per il bene generale, ditemi. Se avevate
un'altra idea, perché non me l'avete suggerita. Fino
a che non riavremo la Spada Sigillo di Freid, non potremo
far granché contro l'esercito di Roland, il quale
utilizza la Macchina dei Desideri. Allora." "Non
dovevi ucciderla, dovevi trovare un altro metodo!"
disse Allen ancora arrabbiato, che cominciò a sfoderare
la sua spada. "Ci penso io a lui, Allen": disse
Van, che aveva in mano l'Arco Dorato del Cecchino puntato
contro Tarnum. Van prese la mira e lasciò scoccare
il dardo che andò a colpirlo in pieno petto. Tarnum
cadde a terra colpito.
Tutti furono sorpresi dalla freddezza mostrata da Van.
Ma la cosa che li meravigliò ancora di più,
fu che Tarnum si rialzò quasi subito, anche se la
freccia spuntava dal suo petto. Tarnum se la tolse e la
mostrò ad Allen. "Vedi, Allen la freccia che
ho tirato contro Millerna era particolare, solo l'estremità
penetra nel corpo mentre il resto rientra al suo interno,
facendo credere ad un osservatore esterno che in realtà
sia entrata maggiormente. Inoltre avevo cosparso la punta
di un potente anestetico, che nella dose utilizzata, può
simulare a prima vista la morte apparente. Fra un paio d'ore
Millerna si sveglierà nel suo letto, dove ora l'hanno
messa pensando che sia morta. Ti chiedo scusa se non ti
ho avvertito, ma mi serviva la tua reazione spontanea, per
far credere a Gelu che avessi usato una vera freccia. Purtroppo
anche lui le conosce, sono una sua invenzione, per questo
ho colpito prima quel ministro, per fargli credere che fossero
frecce normali. Il diversivo mi è servito non solo
per fuggire, ma per non dargli il tempo di riflettere. Se
vuoi, tra un paio d'ore, ti posso far parlare con lei telepaticamente."
Allen rimase stupito dalle rivelazioni di Tarnum. Anche
Hitomi e Dryden furono notevolmente sorpresi e contenti
per le rivelazioni di Tarnum.
Tarnum s'avvicinò a Van: "Come facevi a sapere,
che quel tipo di frecce erano innocue?" "Per prima
cosa, mi hai insospettito quando ti ho visto prendere quella
seconda freccia da un contenitore separato, ho immaginato
che avesse una funzione diversa. Poi da come l'hai preparata,
si vedeva che era importante ed inoltre ho riconosciuto
dall'odore, che stavi aggiungendo dell'anestetico. Mi sono
domandato a cosa ti serviva un anestetico per una freccia.
Ma la prova c'è l'ho avuto quando ti sei preparato
a tirare, eri talmente concentrato che non ti sei preoccupato
di occultarmi il tuo spirito e con il mio terzo occhio ho
capito cosa volevi fare. Sono stato bravo." "Vedo
che non sei più il testone che ho conosciuto?"
"Anche i testoni a volte usano il cervello? E poi adesso,
quando hai fatto cadere l'Arco Dorato del Cecchino e la
faretra, vi ho guardato e ho capito tutto. L'hai fatto cadere
di proposito?" "Sì, non mi aspettavo che
tu mi difendessi sul loggione contro Allen ed ho immaginato
che ti fossi accorto del mio trucco. Sai Van, alcune volte
per ingannare il nemico, bisogna prima ingannare gli amici.
Mi dispiace veramente di aver fatto preoccupare Allen e
poi anche Hitomi e Dryden." "Tu come stai? Ti
ho fatto male." "E' quasi come la tua ferita dell'allenamento
di ieri. Nulla di preoccupante. Fortunatamente che ho riconosciuto
la freccia che mi hai tirato contro. Eri terribilmente serio."
"Dovevo dare a loro la dimostrazione della tua innocenza
ed ho pensato che quello fosse il metodo più veloce.
