| Era passato un mese da quando Van era stato
sconfitto da Roland. Van si trovava nella sua cella da solo,
Merle, o Merlx come ora si faceva chiamare, l'aveva appena
lasciato dopo un'altra giornata d'indicibili torture, appeso
per i polsi, ad un gancio al centro della cella, completamente
nudo e sanguinante. Il pavimento della cella era ricoperto
ormai dal suo sangue. Van provava dolore in ogni centimetro
del corpo, con ferite in pratica dappertutto e sicuramente
aveva qualche costola rotta. Merle era abilissima nell'usare
la frusta ed il guanto borchiato, ma non disprezzava anche
altri strumenti per farlo soffrire, ed era bravissima a portarlo
tra la vita e la morte e lasciarcelo per tutto il giorno.
In questo periodo Merle gli aveva insegnato a resistere al
dolore solo per potergliene infliggere dell'altro. L'unico
giorno in cui non l'aveva torturato, fu quando gli Ispano
ripararono l'Escaflowne, e lei rimase ad osservarlo soddisfatta
mentre urlava dal dolore. Alla fine della giornata, Merle,
dopo averlo torturato, era solita abbracciare il suo "cucciolo"
(così lei lo chiamava) sanguinante e baciarlo sulla
bocca mordendogli un labbro. "Cosa gli hai fatto Sandro!"
pensava Van. L'unica cosa che gli dava la forza per vivere,
era la speranza di fuggire e mettere in salvo la sua famiglia,
per poi vendicarsi contro Roland, Gelu e Sandro. Nel pensare
ciò, non poteva fare a meno di disperarsi per la sorte
toccata a Hitomi. "Spero che tu stia ancora bene, amore
mio".
Era ancora notte quando la porta si aprì. Van alzò
la testa solo per vedere entrare Merlx con la sua temibile
frusta. "Oggi non mi hai fatto divertire molto, perciò
ho pensato che avessi bisogno di un trattamento supplementare."
Merle prese la frusta e lo colpì. "Merle cosa
ti hanno fatto, ti prego dimmelo! Non ti ricordi più
di me o di tuo figlio Icarus." Per tutta risposta Merle
lo colpì selvaggiamente in faccia col suo guanto
fino a fargli perdere conoscenza. Appena Van si fu ripreso,
Merle prese il suo viso e lo baciò assaporando il
sangue che gli usciva dalla bocca. "Sei un cucciolo
veramente disobbediente, ma altrettanto stupido.":
disse ridendo Merle "In ogni caso sono venuta anche
per portarti alcune notizie che sicuramente ti faranno piacere."
Van non osava risponderle per evitare la sua ira. "Nel
periodo in cui sei stato qui, i tuoi figli, sono stati fortunati,
infatti, sono stati affidati alle amorevoli cure di Sandro
ed ora sono diventati dei fedeli servitori di Sandro e Roland.
In ogni caso domani arriveranno al castello con Sandro,
forse te li farò vedere, se sarai bravo." Van
era felice di poter rivedere i figli, anche se in cuor suo
sapeva che ormai li aveva persi, soprattutto se avevano
subito lo stesso trattamento di Merle. Merlx fece per andarsene
ma prima di uscire si fermò. "Quasi mi dimenticavo
che 'avevi' una moglie.": disse sorridendo Merle, "Ti
devo informare che la stupida ha scelto di suicidarsi piuttosto
che eseguire gli ordini di Gelu. Infatti, quando fu portata
nel primo accampamento per ' soddisfare ' i soldati di Gelu,
ha impugnato un coltello di uno di loro e si è tolta
la vita. In ogni caso non ti devi preoccupare Gelu ha ucciso
il soldato in questione, ricordando che lei era il divertimento
di tutto il suo esercito e non di uno solo. Gelu gli ha
fatto un bel funerale, sembra che abbia apprezzato il suo
gesto." Van non riuscì a trattenere le lacrime
e scoppiò in un pianto dirotto. "Come mai stai
piangendo, io pensavo che queste notizie ti avrebbero fatto
piacere, cucciolo mio. Sei davvero stano. Ci vediamo domani
per un altro giorno d'addestramento" disse Merle uscendo.
Rimasto solo, Van fu preso dalla disperazione e per la prima
volta da quando era stato rinchiuso pensò di suicidarsi
mordendosi la lingua, ma poi si ricordò che aveva
ancora dei figli e doveva cercare di uscirne vivo almeno
per loro. "Una flebile speranza.": considerò
Van.
Era mattina inoltrata, quando Van si risvegliò.
