UNA NUOVA ERA

Chronox e Haevarian

Una persona attendeva con ansia il rientro nell'accampamento dei due mandati in avanscoperta per portare al sicuro i quattro che si erano recati nelle Antiche Grotte. Proprio mentre stava per rientrare nella tenda, vide arrivare dalla direzione sperata due draghi e l'Escaflowne, che si diressero immediatamente verso il nascondiglio dei guymelef. Lei si diresse subito lì. Come arrivo vide che i due draconici si erano ritramutati nella loro forma umana. Ryudo stava parlando con suo madre Manji, che assomigliava abbastanza a Van, ma era maggiormente forte a livello fisico e si diceva avesse un carattere leggermente più irascibile. Poi vide Hawk che stava coprendo l'Escaflowne insieme a suo fratello Melvice. Alla fine notò gli altri due, una doveva essere la figlia di Tarnum ed infine vi era colui che aspettava. Era voltato di spalle, ma si capiva benissimo che era un felide anche se maggiormente robusto, quasi come un umano. Come lo vide Merle corse verso di lui. Roan senti qualcuno arrivare, ma fece appena in tempo a girarsi che Merle gli fu subito addosso abbracciandolo: "Nipotino mio, come stai." Roan inizialmente fu sorpreso di tanta euforia, lui aveva preso anche la calma degli umani e non era abituato a tale manifestazione di gioia. Zaphyria divertita gli disse: "Non saluti tua nonna paterna. Se volete vi lascio soli." Roan fu divertito da quelle manifestazione di gioia verso di lui." Manji s'avvicinò a loro due: "Volete venire pure voi due alla riunione oppure vi lascio qui." Merle lo guardò: "Va bene, veniamo pure noi. Roan accompagneresti questa tua nonna così anziana." Roan fu divertito, sua nonna, Merle grazie al periodo passato nella camera di stasi non era né anziana né debole. Il gruppo si diresse nella tenda dove si svolgevano le riunioni.

Manji fu il primo a entrare nella tenda delle riunioni. Notò subito che vi erano molte persone importanti lì presenti. Il primo ad accoglierlo fu Gelu, comandante del Libero Esercito che gli presentò gli altri: Savdlin, Imperatore di Mu, Michael Gryphonheart, rappresentante di Antagarrich, con lui vi erano sua moglie Elyana e i suoi consiglieri Mysteria e Kilgor, ed infine in rappresentanza della sua isola Nighon vi era suo figlio Ryoma ed il suo amico Dracon. Roan come vide il suo amico Michael si diresse immediatamente da lui, presentandogli sua nonna Merle. Michael e Roan erano amici molto intimi. Michael era stato per Roan più di un fratello maggiore. Manji li stava guardando quando vide avvicinarsi suo figlio Ryoma. "Tutto a posto figlio mio." "Sì, padre ho portato tutti i draconici disponibili alla lotta sul continente, meno un piccolo gruppo che è rimasto a difesa dell'isola di cui se ne sta occupando Hyper." "Bene, sono sicuro che hai fatto un buon lavoro, adesso rilassati." Ryoma tirò un sospiro di sollievo. "Te l'ho detto che te la saresti cavata bene da solo fratello." "Hai ragione Ryudo, ma qualcosa poteva andare storto. Non volevo sfigurare di fronte a mio padre." Gelu, invitò tutti quanti a sedersi. "Manji cosa proponi di fare, voglio sentire il tuo parere. Sarai tu la nostra carta vincente." "Gelu, e tutti voi, vi ringrazio della fiducia che mi concedete. Prima di tutto vorrei sapere come vanno le cose al Tempio del Sole. Le quattro armate di Atlantide si sono disposte nella formazione classica. Forse non lo sai vi è stato un cambio al vertice dell'Armata del Nord. Ora il suo Generale è il Generale Ruby. Ti dice qualcosa questo?" "Certo. Quando l'ho incontrato ho capito che era destinato ad avere successo." "L'hai incontrato." "Si, presso la Foresta degli Albori. Il nome Ruby però non gli si addice per niente. Ha un bel viso, bello come quello di un diamante, non trovi Zaphyria." "Te n'eri accorto allora." "Certo, quando eravamo rimasti noi quattro contro di lui, tu eri stranamente tesa. Ovviamente non per il combattimento, allora mi sono chiesto se non ci fosse qualcos'altro. Poi anche se lo visto tanto tempo fa, un po' me lo ricordavo." Savidlin: "E questo che vantaggio ci darà?" "Manji gli sorrise: "Ci darà il varco per entrare al Tempio del Sole! Vero Zaphyria." "Sì, il suo compito è questo." Manji rivolgendosi a tutti i presenti disse: "Questo è il mio piano ditemi che ne pensate: "L'Impero di Mu ed il suo leader Savdlin attaccheranno da sud, Michael e l'esercito di Antagarrich si muoveranno da est ed infine l'esercito libero di Gelu con i ribelli guidati da Hawk avanzeranno da ovest. I draghi di Nighon, guidati da mio figlio Ryoma e da Dracon daranno una mano ai vari eserciti, attaccando le navi volanti di Atlantide. Ryudo e Hawk faranno da collante fra i vari eserciti guidando l'avanzata dall'alto. A quel punto Diamond, ovvero il Generale Ruby si muoverà con i suoi eserciti fornendoci il varco per entrare ai miei amici ed a me nel tempio con i pezzi della Spada degli Dei. Se avremo successo molti degli uomini dell'esercito di Atlantide saranno liberi dal controllo mentale imposto dai loro superiori per mezzo del loro imperatore, per cui vediamo di risparmiare chi si arrende." Savidlin guardò sorridente Manji: "E' un buon piano a livello generale, tutto l'esercito di Atlantide sarà impegnato fuori, per cui una volta dentro non dovreste avere grossi problemi. Vediamo di mettere giù i dettagli."

