di Hell Knight

 

I

_ inquadrate il bersaglio!_
La voce del comandante mi arriva sempre imprevista e quasi sgradevole all'orecchio, deformata dai filtri metallici del comunicatore. Vorrei che a volte non dovesse urlare i suoi ordini con questa voce spaventosa e autoritaria. La voce del Comandante…a volte vorrei risentire la voce di Dilandau, del mio antico compagno di accademia. Ma è solo un'illusione…come tanti altri miei desideri.
_ Il bersaglio vira di 12 gradi a destra…Gatty, Migel, seguitelo_
_ Si, signore…continuo a tenerlo_ rispondo. Seguo con il visore dell'Alseides il guymelef di Asturia che fugge davanti a noi. Dilandau sembra esaltato da come è andata la battaglia che sta portando a termine. A noi resta solo da finire i superstiti ormai.
_ attento…così lo perdi. Se entra in quella boscaglia laggiù ci metterà in difficoltà_
Miei dei, la voce di Migel…ancora più sgradevole di quella di Dilandau quando prende quel tono di superiorità. Anche in battaglia si permette di dare ordini a me, al vice comandante.
_ lo so, dannazione!_ grido nel microfono, forse con un tono eccessivamente irritato data la situazione. Ma tant'è…Migel Lavariel mi fa perdere la pazienza molto facilmente, specialmente durante i combattimenti.
Ad un tratto lo vedo davanti a me; il guymelef di Asturia tenta un disperato attacco frontale con la sua spada; maledizione, questa non me l'aspettavo.
Barcollo all'indietro per l'urto del colpo che quasi mi fa perdere l'equilibrio. Sento un dolore lancinante al braccio destro, che ho alzato per riparare la cabina di comando. Il guymelef di Asturia è sopra di me, che cosa ha da perdere ormai? Meglio che muoia in battaglia piuttosto che fare la fine di un animale braccato; buffo riuscire in questi istanti a capire cosa il tuo nemico intende fare dopo che hai perso così tanto tempo ad inseguirlo…buffo pensare che tu avresti reagito alla stessa maniera, stessi pensieri, pensieri da soldati.
Tento di condensare il metallo liquido in una lama che lo possa uccidere al primo colpo, che trapassi il rivestimento metallico e arrivi al pilota. Dannazione, si difende come se fosse davvero un animale in trappola, e il dolore al braccio è più acuto di prima.
Improvvisamente sento il suo peso spostato violentemente. Migel l'ha urtato con il suo melef e l'ha buttato a terra. Mi rialzo a fatica. La spada del mio compagno l'ha già trapassato, il guymelef di Asturia e il suo pilota restano immobili.
Sopra di noi, l'Alseides rosso del comandante insieme a quelli degli altri Dragonslayers si dirigono alla base. Sento la voce di Dilandau nel microfono.
_ la missione è completata. Gatty, Migel, raggiungeteci in fretta alla base_
Dei, prego dentro di me che lui non mi abbia visto. Prego ardentemente che non abbia visto come il guymelef nemico mi abbia messo in difficoltà e come Lavariel sia dovuto intervenire per aiutarmi. Non sopporterei una simile vergogna, e non sopporterei i suoi occhi scarlatti che mi guardano con quel disprezzo che mi ha sempre riservato…soprattutto non sopporto che Migel mi abbia messo in questa situazione.


Dilandau passeggia avanti e indietro difronte a noi, che stiamo fermi immobili nell'hangar ad aspettare un rimprovero perché le cose non sono andate esattamente come lui voleva che andassero. Mi aspetto da un momento all'altro di ritrovarmi davanti al viso i suoi occhi infuocati che mi accusano di incompetenza e vigliaccheria.
