UNA NUOVA ERA

I predatori della mente

Van e Hitomi uscirono dalle loro stanze. Van indossava la solita maglietta rossa con pantaloni e stivali, tenendo legata al fianca la Spada della Distruzione Assoluta. Hitomi si era vestita in maniera sportiva con una maglietta bianca, pantaloni di una tuta. Si diressero tenendosi per mano verso la studio di Tarnum. Van bussò alla porta. Tarnum da dentro gli disse di entrare. Van e Hitomi entrarono trovando Tarnum e Gem seduti al tavolo centrale della stanza sul quale era poggiata una cartina di Gaea, con evidenziati alcuni punti. Gem e Tarnum salutarono Van e Hitomi che contraccambiarono. Gem chiese a Hitomi: "Come avete passato queste ore?" "Bene, ci siamo divertiti molto soprattutto a fare il bagno e voi?" "Noi siamo stati nel nostro giardino a parlare del passato." Hitomi e Gem si scambiarono degli sguardi divertiti. Hitomi si rivolse a Tarnum: "Rieccoci qui riuniti tutte e quattro in questa stanza per salvare il mondo, mai una volta che possiamo stare qui per parlare che ne so dei vestiti che ci metteremo per una festa." Tarnum la guardò divertita. "Noi pensavamo di offenderti a parlare di questi argomenti così banali. E poi quando hai sposato Van, pensavi ad una vita di solo divertimento." "Certo che no, ma ogni tanto vorrei stare un po' a parlare di cose futili. Lo stesso vi ringrazio per non avermi voluto offendere con argomenti banali." Van li guardava divertito, ma poi intervenne: "Adesso che facciamo stiamo ad aspettare." "No, assolutamente. Non hai sentito tuo figlio, Manji." "No. Ero impegnato in altre faccende, perché che è successo, niente di grave." "No, a parte il fatto che Zaphyria, Manji ed i suoi amici sono stati catturati dalla popolazione che tiene nascosta l'ultimo pezzo della Spada degli Dei."

Van e Hitomi ebbero un sussulto. "Stanno bene?" "Sì per ora sì, fammi spiegare. L'ultimo pezzo si trova nelle Antiche Grotte. Le prime grotte create su Gaea. Sono andati là tutte e quattro, anche con l'Escaflowne, visto l'ampiezza delle stesse. Lì hanno seguito degli indizi per trovare l'ultimo pezzo addentrandosi sempre più in profondità. Alla fine la loro strada li ha condotti dai Gwmeni." "Gwmeni, sono una popolazione delle leggende." "Non tanto, visto che li tengono prigionieri. Mi ha avvertito telepaticamente mia figlia. Stanno bene. Li stanno utilizzando come schiavi ed una volta li hanno fatti combattere con altri schiavi." Hitomi guardò Tarnum: "Chi sono i Gwmeni?" "I Gwmeni sono una popolo che si diceva vivesse nelle profondità. Ora queste leggende si dimostrano vere. Hanno un corpo che per altezza e robustezza è la metà di uno umano, ma il loro potere risiede nel loro cervello che ha dimensioni doppie rispetto a quelle umane. Possono usare il cervello come un arma. Attaccando il nemico, possono provocare dei dolori lancinanti al cervello e ridurre alla schiavitù." Van gli chiese: "C'è una maniera per sconfiggerli?" Tarnum disse: "Si dice che le bacche di Grawl blocchino i loro poteri." Hitomi speranzosa disse: "Allora gliele portiamo e li aiutiamo a sconfiggere i Gwmeni." Tarnum la guardò serio: "No. È ora che imparino a cavarsela da soli. Certo avranno sempre bisogno del Grawl." Van che lo conosceva sin troppo bene. "Sono sicuro che hai un piano? Dimmelo." "Cosa te lo fa immaginare? In ogni caso sì un idea ce l'ho. Van che ne pensi dei Plactron?" "I Plactron, gli uomini marini, che c'entrano." Tarnum sorrise divertito a Van e Hitomi."

