L'ERA OSCURA DI GAEA

Amore e Pace
Erano passati due giorni e due notti dalla fuga dal castello di Fanelia. Era notte inoltrata quando Van finalmente riaprì gli occhi. Si trovava disteso su un letto di una stanza, in un luogo che non riusciva a ben identificare, toccandosi il collo notò che non aveva più il collare. Girando la testa, notò che Hitomi stava dormendo su una sedia ai piedi del letto, mentre in un giaciglio lì vicino dormivano tranquillamente Manji e Maya. Cercò di alzarsi, ma era ancora troppo debole e non vi riuscì. Il movimento brusco, che aveva eseguito, fece svegliare Hitomi, la quale, vedendo che Van finalmente si era svegliato andò di corsa ad abbracciarlo. "Van, finalmente ti sei risvegliato, come ti senti, amore mio?" Van la tenne stretta a sé e poi le rispose: "Meglio, anche se sono ancora molto debole e molte delle ferite mi fanno ancora soffrire." Hitomi cominciò visibilmente a piangere, mentre Van cercò di confortarla sussurrandole parole dolci. "Sei rimasto incosciente per ben due giorni e quando ti abbiamo portato qui, i medici sostennero, che le tue condizioni erano particolarmente gravi e che forse non c'è l'avresti fatta." "Ti ringrazio per tutto quello che hai fatto mentre io dormivo. Sono sicuro che sia stata tu a curarmi le ferite. Vedo dai tuoi occhi che sei stata molto in pensiero per me ed hai dormito poco, ma adesso sto meglio quindi non preoccuparti. Voglio vedere la mia Hitomi sorridente come al solito, le lacrime non ti s'addicono." Hitomi si alzò dal letto e disse: "Vuoi qualcosa da mangiare, avrai fame." "Certo, grazie. Dove ci troviamo Hitomi?" "Siamo nel castello di Hyperion che si trova all'interno delle montagne tra Fanelia e Asturia. Era un vecchio castello in rovina, ma da quando è scoppiata la guerra, Allen ha deciso di ripristinarlo e di usarlo come fortino, vista la sua posizione strategica all'interno della montagna. Allen ci ha dato la sistemazione migliore." Hitomi giunse con del cibo per Van, dandogli poi una mano a mettersi seduto sul letto. "Ti serve un aiuto per mangiare, Van. Riesci a muoverle bene le braccia. Quei muscoli erano ridotti veramente male." "Sì anche se con difficoltà. Anche se penso che dovrai preparare da mangiare per quattro." "Quattro!" replicò Hitomi, che subito si voltò verso il letto dei figli. Manji era in piedi vicino al suo letto e stava svegliando la sorellina. Appena svegli i due corsero ad abbracciare il padre e si misero seduti sul letto tra Hitomi e Van, felici di veder il loro papà sveglio.

Dopo un po' Hitomi afferrò per la mano i due figli "Adesso basta, andate a letto a dormire altrimenti vostro padre s'arrabbia." Manji e Maya diedero, visibilmente contenti, il bacio della buona notte ad entrambi e si rimisero, contenti, a dormire. "In questi due giorni volevano rimanere qui ad aspettare che ti svegliassi.": disse sorridendo Hitomi "Ma quella peste d'Icarus, veniva la mattina per giocare con loro e quando rifiutavano, per voler rimanere ad aspettare che ti svegliassi, Icarus diceva inizialmente di sì e poi di nascosto tirava le treccine di Maya. Manji non poteva fargliela passare liscia e così lo rincorreva, Maya, per non sfigurare di fronte al fratello, iniziava a rincorrerlo anche lei. Quando tornavano erano stanchissimi, ma contenti per aver giocato con il loro amichetto." Van sorrise, ovviamente Icarus aveva preso molto dalla madre. "Merle si è vista!" disse Van. "No, in questi due giorni non è venuta, è rimasta chiusa nella sua stanza. Sembra ancora molto scossa per quello che ti ha fatto. Allen e gli altri sono fuori in perlustrazione ritorneranno tra una settimana. Hanno lasciato qui giusto un contingente in nostra difesa. In ogni caso il passaggio per arrivare qua è difficilissimo da trovare." disse Hitomi accarezzando il petto di Van. Una volta finito di mangiare, Hitomi prese il piatto e lo andò a lavare. Van guardando gli occhi di Hitomi, aveva capito che in quel periodo aveva sofferto molto. Finito di lavarlo, Hitomi tornò da Van e si sedette sul letto vicino a lui. "Ti conviene dormire un altro po' Van. Domani mattina inizieremo le lezioni rieducative, va bene!" "Come vuoi tu!": disse Van. Con una mano Van la strinse a sé e la baciò. "Van, i tuoi baci sono sempre meravigliosi, anche se io li preferisco che tu me li dia senza barba." "Appena starò meglio la taglierò, promesso. Forza vieni a dormire anche tu qui al letto con me, in fondo c'è spazio per entrambi, altrimenti papà Van s'arrabbierà moltissimo." Van era felice, alla fine aveva ritrovato le persone cui teneva maggiormente e quasi subito s'addormentò. Hitomi si mise al letto vicino a Van, guardandolo intensamente per parecchio tempo e prima di addormentarsi lo baciò con affetto.