Invece, stranamente, il suo tono per una volta è quasi gentile
_ abbiamo fatto un buon lavoro. I danni alle nostre unità sono minimi e la miniera è ancora intatta. Direi che possiamo ritenerci soddisfatti, Dragonslayers. Anche il consigliere militare non avrà nulla da ridire per come sono state condotte le operazioni stavolta.Potete andare, il resto della settimana è libero da esercitazioni e combattimenti tranne l'addestramento standard, naturalmente. Ci rivediamo domani mattina, signori_
Molti di noi respirano di sollievo, me compreso. Abbiamo due giorni per riprenderci dagli allenamenti estenuanti che abbiamo dovuto affrontare finora e che il consigliere militare Folken ci ha imposto prima di mandarci in battaglia. Chissà se anche Dilandau ne ha risentito…come sempre non lascia trasparire nulla con noi. Ricordo un ragazzo di qualche anno più giovane che tornava dagli addestramenti dell'accademia e si gettava sul letto della nostra camerata esausto...sembra non abbia quasi più nessun rapporto il Dilandau dei miei ricordi con il mio attuale comandante. Come se il mio compagno di corso fosse un ombra che la mia stessa mente ha creato…lentamente comincio quasi a crederlo davvero.
Una mano si appoggia sulla mia spalla. Mi volto e mi ritrovo a fissare gli occhi azzurri di Migel. Mi sento immediamente a disagio.
_ cosa vuoi?_
Alza le sopracciglia, sorridendomi, per niente infastidito dal mio tono
_ ehi, signor vicecomandante, calma! Volevo solo chiederti se stavi bene, tutto qui_
_ si, sto bene…non è stato nulla_
_ nulla non direi Gatty, dato che se non fossi intervenuto io saresti ancora a terra in quel bosco. Fortunatamente per te il comandante non si è accorto di nulla…o forse se ne è accorto ma non vuole mettere in imbarazzo il suo prezioso vice davanti alla truppa_
Mi sento raggelare fin nelle ossa. Non credevo che Migel mi avrebbe mai detto una cosa simile.
_ che diavolo vorresti dire?_
Lo vedo alzare le spalle. Come sempre il suo tono è del tutto indifferente, non si sente neanche vagamente minacciato da me, dannazione. Eppure sono un suo superiore anche se la mia carica è soltanto un'onoreficenza che Dilandau mi ha conferito quando sono entrato nei Dragonslayers.
_ quello che voglio dire è che un signorino come te farebbe meglio a tenersi lontano dalla battaglia la prossima volta, perchè magari non avrò voglia di aiutarti in futuro dato che a quanto pare non me ne viene nulla e ho rischiato la pelle soltanto per sentirmi parlare in questa maniera_
Migel non aspetta nemmeno una mia risposta, si volta e se ne va dall'hangar. Perché devo sentirmi così stupido ora? Forse la sua domanda era spontanea, forse voleva davvero sapere come stavo, si aspettava un ringraziamento, tutto qui. Ed in effetti posso negare che abbia rischiato per darmi una mano? Naturalmente no. Su una cosa però si sbaglia: Dilandau non mi avrebbe mai risparmiato un rimprovero, o uno schiaffo, o un pugno datomi davanti a tutti...Dilandau non è affatto così sollecito con me: se c'è uno di noi che Dilandau non ha mai toccato, che non subisce mai la sua furia, quello è proprio lui, Migel.


II

_ Buongiorno signori. Spero siate tutti pronti_
Scattiamo sull'attenti e all'unisono gridiamo
_Buongiorno comandante Dilandau, signore!_
Fa sempre freddo la mattina sulla Vione e noi durante l'addestramento non indossiamo le uniformi da battaglia, ma soltanto calzoni, stivali e una maglietta leggera, blu per noi, rossa per il comandante. Mi sforzo di trattenere un brivido, mentre il mio respiro si condensa in vapore davanti alla bocca. Spero ci muoveremo in fretta anche se non amo molto questa parte dell'addestramento. Sono per lo più esercitazioni con la spada, movimenti ritmici e calibrati della complessa tecnica di scherma di Zaibach, che dovremmo imparare alla perfezione perché i nostri movimenti si trasferiscano con esattezza e fluidità ai nostri Alseides…ammetto di essere più preparato nel combattimento con i melef che in un corpo a corpo all'arma bianca.