Manji, Melvice, Zaphyria e Roan erano stati rinchiusi nella loro cella dopo un giorno di lavoro forzati all'interno delle grotte da parte di quegli esseri maledetti. Gli avevano tolto le armi ed ora erano stati lasciati soli senza poter far nulla. Un tentativo di fuga era impossibile fino a quando potevano usare quel loro maledetto potere. Erano stati costretti a combattere con altri prigionieri una volta. Li avevano costretti dicendo che solo un gruppo sarebbe uscito vivo da quello scontro. Se non avessero combattuto non ne sarebbe uscito nessuno vivo. Manji s'avvicinò a Zaphyria: "Tuo padre ti ha risposto?" "Sì, ha detto, ti sei cacciata nei guai, ora salvati da sola." "Davvero?" "Sì, lo conosco troppo bene, non sarebbe venuto. Mi ha solo detto che lui e Van erano impegnati in un'altra missione." Manji lanciò una serie d'epiteti poco raffinati. Roan e Melvice lo guardarono sbalordito. Zaphyria si divertiva: "Se te ne mancano, te ne posso suggerire almeno un altro centinaio. Hai idea di cosa fare?" "No, anche se mi trasformassi in un drago, non cambierebbe la sostanza se possono attaccare il mio cervello." "Già, ci servirebbero delle bacche di Grawl, si dice che annullino qualsiasi potere mentale. Ma qui sotto è impossibile trovarne." Proprio in quell'istante alcuni Predatori scortavano in una cella vicino alla loro dei nuovi prigionieri. Tutti furono sorpresi a vedere quei quattro prigionieri, due maschi e due femmine. Erano dei Plactron, i commercianti marini, mezzi uomini e mezzo pesce. Vivevano sempre sulle loro navi ed erano dei commercianti fenomenali. Si diceva che le loro città fossero costruite direttamente sul mare. Zaphyria guardandoli disse: "E quelli come l'hanno catturati. Forse sono stati incauti quando sono scesi dalle loro navi." Manji li osservò distratto: "Ma non è un problema che ci riguarda ora." "Manji, devi aver preso l'ottusità di tuo padre, senza dubbio. I Plactron, vendono di tutto. Potrebbero avere indosso quello che noi cerchiamo." "Ma non saranno stati perquisiti." "Non conosci i loro abiti, hanno almeno una decina di tasche nascoste, dove tengono alcune mercanzie importanti." Roan e Melvice s'avvicinarono. Roan li osservò: "Potremmo chiedere se ne hanno." Zaphyria lo guardò: "Sì, ma non ti daranno nulla per nulla. Su questo scordatelo." "Se hanno quello che ci serve gli proporremo uno scambio alla pari. Le bacche contro la libertà di tutti. Se fossimo liberi dal loro potere sarebbe uno scherzo per noi liberarci da qui." "Hai ragione Roan, ma ricordati che dobbiamo recuperare l'Escaflowne e trovare l'ultimo elemento della Spada degli Dei. Fortunatamente ci hanno tolto solo le armi intere e non ci hanno preso i pezzi della Spada degli Dei." Manji guardò Melvice "Sicuramente non ne hanno intuito il valore, e se non l'hanno fatto con quello, potrebbero non aver considerato il valore di quelle bacche. Ammesso che i Plactron ce l'abbiano. Non vedo l'ora di liberarmi per fargliela pagare cara." Zaphyria s'allarmò dall'ultima frase di Manji e soprattutto dal tono con cui l'aveva detta.