"Strano, ancora non è giunta, deve essere successo
qualcosa.": immaginò Van. Dopo un po', la porta
s'aprì ed entrarono Merle, seguita da Sandro che
teneva per le mani Maya e Manji. "Hai fatto un buon
lavoro Merlx, ti ha dato qualche problema.": disse
Sandro. "No il cucciolo è stato bravo, anche
se è incredibilmente stupido.": rispose Merle.
"Ti dispiace se assistiamo mentre lavori, così
anche loro potranno imparare cosa succede se qualcuno compie
atti stupidi contro Roland.": disse Sandro. "Certamente,
non c'è problema.": sostenne Merle. "No,
ti prego sono ancora piccoli per assistere a queste cose.":
ribatté un Van disperato. Merle per tutta risposta
gli assestò un pugno in faccia. Sandro si rivolse
a Maya e Manji "Voi volete assistere, vero?" "Certamente.":
risposero con voce fredda e distaccata Maya e Manji. Sandro,
Maya e Manji si andarono a sedere su alcune sedie che erano
state portate dai soldati. Merle prese la sua frusta ed
incominciò il lavoro con maggiore vigoria rispetto
al solito. Van non poteva fare nulla per fermarla ed era
disperato nel guardare gli occhi freddi dei suoi figli.
Dopo circa un'ora, Merle si girò verso Sandro "Oggi
il mio cucciolo è molto collaborativo. Non è
che i bambini si stanno annoiando nel solo guardare, se
Sua signoria acconsente li posso far divertire con il mio
cucciolo." Sandro fece per pensarci un po', poi sorridendo:
"Perché no! In fondo è giusto che alla
loro età si divertano. Volete spassarvela con lui?":
disse rivolgendosi a Maya e Manji. "Certo, grazie!"
Maya e Manji s'alzarono. Merle diede loro un frustino con
un piccolo spillo sulla punta. "Queste fruste sono
adatte per la loro età, mio Signore. Inoltre lo spillo
in fondo permette se usato bene di strappare la pelle con
estrema facilità.": disse Merle a Sandro. Maya
e Manji presero le fruste dalle mani di Merle e s'avvicinarono
a Van. Van li guardò, e vide che stranamente i loro
occhi, per la prima volta, erano tristi, poi chinò
la testa nell'attesa dei colpi. Maya e Manji cominciarono
a colpirlo, ma la loro forza non era sufficiente a fargli
molto male, anche se alcune volte lo spillo gli strappava
pezzi di pelle, facendolo urlare di dolore. Dopo un po'
Sandro s'alzò "Basta così ragazzi vi
siete divertiti abbastanza, ora è tempo di studiare."
Maya e Manji ridiedero a Merle le fruste ringraziandola
per averli fatti giocare. "Merlx, voglio che domani
esegui in pubblico il tuo lavoro per mostrare a tutti, come
finiscono coloro che si ribellano a Roland." Detto
ciò Sandro uscì dalla cella con Maya e Manji.
"Allora sei contento di aver rivisto i tuoi figli,
cucciolo mio.": disse Merle. "Sì.":
rispose Van con le ultime forze rimaste. "Domani, vedi
di non farmi fare brutte figure mentre eseguo il mio lavoro.":
sostenne Merle prima di uscire. Appena Merle fu uscita,
Van ripensò agli occhi dei figli e con un leggero
sorriso disse: "Forse non tutto è perduto, i
tuoi poteri non sono infallibili Sandro!" e s'addormentò
stremato.
Era mezzanotte quando un gruppo di cinque cavalieri con
i simboli di Sandro s'avvicinarono alla cella di Van. Chi
li comandava s'avvicinò alla guardia e gli lasciò
un'ordinanza di Sandro. Nell'ordinanza vi era scritto che
da allora, loro si sarebbero presi cura del prigioniero,
poiché Sandro aveva chiesto di renderlo un po' più
presentabile per non far impallidire tutte le signore che
sarebbero venute per godersi lo spettacolo delle torture
al prigioniero. Ridendo la guardia se n'andò. Van
sentì che la cella si stava aprendo e si ridestò,
temendo quello che gli avrebbe fatto Merlx, se l'avesse
trovato a dormire (l'aveva imparato a sue spese nella prima
settimana in cui era stato affidato a lei). Appena aperta
la cella uno dei soldati si tolse l'elmo e corse verso di
lui. Guardandolo in volto Van impallidì e riuscì
a dire solamente: "Hitomi!"
