UNA NUOVA ERA

La tragedia di Van Jr.

Hitomi stava nuotando nella grossa vasca piena d'acqua calda che avevano nei loro bagni, mentre Van la guardava, dentro la stessa, appoggiato con i gomiti ai bordi. Erano state ore indimenticabili d'amore, tra loro due, finalmente si erano ritrovati, quanto tempo. Fortunatamente le loro stanze, come quelle del cugino, erano dotate anche di una piccola zona cucina, che grazie ad una camera di stasi, permetteva di tenere gli alimenti sempre freschi. In questo modo potevano non allontanarsi mai dal loro luogo d'amore. Hitomi s'avvicinò a Van ed abbracciandolo gli disse: "Non vieni a nuotare anche tu?" "Certamente." Van e Hitomi si divertirono a nuotare in quell'acqua calda per un po' di tempo, divertendosi anche a passare sotto la cascata d'acqua ed a schizzarsi reciprocamente. Dopo un po' si fermarono e s'accostarono al bordo. "Hitomi, mi sorge un dubbio." "Dimmi, Van." "Tarnum, mi ha detto che come spirito potevi andare da tutto quelli che amavi. Allora saprai cosa hanno fatto i nostri figli nelle loro vite. Me lo racconteresti? Quanto vorrei averli vedere crescere." "Lo vuoi sapere." Van s'avvicinò e baciandolo disse: "Sì, voglio sapere tutto."

Hitomi si mise accanto a Van sul bordo della vasca ed incominciò a raccontare. Hitomi parlò a Van, inizialmente di Manji, e di com'era diventato il signore di Nighon. Gli raccontò del suo rapporto con Skye, con l'amico di Tarnum, Dracon e del primo figlio Ryudo. Raccontò della sua battaglia contro Mutare con l'imprevedibile finale, quando fra i due vi era stata l'Agnizione e della nascita del loro figlio Ryoma. Hitomi guardò Van: "Hai visto, ho fatto bene a tenerti sott'occhio. Prima Folken e poi Manji hanno avuto due donne in contemporanea. Se non ti avessi tenuto sott'occhio, ti saresti messo con qualcun'altra tipo quella che hai incontrato tra i due mondi." Van guardò risentito Hitomi. "Ancora! Lo sai che amo solo te." "Questo mi piace sentirtelo dire." Van poi guardò con fare dispettoso Hitomi: "Anche se ora che me lo hai fatto pensare è vero. Non devo essere da meno di loro, potrei trovarmi un'altra. Tu chi consigli?" Hitomi lo squadrò con occhi di ghiaccio."Meglio che te lo scordi." Van la baciò divertito. "Ti prego continua." Hitomi spiegò poi che tra Manji, Skye e Mutare era nato un bel rapporto. Infatti, aveva altri due figli dalla prima, mentre dalla seconda n'aveva avuto un altro ed era nell'attesa di un terzo." Van guardò Hitomi. "Quando avremo finito quest'avventura. Ti dovrai occupare di un bel po' di nipotini." "Già, peccato che sono questi nipotini a potermi prendere in braccio senza difficoltà e non il contrario."

Hitomi raccontò poi delle avventure di Maya e Icarus, dei loro viaggi per Antagarrich. Del loro incontro con Kilgor, signore di Krenwold. Le esperienze che ebbero con Michael Gryphonheart, l'uomo più importante in questo periodo sul continente. Degli insegnamenti che i due profusero al giovane Michael sia per quanto riguarda l'addestramento militare, sia per quanto riguarda la vita. Il successivo incontro con Mysteria, un'altra delle allieve di Tarnum, che curò Icarus da una terribile malattia e li aiutò ad avere il loro primo figlio. Di loro due aveva perso le tracce dopo il suo attacco e la loro fortunata partenza per un nuovo mondo tramite la colonna di luce. Da allora non aveva avuto più loro notizie, di questo n'era dispiaciuta anche se sapeva che se sarebbero tornati l'incantesimo di Van li avrebbe uccisi. "E cosi quei due alla fine si sono messi insieme. Sono felice per loro. Icarus è stato sempre un bravo felide. Anche se un po' discolo." "Chissà da chi aveva preso. A proposito Van, sai che fine hanno fatto Merle e Gelu." "Loro si sono messi in salvo come hanno sentito i primi tremori. I felidi sono maggiormente sensibili a questi eventi. Dopo quell'evento si sono nascosti in alcune celle di stasi. Si sono svegliati poco tempo fa e si sono messi subito al lavoro per riarmare il loro esercito libero." "Ma io ho sentito annunciare che era stato distrutto." "E' quello che hanno fatto credere, invece è più forte che mai. Ed anche loro saranno lì quel giorno." "Mi farebbe piacere rivederli tutte e due." Van guardò divertito Hitomi. "Devi stare poco bene, per dire che ti piace rivedere Merle, forse è l'acqua calda. Sicuramente." "Piantala." Hitomi finse di colpire Van.