Guardo Dilandau, che si ferma proprio davanti a me. Possibile che abbia notato il mio disagio? Mi irrigidisco ancora di più nella posizione di attenti.
_Gatty, fammi tu da partner per i primi esercizi_
Sento il sangue salirmi al viso; nulla da stupirsi se Dilandau ha scelto me per mostrare agli altri i primi esercizi della mattina, quelli che tutti poi dovranno ripetere…ma in questo momento non mi sento affatto tranquillo; penso ancora a ciò che è successo ieri e so che Migel Lavariel è due file dietro la mia.
Esco dal mio schieramento e mi metto difronte a Dilandau, che mi passa una delle due spade che tiene in mano. Mi sento nervoso e allo stesso tempo orgoglioso della sua preferenza…si, perché non dovrebbe essere così in fondo? Perché non dovrebbe avere per me più considerazione che per gli altri? Ci conosciamo da molto tempo, so di lui più cose di chiunque altro…abbiamo rischiato la vita insieme, nelle missioni di addestramento a Romeira, ho scelto di seguirlo nei Dragonslayers anche se non avrei voluto continuare una vita nell'esercito; ho dato tutto a Dilandau…perché lui non dovrebbe ricambiare la mia devozione? Sorrido e riesco in questo modo a tranquillizzarmi…anche Lavariel lo ha detto, no? Il suo prezioso vice.
Dilandau si mette davanti a me in posizione di guardia ed io faccio altrettanto.
_ osservate bene la sequenza, signori…poi la dovrete ripetere finchè non la conoscerete alla perfezione_
Dilandau mi incalza con movimenti ritmici e precisi, la sua spada sibila nell'aria. Ci scambiamo colpi che sembrano una sorta di danza mentre le nostre lame tintinnano l'una contro l'altra. Raramente sento Dilandau vicino come in questi momenti, vicino come una volta era il mio compagno di stanza e di corso. Ora che ci stiamo allenando insieme, percepisco in lui una certa serenità, una cosa veramente rara per il comandante dei Dragonslayers. I suoi occhi color granato non si staccano dalla mia figura mentre sento su di me anche gli sguardi degli altri soldati.
_ che diavolo hai Gatty? Concentrati!_
La voce di Dilandau mi riscuote
_ certamente, perdonatemi comandante_ Dilandau cerca di chiudere la stoccata con un colpo diretto che riesco a parare agevolemente. Mi sorride con un sorriso malvagio, sinistro come sempre sul suo viso. In rapida successione paro un colpo al fianco e uno alla gamba e alla fine le nostre lame si incrociano con forza a mezz'aria.
Dilandau sorride ancora
_ va bene Gatty-tenshi, basta così. Spero che abbiate osservato attentamente. A voi ora_ dice il comandante rivolto agli altri _ Gatty, continua con Migel_
Accidenti, avrei perferito allenarmi con Shesta o Dalet, e non proprio con Migel. Mi innervosisce, come sempre. Ma non posso certemente discutere gli ordini di Dilandau, e senza una buona ragione.
Migel si mette in posizione davanti a me e mi sorride. Devo intendere il suo sorriso come un gesto di amicizia, o di sfida? Cominciamo a combattere, le nostre spade si scontrano con forza. Diavolo, Migel è veloce e allenato…Dilandau prima si stava soltanto esercitando, ma Migel ora fa sul serio. Cerco di rispondere parando i suoi colpi, ma lo sento incalzarmi sempre più da vicino
_ che accidenti credi di fare?_ gli dico a bassa voce, perché gli altri non mi sentano oltre il rumore delle spade.
_ nulla signor vicecomandante. Mi alleno, tutto qui. Se non riesci a tenere il mio ritmo, chiedi al comandante di farti combattere con qualcun altro_ Stavolta non sorride, stavolta i suoi occhi azzurri mi appaiono freddi e determinati, ancora più taglienti di quelli di Dilandau, quando si arrabbia seriamente. Non credevo che il mio collega e compagno di battaglia potesse avere questo aspetto tanto distante e duro mentre combatte.Ora sono io che mi sento minacciato.
