| Erano passati due giorni e due notti dalla
fuga dal castello di Fanelia. Era notte inoltrata quando Van
finalmente riaprì gli occhi. Si trovava disteso su
un letto di una stanza, in un luogo che non riusciva a ben
identificare, toccandosi il collo notò che non aveva
più il collare. Girando la testa, notò che Hitomi
stava dormendo su una sedia ai piedi del letto, mentre in
un giaciglio lì vicino dormivano tranquillamente Manji
e Maya. Cercò di alzarsi, ma era ancora troppo debole
e non vi riuscì. Il movimento brusco, che aveva eseguito,
fece svegliare Hitomi, la quale, vedendo che Van finalmente
si era svegliato andò di corsa ad abbracciarlo. "Van,
finalmente ti sei risvegliato, come ti senti, amore mio?"
Van la tenne stretta a sé e poi le rispose: "Meglio,
anche se sono ancora molto debole e molte delle ferite mi
fanno ancora soffrire." Hitomi cominciò visibilmente
a piangere, mentre Van cercò di confortarla sussurrandole
parole dolci. "Sei rimasto incosciente per ben due giorni
e quando ti abbiamo portato qui, i medici sostennero, che
le tue condizioni erano particolarmente gravi e che forse
non c'è l'avresti fatta." "Ti ringrazio per
tutto quello che hai fatto mentre io dormivo. Sono sicuro
che sia stata tu a curarmi le ferite. Vedo dai tuoi occhi
che sei stata molto in pensiero per me ed hai dormito poco,
ma adesso sto meglio quindi non preoccuparti. Voglio vedere
la mia Hitomi sorridente come al solito, le lacrime non ti
s'addicono." Hitomi si alzò dal letto e disse:
"Vuoi qualcosa da mangiare, avrai fame." "Certo,
grazie. Dove ci troviamo Hitomi?" "Siamo nel castello
di Hyperion che si trova all'interno delle montagne tra Fanelia
e Asturia. Era un vecchio castello in rovina, ma da quando
è scoppiata la guerra, Allen ha deciso di ripristinarlo
e di usarlo come fortino, vista la sua posizione strategica
all'interno della montagna. Allen ci ha dato la sistemazione
migliore." Hitomi giunse con del cibo per Van, dandogli
poi una mano a mettersi seduto sul letto. "Ti serve un
aiuto per mangiare, Van. Riesci a muoverle bene le braccia.
Quei muscoli erano ridotti veramente male." "Sì
anche se con difficoltà. Anche se penso che dovrai
preparare da mangiare per quattro." "Quattro!"
replicò Hitomi, che subito si voltò verso il
letto dei figli. Manji era in piedi vicino al suo letto e
stava svegliando la sorellina. Appena svegli i due corsero
ad abbracciare il padre e si misero seduti sul letto tra Hitomi
e Van, felici di veder il loro papà sveglio.
Dopo un po' Hitomi afferrò per la mano i due figli
"Adesso basta, andate a letto a dormire altrimenti
vostro padre s'arrabbia." Manji e Maya diedero, visibilmente
contenti, il bacio della buona notte ad entrambi e si rimisero,
contenti, a dormire. "In questi due giorni volevano
rimanere qui ad aspettare che ti svegliassi.": disse
sorridendo Hitomi "Ma quella peste d'Icarus, veniva
la mattina per giocare con loro e quando rifiutavano, per
voler rimanere ad aspettare che ti svegliassi, Icarus diceva
inizialmente di sì e poi di nascosto tirava le treccine
di Maya. Manji non poteva fargliela passare liscia e così
lo rincorreva, Maya, per non sfigurare di fronte al fratello,
iniziava a rincorrerlo anche lei. Quando tornavano erano
stanchissimi, ma contenti per aver giocato con il loro amichetto."
Van sorrise, ovviamente Icarus aveva preso molto dalla madre.
"Merle si è vista!" disse Van. "No,
in questi due giorni non è venuta, è rimasta
chiusa nella sua stanza. Sembra ancora molto scossa per
quello che ti ha fatto. Allen e gli altri sono fuori in
perlustrazione ritorneranno tra una settimana. Hanno lasciato
qui giusto un contingente in nostra difesa. In ogni caso
il passaggio per arrivare qua è difficilissimo da
trovare." disse Hitomi accarezzando il petto di Van.
