| Van e Hitomi scesero nella sala grande del
castello, che era stata adibita a luogo di riunione. Merle
s'avvicinò a loro appena li vide arrivare. "Allora
come avete passato la notte? Vi siete riposati?" "Poco.":
rispose sorridendo Hitomi ed abbracciando con maggior affetto
Van "A proposito Merle, come stanno i bambini."
"Hanno fatto una buona colazione e quando li ho lasciati
stavano giocando. Ad Icarus piacciono molto, le treccine di
Maya.": disse sorridendo Merle. "Quella peste! Chissà
da chi avrà preso?!": replicò Hitomi.
Allen si avvicinò a sua volta salutandoli. "Ciao
Van, come stai? Ti vedo notevolmente meglio, dall'ultima
volta che ti ho visto." "Bene, ti ringrazio per
tutto quello che hai fatto per noi. Spero di riuscirmi a
sdebitare. Come avete fatto a sapere di me e Hitomi?"
"Nel nostro gruppo, ci sono molti uomini illusori e
di altre razze. Roland li sta sterminando tutti e vedono
in noi l'unica speranza di salvezza. Alcuni uomini illusori
si sono infiltrati nell'esercito di Roland ed in quello
di Gelu, ed è grazie a loro che abbiamo avuto le
informazioni, che ci servivano per liberare prima Hitomi
e poi te ed i tuoi figli. Fortunatamente eravamo già
nell'accampamento dell'esercito di Gelu, quando Hitomi fu
portata lì. Il nostro piano era di provocare qualche
danno all'interno del suo esercito, ma quando siamo venuti
a sapere che lei era lì, abbiamo cambiato i nostri
piani per salvarla." "Ti sarò grato in
eterno per questo." Allen continuò: "Purtroppo
non possiamo infiltrare uomini illusori nell'esercito di
Sandro che è costituito solamente da morti viventi
o da uomini sotto il suo stretto controllo mentale. Il nostro
gruppo è formato da generali ed uomini dei vari eserciti,
che vogliono lottare per la libertà dei loro paesi.
La migliore di tutti è, secondo me, Mirtae, comandante
dell'esercito di Cezario, è bravissima nell'usare
la maggior parte delle armi e le sue tecniche di combattimento
con i guymelef sono molto buone. Era a Palais con me, quando
scoppiò l'attacco. Fortunatamente il giorno dell'offensiva
di Roland a Palais, io, lei ed i miei uomini eravamo fuori
della città in perlustrazione perciò ci siamo
salvati in parecchi. Pochi sono sopravvissuti all'attacco
di Palais e mi assicurano che Millerna è gravemente
malata." "Mi dispiace Allen.": disse Van.
"Vedo che Sua Maestà, Van Fanel, si è
rimesso in piedi.": si sentì da dietro. Van
e gli altri si girarono "Ciao Dryden" lo salutarono
Van e Hitomi. Van poi disse: "Sì sto meglio.
Vedo che anche tu sei qui in questo gruppo." "Quando
scoppiò l'attacco di Roland, riuscì miracolosamente
a salvarmi e fortunatamente trovai Allen e per questo mi
sono unito a lui. Voglio vendicare l'attacco indiscriminato
di Roland, il quale ha gettato su Palais massi e fuoco indistintamente
senza preoccuparsi di nulla." Allen intervenne: "Sì,
ed io ho scommesso con lui che l'avrei fatto diventare un
buon spadaccino." Dryden rise e rivolgendosi ad Allen
disse: "Sì, ma la scommessa prevede che io faccia
di tutto per farti diventare un buon commerciante."
In seguito entrarono nella stanza alcuni generali d'altri
eserciti tra cui Mirtae, il capo degli uomini lupo Addur
e Kaltern, rappresentante dei felidi.
Appena il Principe Chid di Freid entrò, si diresse
verso il gruppo di Van. "Buongiorno Re Van Fanel, come
stai?" "Bene, ti ringrazio Principe Chid, e tu
come stai?" "Bene, ho notizie importanti per te,
ma preferisco dartele durante la riunione, se non ti dispiace."