_ ti ricordo che è solo un addestramento…cerca di abbassare quella spada se non vuoi ammazzarmi_
_ al vicecomandate forse non va l'idea di non riuscire a difendersi davanti alla truppa semplice? Guarda Gatty…Dilandau ti sta osservando_
Mi volto di scatto e scopro che è vero, Dilandau guarda verso di noi, forse perché ha intuito che a differenza degli altri non stiamo soltanto facendo un'esercitazione, ma stiamo…litigando, combattendo? Miei dei, gli occhi di Dilandau sono fissi nei miei, i suoi occhi color granato che sembrano tanto accigliati. Sento il sibilo della spada di Migel a poca distanza dall'orecchio, riesco a pararla per un soffio prima che si abbatta sulla mia spalla
_ a cosa credi che stia pensando il comandante, Gatty? Forse che ha sbagliato a dare il posto di vice a chi non riesce mai a cavarsela da solo_
_ adesso piantala Lavariel!Dimmi dove vuoi arrivare!_
Dei, ancora quel sorriso soddisfatto sul suo viso, ancora mi ritrovo a fissare i suoi occhi freddi come schegge di metallo azzurro
_Dico che finora sei stato fortunato Gatty…Dilandau sembra così legato a te…ma il posto di vicecomandate dei Dragonslayers dovrebbe andare al migliore pilota dopo il comandante. E lui stesso mi ha detto che quel pilota sono io, non tu. Vorrei soltanto ciò che mi spetta di diritto_
Mi fermo davanti a lui, come se la sua spada mi avesse trapassato il petto. Possibile che mi senta così indifeso davanti alle sue parole? Dilandau gli ha davvero detto questo? O lui lo sta dicendo per tormentarmi? Ma se fosse così perché dovrebbe avere maturato un simile astio nei miei confronti? No, non è possibile. Migel deve essere sincero se mi dice una cosa simile. Dilandau ha detto che lui è il suo pilota migliore, il suo soldato migliore. Non mi stupisce…miei dei, non mi stupisce affatto.
_Quando ti ho visto cadere in quel bosco Gatty, quando ho visto che senza di me non te la saresti cavata nemmeno di fronte ad un nemico tanto insignificante mi sono chiesto come ho fatto spesso da quando ti ho conosciuto perché Dilandau ti tenga in così tanta considerazione…quando sarei io in realtà a meritare la sua fiducia _
Il viso di Migel si rabbuia e per un istante non ha più lo sguardo freddo di un soldato con una spada in pugno. Quello che leggo nei suoi occhi si potrebbe definire…tristezza, gelosia, forse? In questo momento lo paragonerei ad un ragazzino, un ragazzino invidioso del fratello maggiore, se non fosse che il suo turbamento non ha nulla di tanto infantile.
Non so nemmeno più come rispondere alle sue accuse. Mi sento umiliato dal fatto che un mio compagno mi metta davanti agli occhi così freddamente i miei limiti. Che io non sappia combattere come un ufficiale…che io non meriti il grado di comandante dei Dragonslayers, come mio padre desiderava, è un fatto che ho accettato, e senza pormi eccessivi problemi. E' Dilandau Albatou il mio comandante, il mio capitano, il mio generale, così è sempre stato anche quando eravamo cadetti. Ma brucia, brucia dentro di me il fatto che Migel mi ferisca in un punto in cui sono tanto sensibile, in un punto che credevo di riuscire almeno a tenere nascosto ai miei colleghi…quanto sia fondamentale per me essere la persona di cui Dilandau più si fida, quanto sia fondametale essere colui che gli è più vicino, anche a prezzo di essere quello su cui lui sfoga più facilmente la sua rabbia, senza pensieri, senza rimorsi. Va bene anche questo, purchè il mio comandante sappia che sono io il suo vice, che non sono uno degli altri, uno dei tanti al suo servizio.
Ma così ora mi fa apparire Migel…mi coglie quasi una sensazione di panico al pensiero che questo ragazzo davanti a me possa davvero mettermi da parte…se davvero Dilandau gli ha detto…miei dei…perdere tutto, così facilmente?