Hitomi raccontò poi delle vicissitudini di Siddin. Siddin aveva più volte smascherato i complotti del loro nemico facendogli naufragare più di un piano per la distruzione dell'Alleanza di Fanelia. Alla fine Siddin era cresciuto ed era diventato un uomo formidabile, acquisendo un altro potere oltre quello di leggere nella mente altrui, cioè il potere di spostarsi per lunghi tratti in un istante. Molti, infatti, lo chiamavano Siddin il viaggiatore. Aerie era cresciuta ed era diventata una principessa molto saggia. Non si era mai sposata perché non aveva trovato l'uomo adatto. Un giorno, quando il primo erede di Siddin ebbe l'età giusta per diventare il suo successore Siddin e Aerie partirono per un lungo viaggio e da allora non sono stati più visti da nessuno. Molti sospettavano che avevano avuto un incidente, ma questo erano solo voci. "Già, chissà che gli è successo. Hitomi li hai più sentiti o visti." "No, Siddin mi disse che partiva per un viaggio, ma poi non sono più riuscito a raggiungerli."

Van guardò Hitomi, poggiando un gomito sul bordo della vasca. "Che n'è stato del piccolo Jr.?" Hitomi temeva quella domanda, sapeva quanto Van ci teneva a quel figlio, infatti, gli assomigliava moltissimo sia per l'aspetto fisico sia caratteriale. I due sembravano intendersi a meraviglia. Anche Manji ci teneva, ma come fratello maggiore verso il più piccolo dei suoi fratelli che proteggeva fortemente. Il rapporto tra Van e Jr. era ancora più stretto. "Lo vuoi veramente sapere?" "Sì, qualsiasi cosa abbia combinato!" Hitomi cominciò a raccontare di Jr. descrivendo i vari allenamenti che aveva fatto da quando erano scomparsi e Manji gli aveva promesso che sarebbe tornato a prenderlo. Ci teneva tantissimo ad andare con lui. Quando a Fanelia si venne a sapere che la favolosa isola di Nighon era scomparsa, Van Jr. s'era abbattuto tantissimo. Siddin era molto preoccupato per lui. Poi una mattina, fu avvisato che Van Jr. era scappato di casa. Aveva lasciato una lettera sulla sua scrivania nella quale diceva che avrebbe voluto migliorare le sue tecniche di combattimento fuori da Fanelia. Siddin capii che si era risentito perché prima il padre e poi Manji erano scomparsi senza venirlo a riprendere. Sapevano che voleva diventare un gran cavaliere, ma oramai i suoi esempi erano scomparsi e nulla lo tratteneva a Fanelia. Siddin legò con il suo potere quello di Van Jr. a lui per assicurarsi che stesse bene. Da allora seppe che girovagò moltissimo, facendo vari lavori e cercando sempre nuovi maestri che gli insegnassero l'arte della spada. Si riteneva bravo, ma non eccezionale come suo padre o suo fratello maggiore. Lui voleva essere migliore di loro.