"No, assolutamente. Come sei riuscito a sfuggire alla
distruzione della tua terra?" "Il capo dei miei
consiglieri vedendo la spietatezza degli uomini di Gelu,
decise che, per il bene del Principato di Freid, era meglio
che fuggissi perché, altrimenti, se mi fossi consegnato,
mi avrebbero ucciso senza che ciò arrestasse lo sterminio
praticato dall'esercito di Gelu. Ma vista la distruzione
ed il massacro compiuto da Gelu e dal suo esercito alla
capitale Godashim, non so se ho fatto bene." "Mi
dispiace per la sorte capitata a Godashim. Mi vuoi raccontare
com'è andato il tuo tentativo di recupero del ciondolo
di Hitomi? Ho sentito che hai incontrato Roland e che tu
sei l'unico sopravvissuto." "Eravamo all'interno
dell'accampamento di Gelu, quando un uomo illusore c'informò
della tua disfatta, in particolare ci riferì della
tua sorte, di quella di Hitomi e del fatto che il ciondolo
di Hitomi sarebbe stato portato il giorno successivo da
un drappello scelto d'uomini al castello di Roland. Decidemmo
con Allen e Mirtae che dovevo recuperare il ciondolo, poiché
non potevamo lasciare, uno strumento tanto potente, nelle
mani di Roland. Con la scusa di portare una missiva ad un
generale di Gelu, che stava conquistando le ultime città
ribelli di Basram, uscì dall'accampamento e giunsi
da Gaddes, con il quale elaborammo un piano. Conoscevamo
il percorso, perciò decidemmo di attaccare il drappello
in un passaggio stretto all'interno della foresta di Hartland.
Tutto andò alla perfezione, riuscimmo a sgominare
gli uomini del drappello facilmente ed a recuperare il ciondolo.
Ma dopo averlo ripreso, vedemmo arrivare sul suo cavallo
bianco Roland. Roland sceso da cavallo divenne immediatamente
alto quanto un guymelef, sguainò la spada e toltosi
la tunica rivelò una terrificante armatura nera le
cui spalliere ed il pettorale erano formati da vari teschi
ed ossa. Gaddes e gli altri cercarono di colpirlo inizialmente
da lontano con armi a lunga gittata, ma le frecce rimbalzavamo
sull'armatura, sembrava invincibile. Alcuni uomini si lanciarono
verso Roland per permetterci di fuggire, così io
e Gaddes scappammo verso il promontorio di Revan. Vidi alcuni
degli uomini, anche con dei guymelef, lanciarsi verso Roland,
ma quando si avvicinavano i loro movimenti rallentavano
e per Roland era facile colpirli con la sua spada, anche
se la sua abilità è in ogni caso grande. Raggiungemmo
il promontorio di Revan, che da direttamente sul mare, quando
vedemmo Roland alle nostre spalle. Gaddes decise di affrontarlo,
dicendomi di uscire dal mio guymelef e di lanciarmi dal
promontorio sul mare. Si è sacrificato per permettermi
di fuggire e riportare qui il ciondolo di Hitomi. Solo in
seguito mi recai lì e recuperai il mio guymelef che
era stato danneggiato da Roland." Van e Hitomi rimasero
entrambi colpiti e rattristati dal racconto di Chid.
Dryden si rivolse ad Allen interrompendo quel silenzio
"Ti chiedo scusa Allen se intervengo, ma ora che mi
ricordo, ci sono dei problemi con degli approvvigionamenti.
Vorresti venire con me, così risolviamo il problema."
Allen e Dryden uscirono dalla sala. Addur il capo degli
uomini lupo si avvicinò a Van e gli disse "Ben
ritrovato, Van. Stai meglio?" "Sì grazie,
vedo che eravate tutti in pena per me." "Voi e
vostra moglie, avete salvato in passato Gaea e speriamo
tutti che ci riusciate anche questa volta. In ogni caso
sono qui per compiere un'ambasciata che ti farà molto
piacere. Sono qui per riconsegnarti questa." Addur
diede a Van un oggetto avvolto in un panno. Van l'aprì
e vide che era la sua spada. "Ti ringrazio. Come avete
fatto per riprenderla?" "Non siamo stati noi.