Non so se Migel vede tutto questo nel mio sguardo stupefatto e sconvolto, ma mi prende ancora una volta in contropiede con la lama della sua spada e stavolta prima che io riesca a difendermi in qualche modo sento il freddo gelido della lama sul braccio e un dolore improvviso e acuto. Mi sfugge un gemito e vedo tra la stoffa leggera della maglia blu una larga macchia di sangue. Sento la rabbia scorrermi nelle vene improvvisa, come se quella ferita avesse spalancato le porte della mia collera senza che io possa fare nulla per trattenerla. Colpisco Migel al viso, con forza, con tutta la forza che sono riuscito a raccogliere in quel momento. Barcolla all'indietro; leggo lo stupore nei suoi occhi, e il riflesso della mia stessa rabbia. Vedo la sua mano lasciare la spada e scattare all'indietro.
_ Lavariel! Adair!_
La voce di Dilandau blocca improvvisamente Migel che rimane a fissarmi con una luce cupa di rancore nelle sue iridi di vetro azzurro…in fondo non è riuscito a restituirmi il colpo.
Dilandau si avvicina a me e Migel; prima che io possa almeno accennare ad una scusa o ad un giustificazione la sua mano si abbatte sul mio viso, con la solita violenza, la solita foga. Quando il palmo della sua mano mi colpisce la guancia sento un bruciore familiare, un dolore che conosco bene e che stranamente in questa occasione mi rincuora, come se mi avesse bruscamente riportato alla realtà. Sento il rumore della carne che colpisce la carne una seconda volta; Dilandau ha schiaffeggiato con rabbia anche Migel, che ora si tiene la guancia e il suo sguardo è fisso a terra e vuoto.
Il comandante mi afferra la stoffa della maglia sotto la gola e mi avvicina al suo viso. I suoi occhi di rubino sono incolleriti.
_ Lavariel, vai a farti un giro_ non guarda nemmeno Migel anche se i suoi ordini sono per lui. Dietro di noi lo vedo lanciare uno lungo sguardo al comandante e a me, prima di allontanarsi senza una parola.
_ per quanto riguarda te, non so che diavolo ti è preso ma non mi va di vederti perdere il controllo in questa maniera in una sessione di allenamento, chiaro? La prossima volta non te la cavi con così poco, Gatty_
Distolgo gli occhi dalle iridi glaciali del comandante e osservo la mia ferita al braccio. Le parole mi escono a fatica, la rabbia mi scorre ancora prepotente sotto la pelle ma non servirebbe tentare di giutificarmi con Dilandau. Delle mie scuse non gli importerebbe nulla.
_ Mi dispiace molto, signore…è stato un incidente che non si ripeterà_
_ lo spero per te, Gatty_ mentre mi lascia la sua espressione è dura, severa più del solito. Rimpiango con una sensazione di tristezza acuta il modo in cui poco prima mi ha sorriso, anche se il suo sorriso non era per me, ma solo per come stava andando il suo esercizio…eppure, posso godere solo di questi momenti, solo qualche piccolo istante in cui posso più facilmente illudermi che Dilandau mostri a me più che a chiunque altro quello che ha dentro di sé.
E ora sento che quel momento di poco prima l'ho perduto, tanto semplicemente e facilmente. Vorrei quasi chiedergli di sorridermi di nuovo, anche con quel suo solito sorriso sinistro. Naturalmente non posso farlo.
_ vi assicuro che non si ripeterà, comandante Dilandau_


III


L'inseguimento del Drago prosegue da alcuni minuti ormai. Questa boscaglia maledetta ci impedisce di muoverci facilmente e sembra ddirittura che il Drago possa vederci oltre la nostra mimetizzazione ottica. Si è spostato lungo la riva di un fiume dopo avere lasciato a terra i due passeggeri che trasportrava. Dilandau non esita a seguirlo e noi dietro di lui ci tuffiamo nel fiume, nascondendoci dietro i mantelli.
Sento la voce del ragazzo che pilota il Drago.