"L'avrei fatto anch'io nella sua situazione." "Non ne ho dubbio! Un giorno quando Jr. compii diciassette anni si ritrovò nel villaggio di Victoria, da lì avrebbe proseguito quando fosse giunta l'estate per Rainbow, ma attraversare le montagne in quel periodo sarebbe stato un suicidio. Fortuna volle che proprio la sera in cui giunse lì, mentre sostava in una locanda, due bulli del paese cercarono di molestare la figlia del proprietario, che aveva l'età di Jr. Van Jr. riuscii facilmente a sbatterli fuori dal locale e quando propose al proprietario di assumerlo, questi accettò. Van Jr. fece molto bene il suo lavoro e tra lui e Melena, nacque un bellissimo sentimento d'amore. I due erano sempre insieme quando non dovevano lavorare. Il proprietario del locale, riuscii a capire in breve tempo chi fosse, anche perché ti assomigliava tremendamente. All'inizio pensò che fosse un qualunque giovane nobile che si voleva far beffe della gente comune, ma conoscendolo lo apprezzò sempre di più. Gli voleva proporre di mettersi insieme alla figlia e magari dargli in gestione il locale, ma sapeva che era un guerriero e che sarebbe presto ripartito, quindi era titubante su quella scelta. Due giorni prima della partenza di Jr. dal paese, lui e la sua ragazza uscirono per andare a fare una scampagnata. Il padre della ragazza, avrebbe voluto fare un bel discorsetto a Jr. quando sarebbe rientrato, proponendogli di mettersi con la figlia e magari portarla con sé oppure vivere con lei gestendo quel locale." Van ci pensò un attimo. "Avrebbe potuto accettare, lui ha un buon cuore."

Hitomi era titubante sul continuare, non sapeva come. "E poi, Hitomi?" "Stavano tornando, lungo il sentiero che portava alla rupe sul mare. Da lì vi è un bellissimo panorama, ma…" "Ma…" "Ma ebbero la sfortunata di incontrare la nave ammiraglia dei Kwaii." Van era sbiancato, quando aveva sentito quel nome. I Kwaii erano dei venditori di schiavi, famosi in tutta Gaea. Non erano fedeli a nessuna bandiera. Il loro unico commercio era quello degli schiavi che catturavano nelle varie nazioni e rivendevano. La merce più rara e preziosa per loro erano le giovani ragazze. La nave ammiraglia da quanto sapeva contava su almeno cento uomini. Era impossibile farcela da solo, contro quelle bestie immonde. "Continua, Hitomi." "La nave attraccò vicino a loro e scesero subito per prenderli. Loro fuggirono, ma si ritrovarono sulla rupe che dava sul mare, non avevano vie di fughe. Il mare sotto è basso e pieno di scogli. Van Jr. le propose di fuggire mentre lui li avrebbe affrontati. Jr. si lanciò da solo contro quelle bestie. Lì affrontò, ne uccise una decina prima di essere sconfitto. Melena per la paura o forse per l'amore che provava per Jr. non riuscii a fuggire. Presero Jr. e per far star calma la ragazza, lo uccisero di fronte ai suoi occhi, tagliandogli la testa, che le mostrarono in segno di trionfo." Hitomi oramai piangeva senza vergognarsi, Van la consolava anche se avrebbe voluto vendicarsi, ma non poteva perché erano passati più di cinquecento anni e non c'era più nessuno con cui farlo. Gli ultimi Kwaii erano stati eliminati duecento anni prima. "Che cosa è accaduto alla ragazza, si è consegnata." "No, l'amava troppo. Disperata per la perdita del suo amato si è lanciata dalla rupe uccidendosi. I Kwaii lasciarono lì i loro corpi. La sera, quando il padre non li vide rientrare era in pensiero per loro e mentre stava per uscire, fu avvertito della loro tragica fine. Per gli abitanti del villaggio fu facile ricostruire l'accaduto, poiché i Kwaii avevano lasciato anche i corpi dei loro caduti."