E' stata consegnata ad uno dei nostri uomini da uno strano
individuo con un arco dorato sulle spalle. Chi l'ha incontrato
stranamente, però non, ricorda il suo volto."
"Di nuovo lui" pensò Van guardando Hitomi.
Dopo un po' Allen e Dryden rientrarono, dando inizio alla
riunione.
All'incontro parteciparono Van, Allen, Hitomi, Merle, Dryden,
Chid, Mirtae, Addur, Kaltern e altri generali. Tutti avevano
delle idee su come fronteggiare i singoli attacchi dell'esercito
oscuro di Roland, ma nessuno aveva idea di come realmente
arrestarlo. Gli uomini bestia volevano liberare i propri
simili, i vari generali, i propri regni. Ad un certo punto
prese la parola il Principe Chid: "Ho un'informazione
che riguarda soprattutto Re Van Fanel. Innanzi tutto devo
annunciare che Sandro è ancora vivo. Non so come
abbia fatto a salvarsi, quel bastardo, ma in ogni caso non
è morto. Il fatto è, che per far uscire allo
scoperto, Sua Maestà, Van Fanel, sta rastrellando
tutti gli abitanti di Fanelia, per portarli nei suoi laboratori
e trasformarli in morti viventi." Van fu scosso dalla
notizia. Van pensò che dovesse fare assolutamente
qualcosa per la sua gente. Chid continuò: "Ma
forse c'è un modo, anche se rischioso, per salvarli.
Invece di combattere i singoli drappelli, potremmo attaccare
il convoglio che li trasporta, eliminando i guymelef di
scorta, e se contemporaneamente attaccheremo in varie zone
di Gaea, non dovrebbero intervenire grossi rinforzi in loro
soccorso. Da alcune informazioni, il convoglio si muoverà
tra una settimana da oggi. Lascio a voi la decisione."
"Si può essere un buon piano.": disse Allen
"Van tu che ne pensi? Pensi di essere in grado, tra
una settimana, di combattere o vuoi rimanere qui e lasciare
l'attacco a noi." Van ci pensò un po': "Se
mi allenerò come si deve, penso di farcela. E poi
posso richiamare l'Escaflowne anche all'ultimo minuto, così
da non insospettire i nostri nemici. Devo salvare la mia
gente, spero che tutti voi mi comprendiate." Hitomi
intervenne: "Van, sei sicuro di rimettermi in piena
forma entro una settimana?" "E' la nostra gente,
e devo essere io a salvarla, altrimenti che Sovrano sarei.
Mi capisci Hitomi." "Sì, so quanto vuoi
bene al nostro popolo. Solo che mi preoccupavo per te, scusami
Van". La riunione finì, con la decisione da
parte degli altri generali, sugli attacchi predisporre in
contemporanea all'assalto al convoglio.
Kaltern prima di andarsene s'avvicinò a Merle: "Merle,
io devo ritornare dal nostro popolo ed aiutarlo nella lotta,
decidi tu se vuoi rimanere con Van per aiutarlo oppure riunirti
alla nostra gente. La decisione spetta a te." Van e
Hitomi s'avvicinarono anche loro a Kaltern e Merle. "Devi
scegliere tu, Merle. Da parte mia e pensò anche da
quella di Hitomi, non faremo nulla per forzare la tua decisione,
se vorrai ritornare dalla tua gente." Merle si rivolse
verso Kaltern: "Ti ringrazio per la proposta, l'avrei
accettata subito, ma devo rimanere perché ancora
non mi sono sdebitata con Van, per tutto quello che gli
ho fatto e spero in qualche modo di aiutarlo, solo allora
tornerò presso la nostra gente. E' costume del nostro
popolo cercare sempre di pagare i propri debiti. Vorrei
solo che portassi con te Icarus. Mi capisci Kaltern."