Ma sai, i testoni a volte non ragionano bene." Entrambi
risero. "Tarnum, perché non glielo hai detto
subito ad Allen?" "Non sapevo se ci avrebbe creduto,
dovevo prima in qualche modo fargli sbollire la rabbia,
per farlo ragionare. Ma tu mi hai anticipato. Ti ringrazio,
Van. A proposito, poco fa quando mi hai tirato la freccia
ho provato a leggere nella tua mente, ma tu hai oscurato
lo spirito, come hai fatto?" "Ho pensato, che
per oscurare lo spirito ad altri terzi occhi, bastasse usare
il potere mentale del proprio verso se stessi, creando una
specie di vuoto nel quale fosse possibile nascondere il
proprio spirito." "Quasi, ma la tecnica è
quella Van, ti rinnovo i miei complimenti, come ho già
sostenuto, sei un talento naturale. Adesso è meglio
farmi medicare la ferita che mi hai provocato." Tarnum
allungò la mano e Van la strinse con forza. Tarnum
si avviò verso la Crusade, ma Hitomi lo fermò
"Scusa per prima, pensavo che avessi ucciso Millerna
deliberatamente, lei è una delle mie migliori amiche."
"Sarei io a dovermi scusare con tutti voi, ma oramai
è acqua passata. Non invidio tuo marito, con gli
schiaffi che tiri sono certo che in casa lui non ti fa mai
arrabbiare. Fra qualche ora potrai parlare con Millerna.
Amici come prima.": disse Tarnum a Hitomi. "Certo.":
ribatté Hitomi e tutti rientrarono nella nave.
Intanto sulla nave ammiraglia di Gelu, lui sedeva pensieroso
sulla sua poltrona di comandante, quando un ufficiale gli
si avvicinò. "Mio signore, abbiamo allontanato
i ribelli. N'abbiamo eliminato più della metà.
Intanto da Palais, siamo venuti a sapere che presto ci saranno
i funerali della Regina Millerna." Detto ciò
l'ufficiale se n'andò, lasciando solo Gelu. Sembrava
che stesse dormendo, ma la sua voce disse ad un immaginario
Tarnum: "Pensi che non me ne sia accorto, che freccia
hai usato contro la Regina Millerna. Quelle frecce le ho
inventate io e ne conosco la pericolosità, in caso
le tiri un dilettante. Sapevi che non le avrei fatto niente,
se lei stava per morire, anche se tutto ciò era solo
una finzione. Sei stato fortunato che non ci fossero Sandro
o Roland, loro l'avrebbero uccisa ugualmente. Hai contato
sul mio onore, sei terribilmente coraggioso. Questa volta
ho voluto premiare la tua audacia mio ex amico. Spero di
poterti incontrare il prima possibile sul campo di battaglia."
Per qualche ora, Hitomi si prese cura delle ferite di Van
e Tarnum, facendosi raccontare tutto l'accaduto e spiegare
il piano di Tarnum per salvare Millerna, mentre la Crusade
si dirigeva per una via indiretta alla volta di Freid. Grazie
al potere congiunto di Van e Tarnum, Allen e Dryden poterono
parlare con Millerna. Seppero da lei che stava bene e che
Tarnum prima di agire le aveva parlato mentalmente, proponendogli
quel piano e che lei aveva accettato. Avrebbe fatto di tutto
per salvare Asturia. Ora lei, su suo ordine, per tutti era
morta, fino a che non sconfiggevano Roland. Dopodiché
li saluto, ringraziando Tarnum per quello che ha fatto.
Entrambi si scusarono con Tarnum, ora sapevano che avevano
trovato un nuovo alleato determinato ma anche pericoloso.
Tarnum s'allontanò per andarsi a riposare, dicendo
a Van che si sarebbero allenati più tardi. Van gli
affermò che l'avrebbe aspettato per l'addestramento
e che questa volta non gli avrebbe reso la vita tanto facile.
Mentre Tarnum si allontanava, Van lo osservò andarsene
e pensò, sorridendo tra sé: "Sono fiero
di lui." |