Una volta finito di mangiare, Hitomi prese il piatto e lo
andò a lavare. Van guardando gli occhi di Hitomi,
aveva capito che in quel periodo aveva sofferto molto. Finito
di lavarlo, Hitomi tornò da Van e si sedette sul
letto vicino a lui. "Ti conviene dormire un altro po'
Van. Domani mattina inizieremo le lezioni rieducative, va
bene!" "Come vuoi tu!": disse Van. Con una
mano Van la strinse a sé e la baciò. "Van,
i tuoi baci sono sempre meravigliosi, anche se io li preferisco
che tu me li dia senza barba." "Appena starò
meglio la taglierò, promesso. Forza vieni a dormire
anche tu qui al letto con me, in fondo c'è spazio
per entrambi, altrimenti papà Van s'arrabbierà
moltissimo." Van era felice, alla fine aveva ritrovato
le persone cui teneva maggiormente e quasi subito s'addormentò.
Hitomi si mise al letto vicino a Van, guardandolo intensamente
per parecchio tempo e prima di addormentarsi lo baciò
con affetto.
La mattina successiva, Van si svegliò abbastanza
tardi. Hitomi era in cucina a preparare la colazione ed
i figli stavano giocando vicino al letto di Van. "Ben
sveglio, dormiglione, forza vieni a far colazione, lì
sulla sedia ci sono degli abiti per te. Allen te li ha rimediati,
dovrebbero andarti. Ce la fai a vestirti o ti serve una
mano.": disse Hitomi avvicinandosi. "La mia spada
dov'è?" chiese Van. "Non ti ricordi? Quando
partisti per sfidare Roland, la lasciasti vicino al trono
e poi non è stato più possibile recuperarla."
"Non importa, quando starò bene ne chiederò
una ad Allen." Van, grazie a Hitomi, riuscì
ad alzarsi dal letto, a vestirti ed a sedersi su una sedia
vicino al tavolo al centro della stanza. Hitomi aveva preparato
per Van una colazione molto abbondante, sapeva che la cosa
più importante era che si rimettesse in forza. Finita
la colazione, qualcuno bussò alla porta. Hitomi andò
ad aprirla e vide che era il piccolo Icarus, che entrò
di corsa. "Buongiorno Sua Maestà, sono contento
che stia finalmente in piedi e che si sia ripreso."
"Grazie Icarus, tua madre come sta?" "E'
un po' triste, ma pensò che si riprenderà
presto." Icarus guardò Maya e Manji, i quali
senza farselo ripetere, cominciarono a corrergli appresso.
I tre uscirono correndo. Van e Hitomi sorrisero nel vedere
che, in ogni caso, Maya e Manji riuscivano a divertirsi
anche in quella situazione. Prima che Hitomi potesse chiudere
la porta, Merle entrò nella stanza e si diresse verso
Van.
"Sono felice Van, che ti sia ripreso. Non so, come
posso scusarmi per tutto il male che ti ho fatto. Forse
l'unico metodo per farlo è questo." Merle aprì
una mano, nella quale vi era un coltello, con il manico
rivolto verso Van e la punta verso di lei. Van guardò
negli occhi Merle. "Se vuoi che ti perdoni, quel coltello
lo devi usare contro coloro che ti hanno reso malvagia.
Io non so che farci, non ho nulla da perdonarti. Tu non
hai fatto nulla." Merle guardò Van con gli occhi
lucidi. Hitomi s'avvicinò a Merle "Anch'io devo
scusare con te, per quello che ti ho detto quando stavamo
fuggendo, ero tesa e non sapevo con chi prendermela."
disse Hitomi, che stese un braccio verso Merle e continuando:
"Ti chiedo di scusarmi, Merle." Merle stava visibilmente
piangendo ed abbracciò Hitomi dicendole: "Grazie
Hitomi". Poi abbracciò Van, che la consolò
e le chiese di non fare altri gesti stupidi. Merle poi s'alzò
e si diresse verso l'uscita. Prima che uscisse, Hitomi fermò
Merle e le disse: "Merle, per questa volta ti perdono,
ma ti ricordò che Van è mio marito e non permetto
a nessuna donna di abbracciarlo. Capito?!" Merle sorrise
ed uscì.
Chiusa la porta, Hitomi e Van continuarono la loro colazione.
Van guardò negli occhi Hitomi e le chiese "Mi
racconti cosa ti è successo nel campo di Gelu? Mi
era stato assicurato che eri morta. Come ti hanno trattato?