"Sì, ti capisco Merle." Kaltern baciò
Merle prima di andarsene. Van disse a Merle: "Sei sicura
di quello che hai deciso?" "Sì e poi voi
due che fareste senza di me! A proposito Hitomi, poiché
Van si deve allenare per rimettersi in forma, la sera dovrà
riposare e non potrà 'giocare' con te. Oh come mi
dispiace!" "Merle! Stupida gatta.": disse
Hitomi, poi abbracciando Van aggiunse: "In fondo anche
'quello' è un allenamento. E ti posso annunciare
che almeno, sotto quel punto di vista, è già
in ottima forma!" Tutti e tre risero, anche se Van
era diventato leggermente rosso.
Intanto al palazzo imperiale di Zaibach, Roland era pensieroso,
quando arrivò un messaggio per lui. Roland lo lesse
e sorridendo si rivolse a Sandro ed a Gelu dicendo: "Bene,
il mezzosangue sta per tirare fuori la testa. Preparatevi
sapete entrambi il piano, voglio che lo catturiate con tutti
i membri della sua famiglia. Li ucciderò personalmente
davanti ai suoi occhi e poi mi dedicherò a lui. Dovrà
soffrire molto prima di esalare l'ultimo respiro. Non commetterò
due volte lo stesso errore. Sandro, Gelu preparatevi e non
deludetemi."
Il giorno successivo, Kaltern partì per raggiungere
il suo popolo, portando con sé il piccolo Icarus.
Al momento della partenza Merle, Van, Hitomi, Maya e Manji
andarono a salutarli. Merle raccomandò ad Icarus
di comportarsi bene con Kaltern, come se fosse suo padre,
e chiese a Kaltern di prendersi cura d'Icarus e di proteggerlo.
Kaltern promise sulla sua vita che avrebbe fatto di tutto
perché Icarus stesse bene. Maya e Manji furono i
primi ad andare a salutare Icarus. Quando fu il turno di
Maya di abbracciare Icarus, Manji si mise vicino con aria
minacciosa. "Non le farò niente, va bene, Manji.
Lei mi è simpatica." Detto questo, Icarus e
Maya s'abbracciarono. Dopo un attimo, si sentì il
piccolo Icarus urlare: "Ahia, Maya non tirarmi la coda!"
Maya sorridente gli disse: "Non lo sai che noi Fanel
otteniamo sempre quello che vogliamo. E poi anche tu mi
sei simpatico!" Tutti quanti i presenti risero. Dopo
un po' Kaltern e Icarus partirono. Merle era un po' triste,
ma doveva mantenere il suo impegno verso Van.
Nella settimana che seguì, Van si dedicò
agli allenamenti intensamente, anche se Hitomi e Merle cercavano
di non perderlo mai di vista, ad eccezione di quando andava
a correre nella foresta. Nella foresta, Tarnum osservava
di nascosto gli allenamenti di Van. Maya e Manji stavano
il più possibile anche loro con Van, anche se Hitomi
non gli permetteva di disturbarlo mentre si allenava. Hitomi
continuava a curargli le ferite, anche se oramai aveva rinunciato
all'idea di vederlo un giorno senza cicatrici, soprattutto
quelle che gli rovinavano entrambe le guance. Van diede
a Hitomi e a Merle qualche lezione, dietro loro insistenza,
su come usare al meglio la balestra.
La sera prima dello scontro Van, Hitomi, Merle ed i due
figli si riunirono nella stanza per una piccola cena. Durante
la cena, Van si rivolse a Hitomi e Merle "Voglio che
voi due non facciate sciocchezze, mi raccomando." "Certo
non preoccuparti, Van.": disse Hitomi "Durante
questa settimana ti ho preparato un piccolo regalo, è
una specie di portafortuna. Spero che ti piaccia, amore
mio." Hitomi diede a Van un piccolo braccialetto formato
da varie strisce di tessuto. Van capì che le varie
strisce di tessuto appartenevano ai suoi vestiti ed a quelli
di Hitomi, Maya e Manji. Era un modo per Hitomi di far ricordare
a Van, in ogni momento, la sua famiglia. "E' bellissimo.":
disse Van, che baciò affettuosamente Hitomi e si
legò al polso il braccialetto. La cena continuò
tra risate e scherzi. Van si divertì a giocare con
Maya e Manji, coinvolgendo anche Merle e Hitomi. Tutti volevano
evitare di pensare al domani."