La mattina successiva, Van si svegliò abbastanza tardi. Hitomi era in cucina a preparare la colazione ed i figli stavano giocando vicino al letto di Van. "Ben sveglio, dormiglione, forza vieni a far colazione, lì sulla sedia ci sono degli abiti per te. Allen te li ha rimediati, dovrebbero andarti. Ce la fai a vestirti o ti serve una mano.": disse Hitomi avvicinandosi. "La mia spada dov'è?" chiese Van. "Non ti ricordi? Quando partisti per sfidare Roland, la lasciasti vicino al trono e poi non è stato più possibile recuperarla." "Non importa, quando starò bene ne chiederò una ad Allen." Van, grazie a Hitomi, riuscì ad alzarsi dal letto, a vestirti ed a sedersi su una sedia vicino al tavolo al centro della stanza. Hitomi aveva preparato per Van una colazione molto abbondante, sapeva che la cosa più importante era che si rimettesse in forza. Finita la colazione, qualcuno bussò alla porta. Hitomi andò ad aprirla e vide che era il piccolo Icarus, che entrò di corsa. "Buongiorno Sua Maestà, sono contento che stia finalmente in piedi e che si sia ripreso." "Grazie Icarus, tua madre come sta?" "E' un po' triste, ma pensò che si riprenderà presto." Icarus guardò Maya e Manji, i quali senza farselo ripetere, cominciarono a corrergli appresso. I tre uscirono correndo. Van e Hitomi sorrisero nel vedere che, in ogni caso, Maya e Manji riuscivano a divertirsi anche in quella situazione. Prima che Hitomi potesse chiudere la porta, Merle entrò nella stanza e si diresse verso Van.

"Sono felice Van, che ti sia ripreso. Non so, come posso scusarmi per tutto il male che ti ho fatto. Forse l'unico metodo per farlo è questo." Merle aprì una mano, nella quale vi era un coltello, con il manico rivolto verso Van e la punta verso di lei. Van guardò negli occhi Merle. "Se vuoi che ti perdoni, quel coltello lo devi usare contro coloro che ti hanno reso malvagia. Io non so che farci, non ho nulla da perdonarti. Tu non hai fatto nulla." Merle guardò Van con gli occhi lucidi. Hitomi s'avvicinò a Merle "Anch'io devo scusare con te, per quello che ti ho detto quando stavamo fuggendo, ero tesa e non sapevo con chi prendermela." disse Hitomi, che stese un braccio verso Merle e continuando: "Ti chiedo di scusarmi, Merle." Merle stava visibilmente piangendo ed abbracciò Hitomi dicendole: "Grazie Hitomi". Poi abbracciò Van, che la consolò e le chiese di non fare altri gesti stupidi. Merle poi s'alzò e si diresse verso l'uscita. Prima che uscisse, Hitomi fermò Merle e le disse: "Merle, per questa volta ti perdono, ma ti ricordò che Van è mio marito e non permetto a nessuna donna di abbracciarlo. Capito?!" Merle sorrise ed uscì.