"Siddin e Aerie sentirono della morte di Van Jr. e si misero in viaggio per raggiungerlo. Allora Siddin non aveva ancora il suo nuovo potere e gli ci vollero due settimane per arrivare. Quando arrivarono alla taverna furono accolti dal padre di Melena anche lui affranto. Sapeva chi erano e li accolse con sincero dolore. Era un momento dove nessuno aveva voglia di dire nulla. Poi li accompagnò alla loro tomba. I loro corpi erano stati ricomposti e sepolti insieme l'uno accanto all'altro in ricordo del loro amore. Quella collina oggi è chiamata la Collina degli Amanti ed è meta di tutti coloro che si vogliono dichiarare amore eterno. Ancora oggi la gente porta dei fiori a loro due." Van era triste, non sapeva cosa dire: "Quando sarà finito, ci andremo anche noi. Non è giusto. I genitori non dovrebbero sopravvivere ai figli. Non è giusto." "Ma questo non è tutto. Il padre di Melena li invitò a restare per la notte, durante la quale li avrebbero ricordati. A notte inoltrata, quando Siddin e Aerie stavano per andare a dormire, ebbero entrambi un messaggio telepatico ' Ci vediamo alla tomba '. Entrambi avevano riconosciuto quella voce. Con la scusa di voler vistare la tomba del fratello senza altre persone, vi si recarono da soli. Quando arrivarono, trovarono lì, Manji che stava disponendo alcuni fiori sulla tomba. Siddin gli chiese come mai lui era lì, sapendo che era morto. Manji rispose che per il mondo, lui era e doveva rimanere morto, fino al giorno prefissato, ma anche lui aveva sentito della morte di Jr ed era subito arrivato là. Nighon da là dista meno di una giornata. Siddin gli chiese come mai era lì ora. Manji gli disse che si ricordava ancora della promessa fatta a Jr. e che stava per mantenerla, ma quella tragedia gliel'aveva impedito. Una volta giunto sul luogo della tragedia, prima ancora che altri vi arrivassero, scoprii chi era stato e si era messo al loro inseguimento. Alla fine li aveva trovati ed insieme ad altri suoi amici draghi li aveva attaccati e sterminati dal primo all'ultimo senza risparmiarne nessuno, facendo passare il tutto per un incidente della loro nave volante. Per evitare che fosse scoperto dal loro nemico, li aveva eliminati tutti. Siddin gli disse: ' Non so se quello che hai fatto sia giusto o meno. Ma penso che ora Jr. e Melena siano felici insieme. ' Manji, Siddin e Aerie rimasero per un po' vicino alla tomba. Poi Manji se n'andò. Siddin e Aerie erano felici adesso sapevano che almeno lui era vivo, ma tristi per la scomparsa di Jr. Il giorno dopo ripartirono non prima che il padre di Melena, gli ridesse gli oggetti personali di Jr., tra cui la sua spada." "Manji ha fatto quello che avrei fatto io." "Non so se darti ragione oppure no, su una cosa però te la do. I genitori non dovrebbero sopravvivere ai propri figli. Jr. avrebbe dovuto vivere felice ed invece le loro vite spezzate così brutalmente, non è giusto. Dopo tutti questi anni ancora non me sono fatta una ragione. E penso anche Manji. Una volta ho provato a guardare nel suo cuore ed ancora oggi crede che il fatto di non aver potuto aiutare in qualche modo suo fratello Jr. sia stato il suo più gran fallimento e ne soffre tantissimo."

Van e Hitomi rimasero ancora un paio d'ore abbracciati nella vasca, tenendosi stretti e ripensando a tutte le cose belle che avevano passato insieme a Jr. Dopo un po' si cominciarono a preparare, Tarnum non avrebbe scusato un loro ritardo e sapevano che c'era in gioco molto. Il giorno dell'Evento si stava avvicinando brutalmente e non potevano ritardare. Nel frattempo due persone erano arrivate non viste sul continente di Central, Hawk e Ryudo. I due seguirono alcuni sentieri poco battuti, quando ad un certo punto furono fermati da alcuni uomini armati. "Fermi dove siete, se ci tenete alla vostra pelle." Hawk pensò che ormai quella frase negli ultimi periodi la conosceva a memoria. "Non abbiamo cattive intenzioni, cerchiamo il comandante Gelu e sua moglie Merle. Veniamo da parte di Tarnum." "Seguiteci senza fare scherzi." Gli uomini armati privarono Hawk e Ryudo delle loro armi. Per Ryudo questo non era un problema, un draconico aveva moltissime armi. Una volta giunti nella vallata nascosta, i due scoprirono che lì vi era stanziato un esercito immenso. Quello era il Libero Esercito di Gelu, il migliore come addestramento in tutta Gaea. Furono scortati nella sua tenda, dove si trovava insieme alla sua compagna. I soldati dissero che quei due li stavano cercando da parte di un certo Tarnum. Gelu e Merle furono colpiti da quel nome.