Passarono quattro ore in cui tutti quanti cercarono di dare le loro opinioni e pareri per perfezionare la strategia di Manji. La riunione si sciolse con una soddisfazione generale. Manji fu il primo ad alzarsi e ad uscire. Una volta fuori fu avvicinato da Savidlin: "Sei un ottimo stratega. Se non ti fossi dimostrato tale non ti avrei seguito, spero che avrai successo. Ti faccio i miei migliori auguri." Savidlin strinse la mano calorosamente a Manji dopodiché si diresse alla volta del suo esercito. Manji venne raggiunto da Michael Gryphonheart: "Pensavo di essere il primo a farti gli auguri per domani, ma sono stato anticipato. Con Roan al tuo fianco sono sicuro che non avrai problemi per attacchi alle spalle. E' un buon combattente ed ha un grande cuore." "Ti ringrazio. Lo so, Roan ha già dimostrato più volte tutte le sue qualità. È uno dei miei migliori amici. Ti auguro anche a te buona fortuna per domani." "Domani, Antagarrich mostrerà la sua forza unita per la prima volta." Michael se n'andò insieme a Elyana, Kilgor e Mysteria. Successivamente fu la volta dei suoi figli Ryudo e Ryoma. Ryoma seriamente disse: "Padre domani sarai fiero di me. Cercherò di guidare il nostro esercito facendo del mio meglio, spero di non deluderti padre." "Non penso che lo farai. Tieni sempre sotto controllo i tuoi altri fratelli, potrebbero essere un po' troppo esuberanti." "Va bene padre." Ryudo intervenne: "Come mai mi hai affidato quell'incarico, pensavo che mi spedissi in prima linea." Manji si rivolse a Ryudo: "L'incarico che ti ho dato è il più pericoloso, dovrai vedere insieme a Hawk l'andamento della battaglia e riferire ai vari eserciti. Quindi potresti essere il bersaglio di ognuna delle armate." Manji abbracciò i suoi figli: "State attenti, vi voglio rivedere tutti alla fine della battaglia." Entrambi i figli fecero i migliori auguri al padre. Ryoma partii per il comando dei Draghi di Nighon, mentre Ryudo andò a cercare Hawk con cui divertirsi quella notte a volare facendo dei sorvoli di ricognizione. Manji se ne andò a rilassarsi. Chiese ad una guardia dove si potesse esercitare da solo con la spada, che la indirizzò verso una tenda per allenamenti.