Era l'alba del giorno stabilito per salvare gli abitanti
di Fanelia. Il Principe Chid era venuto a ricordare l'orario
della partenza della carovana. Allen uscì dal suo
studio con Dryden, fuori del quale lo aspettavano il Principe
Chid, Van, Hitomi e Merle. "Allora Dryden, tu ti occuperai
del forte in mia assenza. Non pensò che ci saranno
problemi. Ti affido Hitomi e Merle, ed i figli, non deludermi.
Van sei pronto? Sei in grado di farcela?" "Sì,
Allen. Non sono al massimo ma pensò di farcela. Quando
vuoi posso chiamare qui l'Escaflowne." "Io, Van
ed alcuni dei miei uomini attaccheremo il drappello mentre
tu, Chid, ci coprirai la via di fuga, il tuo guymelef non
è stato ancora del tutto riparato. Va bene."
Tutti furono d'accordo, il piano era già stato deciso.
Avrebbero attaccato in uno spazio aperto all'interno della
foresta, dove sarebbe passata la carovana. Là sarebbe
stato facile andare all'assalto della carovana uscendo dagli
alberi che circondavano lo spiazzo. Van si girò verso
Hitomi per salutarla: "Mi raccomando, stai tranquilla,
il piano è sicuro. Tornerò presto, sano e
salvo. Prenditi cura anche di Merle." Van stava per
baciarla quando Hitomi lo fermò di colpo. Hitomi
aveva avuto una terrificante visione. "Van, oggi non
devi combattere contro Gelu, altrimenti morirai. Ho avuto
una visione orrenda dove lui ti uccideva. Ti prego Van,
non combattere contro di lui." Hitomi abbracciò
Van piangendo. Van era scosso dalla terrificante visione,
ma sapeva che doveva salvare il suo regno e gli abitanti.
Van rimase abbracciato a Hitomi per consolarla, poi la
baciò e mentre si dirigeva verso Allen le disse:
"Non ti preoccupare, non farò sciocchezze, ho
una famiglia da cui voglio ritornare." Hitomi salutò
Van, ma la paura che la sua visione divenisse realtà
era troppo grande. Van raggiunse Allen: "Quando vuoi
posso chiamare l'Escaflowne." "Va bene richiamalo,
poi ti unirai al mio guymelef, lo Scherazade ed a quelli
degli altri." Van si concentrò notevolmente
e vide che, l'Escaflowne era stato lasciato sulla piazza
centrale, davanti al castello di Fanelia. Probabilmente
era stato abbandonato là, come simbolo della sua
sconfitta. Pensò intensamente all'Escaflowne, fino
a che riuscì ad entrarne in sintonia ed allora gli
ordinò di tornare da lui. L'Escaflowne si trasformò
nella forma del dragone e volò verso il castello
di Hyperion. Una volta giunto al castello si ritrasformò
nella forma base. Van raggiunse il sistema d'apertura e
appoggiando una mano sull'enegist aprì l'Escaflowne
e vi entrò. Le riparazioni che erano state fatte,
gli avevano dato nuovamente la massima funzionalità.
Una volta messo in moto, Van si recò da Allen, Chid
e dai suoi uomini. Tutti si girarono a salutare chi rimaneva
nel castello di Hyperion e partirono.
Una volta giunti al punto prestabilito per l'attacco, si
riunirono per rivedere il piano. Il Principe Chid s'allontanò
per andare a coprire la via di fuga, il suo guymelef non
era stato ancora totalmente riparato, e non lo poteva usare
per combattere. Allen con lo Scherazade e Van con l'Escflowne
si sistemarono all'avanguardia del loro gruppo, al momento
dell'attacco sarebbero stati i primi a gettarsi alla carica.
Allen s'avvicinò a Van "Ho una cosa importante
da dirti, non te l'ho detto prima per sicurezza." Intanto
al castello di Hyperion, una volta che se ne furono andati,
Dryden s'avvicinò a Hitomi e Merle "Devo chiedervi
un grosso favore!" Nella foresta, Van era rimasto sorpreso
dalle rivelazioni d'Allen.