Chiusa la porta, Hitomi e Van continuarono la loro colazione. Van guardò negli occhi Hitomi e le chiese "Mi racconti cosa ti è successo nel campo di Gelu? Mi era stato assicurato che eri morta. Come ti hanno trattato? Cosa ti hanno fatto?" Hitomi guardò Van e cominciò a raccontare: "Fui condotta nella tenda di Gelu e lì mi fu ordinato di aspettare Sua Eccellenza Gelu, per ricevere direttamente da lui i miei futuri ' compiti '. Gelu arrivò dopo un'ora, mi guardò negli occhi e mi annunciò che da quel momento il mio compito sarebbe stato di ' soddisfare ' i suoi uomini migliori, quelli che durante le battaglie o gli addestramenti si sarebbero mostrati più valorosi e che l'unica cosa che a lui interessava era che il suo esercito rendesse sempre al meglio. Se non mi fossi comportata bene i nostri figli, n'avrebbero pagato le conseguenze. Io provai a farlo ragionare sostenendogli che il suo comportamento era immorale e non era giusto. Lui per tutta risposta mi guardò e mi disse: ' Qual è dei tuoi due figli, quello che ti piace di più? Così indicherò al boia quale uccidere. ' Io rimasi atterrita, sapevo che se lo facevo arrabbiare, avrebbe messo in atto la sua minaccia. I suoi occhi erano allo stesso tempo bellissimi ma freddi come il ghiaccio. I suoi capelli rossi erano belli come rubini ma esprimevano il fuoco della sua determinazione. Si avvicinò a me ed affermò che se volevo la loro salvezza, dovevo fare ogni cosa che lui mi avrebbe detto e che potevo rispondergli solo se interrogata. Io col capo assentii. ' Siccome sei stata così sfrontata dal rispondermi, ti punirò, ma per questa volta sarò clemente. Spogliati. Rimarrai in piedi, completamente nuda, per tutto il tempo in cui io pulirò la mia spada, indifferentemente da chi entrerà, ci siamo intesi. Non voglio sentirti fiatare '." "Sei stata coraggiosa nel replicargli, Hitomi, e che tu che cosa hai fatto?"

"Sapevo che se non avessi fatto quello che mi aveva detto Maya o Manji n'avrebbero pagato le conseguenze. Mi spogliai e rimasi lì ad osservarlo senza dire nulla o dargli alcuna soddisfazione. Lui, dal canto suo, si sistemò sulla sua sedia ed incominciò a sistemare la sua spada, guardandomi di tanto in tanto. La cosa strana è, che la lama della sua spada è completamente nera come la notte, sembrava di guardare la morte in persona. Quando finì di pulirla mi guardò e mi disse di rivestirmi dicendo ' Sei una bellissima donna, ho capito perché il mezzosangue ti scelse. Non ti preoccupare, ti manderò solo dai miei uomini migliori. Consideralo un regalo da parte mia '. Appena mi fui rivestita Gelu chiamò una delle guardie, cui ordinò di preparare una tenda per me, nella quale ci sarebbe stato anche di che lavarmi e per rendermi presentabile. Poi arrivarono i suoi tre sottufficiali con i rapporti giornalieri sull'andamento dell'esercito. Finito di leggerli disse: ' Vedo che il comandante Leibinz si è distinto oggi, bene. Gli manderò questa ragazza come premio per la notte. Sottufficiale Konin avverti il comandante Leibinz, ricordandogli che lei è a disposizione di tutto l'esercito'. I suoi uomini assentirono ed uscirono. Gelu s'avvicinò a me e disse: ' Per stasera dovrai soddisfare il comandante Leibinz, cerca di farti bella per lui. Ti consigliò di passare prima in infermeria, ti daranno qualcosa per evitare gravidanze indesiderate, non posso permetterle, perché tu dovrai lavorare per vivere e per far sopravvivere i tuoi figli, tutti i giorni, nessuno escluso. Vedo dai tuoi occhi che mi odi, ma questo non è un problema per me '. Un paio di guardie mi condussero prima nella mia tenda, dove cercai almeno di lavarmi e poi in infermeria, lì rimasi sconvolta, non solo dai militari feriti, ma anche perché vi erano alcune donne con grossi lividi e braccia rotte. Venni a sapere dal medico che quelle erano le donne che Gelu mandava nei vari accampamenti dei soldati semplici. Il medico mi ricordò che ero stata molto fortunata e mi chiese, con uno sguardo perverso, che cosa avevo fatto per ingraziarmi Sua Eccellenza Gelu." Van guardò con affetto e tristezza Hitomi.