Manji entrò nella tenda, si tolse gli abiti in eccesso, rimanendo solamente con la maglia ed i pantaloni. Sguainò la spada e cominciò ad allenarsi. Dopo qualche minuto sentii la presenza di qualcuno. Si girò e vide Roan: "Ti serve un partner per allenarti bene. Posso?" "Pensavo stessi con Merle. E' molto affettuosa." "Anche troppo." Manji e Roan s'allenarono per circa un'ora. Manji era più forte di Roan, ma comunque erano due spadaccini temibilissimi. Dopo un po', Roan fece il segno di fermarsi. "Oggi, mi hai umiliato abbastanza non ti pare. Mi avresti potuto sconfiggere per almeno dieci volte, non sono al tuo livello." "Non sei affatto male, scommetto che difficilmente qualcuno potrebbe sconfiggerti." "Beh una persona c'è, tu." Proprio in quel momento sentirono degli applausi. Era Zaphyria che insieme a Melvice li guardava ammirati. "Siete fenomenali, difficilmente a vedervi si direbbe che vi stavate semplicemente allenando." Manji le sorrise: "E' inutile che ci lusinghi così, conosco benissimo la tua bravura, anche tu e Melvice non siete affatto male. Come mai siete venuti qui." "Manji ti sei dimenticato una cosa nella riunione. Hai detto a tutti cosa fare, ma noi quattro ancora non ci siamo messi d'accordo. Inoltre ho finito di tradurre il testo." "Meraviglioso. Dimmelo." "Forse sarebbe il caso che prima due persone di mia conoscenza si facessero una bella doccia. Sapete siete entrambi sudati in maniera impressionante. Andatevi a lavare poi ci vediamo nella tenda che Gelu ci ha messo a disposizione, quella al centro dell'accampamento."

Roan e Manji dopo che ebbero fatto una bella doccia e si furono rivestiti arrivarono nella tenda, dove nel frattempo Zaphyria e Melvice discutevano delle loro rispettive avventure giovanili sorseggiando un boccale di birra. "Ben arrivati, adesso siete decisamente meglio." Manji e Roan con fare dispettoso: "Sì, mamma." "Piantatela o vi sculaccio entrambi." Manji, Roan, Zaphyria e Melvice discussero del loro piano. Il piano prevedeva che quando Diamon avrebbe aperto il varco per loro. Manji nella forma draconica con sopra di lui Roan e Melvice e Zaphyria con l'Escaflowne sarebbero entrati nel Tempio sguarnito. Zaphyria disse che il Libro degli Dei, narrava il fatto che la Spada sarebbe stata riunita da quattro persone. Infatti, affermava che i possessori dei pezzi della Spada degli Dei dovevano portare sull'altare i vari pezzi ed il quarto ne sarebbe entrato in possesso subito dopo. Poi lui avrebbe dovuto completare l'opera ponendo la Spada degli Dei nel flusso di energia che costituiva il Potere dei Desideri facendo in modo tale che il tramite sarebbe giunto a giudicare tutti coloro che volevano utilizzarlo, tutti nessuno escluso, compresi gli Atlantidei. "Se è come dici, sembra che la Spada degli Dei sia destinata a me. Non so se sono io che la merito, fra noi tutti." Zaphyria lo guardò: "Tra tutti noi sei il guerriero più abile e poi sei uno stratega fenomenale. Hai un buon cuore dopo. Sei un po' testone, ma questo non è un dramma. Manji noi tutti contiamo su di te." "Spero di non deludervi. Mi avete affidato una grande responsabilità. Roan, Zaphyria, Melvice vi ringrazio di tutto." I quattro amici passarono il resto della sera parlando delle loro avventure reciproche bevendo birra, poi andarono a dormire, nelle rispettive brande. Dopo circa un ora che erano andati a dormire, Roan senti qualcuno svegliarlo. Capii che era Zaphyria. "Cosa vuoi?" "Vieni dobbiamo parlare di domani, ti devo dire tutto." Roan vide che con lei c'era anche Melvice, mentre Manji dormiva profondamente. "Non ti preoccupare, non si sveglierà, nell'ultima birra gli ho messo un piccolo sonnifero." Roan si tirò su dal letto guardandoli in modo sospetto. "Scommetto che è qualcosa di importante ma che lui non deve sapere. Sei una degna figlia di Tarnum." "Purtroppo è così, Manji non deve sapere niente altrimenti ce lo impedirebbe e tutto andrebbe a rotoli. Non possiamo permetterlo."