Cosa ti hanno fatto?" Hitomi guardò Van e cominciò
a raccontare: "Fui condotta nella tenda di Gelu e lì
mi fu ordinato di aspettare Sua Eccellenza Gelu, per ricevere
direttamente da lui i miei futuri ' compiti '. Gelu arrivò
dopo un'ora, mi guardò negli occhi e mi annunciò
che da quel momento il mio compito sarebbe stato di ' soddisfare
' i suoi uomini migliori, quelli che durante le battaglie
o gli addestramenti si sarebbero mostrati più valorosi
e che l'unica cosa che a lui interessava era che il suo
esercito rendesse sempre al meglio. Se non mi fossi comportata
bene i nostri figli, n'avrebbero pagato le conseguenze.
Io provai a farlo ragionare sostenendogli che il suo comportamento
era immorale e non era giusto. Lui per tutta risposta mi
guardò e mi disse: ' Qual è dei tuoi due figli,
quello che ti piace di più? Così indicherò
al boia quale uccidere. ' Io rimasi atterrita, sapevo che
se lo facevo arrabbiare, avrebbe messo in atto la sua minaccia.
I suoi occhi erano allo stesso tempo bellissimi ma freddi
come il ghiaccio. I suoi capelli rossi erano belli come
rubini ma esprimevano il fuoco della sua determinazione.
Si avvicinò a me ed affermò che se volevo
la loro salvezza, dovevo fare ogni cosa che lui mi avrebbe
detto e che potevo rispondergli solo se interrogata. Io
col capo assentii. ' Siccome sei stata così sfrontata
dal rispondermi, ti punirò, ma per questa volta sarò
clemente. Spogliati. Rimarrai in piedi, completamente nuda,
per tutto il tempo in cui io pulirò la mia spada,
indifferentemente da chi entrerà, ci siamo intesi.
Non voglio sentirti fiatare '." "Sei stata coraggiosa
nel replicargli, Hitomi, e che tu che cosa hai fatto?"
"Sapevo che se non avessi fatto quello che mi aveva
detto Maya o Manji n'avrebbero pagato le conseguenze. Mi
spogliai e rimasi lì ad osservarlo senza dire nulla
o dargli alcuna soddisfazione. Lui, dal canto suo, si sistemò
sulla sua sedia ed incominciò a sistemare la sua
spada, guardandomi di tanto in tanto. La cosa strana è,
che la lama della sua spada è completamente nera
come la notte, sembrava di guardare la morte in persona.
Quando finì di pulirla mi guardò e mi disse
di rivestirmi dicendo ' Sei una bellissima donna, ho capito
perché il mezzosangue ti scelse. Non ti preoccupare,
ti manderò solo dai miei uomini migliori. Consideralo
un regalo da parte mia '. Appena mi fui rivestita Gelu chiamò
una delle guardie, cui ordinò di preparare una tenda
per me, nella quale ci sarebbe stato anche di che lavarmi
e per rendermi presentabile. Poi arrivarono i suoi tre sottufficiali
con i rapporti giornalieri sull'andamento dell'esercito.
Finito di leggerli disse: ' Vedo che il comandante Leibinz
si è distinto oggi, bene. Gli manderò questa
ragazza come premio per la notte. Sottufficiale Konin avverti
il comandante Leibinz, ricordandogli che lei è a
disposizione di tutto l'esercito'. I suoi uomini assentirono
ed uscirono. Gelu s'avvicinò a me e disse: ' Per
stasera dovrai soddisfare il comandante Leibinz, cerca di
farti bella per lui. Ti consigliò di passare prima
in infermeria, ti daranno qualcosa per evitare gravidanze
indesiderate, non posso permetterle, perché tu dovrai
lavorare per vivere e per far sopravvivere i tuoi figli,
tutti i giorni, nessuno escluso. Vedo dai tuoi occhi che
mi odi, ma questo non è un problema per me '. Un
paio di guardie mi condussero prima nella mia tenda, dove
cercai almeno di lavarmi e poi in infermeria, lì
rimasi sconvolta, non solo dai militari feriti, ma anche
perché vi erano alcune donne con grossi lividi e
braccia rotte. Venni a sapere dal medico che quelle erano
le donne che Gelu mandava nei vari accampamenti dei soldati
semplici. Il medico mi ricordò che ero stata molto
fortunata e mi chiese, con uno sguardo perverso, che cosa
avevo fatto per ingraziarmi Sua Eccellenza Gelu." Van
guardò con affetto e tristezza Hitomi.