Passarono un paio d'ore, Allen e Van, nascosti all'interno
della foresta, erano in attesa del passaggio, nello spiazzo
aperto, della carovana. La tensione era palpabile, quando
il convoglio entrò nella radura, tutti videro che
era formato da una nave volante centrale, che volava a bassa
quota, e da quattro guymelef di cui due in avanguardia e
due dietro. Van si gettò con l'Escaflowne contro
i due guymelef davanti alla carovana, mentre Allen ed i
suoi uomini attaccarono i due guymelef nelle retrovie. Van
abbatté molto velocemente i due guymelef e la stessa
cosa fece Allen. La nave stava cercando di alzarsi in volo
per sfuggire, ma Van trasformò l'Escaflowne nel drago
bianco e volò verso la nave, fino ad atterrare sul
ponte. Una volta atterrato, distrusse le assi che la legavano
ad uno dei massi galleggianti. La nave dovette riatterrare
nello spiazzo. Van ruppe il portellone della nave, permettendo
agli abitanti di Fanelia di fuggire. Era andato tutto bene,
era stato tutto facile, troppo. Infatti, proprio in quel
momento una ventina di guymelef apparvero davanti a Van
comandati da Gelu in persona, che aveva già le dimensioni
dell'Escaflowne ed aveva in mano la sua spada nera, ed altri
venti guymelef comparvero davanti ad Allen ed il suo gruppo,
questo secondo drappello era guidato da Chid. Nel frattempo,
l'esercito di Sandro si trovava all'ingresso della caverna
che portava al castello di Hyperion "Miei uomini, sterminate
tutti gli uomini in questa fortezza, dovete solo risparmiare
la Regina Hitomi ed i suoi figli, tutti gli altri devono
morire. Nessuna pietà."
Allen si girò verso Chid, che sedeva sul bordo dell'entrata
al suo guymelef. "E' così ci hai venduto, spiegaci
per quale motivo hai fatto questo. E per quale motivo hai
tradito soprattutto me." Chid, guardò con occhi
spenti Allen: "E' semplice, Roland dopo aver sterminato
tutti gli altri uomini, mi risparmiò, promettendomi
che in cambio delle vostre vite, avrebbe graziato gli abitanti
del mio Principato e mi avrebbe permesso di governarlo sotto
il suo dominio. Era una proposta che non potevo rifiutare."
"Sei solo un traditore." Van, che si era girato
verso Allen e Chid, notò lo sguardo spento di Chid
e pensò: "Forse è sotto il controllo
mentale di qualcun altro." "Hai ragione Van, ma
è un tipo di controllo diverso." Disse la voce
che già conosceva, e poi continuando: "Ci penserò
io, tu stai attento a Gelu ed alla sua spada. Può
uccidere una persona o distruggere un guymelef al primo
colpo che va a segno." "Grazie, ma tu dove sei?"
"Prova a guardare tra gli alberi tra Allen e Chid."
Van cominciò a guardare tra gli alberi finché
non vide un uomo tra i rami di un albero con un arco dorato
in mano. Era di poco più alto di Van, aveva i capelli
castani, indossava un completo formato da maglia, giacca,
pantaloni e mantello completamente verde e portava una coppia
di spade sul fianco destro. "Sì, sono io. Ci
penserò io a Chid." Gelu si stava preparando
per dare inizio all'attacco. Intanto al castello di Hyperion,
un soldato si avvicinò a Sandro. "Mio signore,
il castello è completamente vuoto. Non c'è
nessuno." "Allora sapevano della nostra spia.
Ma questo non è un problema, Gelu li puoi sconfiggere
tutti da solo. Salvo che lui non appaia. In quel caso potrebbero
farcela. Maledizione!"
Gelu stava per dare inizio all'assalto, quando una nuova
formazione di guymelef fedeli ad Allen, tra cui vi era anche
quello di Mirtae, appari da dietro gli alberi e più
indietro vi era la Crusade dove a bordo vi erano Dryden,
Hitomi, Merle, Maya e Manji. Allen guardando Chid gli disse:
"Eri quasi riuscito ad ingannarci, fortunatamente non
sei riuscito a farlo con tutti."