Intanto nel Tempio del Sole, il Signore Supremo di Atlantide, Saemon Haevarian era nella sua camera intento a prepararsi per il giorno successivo, quello nel quale sarebbe diventato Signore di tutta Gaea, incontrastato. Avrebbe eliminato tutti i suoi oppositori con un colpo solo. "Ma qualcosa potrebbe andare storto. Ricordati che avrai contro i due allievi di Chronox: Tarnume e Van. Per questo sono venuta a portarti un regalo." Era la donna che tanto prima gli aveva dato il potere necessario per diventare quello che era da semplice contadino di Atlantide. Doveva tutto a lei, l'amava a dismisura. Saemon si diresse di lei inchinandosi al suo cospetto. "Questa Spada portala con onore domani, ed i tuoi desideri si realizzeranno, così come i miei." Saemon prese la spada dalle mani della sua amata. "Non ti deluderò." "Se lo dovessi fare ne pagherai con la vita." "Se vincerò realizzerò i tuoi desideri. Morte e disperazione su tutta Gaea." "Bravo sono queste le cose che voglio da te." Saemon alzò gli occhi per guardarla, ma lei era già sparita.

Nello stesso istante, nell'abitazione della famiglia Chronox, Van, Hitomi, Tarnum e Gem stavano aspettando l'arrivo di un ospite importante. Erano tutti presenti, quando la porta dello studio s'aprii ed un bel bambino con gli occhi azzurri entrò in quella sala. Tutti lo guardavano con rispetto. "Vi ringrazio a tutti per essere venuti qui oggi." Tarnum rivolgendosi a lui affermò: "Benvenuto Chronox, sono sicuro che stai bene. Come mai ci hai convocato qui. Sappiamo tutto quello che dobbiamo fare ed il perché." Chronox andò a sedersi su una poltrona e guardandoli disse: "Sono venuto a raccontarvi tutto di me e di mia sorella, ve lo devo, per tutto quello che avete fatto per me, per tutto quello che avete sacrificato." Tarnum se lo guardò divertito: "Non ti preoccupare, alla fine ti faremo il conto di tutto."