Hitomi continuò il suo racconto: "Venni portata da alcune guardie nella tenda del comandante Leibinz. Entrando, lo vidi che stava riposando sul letto. Non sapevo che fare, non potevo andarmene e non volevo svegliarlo. Ad un certo punto due guardie entrarono. Io ebbi, all'inizio, paura che volessero svegliare Leibinz, ma quando si tolsero i loro elmi vidi che erano Allen e Mirtae. Erano entrati nell'accampamento di Gelu il giorno precedente, per portare qualche disordine all'interno del suo esercito, ma quando da alcune spie, che s'erano in precedenza infiltrate, avevano saputo che ero stata catturata, decisero di cambiare i loro piani. Allen m'informò, che erano entrati con una scusa nella tenda di Leibinz ed avevano messo un sonnifero nel suo vino. Purtroppo c'era solo un metodo per farmi uscire, visto che ero in ogni caso strettamente sorvegliata. Infatti, almeno un paio di guardie personali di Gelu sostavano fuori della tenda. Mirtae propose di somministrarmi una medicina, che provocava la morte apparente per un paio di giorni, e mi mostrò un coltello, con il quale simulare il mio suicidio. Mirtae mi mise in guardia che il piano era rischioso e che se qualcosa andava storto, sarei potuta morire. Io, lo stesso, acconsentii. Appena la medicina cominciò a fare il suo effetto, Mirtae mi provocò la ferita per simulare il mio suicidio. Dopo poco svenni." Hitomi si tolse la maglietta, mostrando a Van la ferita sul petto.

"Mi risvegliai, dopo un paio di giorni, in questa stanza. Allen affermò, che loro andarono ad avvertire Gelu del mio suicidio. Gelu andò nella tenda di Leibinz e trovandolo addormentato dopo la mia morte, come se nulla fosse, l'uccise all'istante, per avermi lasciato morire. Allen assicurò che Gelu fu molto colpito dal mio gesto e che mi seppellì personalmente nel cimitero vicino al campo. Fu poi facile, nella notte, per loro riprendere il mio corpo e darmi l'antidoto." Van prese una mano di Hitomi "Sei stata coraggiosa, quella medicina in alcuni casi non funziona e provoca la morte." "Ho preso tutto da mio marito.": rispose Hitomi.

"Come hai fatto a riavere il tuo ciondolo?" chiese Van. "Allen, sostenne che dalle stesse spie aveva saputo che il ciondolo era stato inviato al castello di Roland e che aveva inviato il Principe Chid, Gaddes ed un gruppo d'uomini a recuperarlo. Purtroppo solo Chid si è salvato, hanno avuto la sfortuna, dopo aver recuperato il ciondolo dal gruppo che lo stava trasportando, di scontrarsi con Roland in persona." "Che cosa è successo dopo che sono svenuto, durante la fuga dal castello di Fanelia?": chiese Van. Hitomi raccontò ogni momento susseguente a quando Van era svenuto, dallo scontro con gli uomini di Sandro, all'apparizione del morto/vivente Dilandau, al suo sconto con Sandro fino alla fuga con la Crusade. "Se non fosse stato per l'uomo sul torrione con l'arco dorato, forse non c'è l'avremmo fatta a salvarci" disse Hitomi. "Forse è sua la voce, che ci ha aiutato con Merle e che ha aiutato i nostri figli ad ingannare Sandro. In ogni caso sei stata molto coraggiosa contro Sandro. Se adesso diventi brava con le armi io che farò nella vita." rispose Van. "Prenderti cura dei figli e sbrigare le faccende domestiche, mi pare ovvio" disse Hitomi. Hitomi poi chiese a Van: "Cosa ti hanno fatto in quella prigione, Van?" Van raccontò a Hitomi le lunghe giornate di torture da parte di Merle, tacendogli le cose più dolorose per lei, ma assicurandole che in quella prigione: "L'unica cosa che mi ha mantenuto in vita,": disse Van "è stata la speranza di rivedervi e riabbracciarvi." Hitomi s'alzò ed andò ad abbracciare Van.