Infatti prima
della riunione Dryden aveva chiamato un attimo in disparte
Allen per parlargli a suo dire degli approvvigionamenti,
ma quando furono soli Dryden disse: "Chid, sta visibilmente
mentendo. Non dirmi che non te ne sei accorto." "Dici
davvero? Dryden. Cosa te lo fa supporre." "Io
conosco il promontorio di Revan, lanciarsi da là
significa morte certa, l'acqua al di sotto è bassissima,
senza contare gli innumerevoli scogli. Se si fosse lanciato
da là, sarebbe morto. Secondo me, Chid è una
spia!" "Non ci posso assolutamente credere. Non
Chid." "Ah sì, e ti ricordi quando abbiamo
salvato Van, come faceva Merle a sapere che saremmo andati
a quell'ora a salvare Van e Sandro come faceva a conoscere
da dove saremmo passati con il Re. Ricordati che lui era
già sulla Crusade, quando Sandro ci sorprese. Ed
inoltre, come riesce da solo ad ottenere tutte le informazioni
che ci ha fornito in precedenza sugli spostamenti di Sandro.
Vorrà dire che dovremo metterlo alla prova alla riunione.
Se avrà nuove informazioni e ci fornirà un
piano per realizzare un eventuale attacco, noi faremo finta
di acconsentire e poi adotteremo un progetto di sicurezza."
"Anche se a malincuore, sono d'accordo con te. Spero
che ti sbagli Dryden." "Lo spero anch'io, Allen.
Non sai quanto lo vorrei."
Gelu guardò i nuovi guymelef senza scomporsi. "Vorrà
dire che dovrò fare del lavoro extra. Miei uomini,
uccidete tutti tranne Van, il mezzosangue e la sua famiglia."
Poi si girò verso Van e l'Escaflowne e gli disse:
"Tua moglie mi ha ingannato una volta, quando l'avrò
tra le mani se ne pentirà amaramente, mi pregherà
di ucciderla." Van guardò con rabbia Gelu. Intanto
Allen si preparava per attaccare Chid prima che rientrasse
nel suo guymelef, quando un sibilo lo distrasse. Una freccia
andò a colpire l'anello che portava alla mano destra
di Chid, distruggendolo. Chid cadde a terra svenuto. Van
che aveva osservato la scena disse mentalmente "Che
cosa gli hai fatto?" "A differenza di Merle, Chid
era controllato a livello esterno tramite quell'anello.
Possibile che con i tuoi poteri non te ne sia accorto, razza
di testone." "No. Grazie per il testone."
"Di nulla, Van." Vedendo quello che era successo
a Chid, Gelu diede ordine di attaccare. Tutti furono aggrediti
dagli uomini di Gelu che non avevano paura della superiorità
degli avversari. Van fu costretto ad affrontare due guymelef
contemporaneamente, ma dopo una serie di colpi riuscì,
con la spada, a distruggere gli energist di entrambi, disattivandoli,
quindi si trovò di fronte Gelu, che nel frattempo
con pochi semplici affondi aveva distrutto due guymelef
alleati. Era spaventoso, come la spada di Gelu provocava
un danno ai guymelef, questi si liquefavano ed il pilota
moriva avvolto dall'acido.
Gelu guardò sorridente Van: "Allora bastardo
mezzosangue, hai il coraggio di affrontarmi oppure non ti
sei ancora tolto il pannolino. Non ti preoccupare, quando
catturerò tua moglie, le dimostrerò quello
che può fare un vero uomodragodivino a letto, poi
la darò a tutti i miei soldati. Si divertirà
molto di più che con te mezzosangue." Hitomi
spaventata, guardava dalla Crusade Van che fronteggiava
Gelu, quella era la scena della sua visione. "Van ti
prego non combattere, se lo farai morirai" pensò
Hitomi intensamente. Ma Van, a causa dell'ira verso Gelu,
non sentì il messaggio telepatico di Hitomi ed imbracciò
la sua spada verso Gelu. "Comincerò con l'uccidere
te, per fermare la follia scatenata da te e Roland.":
disse Van. "E pensi che un mezzosangue come te, possa
solo pensare di competere con un vero atlantideo."