Chronox li guardò negli occhi e cominciò a parlare: "Io e mia sorella Haevarian erano due figli adottivi di uno stregone del mondo di Agartha. Ci trattava decentemente. Mia sorella Haevarian si prendeva sempre cura di me. Lei era più grande di me. Non sapevamo chi erano i nostri genitori e perché ci avevano lasciati lì. Il mondo di Agartha era un mondo popolato di stregoni, più potere uno aveva e più in alto era nella scala sociale. Chi non l'aveva era scartato da essa. Lo stregone ebbe un idea per accrescere il suo potere. Gli stregoni traggono la loro energia magica da tutti gli oggetti e creature del nostro pianeta. Lo stregone che ci aveva alleato ebbe un'idea, convogliare il potere magico del nostro potere in due esseri che gli facessero da serbatoio. Se fosse stato così, avrebbe potuto immagazzinare ed utilizzare un quantitativo magico impressionante. Decise di utilizzare tentare un esperimento su di noi. Per lui eravamo solo cavie da laboratorio. Poteva anche ucciderci tanto aveva i soldi per comprare altri bambini. Mia sorella venne spinta tramite la forza magica dallo stregone in quell'involucro che avrebbe fuso nei nostri corpi l'energia magica. Io non opposi resistenza perché ero ancora piccolo. Mi ricordo che inveiva contro di lui, io piangevo perché non sapevo che stava succedendo. Poi lo stregone attivò il congegno e sentii come se il mio corpo cominciasse a esplodere a causa del grande quantitativo d'energia magica. Ma qualcosa andò storto, mia sorella prese il controllo del potere dentro di lei e con un semplice sciocco delle dita uccise lo stregone dopodiché fece continuò ad assorbire l'energia magica nel mio e nel suo corpo, fino a che non l'esaurii tutta. Tutta l'energia magica del pianeta era all'interno dei nostri corpi. Capii che potevo fare di tutto. Allora avvenne la tragedia, mia sorella usò il suo immenso potere contro il pianeta di Agartha distruggendolo. Ci salvammo solo noi due, eravamo diventati qualcosa diverso non più esseri umani, ma esseri senzienti di pura magia o Potere dei Desideri. Da allora mia sorella andò in giro per l'universo cercando altri pianeti dove vi fossero esseri umanoidi che usassero il Potere dei Desideri, risucchiandolo e distruggendoli. Quando arrivammo sul secondo pianeta, io mi ribellai all'idea di mia sorella. Lei mi considerò un nemico, non ricordandosi più chi io fossi. Combattemmo, nessuno vinse, ma quel pianeta fu distrutto. Nemmeno mia sorella fu felice di ciò, le piaceva vedere gli uomini soffrire e disperarsi prima di risucchiare l'energia magica e distruggere il pianeta. Da allora ci siamo affrontati su vari pianeti, in alcuni lo sconfitta facendo in modo tale che se ne andasse, in altri purtroppo no. Ora il suo obiettivo è Gaea. Adesso sapete veramente tutto."

Tarnum come divertito disse: "Interessante, come mai non hai mai rivelato tutto ciò ad altri membri della nostra famiglia." "Pensavo che se conoscessero la verità, ovvero che io e Haevarian siamo fratello e sorella, mi avrebbero guardato con sospetto e le avrebbero permesso di vincere." "Bel comportamento." Van scoppiò a ridere. "Mio cugino che si lamenta perché qualcuno non gli ha rivelato tutti i suoi piani certo che questo è proprio divertente." Poi rivolgendosi a Hitomi ad alta voce: "Adesso sappiamo da chi ha preso!" Hitomi sorridendo. "Già, indubbiamente." Tarnum li guardò: "Piantatela voi due." Van e Hitomi scoppiarono a ridere. Tarnum s'alzò in piedi: "Van ti va di allenarti un po' con me?" "Certamente." Hitomi li guardò: "Verrò pure io domani, non penserai Van di lasciarmi indietro." "Ma, Hitomi è pericoloso." "Van, domani lotteranno, mio figlio Manji e mio nipote Roan, oltre a te. E tu mi diresti di rimanere qui al sicuro. E poi se domani perdiamo non esisterà più un luogo sicuro per cui io verrò e non discutere." Van la guardò, ci pensò un po' sopra. "Cedo alla forza bruta." "Così mi piaci." Gem guardando Tarnum: "Vengo anch'io ovviamente." "Certo, non ti avrei lasciato indietro per nulla al mondo." "Come, marito mio, niente obiezioni." "No, assolutamente. Van andiamo nella palestra ad allenarci. Gem, Hitomi voi potete allenarvi con le balestre nel giardino est." Van e Hitomi si salutarono e poi andarono con i rispettivi amici. Mentre Van e Tarnum si stavano dirigendo verso la palestra, Van gli chiese. "Come mai non hai obiettato al fatto che Gem venisse può essere pericoloso!" "Van, io non combatto le battaglie perse in partenza." "Effettivamente."

Passarono varie ore ad allenarsi, poi Van salutò Tarnum e si diresse nelle sue stanze dove trovò Hitomi che aveva appena finito la doccia. Van a sua volta si fece la doccia e si cambiò d'abito, sistemando al meglio la Distruzione Assoluta. Quando spuntarono le prime luci dell'alba Van e Hitomi erano pronti, il giorno dell'Evento era finalmente arrivato. In quel giorno tutto si sarebbe deciso, in una maniera o nell'altra.