Passò quasi una settimana nella quale, Hitomi si prese cura di Van nel suo percorso riabilitativo, non lasciandolo solo neanche un secondo. Van si stava riprendendo molto bene, anche se era ancora dolorante, soprattutto alle articolazioni. Riuscì dopo qualche giorno, finalmente a camminare da solo senza l'aiuto di Hitomi. Hitomi usava uno speciale medicamento, fornitole da Mirtae, per curare le ferite di Van, anche se alcune cicatrici difficilmente se ne sarebbero andate. Era pomeriggio, Hitomi e Van stavano seduti intorno al tavolo parlando tra loro, nell'attesa che i figli tornassero da giocare, quando sentirono bussare. Merle entrò "Vi sono venuta ad avvisare che Maya e Manji passeranno la serata con Icarus, così potranno giocare tutta la sera insieme. Non vi dispiace se li tengo con me?" "Va bene.": disse Hitomi. "Potresti portargli i loro pigiami, Hitomi, e quello di cui hanno bisogno per la notte." "Va bene, ma se ti avvicini troppo a Van, mentre sto via, ti strappo tutti i peli, capito?!" "Ma certo, non ti fidi di me!" disse Merle con la solita aria birichina. Hitomi prese il necessario e si diresse verso la stanza di Merle. Rimasti soli, Van guardò Merle: "Allora che volevi?" "Hitomi come sta? Si sta riprendendo?" "Sì, cerca di farsi forza davanti ai figli, ma penso che ancora, in cuor suo, senta la mancanza di Folken." "Statele molto vicino, ho saputo che quando fu liberata ed erano nell'attesa di potervi liberare, passava la maggior parte della notte, pregando per la liberazione tua e dei figli. Allen, per sicurezza, le aveva messo una guardia fuori della porta per evitare che facesse sciocchezze. A proposito, entro domani, ritorneranno tutti dai loro giri di perlustrazione. Durante i giorni che siete stato incosciente, lei si è presa cura di voi senza sosta, lavandovi e curandovi. Non ha permesso a nessun altro di farlo." "Ti ringrazio per tutto quello che hai fatto. Scommetto che sei stata tu a mandare qui Icarus, vero Merle?" "Ma che cosa te lo fa supporre.": disse sorridendo Merle, "A proposito come va il vostro matrimonio dal lato fisico?" "Dal lato fisico?": la guardò dubbioso Van. "Non è un bene trascurare quel lato. Scommetto che le farebbe bene.": disse Merle avvicinandosi a Van, "Ed inoltre questo è uno dei vostri doveri di marito. Ora siete un uomo adulto e vi dovete assumere le vostre responsabilità." Detto questo iniziò ad uscire. Van da dietro le disse: "Grazie di tutto, Merle!" Merle nell'uscire incontrò Hitomi che stava tornando "Allora come stanno i bambini?" "Loro bene, la tua stanza un po' di meno." "Che cosa?!" disse Merle, cominciando a correre verso la sua stanza.

Quella sera, dopo aver cenato Hitomi chiese a Van: "Che cosa pensi di fare una volta che ti sarai rimesso?" "Il mio obiettivo principale è fermare la follia scatenata da Roland e penso che l'unica possibilità sia di eliminarlo, non vedo altre strade. Lo so che non ti piace vedermi uccidere qualcuno, e la cosa non alletta nemmeno a me, ma non vedo altre soluzioni." "Penso che tu abbia ragione Van, spero solo che tu non diventi come lui. Non vorrei che i miei figli avessero un padre che si diverta ad uccidere." "Non ti preoccupare. Ma non lo posso perdonare per aver ucciso Folken e averti fatto soffrire." Detto questo Van s'alzò e si diresse verso il letto. Guardando Hitomi le disse: "Hitomi, non hai niente da fare, adesso?" Hitomi che conosceva bene quello sguardo di Van, si diresse verso di lui e baciandolo gli disse "Assolutamente no!"