Il giorno successivo furono ricondotti nelle miniere. Fecero di tutto per lavorare vicino ai Plactron. Ad un certo punto Manji e Zaphyria riuscirono ad avvicinarsi continuando a lavorare vicino ad uno dei quattro Plactron. Zaphyria fu la prima a parlare sottovoce: "Vorremmo proporvi uno scambio alla pari, vi interessa?" Il Plactron la guardò incuriosito, parlare d'affari con uno di loro, significa attirare in ogni modo la loro attenzione. "Certo dipende dallo scambio." "C'interesserebbe avere delle bacche di Grawl ne avete?" "Sì, la mia compagna ne ha una un po', voi cosa mettete sul piatto." "La libertà. Voi ci date le bacche di Grawl e noi vi diamo una mano a fuggire da qua. Che ne dite." "Devo valutare la proposta con i miei amici." Zaphyria sapeva che questo equivaleva ad un mezzo sì. "A proposito come siete finiti qui?" "Quello stupido di mio fratello si è fatto convincere ad accettare un carico, però con l'unico obbligo di andarlo a ritirare di persona. Quando ci siamo andati abbiamo scoperti che eravamo stati noi ad essere venduti ai Predatori. Se ritrovo quello che ci ha venduti gliela faccio pagare. Ci ha venduti per solo venti pezzi d'oro. È un affronto." Manji lo guardò in maniera strana, ovviamente per i Plactron, gli affari venivano sempre al primo posto. "Ci vediamo qui fra due ore. A proposito se ci tirate un brutto scherzo, sappiate che ve la faremo pagare, alla fine." "Non vi deluderemo mai. Noi siamo onesti combattenti."

Zaphyria e Manji tornarono verso Roan e Melvice facendogli segno che tutto era andato per il meglio. I quattro continuarono a lavorare per non far insospettire i loro carcerieri. Dopo due ore si riavvicinarono ai Plactron fingendo di lavorare. Il Plactron con cui avevano parlato si avvicinò a Manji e Zaphyria. "Ho quello che vi serve. Spero che manterrete la vostra parola, perché qui sotto non si possono fare grandi affari." Il Plactron diede a Zaphyria una piccola bustina che lei infilò immediatamente all'interno dei vestiti. Ma mentre prendeva la bustina notò qualcosa di particolare. Zaphyria rivolgendosi al Plactron. "Noi manterremo la promessa, liberandovi, ma qui dobbiamo prima recuperare alcune cose. Avete per caso visto un guymelef bianco?" "Sì l'hanno sistemato nell'arena. Come trofeo, vicino alla statua del loro dio. E' vostro? Sareste disposti a venderlo?" "Non penso che il proprietario se né voglia disfare così facilmente!" "Ditegli che se è disposto glielo pagheremo bene. Un guymelef degli Ispano è un pezzo raro." Zaphyria e Manji tornarono dai loro amici. Quando i Gwmeni li riportarono verso le loro celle, Zaphyria rivolse lo sguardo verso il Plactron con cui aveva parlato e mentalmente pensò ' Grazie papà! ' Come se l'avesse sentita il Plactron si girò sorridendole.