Hitomi continuò il suo racconto: "Venni portata
da alcune guardie nella tenda del comandante Leibinz. Entrando,
lo vidi che stava riposando sul letto. Non sapevo che fare,
non potevo andarmene e non volevo svegliarlo. Ad un certo
punto due guardie entrarono. Io ebbi, all'inizio, paura
che volessero svegliare Leibinz, ma quando si tolsero i
loro elmi vidi che erano Allen e Mirtae. Erano entrati nell'accampamento
di Gelu il giorno precedente, per portare qualche disordine
all'interno del suo esercito, ma quando da alcune spie,
che s'erano in precedenza infiltrate, avevano saputo che
ero stata catturata, decisero di cambiare i loro piani.
Allen m'informò, che erano entrati con una scusa
nella tenda di Leibinz ed avevano messo un sonnifero nel
suo vino. Purtroppo c'era solo un metodo per farmi uscire,
visto che ero in ogni caso strettamente sorvegliata. Infatti,
almeno un paio di guardie personali di Gelu sostavano fuori
della tenda. Mirtae propose di somministrarmi una medicina,
che provocava la morte apparente per un paio di giorni,
e mi mostrò un coltello, con il quale simulare il
mio suicidio. Mirtae mi mise in guardia che il piano era
rischioso e che se qualcosa andava storto, sarei potuta
morire. Io, lo stesso, acconsentii. Appena la medicina cominciò
a fare il suo effetto, Mirtae mi provocò la ferita
per simulare il mio suicidio. Dopo poco svenni." Hitomi
si tolse la maglietta, mostrando a Van la ferita sul petto.
"Mi risvegliai, dopo un paio di giorni, in questa
stanza. Allen affermò, che loro andarono ad avvertire
Gelu del mio suicidio. Gelu andò nella tenda di Leibinz
e trovandolo addormentato dopo la mia morte, come se nulla
fosse, l'uccise all'istante, per avermi lasciato morire.
Allen assicurò che Gelu fu molto colpito dal mio
gesto e che mi seppellì personalmente nel cimitero
vicino al campo. Fu poi facile, nella notte, per loro riprendere
il mio corpo e darmi l'antidoto." Van prese una mano
di Hitomi "Sei stata coraggiosa, quella medicina in
alcuni casi non funziona e provoca la morte." "Ho
preso tutto da mio marito.": rispose Hitomi.
"Come hai fatto a riavere il tuo ciondolo?" chiese
Van. "Allen, sostenne che dalle stesse spie aveva saputo
che il ciondolo era stato inviato al castello di Roland
e che aveva inviato il Principe Chid, Gaddes ed un gruppo
d'uomini a recuperarlo. Purtroppo solo Chid si è
salvato, hanno avuto la sfortuna, dopo aver recuperato il
ciondolo dal gruppo che lo stava trasportando, di scontrarsi
con Roland in persona." "Che cosa è successo
dopo che sono svenuto, durante la fuga dal castello di Fanelia?":
chiese Van. Hitomi raccontò ogni momento susseguente
a quando Van era svenuto, dallo scontro con gli uomini di
Sandro, all'apparizione del morto/vivente Dilandau, al suo
sconto con Sandro fino alla fuga con la Crusade. "Se
non fosse stato per l'uomo sul torrione con l'arco dorato,
forse non c'è l'avremmo fatta a salvarci" disse
Hitomi. "Forse è sua la voce, che ci ha aiutato
con Merle e che ha aiutato i nostri figli ad ingannare Sandro.
In ogni caso sei stata molto coraggiosa contro Sandro. Se
adesso diventi brava con le armi io che farò nella
vita." rispose Van. "Prenderti cura dei figli
e sbrigare le faccende domestiche, mi pare ovvio" disse
Hitomi. Hitomi poi chiese a Van: "Cosa ti hanno fatto
in quella prigione, Van?" Van raccontò a Hitomi
le lunghe giornate di torture da parte di Merle, tacendogli
le cose più dolorose per lei, ma assicurandole che
in quella prigione: "L'unica cosa che mi ha mantenuto
in vita,": disse Van "è stata la speranza
di rivedervi e riabbracciarvi." Hitomi s'alzò
ed andò ad abbracciare Van.
Passò quasi una settimana nella quale, Hitomi si
prese cura di Van nel suo percorso riabilitativo, non lasciandolo
solo neanche un secondo. Van si stava riprendendo molto
bene, anche se era ancora dolorante, soprattutto alle articolazioni.