Van furioso si stava per lanciare verso Gelu, quando sentì
una mano posata sull'Escaflowne che lo tratteneva. Si girò
e vide che dietro di lui vi era il misterioso sconosciuto,
che adesso era alto quanto l'Escaflowne, ed inoltre, si
era tolto il mantello e la giacca rimanendo con solo la
maglia, che era aperta sulla schiena, da dove spuntavano
delle bellissime ali d'angelo. "Ma anche tu sei un
uomodragodivino." "Certo, non l'avevi capito.
Mi dispiace ma non sei ancora pronto per affrontare Gelu.
Ci penserò io." E così dicendo Tarnum
sguainò le sue due spade e puntandone una verso l'Escaflowne
disse: "Se provi ad intervenire ti uccido all'istante,
capito razza di testone." "Va bene" disse
un Van ancora leggermente arrabbiato, ma in parte imbarazzato
dal rimprovero del misterioso sconosciuto. Tarnum fronteggiò
Gelu. "Allora Gelu mi vuoi sfidare con la spada? Se
vuoi fare una sciocchezza del genere fa pure, ma anche con
la tua Spada dei Morti non riuscirai a battermi né
tanto meno a ferirmi." "E perché dovrei
sfidare un traditore come te." "Traditore? Questo
dipende dai punti di vista, mio caro Gelu. Mi vuoi dire
perché ti sei alleato con Roland?" "Ma
è ovvio, il suo modo di pensare è quello giusto.
E' ciò che noi d'Atlantide avremmo dovuto fare da
qualche tempo, spazzare via da Gaea tutti gli esseri inferiori
ed i mezzosangue." "Se è questo ciò
che pensi, dovrò ucciderti. Mi dispiace solo per
tua sorella Gem." "Gem. Non ti preoccupare una
volta che ti avrò eliminato, la riavrò dalla
mia parte."
Gelu si guardò intorno e vide che la maggior parte
dei suoi uomini era stata eliminata ed inoltre ora aveva
il problema di Tarnum. Quando Gelu stava per attaccare Tarnum,
una colonna di luce oscura lo avvolse, scomparendo dentro
di essa. Gelu si ritrovò al castello di Roland, Sandro
l'aveva richiamato grazie al suo potere di creare colonne
di luce oscure. "Per quale diavolo di motivo l'hai
fatto, maledetto negromante! Avrei potuto battere quel traditore
di Tarnum." "Forse, ma se al suo potere si univa
quello del Drago non avresti avuto scampo." Gelu furente,
si allontanò verso le sue stanze. Sandro si girò
per andarsene quando vide Roland. "Mi dispiace per
il nostro fallimento, ma non potevo sospettare che avessero
scoperto la nostra spia e soprattutto non pensavo che Tarnum
uscisse allo scoperto." "Purtroppo hai ragione,
la situazione si è complicata. Ma la prossima volta
non avranno tanta fortuna ed io sarò lì ad
accoglierli tutti quanti."
Intanto in mezzo alla foresta, tutti gli uomini di Gelu
erano stati sconfitti. Allen s'avvicinò a Chid, che
era ancora a terra vivo ma privo di sensi. Quando aveva
visto Chid crollare a terra, una volta rottosi l'anello,
aveva immaginato che fosse sotto il controllo mentale di
qualcun altro, ma come accertarsene ora. Tarnum era furente
per la fuga di Gelu, ma quando si girò vide che l'Escaflowne
gli puntava una spada contro. "Allora che intenzioni
hai razza di testone?" "Questo dipende da te.
Non so chi sei? E soprattutto da che parte stai?" Per
tutta risposta, Tarnum ripose le spade nei rispettivi foderi
e sorridendo guardò Van direttamente negli occhi.
"E' giusto quello che dici. Sono uscito allo scoperto
proprio per questo. Oltre che per aiutare un ragazzino che
gioca con la spada. Quindi se vuoi che ti dica qualcosa
riponi la spada ora, altrimenti me n'andrò e ti lascerò
pure morire contro Gelu la prossima volta". |