_ Nell'acqua i vostri mantelli illusori sono inutili!_
Devo ammettere che la strategia del Drago mi ha colto di sorpresa, nell'acqua i movimenti dell'Alseides si possono distinguere facilmente.
Mi arriva al microfono del comunicatore la risata soddisfatta di Dilandau
_ Molto acuto! Ma che tu ci veda o no non fa proprio alcuna differenza!_
L'Alseides rosso scatta verso il Drago e incrocia con lui la sua spada di metallo liquido.
_ è il momento, attaccate!_ grida Dilandau. Riusciamo ad immobilizzare il Drago, sento le mie lame che affondano attraverso il metallo di rivestimento del guymelef bianco
_ sopra di noi!_ grida Dalet al microfono. Alzo lo sguardo in tempo per vedere il guymelef di Asturia di Allen Schezar che piomba dall'alto su di noi, tra il Drago e il comandante. Il cavaliere di Asturia incrocia la sua pesante spada con quella del comandante e riesce a recidere le sue lame.
_ Gatty!_
Mi avvento verso il drago per bloccarlo e mi preparo a fronteggiare la sua spada, mentre lascio che il comandante affronti Allen Schezar. Non ho nessun dubbio che possa batterlo facilmente. Il Drago si abbatte su di noi, colpisce con forza l'Alseides di Dalet alla spalla ed il mio collega cade in acqua con un urlo. Mi lancio verso il Drago per bloccarlo ma sento accanto a me il guymelef di Migel; mi spinge in acqua con tutto il suo peso.
_ dannazione!_ mi viene da urlare, e credo che anche Dilandau mi abbia sentito.
Migel si avventa sul Drago ma è sbilanciato in avanti. La spada dell'Escaflowne trapassa la cabina di guida, sento Migel gridare.
Il Drago è davanti a me e mi volta le spalle. Forse potrei bloccarlo facilmente, forse se condensassi il metallo in più lame lo distrarrei abbastanza perché Migel possa riprendersi e rialzarsi.
La voce di Dilandau mi arriva all'orecchio senza il suo tono autoritario, senza traccia di rabbia, di foga o di odio. E' una voce spaventata, sconvolta…una voce che non gli ho mai sentito.
_ MIGEL!_ urla.
Il metallo liquido non esce dalle bocche del braccio destro del mio guymelef. Rimango bloccato con i comandi tra le dita, ferito tanto profondamente quanto non avrei creduto possibile. La voce di Dilandau, piena di pura preoccupazione. Ora lo vedo chiaramente, per nessuno di noi avrebbe usato quel tono, forse per me meno che per gli altri. Il povero, misero Gatty. Il suo vice perché a Dilandau piace ricordare che una volta avrebbe potuto essere il suo comandante…una volta. Povero, misero e patetico Gatty.
Che Migel se la cavi da solo. Non voglio che si salvi. Non dopo avere sentito la voce di Dilandau.
All'improvviso il comandante dà ordine di rientrare alla base. Da lontano vedo la Vione, probabilmente il sommo Folken gli ha dato delle direttive prioritarie.
Ci ritiriamo lasciando Migel sul ciglio del fiume.


Il comandante mi ha affidato il suo rapporto sulla missione appena conclusa. Portandolo al sommo Folken so che i due comandanti in capo della Vione hanno già deciso le prossime mosse per il recupero del Drago e per ottenere informazioni sul modo ancora oscuro con cui il Drago è riuscito a penetrare la nostra mimetizzazione. Dilandau ha accennato al fatto che si utilizzerà un uomo illusore.
Busso leggermente alla porta dello studio del consigliere militare. Da dentro mi risponde una voce sconosciuta che mi dice di entrare. Strano che Folken non sia nelle sue stanze.
Le porte automatiche si aprono con un movimento fluido e sento un odore acuto, che riconosco immediatamente…è l'odore della pelle cangiante degli uomini camaleonte.