Riuscì dopo qualche giorno, finalmente a camminare
da solo senza l'aiuto di Hitomi. Hitomi usava uno speciale
medicamento, fornitole da Mirtae, per curare le ferite di
Van, anche se alcune cicatrici difficilmente se ne sarebbero
andate. Era pomeriggio, Hitomi e Van stavano seduti intorno
al tavolo parlando tra loro, nell'attesa che i figli tornassero
da giocare, quando sentirono bussare. Merle entrò
"Vi sono venuta ad avvisare che Maya e Manji passeranno
la serata con Icarus, così potranno giocare tutta
la sera insieme. Non vi dispiace se li tengo con me?"
"Va bene.": disse Hitomi. "Potresti portargli
i loro pigiami, Hitomi, e quello di cui hanno bisogno per
la notte." "Va bene, ma se ti avvicini troppo
a Van, mentre sto via, ti strappo tutti i peli, capito?!"
"Ma certo, non ti fidi di me!" disse Merle con
la solita aria birichina. Hitomi prese il necessario e si
diresse verso la stanza di Merle. Rimasti soli, Van guardò
Merle: "Allora che volevi?" "Hitomi come
sta? Si sta riprendendo?" "Sì, cerca di
farsi forza davanti ai figli, ma penso che ancora, in cuor
suo, senta la mancanza di Folken." "Statele molto
vicino, ho saputo che quando fu liberata ed erano nell'attesa
di potervi liberare, passava la maggior parte della notte,
pregando per la liberazione tua e dei figli. Allen, per
sicurezza, le aveva messo una guardia fuori della porta
per evitare che facesse sciocchezze. A proposito, entro
domani, ritorneranno tutti dai loro giri di perlustrazione.
Durante i giorni che siete stato incosciente, lei si è
presa cura di voi senza sosta, lavandovi e curandovi. Non
ha permesso a nessun altro di farlo." "Ti ringrazio
per tutto quello che hai fatto. Scommetto che sei stata
tu a mandare qui Icarus, vero Merle?" "Ma che
cosa te lo fa supporre.": disse sorridendo Merle, "A
proposito come va il vostro matrimonio dal lato fisico?"
"Dal lato fisico?": la guardò dubbioso
Van. "Non è un bene trascurare quel lato. Scommetto
che le farebbe bene.": disse Merle avvicinandosi a
Van, "Ed inoltre questo è uno dei vostri doveri
di marito. Ora siete un uomo adulto e vi dovete assumere
le vostre responsabilità." Detto questo iniziò
ad uscire. Van da dietro le disse: "Grazie di tutto,
Merle!" Merle nell'uscire incontrò Hitomi che
stava tornando "Allora come stanno i bambini?"
"Loro bene, la tua stanza un po' di meno." "Che
cosa?!" disse Merle, cominciando a correre verso la
sua stanza.
Quella sera, dopo aver cenato Hitomi chiese a Van: "Che
cosa pensi di fare una volta che ti sarai rimesso?"
"Il mio obiettivo principale è fermare la follia
scatenata da Roland e penso che l'unica possibilità
sia di eliminarlo, non vedo altre strade. Lo so che non
ti piace vedermi uccidere qualcuno, e la cosa non alletta
nemmeno a me, ma non vedo altre soluzioni." "Penso
che tu abbia ragione Van, spero solo che tu non diventi
come lui. Non vorrei che i miei figli avessero un padre
che si diverta ad uccidere." "Non ti preoccupare.
Ma non lo posso perdonare per aver ucciso Folken e averti
fatto soffrire." Detto questo Van s'alzò e si
diresse verso il letto. Guardando Hitomi le disse: "Hitomi,
non hai niente da fare, adesso?" Hitomi che conosceva
bene quello sguardo di Van, si diresse verso di lui e baciandolo
gli disse "Assolutamente no!"
Quella sera, in un bosco vicino al castello di Hyperion,
un uomo con un arco dorato sulle spalle, era in attesa di
una persona. Una bellissima ragazza con i capelli color
smeraldo gli s'avvicinò e gli disse: "Tarnum
come stai? Stai ancora aspettando che si riprenda?"