Una volta che furono condotti nella cella, uno dei Gwmeni s'avvicinò alla loro gabbia: "Domani siete attesi nell'arena per combattere avete qualche preferenza oppure scegliamo noi." Zaphyria s'avvicino alle sbarre e disse: "Quelli nuovi non ci dispiacerebbero. Io odio quegli esseri marini." "Va bene, combatterete alla morte con loro. Fateci vedere un bel combattimento." "Senz'altro, rimarrà nella storia." Il Gwmeni se ne andò soddisfatto. Zaphyria rientrò verso gli altri: "Allora, Manji che intenzioni hai? Sei tu il capo." "Quante ore fanno effetto quelle bacche." "Ventiquattro, non di più." "Bene, le prenderemo prima di cominciare a combattere. Una volta nell'arena fingeremo di combattere, ci avvicineremo all'Escaflowne. Melvice quanto ti ci vuole per aprirlo, entrarvi e farlo funzionare?" "Trenta secondi, un minuto al massimo." "Avrai i tuoi trenta secondi. Bene, una volta che saremo liberi, gliela farò pagare per averci tenuto prigioniero?" Zaphyria intervenne: "E che intendi per fargliela pagare?" "Ma è ovvio li eliminerò tutti." Roan e Melvice rimasero sorpresi dalla crudeltà insita nelle parole di Manji. "Intendi eliminarli tutti, anche le loro donne ed i bambini. Intendi fare una strage di loro. Perché se è così io non ho più intenzione di seguirti!" "Ma sono delle bestie che usano la gente per i loro scopi. Non possiamo lasciarli in vita." Zaphyria gli urlò in faccia: "Se è così che la pensi con me hai chiuso. Ti consideravo una persona migliore, ma ovviamente mi sbagliavo. Sei un delinquente peggiore del nostro nemico. Scommetto che faresti rattristare anche i tuoi genitori per il tuo comportamento." Manji arrabbiato gli rispose: "Tu che ne sai di quello che provo contro coloro che riducono la gente in schiavitù." Zaphyria lo guardò negli occhi: "Ti riferisci alla morte di tuo fratello Van Jr. Certo che lo so. So tutto di quello che è successo e della vendetta che ti sei preso contro coloro che l'hanno massacrato." Manji era rimasto senza parole. Zaphyria lo incalzò: "Mio padre, nel periodo trascorso fino ad oggi, quando mi svegliavo ogni tanto dalla camera di stasi, mi aveva dato il compito di tenere sotto controllo tutti coloro che potevano essere importanti per la nostra missione. Mi svegliai due mesi dopo l'accaduto. Venni a sapere dell'atroce morte di tuo fratello e dell'incidente alla nave ammiraglia dei Kwaii. I due avvenimenti potevano essere separati, ma io volli indagare. Vedi mio caro Manji dove la nave è precipitata tra le fiamme, tutto è andato distrutto, ma tra le macerie ho trovato una scaglia di drago bianca. Non mi ci volle molto a realizzare. Non ti voglio né colpevolizzare, né scusare per quello che hai fatto per vendicare tuo fratello. Ma ora la situazione è diversa. Se continuerai su questa strada, finirà che un giorno comincerai piacere ad uccidere gente inerme." Manji sentendo la verità nelle parole di Zaphyria fece per voltarsi, ma lei non glielo permise prendendolo per il colletto della maglia e schiaffeggiandolo ripetutamente. Roan preoccupato che qualcuno potesse aver sentito si posizionò vicino alle sbarre della cella.

"Allora te ne bastano o ne vuoi delle altre." Manji la guardò e dopo cominciò a piangere: "Hai ragione tu, non posso proseguire su questa strada. Ma sai il legame tra me e Jr. era molto forte. Quando era piccolino ebbe una grave malattia che stava per portarcelo via. Io fui quello tra i vari fratelli che se ne prese cura più di tutti. Tra di noi s'era creato un legame speciale. Gli avevo promesso di portarlo con me quando sarebbe diventato grande. Avevo predisposto tutto sull'isola di Nighon per lui, anche una camera di stasi. Sapevo dov'era ed intuendo che fino alla primavera non si sarebbe mosso, avevo deciso di andarlo a trovare quando si fosse mosso da lì e di proporgli di venire con me. Ma non sono arrivato in tempo. Sono un fallito, non sono riuscito a proteggerlo." Manji crollò a terra piangendo. Zaphyria s'avvicinò a lui consolando: "Non potevi conoscere le spire del Destino. Inoltre tu per lui devi aver fatto tanto, infatti era diventato proprio un bravo ometto. Ha sacrificato volontariamente la vita per chi amava. Ora su Manji, sfogati pure." Manji si liberò in un pianto dirotto tra le braccia di Zaphyria. Roan s'avvicinò a Manji: "Per quanto riguarda i Kwaii hai fatto benissimo anche noi felidi vendichiamo sempre chi uccide un nostro caro senza motivo. Ma ora devi farti forza ed andare avanti, pensa se il tuo fratellino ti vedesse dal cielo cosa penserebbe di te che uccidi gente inerme." Poi allentandosi: "Non sono bravo con le parole come Zaphyria, ma sono sicuro che ora lui da lassù ti guarda, per cui gli devi dare anche adesso il buon esempio." "Grazie gattino." Manji si rialzò, asciugandosi le lacrime e baciò ad una guancia Zaphyria: "Grazie per quello che hai detto e fatto per me. Sono un vero testone come mio padre, hai ragione." Roan se lo guardò in maniera strana: "Manji, prova a baciarmi e ti taglio la gola." "Non ci penserei mai, baciare una bella ragazza sì, un gatto non ci penso per niente." Roan gli sorrise di rimando. Melvice intervenne: "Manji, ti apprezzo ancora di più. Un uomo che sa ammettere i propri errori è una persona migliore di chi non li ammette mai. Ti apprezzo ancora di più. E se posso dirti, dispiace anche a me quello che è successo a tuo fratello. Nella nostra famiglia è ricordato spesso quell'episodio, per dimostrare il vero valore di un cavaliere. La sua spada è fra i cimeli più importanti nella nostra famiglia." Manji li guardò tutti e tre: "Grazie a tutti voi. Adesso mettiamo appunto il piano." Zaphyria lo guardò: "Amici come prima." "Certo." Nel frattempo nella cella dei Plactron, il più alto dei quattro era concentrato, quando l'altro maschio del gruppo disse: "Allora che fanno?" "Hanno deciso di muoversi."