_ Devo consegnare questo da parte del comandante Dilandau_
L'uomo illusore mi sorride
_ Padron Folken non c'è per il momento ma puoi lasciarlo qui_
Appoggio il rapporto di Dilandau sulla scrivania di Folken
_ sei turbato, soldato?_
Mi volto di scatto verso l'uomo illusore. La sua domanda mi colpisce come una stilettata improvvisa, eppure in qualche modo non me ne stupisco…forse la mia espressione è davvero turbata.
_ Lo vedo dai tuoi occhi_ mi dice. I suoi strani occhi, che sembrano larghe gemme smaltate di verde, si fissano nei miei. Non mi piace il suo sguardo, il suo sguardo che sembra si diverta a penetrare nei miei pensieri. Capisco perché Dilandau non apprezza l'aiuto degli uomini di questa specie.
_ è per il tuo compagno che avete perduto? Non devi stupirti. Ho sentito padron Folken e il giovane generale parlarne. Anche il comandante Dilandau aveva la tua stessa espressione…dolore e sconforto, strane emozioni per uno come lui_
_ Ho fatto ciò che dovevo, me ne vado_
Questa conversazione mi mette a disagio ed io sto già faticando molto a tenere a freno i miei pensieri su tutto quello che è accaduto.
_ Il tuo compagno…spero di riuscire a riportarlo alla base, anche se non sarà semplice_
Sembra che l'uomo illusore stia parlando per provocarmi in qualche modo. Che sia davvero così? Che abbia davvero letto tutto quanto dentro di me, come in uno specchio in cui ha visto riflessa tutta la mia vigliaccheria? Provo una vergogna acuta. Come se mi avesse colto a fare un'azione spaventosa e miserabile.
_ ovvero?_
Ecco, ora mostrami ciò che volevi mostrarmi.
_La mia missione prioritaria è raccogliere informazioni. La vita di un Dragonslayer è secondaria. Lo farò fuggire, forse. Ma se crea difficoltà, padron Folken vuole che lo elimini_
Mi corre un brivido lungo la schiena ed istintivamente penso agli occhi di Migel, ai suoi occhi di metallo azzurro velati dalla tristezza, quella volta durante l'addestramento.
_ perché lo stai dicendo a me?_
_ perché io ho un problema, soldato. Il mio dovere è di obbedire al mio padrone. Ma non so cosa pensa il tuo generale. La vita dei Dragonslayers è sotto il suo comando ed io ho paura di lui. Se vuoi conoscere la mia opinione, mi chiedo moltissime volte come possiate portargli tanta devozione. Ma forse a voi non farebbe nulla. Ma a me sì. Capisci quello che voglio dire, soldato? Devo obbedire agli ordini di Folken…o cercare prima di tutto di salvare il vostro compagno? Ho paura di Dilandau. Ho paura di quello che potrebbe farmi se sapesse che ho sacrificato la vita di uno dei suoi soldati_
L'uomo illusore mi appare sinceramente preoccupato, più per la sua vita che per qualunque altra questione di obbedienza o lealtà a Folken. Cosa gli dovrei rispondere ora? Che è vero, che Dilandau lo ucciderebbe senza pensarci un istante se lui a sua volta causasse la morte di Migel? Sorrido tra me. Sì, per Migel lo farebbe, per Migel si vendicherebbe…non per nessun altro di noi.
Stringo i pugni e la rabbia cocente che ho provato il giorno in cui Migel mi ha ferito al braccio mi risale nella gola con una sensazione di nausea. Dannazione, dannazione…non ho fatto nulla per impedire al Drago di ferirlo e la colpa che pesa dentro di me è stata così acuta che ho creduto di rimanerne schiacciato. Dov'era il mio onore di soldato di Zaibach, la mia amicizia verso un mio compagno di battaglia? Incredibile come tutto questo ora mi appaia patetico, come se mi fosse sempre stato estraneo.
_ Il comandante Dilandau sa che le priorità dell'impero vengono prima di qualunque altra cosa. Anche della vita dei suoi soldati_
Esco dalla stanza di Folken e torno lentamente verso l'ala dei Dragonslayers.
Devo tutto al mio comandante…e non voglio perderlo. Mai.