Quella sera, in un bosco vicino al castello di Hyperion, un uomo con un arco dorato sulle spalle, era in attesa di una persona. Una bellissima ragazza con i capelli color smeraldo gli s'avvicinò e gli disse: "Tarnum come stai? Stai ancora aspettando che si riprenda?" "Sì, tra breve sarà in forma e dovrà affrontare una dura battaglia, spero di poterlo aiutare il più possibile, mia cara Gem. Sei riuscita a trovare quelle informazioni che ti avevo richiesto?" "Mi dispiace ancora non ho trovato niente, ma sto cercando in alcuni vecchi testi atlantidei." "Grazie, so che stai facendo il possibile." Gem s'accostò a Tarnum e gli disse: "Che intenzioni hai verso mio fratello?" "Non lo so. Non so perché si è unito con Roland. Ma se l'ha fatto per sete di potere, in base alla legge d'Atlantide ed ai crimini che ha commesso dovrò ucciderlo. Mi dispiace Gem. Non posso fare diversamente." I due s'abbracciarono, dopodiché Gem se n'andò. Tarnum riprese la sua postazione. Proprio in quel momento vide che da una strada, Allen ed i suoi compagni, stavano tornando al castello. Osservandoli attentamente noto qualcosa di preoccupante. "Non c'è mai nulla di facile.": disse Tarnum.

Nel palazzo imperiale di Zaibach, l'imperatore Roland era furioso con Sandro per essersi lasciato scappare la sua preda. Già pregustava il momento in cui avrebbe potuto uccidere quel mezzosangue, ed ora quel piacere gli era stato tolto. Ma sapeva che presto sarebbe stato di nuovo in mano sua. Mando a chiamare Sandro e Gelu, il piano si stava mettendo in moto, soprattutto grazie al suo asso nella manica, che gli avrebbe condotto nuovamente tra le mani quel maledetto mezzosangue.

La mattina successiva Hitomi si svegliò felice, dopo tanto tempo. Si guardò intorno, Van non era in stanza. "Van dove sei? Van!" "Eccomi.": disse Van, uscendo dal bagno con solamente un asciugamano sulle spalle e con i capelli visibilmente bagnati. Van si sedette sul letto vicino a Hitomi. "Ero andato a farmi un bagno ed a radermi." disse Van abbracciando Hitomi "Qualcuno ha affermato che bacio meglio senza barba." Van baciò Hitomi con passione. "Notevolmente meglio.": disse Hitomi. Van guardò Hitomi con rinnovato amore e poi le disse: "Puoi farmi un favore, Hitomi. Daresti una sistemata ai miei capelli?" "Certamente, Van." Da quando si erano sposati, Van e Hitomi non avevano permesso a nessuno di farsi sistemare i capelli. Era un gesto d'amore che si rinnovavano continuamente. Hitomi fece sedere Van su uno sgabello, prese le forbici e cominciò ad aggiustargli i capelli. "Come li vuoi? Li vuoi ' molto corti '?" Van si girò immediatamente, fulminandola con lo sguardo. "Schiocchino, ci caschi sempre.": disse Hitomi. Hitomi era triste nel vedere le ferite di Van, non vi era parte del suo corpo dove non vi erano. Una volta terminato, fu Van che si prese cura della capigliatura di Hitomi. Van si diede molto da fare per sistemargli al meglio i capelli. Una volta terminato, Van abbracciò Hitomi e tenendola stretta a sé le disse: "Ti amo Hitomi. Farò di tutto perché tu non debba più soffrire. Userò tutta la mia forza per spazzare via la follia che imperversa su Gaea." "Grazie Van. Ma sei sicuro di avere abbastanza ' forza '?": disse Hitomi, guardando maliziosamente Van. Anche Van conosceva quell'espressione di Hitomi. "Così metti in dubbio la mia forza. Vorrà dire che te ne darò subito una dimostrazione." Van prese in braccio Hitomi e la portò fino al letto. Come Van distese Hitomi sul letto, sentirono bussare alla porta. Entrambi sapevano a chi apparteneva quel modo di bussare. "Van, Hitomi sono Merle, " disse da fuori della porta "sono venuta ad avvisarvi che fra un'ora ci sarà la riunione con tutti quanti, per decidere le future azioni contro Roland. Quindi smettetela di ' giocare ' e preparatevi." Hitomi guardò Van "Che intendi fare?" "Riprendere da dove siamo stati interrotti, abbiamo tutto il tempo che ci serve."

Dopo un'ora, Van e Hitomi uscirono dalla loro stanza abbracciati, entrambi sapevano che la loro oasi di tranquillità poteva essere spazzata via in qualsiasi momento dalla follia di Roland e che il loro obiettivo ora, era quello di fermarlo per riportare la pace su Gaea.