Il momento della battaglia era pronto. I Gwmeni apprezzavano le lotte all'ultimo sangue tra i loro schiavi. Li divertiva vedere come si uccidevano a vicenda, era piacevole. I due gruppi di schiavi furono portati nell'arena. Ad ognuno di loro furono ridate le proprie armi, tranne ovviamente al ragazzo che usava il guymelef a cui fu data una spada. I due si fronteggiavano. Da un lato vi erano Manji, Zaphyria, Roan e Melvice. Dall'altro lato vi erano i quattro Plactron, i due uomini e le due donne. I due uomini avevano in mano due spade, le donne delle balestre. Manji notò una cosa strana che riferii a Zaphyria: "Non sapevo che le donne dei Plactron combattessero, questo mi sorprende. E poi le balestre sono un'arma che in mare non servono un granché." "Ma che strano!", fece con fare indifferente Zaphyria, il che insospettii maggiormente Manji. Manji ed i suoi amici si schierarono in modo da avere l'Escaflowne alle spalle. I Plactron si disposero di fronte a loro. I due Plactron si posizionarono con le loro spade. La posizione dei loro avversari era inconfondibile per Manji, il quale sottovoce parlò a Zaphyria: "Ma quelli sono…" "Ce ne hai messo di tempo. Belle maschere hanno, sembrano proprio vere con questa oscurità." "Ma che stanno a fare qua." "Vogliono vedere come ce la caviamo nelle situazioni di difficoltà." "Una mano no!" "Mio padre dice sempre si aiutano i bambini non gli uomini." Manji in quel momento gli avrebbe voluto rispondere per le rime, ma i Gwmeni diedero il segnale di via.

Zaphyria si scagliò contro quello più alto, suo padre. Mentre Manji si scagliò contro l'altro. Quando furono vicini Manji gli sussurrò: "Di nuovo uno contro l'altro, padre. Sta diventando un vizio." Il Plactron lo guardò: "Vediamo quanto sei migliorato." I quattro continuarono a fingere di combattere. I Plactron spinsero i loro avversari verso l'Escaflowne soprattutto grazie alle loro compagnie che miravano a Roan e Melvice senza colpirli. Quando Melvice fini contro l'Escaflowne, Manji disse a tutti loro. "Ora!" Melvice si arrampicò sull'Escaflowne, mentre gli altri si schierarono in sua difesa. I Gwmeni cercarono di utilizzare il loro potere per bloccare i loro schiavi ma quando non vi riuscirono si spaventarono. Il terrore s'impadronii ancora di più di loro quando Manji si trasformò in un drago e cominciò a sputare fuoco contro di loro senza colpirli. Manji gli mise molta paura e parlò alle loro menti: "Questo è un mio avvertimento se proverete a fare altri prigionieri, tornerò con tutto il mio popolo e faremo piazza pulita di voi." Intanto Melvice era entrato nell'Escaflowne e si stava dirigendo verso la statua del loro dio, dove su una delle mani vi era la Lama Indistruttibile. Intanto Manji aveva fatto salire sopra di sé gli altri. Melvice recuperò con la zampa dell'Escaflowne nella forma draconica la Lama Indistruttibile. Manji parlò mentalmente con Melvice "Hai fatto? Possiamo andare?" "Sì, Manji. Fai strada, io ti seguo con l'Escaflowne." Manji, sopra il quale vi erano Roan, Zaphyria ed i quattro Plactron partii di volata da quel regno seguito da Melvice.