Hitomi s'avvicinò a Van per abbracciarlo, ma da
dietro un'altra delle guardie la fermò. "Stai
attenta Hitomi, Van è ridotto talmente male che potresti
ucciderlo, e noi non vogliamo questo, vero!" "Hai
ragione Allen." Van guardò l'altra guardia "Grazie
Allen." Allen si tolse l'elmo e disse: "Mi dispiace
non essere giunto prima, ma aspettavano che arrivassero
al castello anche i tuoi figli, perché se salvavamo
solo te, loro potevano fare una brutta fine. In questo momento
ho mandato alcuni miei uomini a liberarli, sembrano che
dormano nella stanza vicina a quella del tuo torturatore."
Le altre guardie entrarono ed una di loro s'avvicinò
ad Allen e guardando Van disse: "Allen ho un'idea su
come tirarlo giù. Tu ed il tuo amico Dryden lo tenete,
mentre io e il generale Kragen lo sleghiamo. Probabilmente
non ha molta forza nelle gambe e bisognerà sostenerlo
quando lo liberiamo, inoltre io e Kragen gli abbasseremo
le mani delicatamente, probabilmente avrà qualche
lesione muscolare per essere rimasto appeso tutto questo
tempo." "Ottimo piano, comandante Mirtae. Van,
lascia che ti presenti il migliore comandante dell'esercito
di Cezario, lei era in visita ad Asturia, quando ci fu l'inizio
dell'attacco e da allora si è unita a noi."
Mirtae s'avvicinò ad Allen: "Rimandiamo le presentazioni
a dopo Allen. Forza, iniziamo. Kragen vieni a darmi una
mano per slegarlo, prendi quelle sedie qua fuori così
possiamo slegarlo meglio, Dryden aiuta Allen a sostenerlo
e mi raccomandò non lo fate cadere quando lo sleghiamo
potrebbe essergli fatale." Tutti si misero in moto
per liberare Van. Dryden e Allen lo sostennero mentre Mirtae
e Kragen lo slegarono. Distesero Van per terra, poi Mirtae
lo coprì con alcune coperte e rivolgendosi a Hitomi
le disse: "Meglio coprirlo, altrimenti se lo portiamo
in giro così, altre ragazze potrebbero mettergli
gli occhi addosso." Hitomi rispose: "Che ci provino
pure, glieli faccio togliere io gli occhi da dosso."
Van rise debolmente, aveva capito che Mirtae e Hitomi, con
quella battuta, cercavano di fargli forza. Mirtae si girò
verso Allen "Allen, Dryden, Kragen voi ci scorterete
fino al luogo dell'incontro con l'altro drappello, mentre
io e Hitomi portiamo Sua Maestà." "Va bene.":
disse Allen. Allen, Dryden e Kragen uscirono dalla cella,
seguiti da Mirtae e Hitomi che sostenevano Van.
Appena furono usciti tutti quanti, una brutta sorpresa
gli si parò di fronte. Merle era giunta lì
con Maya e Manji, ai quali aveva legato al collo la frusta.
"Ma dove pensate di andare voi con il mio cucciolo.
E' meglio se v'arrendete, altrimenti queste due belle testoline
salteranno." Hitomi rimase atterrita dalla scena che
si parava di fronte. Van disse: "E' stata ridotta così
da Sandro, state attenti, è molto pericolosa."
"Vedo che il mio cucciolo usa, per una volta, la testa.
Non ti preoccupare loro due sono felici di morire per sua
eccellenza Sandro. Non è vero?" Ma, Maya e Manji
cominciarono a piangere ed entrambi all'unisono dissero:
"Noi vogliamo bene solamente a papà Van e mamma
Hitomi!" Merle rimase stupida dall'atteggiamento dei
due e questo le costò caro perché alle spalle
due persone la colpirono facendola svenire. Fortunatamente
uno dei due fu abile nel prendere subito la frusta evitando
che movimenti sbagliati causassero un danno irreparabile.
I due erano il capo degli uomini lupo Addur ed un felide
che Van e Hitomi non riconobbero. L'uomo gatto liberò
Maya e Manji, i quali corsero immediatamente ad abbracciare
Hitomi e Van. Tutti avevano le lacrime agli occhi per la
scena, una famiglia finalmente si era ritrovata. Manji tra
le lacrime disse: "Perdonaci papà per quello
che ti abbiamo fatto." "E voi due pensavate di
ingannare vostro padre. I vostri occhi mi avevano detto
già tutta la verità. Piuttosto come avete
fatto a resistere al potere di Sandro ed ad ingannarlo?":
rispose Van. "Sandro ci portò nel luogo dove
aveva mutato il carattere di Merle e lì ci sottopose
allo stesso procedimento. Quando finì capimmo che
eravamo liberi dal suo controllo mentale, ma una voce nella
nostra testa ci consigliò di ingannarlo per evitare
situazioni peggiori e ci suggerì come comportarci.":
disse Manji. "Una voce.": replicarono Van e Hitomi.