Merle cominciò a guardare Ryudo molto intensamente: "Lo sai, ragazzino, assomigli molto a Manji, il figlio di Van, chi sei?" "Manji, è mio padre e Van mio nonno. Il mio nome è Ryudo de Fanel. Sono coreggente dell'isola di Nighon, in assenza di mio padre." "Io sono Hawk de Fanel, principe di Fanelia, sono qui per darvi alcune informazioni da parte di Tarnum." Gelu poggiando le mani sul tavolo di fronte a sé squadrò i due: "So cosa può avermi da dire, il mio caro amico Tarnum. ' Sei pronto per il giorno dell'Evento. ' In ogni caso noi siamo pronti. A tal proposito, so chi sei in realtà Hawk de Fanel. Tu non sei solamente il Principe di Fanelia, ma anche il capo dei ribelli che si battono contro il dominio d'Atlantide. Vai dai tuoi uomini e portali qui, ci muoveremo insieme quando sarà il momento. Credo che sia meglio. Scommetto che il luogo dell'incontro sarà nella Vallata del Valalhla." "Sì, esatto." "Lo so, quel piano n'avevamo discusso assieme. Dividi e penetra. Penso che tutti gli eserciti oramai siano pronti, ma perché riesca manca ancora un elemento e fino a che non avverrà muoversi potrà essere pericoloso, spero che avvenga presto. Ora corri e porta qui i tuoi uomini e tutti coloro che sono contro Atlantide. Fai attenzione che non vi siano spie. In ogni caso quando verranno qua, saranno sottoposti ad un piccolo controllo. Le mie guardie hanno un loro metodo per riconoscere le spie. Se vi avessero ritenuto tali ora sareste morti." "Noi andiamo, ci rivedremo qui presto." "Ci conto."

Hawk e Ryudo uscirono dalla tenda dopo averli salutati. Merle parlò: "Spero che finisca presto, vorrei tanto rivedere Van e Hitomi. Sei sicuro che quell'ultimo particolare andrà a posto, altrimenti potrebbe essere un suicidio." "Sì, conoscendo Tarnum avrà fatto di tutto perché riesca. Cosa te ne pare di quei due giovani." "Il principe mi pare in gamba, ma il figlio di Manji mi sembrava nettamente più pericoloso dei due." "Certo poiché per metà in lui scorre il sangue dei draghi. Infondo saper conoscere il proprio avversario immediatamente e capirne i suoi punti di forza e quelli deboli era un talento sia mio sia di Tarnum. Volendo poteva trasformarsi in drago e ucciderci tutti. Per questo non ci temeva, ma in ogni modo non ci sottovalutava. Una freccia tirata al collo di un drago in forma umana, lo uccide ugualmente." "Un drago! Allora le storie che raccontano sul fatto che Manji sia diventato un draconico sono vere." "E chi può dirlo? Quando lo incontreremo potrai chiederglielo."

Hawk e Ryudo lasciarono l'esercito alla volta del rifugio dei ribelli. "Lo sai, quando torneremo dovrò parlare con Gelu. Ho visto molte cose interessanti nel suo esercito. Se noi di Nighon avessimo la metà della loro disciplina e tattica militare allora potremmo essere sicuri di non essere attaccati da nemici esterni. Mio padre aveva ragione il nostro è un forte esercito ma senza una testa, il che a volte può essere una cosa mortale." "Quando torneremo glielo potrai chiedere. Gelu nella strategia militare è secondo solo a Tarnum. Allora come ti pare il modo di vivere degli umani?" "Frettoloso. Vi piace fare tutto di corsa, quello che state organizzando noi l'avremmo realizzato in una decina d'anni. Ma forse questo dipende che la vostra vita è terribilmente più breve." "Già forse è per questo. Ma anche tu non hai la lunghezza di vita di un draconico. Com'è essere per metà umano e per metà draconico." "Per me è normalissimo, anche se agli occhi dei draghi sembrò un essere che si muove con troppa fretta e per gli umani uno che si muove troppo lentamente." "Imparerai. In fondo sei il figlio di Manji." "Già, muoviamoci."