Dopo meno di una giornata furono fuori dalle Antiche Grotte, quando uscirono erano illuminati solo dalla luce delle lune. Manji atterrò facendo scendere i suoi ospiti e ritrasformandosi nella forma umana. Melvice a sua volta scese dall'Escaflowne e cominciò ad avvolgere in un panno di stoffa la Lama Indistruttibile per portarla con se senza ferirsi. Manji, Zaphyria e Roan stavano guardando i quattro Plactron. Il più alto disse: "Vi ringrazio per tutto quello che avete fatto, avete rispettato il patto." Manji intervenne: "Non pensate sia il caso di smetterla questo gioco." Il più alto guardò l'altro maschio e disse: "Ma chissà da cosa l'avrà capito, sicuramente è meno testone di te." I quattro Plactron cominciarono a spogliarsi ed ad eliminare le grosse maschere che portavano in volto. Davanti agli occhi di Manji, Zaphyria, Roan e Melvice apparvero Van, Hitomi, Tarnum e Gem. Manji s'avvicinò a suo padre e sua madre. Hitomi lo guardò felice: "Sei molto cresciuto, figliolo." Hitomi abbracciò Manji. Van si avvicinò ai due: "Stai bene. Ti volevo chiedere scusa per quello che ti ho fatto al Tempio della Maturazione." "Non me lo ricordo nemmeno, padre. Sapevo che non eri in te. Posso presentarvi Roan, vostro nipote. Il figlio di Maya e Icarus. Roan avvicinati." Roan si avvicinò con fare titubante, per la prima volta incontrava un suo parente diretto. "Nonno, nonna sono felice di incontrarvi." Van guardò Hitomi: "Te lo detto che siamo già molto vecchi." "Io non credo, vieni qua in modo che possa abbracciarti." Roan si fece abbracciare tranquillamente da Hitomi. Hitomi disse: "Hai preso la capigliatura di Maya ed anche il suo sguardo gentile." Roan rispose: "Mi sarebbe piaciuta vederla almeno una volta." Melvice s'avvicinò lentamente. Sapeva che in quel gruppo lui poteva essere di troppo, ma Van gli aveva fatto segno di avvicinarsi. "Sua Maestà, Re Van Fanel, sono felice di rivederla in piena forma." "Chiamami semplicemente Van, io oramai non sono più il Re di Fanelia, questo compito l'ho lasciato da qualche tempo. Spero non sia per te un dispiacere. A proposito se tratterai male il mio Escaflowne te ne farò pentire." "Non si preoccupi lo tratterò con riguardo. Regnare su Fanelia è bellissimo anche se è un dovere importante." Nel frattempo Zaphyria stava parlando con i suoi genitori Tarnum e Gem. Ad un certo punto Tarnum gridò a Van: "Se voi avete finito noi dobbiamo andare via." "Sì, hai ragione." Manji li guardo sorpreso. "Pensavo che vi sareste uniti a noi." "No, noi abbiamo un'altra strada da fare. Quando arriverà il momento decisivo ci rivedremo, contaci figliolo e anche tu nipote." Manji e Roan assentirono. Dopo i saluti di rito, Tarnum, Van, Hitomi e Gem se n'andarono, ma prima di voltarsi Zaphyria li raggiunse: "Sapete come sta mio fratello?" "Mi ha detto che sta bene e che adesso è impegnato e non vuole essere disturbato."

Una volta che se ne furono andati, Manji richiamò l'attenzione degli altri. "Allora amici dopo questo piacevole incontro possiamo dedicarci a mettere appunto l'ultima fase del piano. Zaphyria cosa dobbiamo fare ora? Sei tu che hai il Libro degli Dei." Prima che Zaphyria potesse rispondere una voce disse: "Ehi voi quattro rimanete fermi dove state." Roan si girò preoccupato, ma Melvice gli disse di calmarsi. Due persone arrivarono con una lampada in mano "Come stai fratello, bene?": affermò uno dei due. "Certo Hawk cosa ti porta qua. E chi è il tuo amico." Manji fu il primo a rispondere: "Il suo amico è il mio primogenito Ryudo." "Ciao padre, come stai?" "E tu che ci fai qua!" "Sto insieme al mio amico ed abbiamo il compito di portarvi all'accampamento, venite qua siete allo scoperto." E fu così che Hawk e Ryudo portarono al quartiere generale dell'esercito Manji ed il suo gruppo.