"I miei piccoli eroi.": sostenne Hitomi e li strinse
forte a sé.
Mirtae s'avvicinò a Van: "Che ne facciamo di
lei? Siccome è stata sotto il controllo di Sandro,
non sarebbe saggio portarla con noi, ma Kaltern,":
disse indicando l'uomo gatto "non vuole lasciarla qui."
Van cominciò a pensare ad una soluzione, quando una
voce nella sua mente gli disse "Con i vostri poteri
uniti potrete liberarla dal giogo di Sandro." Van rimase
sorpreso di aver sentito quella voce, che però non
riconosceva, ed ancora di più del fatto che, anche
Hitomi l'aveva sentita. "Potremmo provarci.":
disse Van a Hitomi. Hitomi disse alla misteriosa voce "Van
è debolissimo, se usasse il suo potere potrebbe rischiare
di morire." "Quando ho detto voi, mi riferivo
a tutte e quattro. I tuoi figli hanno, anche loro, lo stesso
potere ed è grazie a quello che si sono salvati dalla
macchina di Sandro. Loro compenseranno la debolezza di Van.
Van morire, ma fammi il piacere!" disse alla fine la
voce quasi risentita. Poi la voce continuò: "Le
possibilità che avete sono due. O la salvate con
il vostro potere o la uccidete. Sandro non è tenero
con chi fallisce. Se la portate con voi senza liberarla,
Sandro la potrebbe seguire con il suo controllo mentale
e trovare il vostro rifugio. E' per questo che l'ha mandata
da sola contro di voi. Spetta a voi decidere." Van,
Hitomi, Maya e Manji si guardarono negli occhi, Van chiamò
Allen annunciandogli che avrebbero tentato di salvare Merle
dal potere di Sandro. Intanto Mirtae e Kragen si misero
di guardia per evitare attacchi in quel momento così
delicato.
Allen disse a Kaltern di avvicinarsi portando Merle, ancora
svenuta, perché avrebbero tentato di salvarla. Kaltern
li ringraziò: "Mio fratello era il marito di
Merle, e prima di morire mi ha chiesto di prendermi cura
di lei e d'Icarus. Icarus sta aspettando al campo ' la sua
mammina ', pensava che lei fosse qui e che saremmo riuscita
a salvarla. Noi non sapevamo dove si trovava, quindi non
gli abbiamo detto niente. Se la salverete farò qualsiasi
cosa per sdebitarmi." Kaltern la posò a terra.
Hitomi tirò fuori il suo ciondolo. Van, Hitomi, Maya
e Manji si riunirono in ginocchio intorno a Merle. Van si
rivolse alla misteriosa voce "Dicci come fare."
"Semplice, dovete concentrarvi e pensare intensamente
alla vera Merle, al suo spirito, il talismano d'Atlantide
vi condurrà da lei sul piano astrale. Iniziate poi
vi spiegherò il resto." I quattro si concentrarono
fino a che il talismano s'illuminò ed i loro spiriti
furono condotti sul piano astrale dove videro lo spirito
di Merle circondato da un alone scuro. La voce disse: "Dovete
distruggere, con il vostro potere unito, quell'alone. Quello
è lo spirito artificiale creato da Sandro. Forza
avete pochissimo tempo". I quattro lanciarono il loro
potere verso di esso fino a distruggerlo. Quando l'alone
fu distrutto tornarono nel mondo reale e videro che anche
gli occhi di Merle si stavano aprendo. Merle risvegliatasi
vide Hitomi e Van. "Van, cosa... ti ho fatto!"
Van la guardò e riuscì a dirle solamente,
prima di svenire, "Merle." Merle si lanciò
verso Van per abbracciarlo ma Hitomi l'allontanò
con durezza "Guarda come l'hai ridotto, vuoi finirlo
di ucciderlo."
Mirtae e Kragen, che erano stati di guardia, videro arrivare
un altro membro del loro drappello. "Sbrigatevi è
appena suonato l'allarme, Sandro sta per giungere qua con
un contingente. Io v'aspetto fuori con la Crusade!"
"Ok, Principe Chid aspettaci fuori, noi arriviamo subito.":
disse Mirtae, "Allen dobbiamo andare via." Hitomi
guardò Merle con durezza e le disse: "Forza
dammi una mano a portare Van, sbrigati." Merle come
scossa si rialzò ed insieme a Hitomi presero Van.