"Sì, tra breve sarà in forma e dovrà
affrontare una dura battaglia, spero di poterlo aiutare
il più possibile, mia cara Gem. Sei riuscita a trovare
quelle informazioni che ti avevo richiesto?" "Mi
dispiace ancora non ho trovato niente, ma sto cercando in
alcuni vecchi testi atlantidei." "Grazie, so che
stai facendo il possibile." Gem s'accostò a
Tarnum e gli disse: "Che intenzioni hai verso mio fratello?"
"Non lo so. Non so perché si è unito
con Roland. Ma se l'ha fatto per sete di potere, in base
alla legge d'Atlantide ed ai crimini che ha commesso dovrò
ucciderlo. Mi dispiace Gem. Non posso fare diversamente."
I due s'abbracciarono, dopodiché Gem se n'andò.
Tarnum riprese la sua postazione. Proprio in quel momento
vide che da una strada, Allen ed i suoi compagni, stavano
tornando al castello. Osservandoli attentamente noto qualcosa
di preoccupante. "Non c'è mai nulla di facile.":
disse Tarnum.
Nel palazzo imperiale di Zaibach, l'imperatore Roland era
furioso con Sandro per essersi lasciato scappare la sua
preda. Già pregustava il momento in cui avrebbe potuto
uccidere quel mezzosangue, ed ora quel piacere gli era stato
tolto. Ma sapeva che presto sarebbe stato di nuovo in mano
sua. Mando a chiamare Sandro e Gelu, il piano si stava mettendo
in moto, soprattutto grazie al suo asso nella manica, che
gli avrebbe condotto nuovamente tra le mani quel maledetto
mezzosangue.
La mattina successiva Hitomi si svegliò felice,
dopo tanto tempo. Si guardò intorno, Van non era
in stanza. "Van dove sei? Van!" "Eccomi.":
disse Van, uscendo dal bagno con solamente un asciugamano
sulle spalle e con i capelli visibilmente bagnati. Van si
sedette sul letto vicino a Hitomi. "Ero andato a farmi
un bagno ed a radermi." disse Van abbracciando Hitomi
"Qualcuno ha affermato che bacio meglio senza barba."
Van baciò Hitomi con passione. "Notevolmente
meglio.": disse Hitomi. Van guardò Hitomi con
rinnovato amore e poi le disse: "Puoi farmi un favore,
Hitomi. Daresti una sistemata ai miei capelli?" "Certamente,
Van." Da quando si erano sposati, Van e Hitomi non
avevano permesso a nessuno di farsi sistemare i capelli.
Era un gesto d'amore che si rinnovavano continuamente. Hitomi
fece sedere Van su uno sgabello, prese le forbici e cominciò
ad aggiustargli i capelli. "Come li vuoi? Li vuoi '
molto corti '?" Van si girò immediatamente,
fulminandola con lo sguardo. "Schiocchino, ci caschi
sempre.": disse Hitomi. Hitomi era triste nel vedere
le ferite di Van, non vi era parte del suo corpo dove non
vi erano. Una volta terminato, fu Van che si prese cura
della capigliatura di Hitomi. Van si diede molto da fare
per sistemargli al meglio i capelli. Una volta terminato,
Van abbracciò Hitomi e tenendola stretta a sé
le disse: "Ti amo Hitomi. Farò di tutto perché
tu non debba più soffrire. Userò tutta la
mia forza per spazzare via la follia che imperversa su Gaea."
"Grazie Van. Ma sei sicuro di avere abbastanza ' forza
'?": disse Hitomi, guardando maliziosamente Van. Anche
Van conosceva quell'espressione di Hitomi. "Così
metti in dubbio la mia forza. Vorrà dire che te ne
darò subito una dimostrazione." Van prese in
braccio Hitomi e la portò fino al letto. Come Van
distese Hitomi sul letto, sentirono bussare alla porta.
Entrambi sapevano a chi apparteneva quel modo di bussare.
"Van, Hitomi sono Merle, " disse da fuori della
porta "sono venuta ad avvisarvi che fra un'ora ci sarà
la riunione con tutti quanti, per decidere le future azioni
contro Roland. Quindi smettetela di ' giocare ' e preparatevi."
Hitomi guardò Van "Che intendi fare?" "Riprendere
da dove siamo stati interrotti, abbiamo tutto il tempo che
ci serve."
Dopo un'ora, Van e Hitomi uscirono dalla loro stanza abbracciati,
entrambi sapevano che la loro oasi di tranquillità
poteva essere spazzata via in qualsiasi momento dalla follia
di Roland e che il loro obiettivo ora, era quello di fermarlo
per riportare la pace su Gaea. |