Nel frattempo nella stanza del Generale dell'Armata del Nord d'Atlantide, presso il Tempio del Sole, i problemi erano sempre maggiori. "Maledizione, mio secondo Ruby. Durante questo mese le congiunzioni astrali ci sono sfavorevoli come capita una volta ogni mille anni non possiamo usare troppo il Potere dei Desideri. Fra due giorni poi sarà l'apice della congiunzione sfavorevole. Il giorno in cui il Potere sarà nullo. Per quel giorno avevamo organizzato varie feste nei vari Regni per evitare che si ribellassero, ma ora i problemi aumentano. Un contingente enorme da Antagarrich si sta dirigendo qua. Se avessimo il Potere dei Desideri li potremmo spazzare via facilmente. Inoltre le nostre spie nell'Impero di Mu sono state eliminate. Alcuni dicono che un esercito si sta radunando sul continente di Central. Dobbiamo stare all'erta. Tu ed i tuoi uomini dovrete proteggermi. Noi siamo l'Armata più invidiata delle quattro del nostro Regno e dovete dimostrarlo, proteggendo il vostro comandante." Ruby lo guardo con sdegno. "Hai qualcosa da dire dopo il tuo fallimento nella Foresta degli Albori." "Sì, un generale che si copre nelle retrovie, non è degno di fiducia da parte dei suoi uomini. Voi siete solamente un nobile d'Atlantide che ha avuto quel posto per nascita e non per bravura. Non meritate di comandare neanche un cane figuriamoci un armata."

Il Generale si infuriò a dismisura, doveva punire questa insubordinazione. Cominciò a tirare fuori la spada, ma solo allora si ricordò la fama del suo secondo. Non era mai caduto nelle sue provocazioni per paura di una sua vendetta, ma ora visto la situazione non vi aveva prestato attenzione. Stava per rimettere apposto la sua lama, ma Ruby non gliene aveva dato tempo, trafiggendolo con un coltello alla gola. Subito dopo lo attaccò al cuore con la sua spada. Il generale morii sul colpo, ora per le leggi d'Atlantide emanate da Saemon Haevarian era lui il Generale dell'Armata del Nord. Stava per prendere l'insegna del comando, quando sentii una voce da dietro: "Complimenti siete un uomo ambizioso, spero che vi farete onore sul campo." Ruby leggermente sorpreso si girò ed inchinandosi disse: "Si, mio signore Supremo Saemon Haevarian." "Conto su di voi, Generale Ruby." Saemon fece per andarsene, quando si voltò: "Lo sapete Generale Ruby siete un uomo strano. Uno dei pochi a cui non riesco a leggere nel pensiero. Ci sono solo poche persone al mondo a cui non riesco a fare ciò." Saemon se ne andò come divertito.

Il neo Generale Ruby s'alzò e si sedette nella posizione di comando, molto preoccupato. Saemon aveva intuito chi era, ma allora perché non l'aveva eliminato. O forse non gli interessava e pensava di spazzarlo via appena le cose sarebbero andate come si deve. Si doveva essere così. Ora la sua vita era nelle mani di chi avrebbe tentato l'impresa. Il neo Generale Ruby convocò i suoi uomini fedeli che sapevano chi fosse e gli spiegò i piani per i giorni successivi. I suoi uomini concordarono col suo piano. Se fosse andato a buon fine, il buon nome della sua famiglia sarebbe stato ripristinato. Quando sarebbe arrivato il giorno decisivo avrebbe ripreso il suo nome e da allora fino alla sua morte non l'avrebbe più cambiato, lui era Diamond Chronox, figlio di Tarnum e Gem.