"Andiamo.": disse Hitomi ai figli. Davanti a loro
il gruppo li aspettava con le spade sguainate. Giunti al
cortile che li separava dalla Crusade, ebbero una brutta
sorpresa. Sandro li attendeva con un contingente di almeno
20/30 uomini. "Vedo che i topi sono finalmente usciti."
Mirtae per tutta risposta "Vedo che ci sottovaluti
per esserti portati solo così pochi uomini."
"Vorrai sostenere che vi sopravvaluto, forse sono anche
troppi." Kaltern s'avvicinò a Hitomi, che stava
trasportando Van, "Voi rimanete qui, sotto questo portico
al sicuro e se necessario usate questa.": gli disse
dandole una balestra. Hitomi, Merle, i due figli e Van svenuto,
rimasero nascosti, mentre gli altri si lanciarono all'attacco
del drappello di Sandro.
La battaglia sembrava andar bene, già metà
degli uomini di Sandro erano stati uccisi, mentre nessuno
del gruppo aveva subito gravi ferite. Sandro incominciò
a ridere. "E' pazzo!": disse Allen. Ma per tutta
risposta, Sandro fece ricorso al suo potere di negromante
e tutti i soldati uccisi si rimisero in piedi. "Vi
piace il mio potere di poter risvegliare i morti. Loro adesso
vi attaccheranno senza alcuna paura e voi non potete far
niente per fermarli poiché sono morti. Ma vedo che
tra voi c'è anche il cavalier Allen Schezar, il ribelle.
Ho un regalino per te." Una porta si aprì alle
spalle di Sandro ed un uomo/morto entrò a capo d'altri
100 uomini/morti. Allen fu sconvolto nel vedere chi era.
"Dilandau. Non può essere, mia sorella è
morta." "Per me non è difficile risvegliare
un morto, e riportare alla luce le sue personalità
latenti" disse ridendo Sandro. "Sarà una
dura battaglia, ma possiamo sconfiggerli, forza Allen, lei
non è più tua sorella.": affermò
Mirtae per spronarlo e per tutta risposta snudò l'ascia
da guerra che portava sulle spalle. Lo stesso fecero gli
altri. "Sandro non ti ricordi di aver attaccato il
mio regno, abbiamo saputo dei tuoi metodi. Se ai morti tagli
braccia e gambe non fanno più paura a nessuno.":
disse Mirtae. "Provaci stupida, morirai nel tentativo.":
rispose Sandro. La battaglia imperversò, mentre tutti
erano impegnati Sandro quasi indisturbato si diresse dove
erano nascosti Hitomi e gli altri. "Che cosa abbiamo
qua, dei topi.": disse Sandro. Hitomi imbracciò
la balestra e la puntò verso Sandro. "E cosa
vorresti fare con quella. L'unica persona che m'interessa
viva è Van, il mezzosangue, Roland vuole ucciderlo
personalmente, mentre voi altri mi sarete più utili
da morti che da vivi." Sandro incominciò ad
avvicinarsi, ma un sibilo lo fece fermare ed una freccia
si andò a conficcare nella sua schiena. Sandro scosso,
si girò e vide un uomo sul torrione di fronte che
aveva in mano un bellissimo arco dorato puntato su di lui.
Una seconda freccia partì e lo colpì in pieno
petto. Il colpo lo fece voltare, solo per vedere Hitomi
con la balestra puntata verso di lui che scoccava la freccia.
Sandro cadde al suolo esanime. Tutti gli uomini/morti caddero
al suolo, liberi dal potere di Sandro. Tutti ne rimasero
sorpresi. Mirtae vista la situazione ordinò di fuggire
verso la Crusade. Allen sembrava non volersi muovere dal
corpo di sua sorella. Mirtae si avvicinò ad Allen
"Hai sentito il mio ordine, dobbiamo andare. Per lei
non puoi fare nulla. Sbrigati altrimenti ti lasciamo qui."
Allen ripresosi, si diresse con Mirtae e Kragen verso la
Crusade, dove Chid e Dryden li stavano aspettando con i
motori già attivi. Addur e Kaltern aiutarono Hitomi
e Merle nel trasportare Van. Maya e Manji seguivano Hitomi
da vicino. Hitomi guardò verso il torrione ma il
misterioso sconosciuto con l'arco dorato era scomparso.
Era passata un'ora dalla fuga dei "ribelli",
il corpo di Sandro giaceva a terra, quando l'amuleto con
il simbolo del teschio che portava al collo, s'illuminò.
Sandro strappatosi le frecce da dosso si rialzò.
"Lui è giunto, devo avvertire Roland altrimenti
i nostri piani andranno in fumo." |